Archivi tag: Alberto Burri

giacomelli e burri: questione di concordanza

Rai Radio Techetè dal 20 al 21 febbraio Speciale audio ”Giacomelli e Burri. Questione di concordanza”, a cura di Francesca Vitale.
Montaggio con materiali dell’archivio radiofonico Rai e un intervento di Katiuscia Biondi Giacomelli diviso nelle due puntate

L’ orario della diretta è sempre lo stesso: h. 6:00, 14:00, 22:00. Per ascoltarla: dal sito di Radio Techetè andare su Palinsesto
e poi nell’archivio (playlist) degli speciali.

Senza frequenza, ascoltabile dal computer e digitale terrestre.

collage, todi: inaugurazione di “dark is a color”

Sabato 10 settembre dalle ore 11:00 alle ore 19:00 si inaugura a Todi negli spazi di CollAge la mostra DARK IS A COLOR.

Una selezione di opere di autori e anni diversi, da Alberto Burri e Mimmo Rotella degli anni ’50 alla giovane Elisa Garrafa del 2022, passando per Paolo Canevari, Bruno Ceccobelli, Giacinto Cerone, Gianni Dessì, Alberto Di Fabio, Marino Ficola, Giosetta Fioroni, Andrea Fogli, Giuseppe Gallo, Eliseo Mattiacci, Maurizio Mochetti, Elisa Montessori, Nunzio, Laura Palmieri, Alice Paltrinieri, Claudia Peill, Leonardo Petrucci, Angela Piga, Cristiano Pintaldi e Piero Pizzi Cannella.

I lavori di questi artisti, per quanto eterogenei e ben caratterizzati nelle proprie identità formali, sono accomunati da un approccio dal sapore minimale in grado di restituire in forma visiva un’atmosfera rarefatta, intimista e con sfumature di natura concettuale.

La mostra sarà visibile fino a sabato 26 novembre compreso.

CollAge – Collection Storage
Via del Duomo, 12/14/15/16 – Todi

Orari di apertura

Dall’11 settembre al 1 ottobre 2022:
Venerdì 15:00 – 19:00
Sabato 10:30 – 12:30 / 15.00 – 19:00
Domenica 10:30 – 13:00

Dal 2 ottobre al 26 novembre 2022:
Sabato 10:30 – 12:30 / 15.00 – 19:00

collage.todi@gmail.com

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una prossimità caruso-burri (in un’opera di l.c. del 1973)

Luciano Caruso, Senza titolo, 1973

https://www.archiviolucianocaruso.org/opere/senza-titolo-2/

Una felice e certo studiata prossimità col lavoro grafico di Burri per le 17 variazioni… con Emilio Villa è a dir poco palese:

Alberto Burri per Emilio Villa

Alberto Burri, copertina per le 17 variazioni per una pura ideologia fonetica (1955, 1962)

Altra opera di Burri per lo stesso libro

la luce del nero: mostra alla fondazione burri

LA LUCE DEL NERO
Dal 14 aprile 2022 al 28 agosto 2022
CITTÀ DI CASTELLO | PERUGIA

A cura di Bruno Corà
presso la Fondazione Burri, Via Albizzini 1

INFO: http://www.fondazioneburri.org

Alberto Burri, Cellotex, 1980. Cellotex, acrilico, vinavil su tavola 70,5 x 100,5 cm (da https://www.arte.it/calendario-arte/perugia/mostra-la-luce-del-nero-84335#_)

“Appena inaugurata, la rassegna, che dura sino al 28 agosto, raduna lavori, tra gli altri, di Bizhan Bassiri, Enrico Castellani, Lucio Fontana, Hans Hartung, Emilio Isgrò, Jannis Kounellis, Robert Morris, Louise Nevelson, Nunzio, Claudio Parmiggiani, Antoni Tàpies, più facsimili di opere di Burri che si possono toccare”.

https://www.arte.it/calendario-arte/perugia/mostra-la-luce-del-nero-84335

https://artemagazine.it/2022/04/14/la-luce-del-nero-alla-fondazione-burri-a-citta-di-castello/

https://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/la-rivincita-del-nero-alla-fondazione-burri/139086.html

https://umbria7.it/2022/04/la-luce-del-nero-ai-capannoni-dellex-tabacco-tropicale-di-burri

Il nero prima di ogni altro colore, il buio prima della luce. Una immersione sensoriale, un invito a scoprire l’ arte toccandola per dare via libera allo sguardo interiore e alla percezione più profonda.

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dal 22 aprile a palermo (palazzo reale, sale duca di montalto): mostra “realtà reale”

 .Я∃ aprirà il 22 aprile a Palazzo Reale (Sale Duca di Montalto), a Palermo, con opere di 16 artisti: Alberto Burri, Saint Clair Cemin, Tony Cragg, Zhang Hong Mei, Anselm Kiefer, Jeff Koons, Sol LeWitt, Emil Lukas, Mimmo Paladino, Claudio Parmiggiani, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Tania Pistone, Andres Serrano, Ai Wewei e Gilberto Zorio

https://www.ansa.it/sicilia/notizie/2022/04/06/mostre-a-confronto-con-la-realta-16-artisti-a-palazzo-reale_2175f61a-957e-4fc1-a480-78d1e2330a57.html

> Il titolo della mostra evoca da subito il senso del progetto. Ossia l’esigenza e lo slancio vitale a rielaborare e riorganizzare le proprie azioni dopo eventi stravolgenti e annichilenti come la pandemia, la regressione democratica e la guerra. .ЯƎ esprime l’urgenza di uscire dalla coazione a ripetere per riaccendere la comprensione e la riscrittura della realtà, che non può prescindere dalla necessità di “rinascita” (REbirth), “ricostruzione” (REconstruction), “riavviamento” (REboot), come recupero di un’esistenza non omologata. <<

https://www.palermotoday.it/eventi/mostra-re-palazzo-reale.html

>>Il rischio contro cui opporre RƎSISTENZA, è una civiltà della semplificazione in cui l’arte finisce per essere concepita come rappresentazione effimera della realtà.<<

 

“on fire”, alla fondazione cini, dal 22 aprile

da ArtsLife
(articolo di Elio Crema)

On Fire è la prima esposizione interamente dedicata all’uso del fuoco come mezzo di creazione artistica tra le avanguardie del Secondo Dopoguerra. Curata da Bruno Corà con il contributo di Luca Massimo Barbero, la mostra è ospitata dalla Fondazione Giorgio Cini e promossa dalla galleria Tornabuoni Art.

Il percorso espositivo è quindi strutturato attraverso sei sezioni che permettono di scoprire, per la prima volta l’uno accanto all’altro, Yves Klein, Alberto Burri, Arman, Jannis Kounellis, Pier Paolo Calzolari e Claudio Parmiggiani alle prese con il fuoco. Sono in totale 26 le opere esposte.

Seppur accomunati dall’elemento utilizzato, la mostra si concentra, però, su ogni maestro, mettendone in evidenza le diverse modalità d’impiego. Il fuoco si può trovare come strumento di combustione dei materiali (Klein, Burri, Arman); come presenza viva con i propri effetti sensoriali, talvolta spettacolari (attraverso la luce, il calore, e talvolta il rumore) (Klein, Kounellis, Calzolari); infine, come traccia pittorica attraverso il fumo della combustione (Calzolari, Parmiggiani).

l’intero articolo, tratto da ArtsLife, è qui:
https://artslife.com/2022/03/09/klein-burri-venezia-mostra-fuoco-arte/

al maxxi fino al 6 febbraio: “giacomelli | burri. fotografia e immaginario materico”

Alberto Burri e Mario Giacomelli al MAXXI di Roma fino al 6 febbraio – storia di una amicizia e un sodalizio artistico nati attorno al dialogo sul paesaggio.

Al signor Burri, memore della sua gentilezza, Mario Giacomelli, 1966

“La terra non è più come una volta, il luogo dove l’uomo sperava e rideva. La terra come la vedo adesso è fatta di segni, di materia, come un quadro di Burri; un mio paesaggio di oggi è più vicino a un suo quadro che alla terra che fotografavo prima, perchè cerco il segno, le scritte, i volti come ho fatto negli altri lavori” (Mario Giacomelli)

“Non sembri azzardato leggere in parallelo le ricerche di Giacomelli sul paesaggio e alcuni cicli di Alberto Burri. A uno sguardo indifferente alle categorie e alle convenzioni della critica, apparirà infatti evidente … l’analoga attitudine a costruire l’immagine come sintesi, astratta riconfigurazione sulla superficie dell’opera di un’unità visiva generata dal medesimo sentimento della natura” (Marco Pierini)

Giacomelli | Burri. Fotografia e immaginario materico
a cura di Marco Pierini, Alessandro Sarteanesi – fino al 6 febbraio 2022 al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo

Catalogo Magonza editore www.magonzaeditore.it

dal 26 giugno: emilio villa e l’appia antica. mostra a capo di bove (roma)

Roma, Complesso di Capo di Bove sull’Appia Antica
26 giugno – 19 settembre 2021

1957-1960: un breve arco di tempo in cui si dipana una storia poco nota ma straordinaria dell’arte del Novecento, che vede protagonista l’Appia Antica, narrata dalla voce ispirata di Emilio Villa, poeta e critico.
Questa la narrazione di Un Atlante di arte nuova. Emilio Villa e l’Appia Antica, la mostra che sarà allestita al complesso di Capo di Bove dal 26 giugno al 19 settembre 2021. Promossa dal Parco Archeologico dell’Appia Antica da un’idea della casa editrice Electa, l’esposizione è curata da Nunzio Giustozzi così come il volume (con contributi di Manuel Barrese, Andrea Cortellessa, Giorgia Gastaldon) che ripercorre le vicende di quei pochi ma cruciali anni formativi per autori destinati a dominare il panorama artistico italiano.
L’idea di una galleria in un cascinale al civico 20 dell’Appia Antica, all’epoca proprietà di Liana Sisti che ne divenne la direttrice, fu suggerita da Enrico Cervelli, un giovane pittore che aveva fissato lì il suo atelier. Nel novembre del 1957 agli studi d’artista si unì la galleria: una scelta forse topograficamente eccentrica, ma dettata con ogni probabilità dall’intuizione di rispondere alle esigenze della nuova abbiente borghesia romana che preferiva abitare quel paesaggio ameno, piuttosto che un centro storico ancora segnato dalla guerra.
L’indirizzo era condiviso dalla redazione di una nuova, sperimentale rivista d’arte contemporanea, edita da Liana Sisti e Mario Ricci, diretta da Emilio Villa (1914-2003), figura geniale e anomala nel panorama culturale italiano, e intitolata “Appia Antica. Atlante di Arte Nuova” che in quella sede durò per un solo rivoluzionario numero pubblicato nel luglio del 1959. Continuò, con una seconda uscita “internazionale”, aperta all’arte americana, nel gennaio del 1960 ‒ i fascicoli 3 e 4 del 1961 non furono mai dati alle stampe e i materiali relativi sono perduti ‒ sciolto ogni legame con la galleria che nel frattempo aveva cessato l’attività.
Il percorso espositivo, allestito da Massimo Curzi nel complesso di Capo di Bove, ha l’ambizione di ricostruire per la prima volta gli eventi espositivi del triennio 1957-1959 presso la galleria “Appia Antica” e di proporre per exempla l’opera di alcuni degli artisti italiani presenti nelle pagine della rivista concentrati nella riflessione sulla materia dell’opera d’arte e sul quadro che si fa oggetto.
In mostra opere d’arte, fotografie degli allestimenti storici e dei maestri, preziosi documenti ritrovati, testi critici.

Gli artisti: Agostino Bonalumi – Alberto Burri – Bruno Caraceni – Enrico Castellani – Enrico Cervelli – Nino Franchina – Taku Iwasaki – Lorri – Francesco Lo Savio – Renato Mambor – Edgardo Mannucci – Fabio Mauri – Nuvolo – Mimmo Rotella – Mario Schifano – Toti Scialoja – Cesare Tacchi – Giulio Turcato – Giuseppe Uncini – Arturo Vermi.

https://www.electa.it/mostre/un-atlante-di-arte-nuova-emilio-villa-e-lappia-antica/

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oggi: due documentari in streaming gratuito su alberto burri

OGGI, domenica 21 marzo, DomenicaDOC propone in streaming gratuito i due documentari Alberto Burri e la sua città, e Alberto Burri e Piero della Francesca – Le due rivoluzioni

Disponibili dalle ore 10 alle ore 24 di domenica 21 marzo inserendo il codice FPM-BURRI
Alberto Burri e la sua città https://vimeo.com/525420056
Alberto Burri e Piero Della Francesca. Le due rivoluzioni https://vimeo.com/524782785

Sky Arte
Fondazione Palazzo Albizzini / Collezione Burri
Fotografie di Aurelio Amendola

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“Amendola lascia in primo piano il fuoco, Burri è dietro, si muove rapidamente, abbastanza per non avere i contorni nettamente disegnati, così la fotografia ci fa capire il movimento; il bruciatore appare a volte ben delineato, quando è tenuto fermo. Burri non osserva il fotografo, Burri non guarda chi lo riprende, Burri si isola, un poco come Amendola che deve riprendere, scattare, scattare, cambiare il caricatore della camera, scattare ancora.
Riuscire a essere tanto presente, ma insieme saper lasciare l’artista libero di agire.”
—Arturo Carlo Quintavalle

burri, una vita / giovanni carandente. 1960 [documentario dalla cineteca di bologna]

Straordinaria l’apparizione del libro (collaborazione tra Burri ed Emilio Villa) 17 variazioni su temi proposti per una pura ideologia fonetica: da 11′ 37” a 12′ 23” Burri lo sfoglia e ne mostra varie pagine.

Dalla pagina youtube della Cineteca di Bologna:

Diciottesima puntata della rubrica online “Il Cinema Ritrovato | Fuori Sala”, alla scoperta di piccole perle di cinema conservate nei nostri archivi (guarda gli episodi precedenti). Andrea Meneghelli, responsabile dell’Archivio Pellicole della Cineteca di Bologna e curatore – insieme a Gian Luca Farinelli – di questa rubrica, introduce il film.

In questo episodio presentiamo il documentario d’arte ‘Burri, una vita’, realizzato nel 1960 da Giovanni Carandente.
Un genere molto frequentato in Italia, questo del documentario d’arte, che ha prodotto spesso risultati mediocri, dove le arti visive più che essere valorizzate finivano per trasformarsi in un soggetto piuttosto arido e poco interessante. Ci sono naturalmente alcune eccezioni (prodotte da autori come Carlo Ludovico Ragghianti, Raffaele Andreassi, Luciano Emmer, Enrico Gras), e questo film di Carandente dedicato alle opere e al lavoro dell’artista Alberto Burri è tra queste: qui abbiamo l’eccezionale privilegio di poter vedere l’artista all’opera, tra colle, listelli di legno e pannelli di plastica, fiamma ossidrica e lastre di metallo.
La versione del film che proponiamo proviene da una copia 35mm, pellicola molto rovinata soprattutto per quanto riguarda il sonoro. “Giusto per ricordare come anche il cinema sia materia e, in quanto materia, non è esente dal logorio inesorabile del tempo”.

Per recuperare tutte le puntate: bit.ly/cinemaritrovato_fuorisala