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Petrolio venenzuelano diretto allo stato genocida passerà per Sarroch, in Sardegna, il 17 febbraio

PETROLIO VENEZUELANO DIRETTO A “ISRAELE” PASSERÀ PER SARROCH, IN SARDEGNA, IL 17 FEBBRAIO. Indetta una conferenza stampa per quel giorno

La petroliera Poliegos trasporta:

* 200,000 barili di crudo venezuelano diretti all’entità sionista
* 800,000 barili destinati alla Saras, di proprietà della svizzera Vitol

La Vitol è una delle aziende incaricate da Trump per vendere il petrolio venezuelano in seguito all’aggressione imperialista dello scorso gennaio.

Questo petrolio è stato rubato al Venezuela e viene sottratto alle nostre sorelle e fratelli cubani, a cui era originariamente indirizzato, peggiorando ulteriormente le loro condizioni economiche già vessate dall’embargo imposto dagli USA.

Questa gravissima usurpazione delle rotte commerciali internazionali ha la finalità di alimentare il genocidio in Palestina, trasportando infine il petrolio alla città palestinese occupata di Haifa.

Un report del 2025 ha rivelato che dalla Saras di Sarroch provengono il 17% del petrolio e dei prodotti raffinati importanti da “Israele”.

I padroni della Saras sfruttano e avvelenano il popolo sardo, monopolizzando la nostra economia, sfruttando la nostra forza lavoro e inquinando il nostro ambiente.

In quanto sarde e sardi siamo legati a doppio filo con i popoli venezuelano, cubano e palestinese, che vengono assediati e massacrati ogni giorno dagli stessi padroni imperialisti, ed è nostro dovere in questo momento essere solidali con loro.

Per denunciare tutto questo abbiamo indetto una conferenza stampa martedì 17 febbraio alle 16:00 davanti all’ingresso dello stabilimento Saras di Sarroch, invitando a presenziare tutti i movimenti, i lavoratori e le persone solidali che vogliono opporsi alla complicità della Saras con l’economia del genocidio e con l’oppressione dei popoli.

NON UNA GOCCIA DI PETROLIO PER “ISRAELE”!

una facile allegoria (3 gennaio 2026)

da https://slowforward.net/2026/01/03/dip-061/
e https://noblogo.org/differx/questo-dip-su-slowforward-invece-non-lo-riprendo-lo-replico-proprio

sono le dodici passate del 3 gennaio ’26 e non ho ancora letto i social, ma posso immaginare che due delle notizie di oggi possano essere state già – e non da pochi – messe in relazione: (1) i colonialisti per eccellenza, gli Stati Uniti, hanno attaccato il Venenzuela e catturato Maduro e la moglie; (2) dall’incendio a Crans-Montana in Svizzera sono emerse, oltre alle decine di morti e feriti, le immagini di un video in cui alcuni che ballavano vedevano e quasi “festeggiavano” senza scappare il soffitto che dava fiamme, finché tutto ha preso fuoco.

a questo punto è semplice, anche troppo (forse non abbastanza):
per decenni abbiamo visto gli incendi, li vediamo e continuiamo il moto inerziale.
quel che il fuoco significa lo sanno da circa un secolo, a Gaza, in Medio Oriente, e non solo.
(una facile allegoria, infine).

chiusa.
è morta – da poco o da un pezzo – buona parte del Novecento migliore, e purtroppo solo una piccola parte di quello peggiore (Kissinger, per dire).

muoiono gli attori (=operatori, agenti, attivi, attivisti) e gli intellettuali critici che hanno lavorato nel secolo scorso e hanno continuato a osservare e notomizzare le cose come stanno, come stavano. gli strumenti per trasmettere le osservazioni si sono poi ampliati, ma i media generalisti in grado di arrivare alla maggioranza delle persone obbediscono a una narrazione allineata. sembra così che la detta maggioranza continui serenamente a saltare convinta che soffitti e pavimenti resteranno sempre al loro posto.

poesía contra el bloqueo

ebook, 2020, argolibri
https://www.argonline.it/prodotto/poesia-contra-el-bloqueo-oltre-cento-voci-cubane-italiane-e-venezuelane-contro-il-blocco-a-cuba-e-venezuela/

oltre cento voci cubane, italiane e venezuelane contro il blocco a cuba e venezuela

a cura di geraldina colotti, gabriele frasca, lucidi