https://youtu.be/Beh6tlQljVY
Archivi autore: differx
da domani, 7 marzo, a milano: mostra “aperçues”, di nina carini, @ basilica di san celso
anonimo (simbolista involontario), olio su masonite, datazione incerta
oggi, per centroscritture.it: lezione di luigi magno sul “partito preso delle cose”, di francis ponge
La notte a volte ravviva una pianta singolare il cui bagliore scompone le camere ammobiliate in cespugli d’ombra.
La sua foglia d’oro si regge impassibile nel cavo di una colonnetta di alabastro, attraverso un peduncolo nerissimo.
Le farfalle povere la assalgono preferendola alla luna troppo alta, che vaporizza i boschi. Ma subito bruciate o sfinite bella battaglia, tutte fremono sull’orlo di una frenesia vicina allo stupore.
Intanto la candela, con il vacillare dei chiarori sul libro nel brusco sprigionarsi dei fumi originari, incoraggia il lettore – poi si inclina sul suo piatto, e affoga nel suo alimento.
cosa è stata la mostra “pier paolo pasolini. tutto è santo” al palazzo delle esposizioni: ne parla giuseppe garrera
milano, 18 marzo: “esiste la ricerca”: incontro sulla sperimentazione letteraria, la scrittura di ricerca, le scritture complesse
ESISTE LA RICERCA
a cura di Antonio Syxty, Marco Giovenale e Michele Zaffarano
sabato 18 marzo 2023, dalle ore 10 fino a esaurimento nervi
Teatro Litta – sala La Cavallerizza
corso Magenta 24 – Milano
– ingresso libero –
pdf del comunicato stampa: qui
Tutta una parte del lavoro della letteratura recente più avanzata, si può collocare in una linea ideale che dal 1961-68 del Gruppo 63, attraverso le sperimentazioni testuali e verbovisive degli anni Settanta, arriva alla Francia di autori come Denis Roche, Nathalie Sarraute, Jean-Marie Gleize, Nathalie Quintane, Christophe Tarkos, e poi alle scritture sperimentali italiane di inizio secolo XXI, alla prosa in prosa, alla postpoesia.
L’incontro
• confronto sulle scritture di ricerca, la scrittura complessa e la postpoesia, nel contesto della poesia italiana recente
• domande e ipotesi improvvise su linee di ricerca letteraria
Dopo un primo evento a Roma nel giugno 2022, gli autori, critici e studiosi di ESISTE LA RICERCA si ritrovano, insieme a molti altri invitati, a Milano il 18 marzo, allo spazio La Cavallerizza.
Il loro obiettivo è continuare a dialogare e intervenire, in modo estemporaneo e non accademico, sullo stato delle scritture sperimentali e postpoetiche, a fronte di un ben diverso mercato della poesia italiana, nutrito ed egemone sì, ma problematico.
Ormai da diversi anni ad essere in gioco (e forse in dubbio) parrebbe la stessa “percezione del letterario”, la sensibilità ai valori testuali (e relazionali) delle opere. Questo stato di cose innanzitutto complica la situazione anche per chi non fa poesia bensì sperimentazione, e inoltre crea un contesto che sembra insensibile all’innovazione e alla complessità più in generale, perché coincide con un clima poetico o ‘poetizzante’ in definitiva neolirico, confessional, rassicurante, forse nostalgico dell’Otto-Novecento.
L’incontro del 18 marzo è promosso da GAMMM.ORG, sito di sperimentazione letteraria fondato nel 2006 da Gherardo Bortolotti, Alessandro Broggi, Marco Giovenale, Michele Zaffarano e Massimo Sannelli. Da quasi 17 anni GAMMM con i suoi redattori (attualmente Giovenale e Zaffarano con Mariangela Guatteri e Andrea Raos) si occupa di tradurre materiali testuali interessanti dalle principali lingue europee, promuovere la ricerca letteraria italiana e straniera e le esperienze artistiche e musicali contemporanee (ma anche remote).
Gli interventi
Relatori del mattino:
Gherardo Bortolotti, Marilina Ciaco, Stefano Colangelo, Marco Giovenale, Mariangela Guatteri, Andrea Inglese, Luigi Magno, Giulio Marzaioli, Valerio Massaroni, Renata Morresi, Francesco Muzzioli, Luciano Neri, Vincenzo Ostuni, Giorgio Patrizi, Gian Luca Picconi, Daniele Poletti, Pasquale Polidori, Chiara Portesine, Andrea Raos, Claudio Salvi, Luigi Severi, Antonio Syxty, Paolo Zublena
Nel pomeriggio sono invitati a intervenire:
Lorenzo Basile Baldassarre, Simone Biundo, Niccolò Furri, Florinda Fusco, Antonio Francesco Perozzi, Sara Sorrentino, Isabella Tomei, Stefano Versace
Saranno presenti inoltre:
Alessandro Broggi, Leonardo Canella, Mario Corticelli, Roberto Cavallera, Carlo Dell’Acqua, Luca Zanini
Sarà possibile trovare libri delle collane & edizioni:
Benway Series (Tielleci), [dia•foria (dreamBOOK), glossa (pièdimosca), Syn_scritture di ricerca (IkonaLíber), il verri, TIC, Manufatti poetici (Zacinto/Biblion)
I curatori
Michele Zaffarano lavora come traduttore dal francese. È tra i fondatori e redattori di gammm.org (2006). Per le edizioni Tic dirige le collane ChapBooks, UltraChapBooks e Gli alberi; e, per Zacinto, Manufatti poetici. È redattore della rivista francese «Nioques».Tra i suoi libri recenti, Sommario dei luoghi comuni (Aragno 2019), Istruzioni politico-morali (all’indirizzo dei nostri giovani poeti sul reperimento e sulla assimilazione dei concetti nuovi) ([dia•foria, 2021), Poesie per giovani adulti (Quarantuno tentativi di esaurimento di un concetto affatto contemporaneo di lirica disposti nell’ordine dell’alfabeto) (Scalpendi, 2022).
Antonio Syxty, legato al situazionismo e all’arte comportamentale e concettuale, fin dalla fine degli anni Settanta ha svolto attività di performance art e scrittura visiva, per poi passare alla regia (teatrale, televisiva, cinematografica). Da alcuni anni ha iniziato l’attività di streamer come pratica di comportamento e divulgazione di contenuti. È coordinatore artistico di MTM – Manifatture Teatrali Milanesi.
Marco Giovenale è tra i fondatori e redattori di gammm.org (2006). Dirige la collana Syn_scritture di ricerca (IkonaLíber). I libri più recenti sono Delle osservazioni (Blonk 2021), Statue linee (pièdimosca 2022) e il saggio Asemics. Senso senza significato (IkonaLíber 2023, collana Le forme del linguaggio). Suoi testi in Parola plurale (Sossella 2005) e altre antologie. Con i redattori di gammm è in Prosa in prosa (Le Lettere 2009, Tic 2020).
https://www.mtmteatro.it/wp-content/uploads/2023/03/Esiste-la-ricerca.pdf

antonio syxty legge manuel micaletto
“testimone (passaggio di)”, microprosa sul ‘multiperso’ oggi
oggi sul Multiperso, grazie a Carlo Sperduti, che ringrazio, una nuova microprosa: Testimone (passaggio di)
anacronismi. giovanni di stefano e la pittura cieca / alberto d’amico. 2023
Anacronismi
Giovanni Di Stefano ha qualche anno più di me, uno o due, non ricordo. Non so come ma ci siamo trovati subito in sintonia, sarà per l’umorismo simile, un po’ pazzoide, per questa vena malinconica che ci contraddistingue e anche perché siamo diversi e quindi siamo incuriositi l’uno dall’altro.
Perché ho pensato al titolo “anacronismi” scrivendo di Giovanni? Perché ricordo quel giorno in cui seduti su uno dei muretti di tufo che circoscrivevano le quattro aiuole del ferro di cavallo a via Ripetta parlavamo, da studenti dell’Accademia di Belle Arti. Lui diceva che gli sembrava altamente anacronistico dipingere a olio soggetti figurativi in quegli anni (i primi anni ottanta), mentre a me sembravano anacronistiche le ricerche sperimentali che stava svolgendo lui. Chi aveva ragione? Nessuno dei due o entrambi mi verrebbe da dire pescinbarilescamente. Come mi piacerebbe ascoltare ora le parole che usammo, che usavamo in quel periodo. I periodi cambiano, e i tratti pertinenti si modificano, un periodo per esempio è importante la lunghezza del collo delle persone per stabilirne l’eleganza, la grazia e qualche anno dopo ecco che arrivano le mascelle quadrate a imporsi come canone di bellezza. Ma non divaghiamo, ho sempre apprezzato moltissimo i lavori di Giovanni, li trovo puliti, rigorosi, incentrati su un’idea forte, quella della pittura cieca e invidiavo un po’ tutto il gruppo degli eventualisti, un cenacolo sorto intorno a e per volontà di Sergio Lombardo che si riuniva nello studio Jartrakor in via dei Pianellari. Del gruppo faceva parte anche Anna Homberg, psicanalista che aveva fondato la “Rivista di psicologia dell’arte”. Per la stessa cattedra all’Accademia, “teoria della forma e psicologia della percezione”, Giovanni frequentava Lombardo e io Nato Frascà ma non mi rifiutati di andare a curiosare tra quello che facevano. Mi piaceva il gruppo e fu molto interessante la lezione di Lombardo su Magritte. Forse Giovanni m’invita a far parte del gruppo, non ricordo, forse rifiuto perché invece per me sono i gruppi qualcosa di legato al passato, o perché fin dai primi anni del liceo mi avevano affibbiato l’appellativo di “cane sciolto” e anche in quel caso volli mantenere (stupidamente?) quel “tratto d’irindendità”.
Giovanni, qualche anno prima, ai tempi del liceo, mi fece uno dei più bei complimenti ricevuti. Era di sera, forse saranno state le undici e ero a casa con mio padre, mi citofona Giovanni, sale su e mi dice: volevo dirti che con te si può parlare di cose serie ma anche scherzare, in genere le persone sono polarizzate in questi campi. Oddio, non disse scherzare, ma forse cazzeggiare o per usare un oldlogismo precedente “cazzarare”. E poi se ne andò.
Del nostro dialogo sui muretti di via Ripetta, potrei dire che riproducevamo il conflitto tra moderni e postmoderni, che mi era stato appena raccontato dal mio amico che frequentava la facoltà di architettura nell’epoca della contrapposizione tra Zevi e Portoghesi.
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Quando creammo, con altri compagni d’Accademia (Claudio Bonuglia e Giovanni Lamorgese) lo Studio Campo Boario, Giovanni ci onorò, nei primi mesi del 1992, subito dopo l’apertura avvenuta nel dicembre 1991, con una sua performance, Un esperimento di pittura cieca, in cui lui e Chiara Dondoli (non Ferragni) eseguirono uno dei lavori più interessanti di Giovanni, che consiste nel campire con la matita un grosso cerchio disegnato a pennarello su tela.
Il compito, a occhi aperti, sarebbe stato molto semplice; invece in stato di deprivazione visiva diventava impossibile. Per Giovanni, lo scarto tra la sua intenzione di campire il cerchio e il risultato assume un valore estetico.
Qualche giorno dopo Giovanni, in privato e non davanti al pubblico come nella performance, incise, sempre in stato di deprivazione visiva, una grande lastra in alluminio, che mi donò. Devo assolutamente recuperare quel video.
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La nostra collaborazione era iniziata poco prima, quando mi sottoposi alla ricerca di un minuscolo foro praticato su carta fotografica al buio, con l’unico ausilio di un raggio laser che, avendo sensibilizzato la carta fotografica, ha permesso, dopo l’opportuno sviluppo, di mostrare la traccia, tremante o sicura, della mia ricerca del foro.
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La nostra collaborazione proseguì al Centro Sperimentale di Cinematografia dove insegnavo. Alcuni allievi parteciparono alle “Prove di Memoria”, noi mostravamo loro una configurazione di poligoni irregolari di cartone bianco su un fondo nero, per un tempo determinato (pochi secondi), poi loro si assentavano, noi scompigliavamo il tutto, e loro dovevano ricostruire la composizione. Al successivo studente veniva mostrata la configurazione e si procedeva. Ogni immagine realizzata veniva fotografata con lo scatto singolo e successivamente è venuto fuori un breve video in cui si poteva osservare verso quale direzione evolveva la ricostruzione degli allievi. Questo lavoro mi piaceva molto perché era incentrato sulle leggi percettive e mi ricordava la tesi sulla “piegatura fenomenica” che stava scrivendo mia moglie Stefania. Fatto sta che il lavoro di Giovanni diventa ben presto molto bel strutturato, riconoscibile, legato a procedimenti elaborati e semplici. Insomma, mi piace. Mi piace questa sua “tavolozza”, essenzialmente solo bianca e nera. Mi piace come il segno gestuale sia presente ma avvicinato a modalità esecutive legate alle scienze sperimentali, la psicologia prima di tutto e mi piace che Giovanni mi dica che poi alla fine quello che conta è il risultato estetico, non come nei test psicologici che poi devono essere interpretati per capire traumi e personalità di chi li esperisce. Risultato estetico davvero notevole e nello stesso tempo il risalto dovuto al procedimento, alle regole a volte molto rigide, simili forse a quelle che in seguito scoprii con Dogma di Lars von Trier.
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Link per I lavori di Giovanni:
https://www.giovannidistefano.ch/errori-significanti/
https://www.giovannidistefano.ch/laser/
http://www.giovannidistefano.ch/
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Link dei lavori in collaborazione:
https://youtu.be/BMz5IO_3AKM
https://youtu.be/JDd95C133DU
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recensione a “asemics. senso senza significato”, su ‘via lepsius asemic’
una recensione ad Asemics. Senso senza significato è leggibile qui:
https://vialepsiusasemic.wordpress.com/2023/02/28/leggendo-asemics-di-marco-giovenale/
grazie ad Antonio Devicienti, dello spazio web Via Lepsius Asemic.
audio integrale della presentazione di “asemics. senso senza significato”, di marco giovenale, con giuseppe garrera, 3 marzo 2023
presentazione di Giuseppe Garrera allo Studio Campo Boario, Roma 3 marzo 2023.
(con alcuni interventi dell’autore, MG)
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http://www.ikona.net/marco-giovenale-asemics-senso-senza-significato/
un’anteprima:
https://issuu.com/ikonaliber/docs/asemics_anteprima
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11 marzo 2023, nuovo mercatino di libri (non nuovi e nuovi) allo studio campo boario

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