Archivi categoria: Emilio Villa

trous etc (Emilio Villa, 1969)

fori, piccoli vuoti, carte bucate e relative dislocazioni della luce, in rapporto con la scrittura: un’opera di Emilio Villa esposta grazie a Catap e Nie Wiem alla biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata cinque anni fa, nella mostra Crepita la carta. Libri e vertigini di Emilio Villa

opera di Emilio Villa esposta alla Biblioteca Mozzi Borgetti, a Macerata, nel 2021

(altre immagini qui)

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è evidente: non i soli spazi di immaginario e i laboratori degli amici, della Nuova Foglio, per Villa, erano ragione, luogo ossia officina di invenzione e invenzioni. ma la realtà stessa, e non certo nella sola forma cartacea, poteva essere il supporto delle sue verbigerazioni.
delle sue operazioni capaci di mettere in flusso parola e immagine.

qui Villa ha preso un cartoncino leggero, di quelli che fanno da imballo interno delle scatole di banane, e ne ha tratto una copertina o cartellina per un’opera semplicissima, in cui i buchi fanno filtrare luce in forma di cerchio sul foglio.
e… anche definire semplicemente “fluxus” quest’opera è riduttivo. non la inscriverei in una corrente, semmai direi che va annoverata tra quelle idee che orientano (e anche però prescindono da) una corrente o definizione circoscritta, anche fosse la più plausibile per la loro natura fisica.

Contro l’Origine. Notilla da Bene & Villa / mg=differx. 2026

Partendo da un frammento di Sono apparso alla madonna, di Carmelo Bene, qualche appunto sulla barriera ontologica che ci separa da una sciocca idea di “Origine”; e sul fare ombre che disturbino la radiazione di fondo che da quella barriera emana.

alcuni post su slowforward, dal 1 agosto

per leggere, cliccare sui titoli

luca stefanelli: gli “attributi dell’arte odierna”, di emilio villa come ‘teatro della crudeltà’

milli graffi, “sotto la traccia, frecce”: un frammento

ma no, ma no, ma ni, non è morta, la poesia, su

info/comunicazione a(d alcun)i villiani

foresta futura / luciano martinis

lorna simpson / enumerated. 2016

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un estratto da “esprimere l’inesprimibile. aldo tagliaferri racconta emilio villa”

dal documentario di Giuseppe Sterparelli

Dal 26 maggio in libreria Presentimenti del mondo senza tempo. Scritti su Emilio Villa, di Aldo Tagliaferri. Nel libro, un codice QR rinvia alla lunga intervista ad Aldo Tagliaferri su Emilio Villa, curata dal documentarista Giuseppe Sterparelli, di cui il video qui postato è appunto un semplice estratto.

oei (sweden)

invito a conoscere le edizioni svedesi – internazionali – OEI (attraverso il loro sito): quasi cento numeri della rivista, moltissimi dei quali in inglese; e monografie di arte contemporanea, scritture di ricerca, materiali verbovisivi, design, territorio, editoria. dal mondo intero (Italia inclusa).

OEI _ Jonas (J) Magnusson & Cecilia Grönberg
http://www.oei.nu/

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alla dispersione / emilio villa

   

Guarda che siamo di Eleusi. […] Qui il più severo e il più vero inventore sono io, che ho inventato la poesia distrutta, data in pasto sacrificale alla Dispersione, all’Annichilimento: sono il solo che ha buttato il meglio che ha fatto: quello che s’è consumato nella tasca di dietro dei calzoni scappando di qua e di là, quello scritto sui sassi buttati a Tevere, quello stampato da un tipografo che non c’è più, quello lasciato in una camera di via della croce. Solo così si poteva andare oltre la pagina bianca: con la pagina annientata.
Emilio Villa, da un appunto (“risalente alla fine degli anni Settanta o all’inizio degli Ottanta”, cfr. A.Tagliaferri, Il clandestino. Vita e opere di Emilio Villa, DeriveApprodi, Roma 2004, p. 183)