https://www.raiplayradio.it/programmi/radio3suite/
Questa sera alle 22:45 circa, su Radio3 Suite, intervengono I sassi, assieme a Giulio Marzaioli.
https://www.raiplayradio.it/programmi/radio3suite/
Questa sera alle 22:45 circa, su Radio3 Suite, intervengono I sassi, assieme a Giulio Marzaioli.
la carte postale –
su “Antinomie” oggi, una cartolina antropologica di differx.
sull’aisthesis e il movimento plurale dei frammenti:
https://antinomie.it/index.php/2021/08/16/villa-pamphili/
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grazie a Gaetano Altopiano, il testo Punti separati è nel sito Il cucchiaio nell’orecchio.
qui: https://www.ilcucchiaionellorecchio.it/2021/08/punti-separati/
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– sì, pronto?
– venerandi?
– sì?
– sono cacciari
– ah
– venerandi ti chiamavo perché, niente, abbiamo scoperto questa cosa
– uh, cosa?
– sei seduto?
– no, aspetta
– …
– ok, ora sono seduto
– è una cosa che abbiamo scoperto, tienti forte eh
– vai
– c’è discriminazione sociale
– no!
– guarda, nemmeno io volevo crederci, eppure io e Agamben ci siamo visti, abbiamo fatto un giro su internet, abbiamo fatto due conti e…
– caaaazzo
– ci sono cittadini di serie a e serie b
– cazzo cazzo, lo sapevo!
– mi spiace dover essere io a…
– ma guarda, di qualcosa mi ero accorto, camminavo per strada e sentivo che c’era discriminazione
– eh
– tipo se hai bisogno di una visita medica urgente, ti è mai capitato di dover prenotare una visita urgente con il cup?
– ah no, quello io pago
– ecco
– si fa prima
– vabbè non voglio focalizzarmi, però grazie per avermi avvertito
– di niente venerandi, ma dillo in giro
– “discriminazione sociale”, giusto?
– “lo stato discrimina”
– me lo segno
– “cittadini di serie a e serie b”
– un sano richiamo allo sport del calcio
– il concetto passa meglio
– mi sono segnato tutto cacciari, grazie
– è il duro dovere di noi intellettuali
– meno male che hai fatto gli studi dopo le secondarie
– beh
– mica tutti ci arrivano, c’è come uno sbarramento
– ora ti devo lasciare venerandi
– un sacco devono andare a lavorare e…
– ci risentiamo venerandi, qua non ho campo
grazie a Giovanna Frene per l’ospitalità su InVerso: https://poesiainverso.com/2021/07/21/marco-giovenale-la-gente-non-sa-cosa-si-perde/
https://gorillasapiens.wordpress.com/2021/08/02/scatole-tuttavia-di-marco-giovenale/
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Grazie a Gorilla Sapiens per l’ospitalità a questa prosa breve, né racconto né poesia. microtesto dal tutt’ora inedito Oggettistica.
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dietro ci sono gli scaffali dei libri in altre lingue. narrativa e gialli.
https://archive.org/details/@textimagepoem
Six Months Aint No Sentence, Books 1 – 15, written between 04.24.2011 and 01.13.2012. Originally published by Marco Giovenale at differx hosts as Six Months Aint No Sentence, a Journal: texts and works by Jim Leftwich, 2011 – 2016 Books 1 – 187
https://app.box.com/s/l76xlrg78e5s8evbi4c4
Books 1 – 30 were published by Peter Ganick and Jukka-Pekka Kervinen at White Sky E-Books.
poetry, visual poetry, asemic writing, historiography, writing against itself, useless writing, journal, textimagepoem, trashpo, desemantized writing, 21st Century American epic, collage poem, ongoing research
https://slowforward.files.wordpress.com/2021/07/mgiovenale_-sulla-luna_-02-dic-2015-18-lug-2021.pdf
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audio (da una versione precedente):
https://www.raiplayradio.it/audio/2019/06/3-sulla-Luna-Poeti-sulla-Luna-18822373-d7b7-4f1d-932f-960d4cd05f29.html = https://www.raiplaysound.it/audio/2020/02/3-sulla-Luna-Poeti-sulla-Luna-5a7c1671-39ca-4e04-92d2-d4434c5180cb.html
cfr.
https://slowforward.net/2019/07/24/sulla-luna-_-lettura-radio-tre/
il pdf:
slowforward.files.wordpress.com/2021/07/mgiovenale_-sulla-luna_-02-dic-2015-18-lug-2021.pdf
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da un post del 2015 in N.I.:
https://www.nazioneindiana.com/2015/10/12/qualche-asserzione-sparsa/
Se vado con la memoria a prima del 2005, precisamente al 2003-04 o anche precedentemente, rammento la mia ipotesi di una scrittura definita come coerente con una idea di “informale freddo” (a differenza della corrente tellurica/vulcanica dell’informale in arte, oltre mezzo secolo prima): cfr. Note di ricerca e ascolto di autori: un informale freddo – e una rete tesa ai punti, in «L’Ulisse», n. 1, giugno 2004, http://www.lietocolle.com/cms/img_old/ulisse_1.pdf. (ma cfr. anche http://www.italianisticaonline.it/2004/fortini/). Se andiamo al 2006, troviamo l’ipotesi – di Bortolotti e mia – di un differenziarsi (e forse vicendevole precisarsi) di “installazione” e “performance”: http://gammm.org/index.php/2006/07/16/tre-paragrafi-gbortolotti-mgiovenale/. Nel 2009 esce il volume collettivo Prosa in prosa (ex link: http://www.l elettere.it/site/e_Product.asp?IdCategoria=&TS02_ID=1502; attualmente: https://www.lelettere.it/libro/9788860873019, ma fuori catalogo) il cui titolo è formula che si deve a Jean-Marie Gleize. Nel 2010 o poco prima ha iniziato a diffondersi una mia fissazione: quella che tutti si sia incappati recentemente/felicemente in un evento avviatosi già coi primi anni Sessanta: un “cambio di paradigma” (cfr. il n. 43 del «verri», giugno, 2010, e poi https://www.nazioneindiana.com/2010/10/21/cambio-di-paradigma/). Se andiamo al 2011 abbiamo “loose writing”, espressione che ho pensato di poter riferire soprattutto a gran parte del lavoro di Carlo Bordini, e ad altri autori: https://puntocritico2.wordpress.com/2011/01/25/quattro-categorie-piu-una-loose-writing/. (Di recente la collana Syn ha ospitato un testo di Alessandra Carnaroli che mi pare decisamente esemplare, in questi termini: http://www.ikona.net/alessandra-carnaroli-elsamatta/).
Infine: la coppia “assertivo” / “non assertivo” è rintracciabile daccapo sia nel testo Cambio di paradigma (2010, cfr. sopra) sia in un documento caricato nel marzo dello stesso anno sul mio blog: Prosa in prosa e gammm.org in (non)rapporto con le avanguardie storiche, https://slowforward.files.wordpress.com/2010/03/mg_nonrapp.pdf, così come in un dibattito su Absolute poetry, di cui si è purtroppo perso il link, temo; ma in cui mi riferivo alle prose in prosa come a testi che sono “non versi in prosa, non poème en prose, non prosa lirica, non narrazione, non epica, non prosa filosofica, non prosa d’arte, non prosa assertiva-artaudiana (Noël), non frammenti/aforismi che segmentano un pensiero (Bousquet, Cioran), non voyage/onirismo (Michaux)”. (E cfr. inoltre: http://slowforward.wordpress.com/2013/07/05/corrispondenza-privata-_-1-assertivo-non-assertivo/).
Bon. A valle di questo non richiesto iter mnemotecnico, tornando a quanto dicevo, ecco: “informale freddo”, “cambio di paradigma”, “loose writing”, “non assertività”, così come altre espressioni che mi è capitato di usare o addirittura coniare (penso anche a vocaboli inglesi: “installance”, “to drawrite”), non sono categorie, non vogliono essere scatole, definizioni. Vengono usate come tali, spesso. Ma sono, probabilmente, ambienti, costantemente dotati di tutti i comfort dubitativi degli ambienti che – da architetto deviante – escogito.
Abitare in un ambiente provvisorio e dubitante collide spesso con l’intento di mettervi radici, o di sedersi comodi. Il dubbio serve a questo: a non fermarsi troppo, e a non sentirsi troppo a proprio agio. Autori o critici stanziali, invece, si trattengono, o al contrario scappano a gambe levate come si fosse intenzionati a vender loro una casa infestata.
A scanso di equivoci (che rimarranno, temo) qui reinsisto: le espressioni sopra elencate sono espressioni, non scatole. Non vorrebbero essere categorie. Tuttavia sono e fanno “critica”, quindi sono a loro volta asseveranti, assertive (con quota d’ombra). È evitabile? Non credo.
(Ma si tratta di critica, appunto, non di prose o poesie…)
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