
Trieste, via della Madonna del mare, 7a
https://knulp.org/appuntamenti/25-10-de-senectute-di-ugo-pierri/

Trieste, via della Madonna del mare, 7a
https://knulp.org/appuntamenti/25-10-de-senectute-di-ugo-pierri/
OGGI venerdì, 20 ottobre 2023, alle ore 18:00 – online – in diretta StreamYard sulla pagina FB del CentroScritture si presentano i corsi e le attività della nuova stagione 2023-24, con i primi moduli in partenza il 24 ottobre 2023 per concludersi a giugno 2024.
I curatori racconteranno la storia, la filosofia, le iniziative e il funzionamento del CentroScritture, prima piattaforma interamente dedicata alle scritture poetiche contemporanee.
Oltre alla programmazione didattica, si parlerà dei seminari, gli eventi, le edizioni e i progetti, a comporre il quadro delle attività ormai consolidate in anni di lavoro.
La registrazione resterà disponibile, oltre che sulla pagina Facebook, sul sito e sul canale YouTube.
Insieme al curatore dell’iniziativa, Valerio Massaroni, saranno presenti il coordinatore e docente Marco Giovenale e alcuni allievi, che riporteranno la loro esperienza.
Evento libero e aperto a tutti.
www.centroscritture.it
Grazie a Carlo Sperduti per la sua ospitalità, sul Multiperso, alla breve prosa Videoripresa:
https://multiperso.wordpress.com/2023/10/13/videoripresa/
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Come li ha trattati duramente il sistema di produzione moderno! Di progresso in progresso, hanno perduto il poco che avevano, e guadagnato ciò che nessuno voleva. Collezionano le miserie e le umiliazioni di tutti i sistemi di sfruttamento del passato; non ne ignorano che la ribellione. Assomigliano molto agli schiavi, perché sono stipati in massa in brutti fabbricati, malsani e lugubri; mal nutriti da una alimentazione contaminata e senza gusto; mal curati nelle loro malattie che si rinnovano di continuo; continuamente e meschinamente sorvegliati; mantenuti in un analfabetismo riadattato e nelle superstizioni spettacolari che corrispondono agli interessi dei loro padroni. Sono trapiantati lontano dalle loro provincie e dai loro quartieri, in un paesaggio nuovo e ostile, secondo le convenienze concentrazionarie dell’industria presente. Non sono che cifre entro grafici apparecchiati da imbecilli.
Muoiono in serie sulle strade, ad ogni epidemia di influenza, ad ogni ondata di caldo, per ogni errore di coloro che adulterano i loro alimenti, per ogni innovazione tecnica che crei profitto ai molteplici imprenditori di un ambiente di cui essi sono i primi a subire gli inconvenienti. Le loro spaventose condizioni di vita sono la causa della loro degenerazione fisica, intellettuale, mentale. Si parla loro sempre come a dei bambini obbedienti, ai quali è sufficiente dire: «bisogna», ed essi sono subito pronti a crederlo. Ma soprattutto li si tratta come bambini scemi, davanti ai quali barbugliano e delirano decine di specializzazioni paternaliste dell’ultima ora, che fanno loro credere non importa che cosa dicendoglielo non importa come; e, l’indomani, altrettanto bene il contrario.
Separati fra loro a causa della generale perdita di ogni linguaggio adeguato ai fatti, perdita che impedisce loro il benché minimo dialogo; separati dalla loro incessante concorrenza, sempre incalzati dalla frusta nell’ostentato consumo del nulla, e dunque separati da un’invidia insensata e incapace di trovare una qualsivoglia soddisfazione, sono separati perfino dai loro propri figli, che, ancor non è molto, erano la sola proprietà di coloro che non hanno nulla.
[…]
Il loro statuto può essere […] comparato al servaggio, poiché sono legati esclusivamente a un’impresa e al suo buon andamento, benché senza reciprocità in loro favore, e soprattutto poiché sono rigorosamente forzati a risiedere in un unico spazio, la stessa cerchia di abitazioni, uffici, autostrade, vacanze e aeroporti sempre identici.
Ma assomigliano anche ai proletari moderni per l’insicurezza delle loro risorse, che è in contraddizione con la routine programmata delle loro spese, e per il fatto che devono vendersi in un libero mercato senza possedere gli strumenti del loro lavoro, perché hanno, di fatto, bisogno di soldi. Devono comperare delle merci, e si è fatto in modo che non resti loro alcun contatto con nulla che non sia una merce.
Ma dove però la loro situazione economica si apparenta più precisamente al particolare sistema del peonaggio, è in questo, che non si lascia loro nemmeno più il maneggio momentaneo di quei soldi intorno ai quali gira tutta la loro attività. Non possono evidentemente che spenderli, ricevendone in troppo piccola quantità per accumularli, ma in fin dei conti si vedono obbligati a consumare a credito, e gli vien trattenuto dal salario il credito a loro consentito, dal quale si potranno liberare lavorando ancora.
Siccome tutta l’organizzazione della distribuzione dei beni è legata a quella della produzione e dello Stato, si lesina disinvoltamente su tutta la loro razione, di cibo come di spazio, in quantità e in qualità. Così che restando formalmente dei lavoratori e dei consumatori liberi, non possono rivolgersi altrove, perché non c’è posto ove non ci si prenda gioco di loro.
[…]
Il carattere illusorio delle ricchezze che pretende distribuire la società attuale, se non fosse stato riconosciuto in tutti gli altri casi, sarebbe sufficientemente dimostrato per questa sola osservazione, che è la prima volta che un sistema di tirannia mantiene così male i suoi familiari, i suoi esperti, i suoi buffoni. Servitori strapazzati del vuoto, il vuoto li gratifica in moneta con la sua effigie. Detto altrimenti, è la prima volta che dei poveri credono di far parte d’una élite economica malgrado l’evidenza contraria.
https://www.writingshome.com/ebook_files/146277476569317100-97997743.pdf
Questo venerdì, 20 ottobre 2023, alle ore 18:00 – online – in diretta StreamYard sulla pagina FB del CentroScritture si presenteranno i corsi e le attività della nuova stagione 2023-24, con i primi moduli in partenza il 24 ottobre 2023 per concludersi a giugno 2024.
I curatori racconteranno la storia, la filosofia, le iniziative e il funzionamento del CentroScritture, prima piattaforma interamente dedicata alle scritture poetiche contemporanee.
Oltre alla programmazione didattica, si parlerà dei seminari, gli eventi, le edizioni e i progetti, a comporre il quadro delle attività ormai consolidate in anni di lavoro.
La registrazione resterà disponibile, oltre che sulla pagina Facebook, sul sito e sul canale YouTube.
Insieme al curatore dell’iniziativa, Valerio Massaroni, saranno presenti il coordinatore e docente Marco Giovenale e alcuni allievi, che riporteranno la loro esperienza.
Evento libero e aperto a tutti.
www.centroscritture.it
Quanti immaginari ha l’Antropocene?
È questa la domanda che sta al centro dell’edizione 0 di FINIS TERRAE, una non-partenza, un calcolo a somma nulla che tenta di mostrare gli scenari speculativi di cui dobbiamo attrezzarci per elaborare il termine della storia, l’epoca della catastrofe e forse la fine del capitalismo – forse.
A farlo con noi e per noi un’orda di autrici e autori, dal cinema e dalla critica letteraria, dalla filosofia e dalla performance, da Milano, Cagliari, Torino, Napoli.
Tutti riuniti sotto le volte del Trenta Formiche per una serie-senza-sesto di panel, incontri, presentazioni, passeggiate collettive, con gli stand letterari di Risma Bookshop e Pasto Nudo, i multiscreen playlist/schermi di Reeks Tv, birre e musiche e dj set e altro ancora.
Il programma e i dettagli di luogo e tempi qui:
https://www.facebook.com/events/s/-finis-terrae-fest-/906671424500348/

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Una mostra di sedie d’artista e una serie di riflessioni su un oggetto antropologico fortemente iconico
Ideazione:
Eclario Barone, Claudio Bonuglia, Roberta Melasecca, Alberto D’Amico, Azadeh Shirmast.
In esposizione opere, foto e installazioni di:
Antonella Albani, Carmelo Baglivo, Eclario Barone, Marco Bernardi, Claudio Bonuglia, Alberto D’Amico, Ysabel Dehais, Nina Eaton, Francesco Ghisu, Emanuela Lena, Gulia Lusikova, Rossella Menichelli, Azadeh Shirmast, Silvia Stucky.
Interventi teatrali e letture:
GIovanna Floris, Antonio Sanna, Chiara Serani (intervistata da Marco Giovenale)
Evento facebook:
https://www.facebook.com/events/3173351866292700
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Su Critica integrale una attentissima recensione di Francesco Muzzioli a Continuo. Repertorio di scritture complesse, pubblicato quest’anno da [dia•foria (https://www.facebook.com/letteraturacomplessita/videos/824513069006191/)
In Continuo, testi di
Daniele Bellomi, Alessandro De Francesco, Marilina Ciaco, Marco Mazzi, Luigi Severi, niccolò furri, Morena Coppola, Augusto Blotto, Gabriele Stera, Alessandra Greco, frank leibovici, Lucio Saffaro