https://postasemicpress.wordpress.com/

https://postasemicpress.wordpress.com/
plus
books by MICHAEL JACOBSON, FRANCESCO APRILE and many more
https://postasemicpress.wordpress.com/

https://postasemicpress.wordpress.com/
plus
books by MICHAEL JACOBSON, FRANCESCO APRILE and many more
Allison Grimaldi Donahue ha tradotto in inglese Autoritratto, di Carla Lonzi. Il libro è già disponibile in pre-ordine presso l’editore: https://divided.online/#self-portrait
Copertina di Allison Katz. Postfazione di Fulvia Carnevale.
Gli artisti del libro sono Carla Accardi, Getulio Alviani, Enrico Castellani, Pietro Consagra, Luciano Fabro, Lucio Fontana, Jannis Kounellis, Salvatore Nigro, Giulio Paolini, Pino Pascali, Mimmo Rotella, Salvatore Scarpitta, Giulio Turcato, Cy Twombly.
“Questo libro è nato dalla raccolta e dal montaggio di discorsi fatti con alcuni artisti. Ma i discorsi non sono nati come materiale di un libro: essi rispondono meno al bisogno di capire che al bisogno di intrattenersi con qualcuno in modo largamente comunicativo e umanamente soddisfacente. L’opera d’arte è stata da me, a un certo punto, come una possibilità d’incontro, come un invito a partecipare rivolto dagli artisti direttamente a ciascuno di noi. Mi è sembrato un gesto a cui non poter rispondere in modo professionale. In questi anni ho sentito crescere la mia perplessità sul ruolo critico, in cui avvertivo una codificazione di estraneità al fatto artistico insieme all’esercizio di un potere discriminante sugli artisti. Anche se non è automatico che la tecnica della registrazione, di per sé, basti a produrre una trasformazione nel critico, per cui molte interviste non sono altro che giudizi in forma di dialogo, mi pare che da questi discorsi venga fuori una constatazione: l’atto critico completo e verificabile è quello che fa parte della creazione artistica”
(L’edizione italiana è attualmente pubblicata da Abscondita).
a cinque anni dalla scomparsa di Luciano Duò.
http://www.poliscritture.it/2016/08/14/in-morte-di-luciano-duo/
https://www.iulm.it/it/news-ed-eventi/news/archivio/2016/in-memoria-di-luciano-duo
“Perché creare una cetonia che se cade sul dorso non può più drizzarsi?” (Dolores Prato, da “Io”).
Tra le sue carte, Dolores Prato ha lasciato un numero importante di aforismi e racconti, da annoverare tra i suoi testi migliori. A più riprese, ha affrontato il tema delle piccole bestie (formiche, coccinelle, vermi, passeracci, lumache), generalmente non viste o non percepite dagli esseri umani e invece da osservare con attenzione, per dare almeno alla letteratura l’opportunità di contestare le strettoie miserevoli di ogni sapere rigidamente precostituito sull’esistente, gettare uno sguardo storto sul mondo e smascherare così l’impotenza goffa, violenta e ottusa di ogni potere.
Nel contesto degli incontri de I fumi della fornace, 20-21-22 agosto a Valle Cascia (MC).
La mostra “Bestie e io”, organizzata da Veronica Formiconi a cura di Elena Frontaloni, poggia su queste due idee e sulla consapevolezza che la scrittura di Dolores Prato, sempre sghemba e acuminata, sempre vocata alla frantumazione e alla inconclusione, sia linfa vitale non solo per i lettori ma anche per artisti in corso. Presenta dunque, insieme alle scritture di Dolores Prato, le opere originali, create per l’occasione, di Nicoletta Calvagna (partiture visive), Francesca Rossi Brunori e Lucamatteo Rossi (opera audiovisiva).