Archivi tag: scritture di ricerca
nps – un network possibile (delle sperimentazioni) [une pièce]
NPS – network possibile delle sperimentazioni
[une pièce, un ambiente, una parte, una stanza]
[post in aggiornamento costante]
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sesta revisione set.-nov. 2023,
quinta revisione mar. 2023,
quarta revisione lug. 2021,
terza revisione ott. 2020,
seconda revisione 9-21 mag. 2020,
revisione 12 mar. 2020,
aggiorn. 8 mag. e 1 giu. 2019,
dopo il 20 lug. 2016
§
asemic net _ http://asemicnet.blogspot.com
archivio maurizio spatola _ http://www.archiviomauriziospatola.com/
asemic googlegroup _ https://groups.google.com/group/asemic
aswrig (asemic writing gallery) _ https://www.facebook.com/aswrig/
avant gardner _ https://vimeo.com/avantgardner
baka press _ https://bakabakapress.wordpress.com/
benway series _ http://benwayseries.wordpress.com/
benway series @ facebook _ https://www.facebook.com/BenwaySeries
bgmole _ http://bgmole.wordpress.com/
blunder (daniele bellomi) _ https://blunder.online/
ciconenne (roberto cavallera) _ https://ciconenne.wordpress.com/ [fino al 2017]
compostxt _ http://compostxt.blogspot.it
critica integrale (francesco muzzioli) _ https://francescomuzzioli.com/
il cucchiaio nell’orecchio (gaetano altopiano) _ https://www.ilcucchiaionellorecchio.it/
diaforia e floema… (daniele poletti) _ http://www.diaforia.org/diaforiablog/ e http://www.diaforia.org/floema/
differx _ http://differx.blogspot.it/ [riassorbito fino al 25 giu. 2015 in slowforward, poi riattivato il 1 giugno 2019]
differx @ archive.org _ https://archive.org/details/@xilo
differx @ noblogs _ https://differx.noblogs.org/
differx.it _ http://www.differxit.blogspot.com/ [riassorbito in slowforward]
differx net/project _ http://slowforward.wordpress.com/2011/11/01/differx/
du-champ _ http:// du-champ.blogspot.com
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elio martusciello _ http://www.myspace.com/eliomartusciello
esiste la ricerca _ https://www.mtmteatro.it/category/esiste-la-ricerca/
exixtere _ http://ex-ix-tere.blogspot.com/
exp-net _ http://exp-net.blogspot.com [ora qui: http://exp–net.blogspot.com]
exponere _ http://exponere.wordpress.com/
eexxiitt _ http://eexxiitt.blogspot.com
eexxiitt fb group _ https://www.facebook.com/groups/118485101568626/
ex.it – materiali fuori contesto _ https://exitmateriali.wordpress.com/
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fusione di terza fase _ http://www.fusionediterzafase.it/
gammm – fb page _ https://www.facebook.com/gammm.org/
gammm – fb group _ https://www.facebook.com/groups/gammm/
gammmistas _ https://www.facebook.com/groups/gammmistas/
gian paolo guerini _ http://www.gianpaologuerini.it/ e https://issuu.com/guerini
glitch links _ http://slowforward.wordpress.com/2012/08/10/texts-glitch-2/
il mattatojo n. 5 (niccolò furri) _ https://ilmattatojon5.blogspot.com/
installance _ https://installance.blogspot.com/ [fino al 2015, poi riassorbito e continuato in slowforward]
irata _ https://antoniofrancescoperozzi.wordpress.com/
la morte per acqua _ https://lamorteperacqua.wordpress.com/
koko journal _ https://www.koko-journal.net/
la camera verde (gians) _ http://www.lacameraverde.com/
la morte per acqua (antonio f. perozzi) _ https://lamorteperacqua.wordpress.com/
lettere grosse (su issuu) _ https://issuu.com/letteregrosse
lettere grosse (blog) _ letteregrosse.blogspot.com [ora qui: https://slowforward.wordpress.com/tag/lettere-grosse/page/2/]
luca venitucci _ http://www.myspace.com/lucavenitucci
marco ariano _ http://marcoariano.idra.it/
mariangela guatteri @ flickr _ http://www.flickr.com/photos/mariangela_guatteri/
mariangela guatteri @ tumblr _ http://mariangelaguatteri.tumblr.com/
mariangela guatteri @ wordpress _ http://mariangelaguatteri.wordpress.com/
michele zaffarano @ fb _ https://www.facebook.com/zaffam
michele zaffarano @ vimeo _ http://vimeo.com/user9900252
moss trill (william allegrezza) _ https://mosstrill.wordpress.com/
motto _ http://www.mottodistribution.com
multiperso _ https://multiperso.wordpress.com/
nicola pisanti _ http://npisanti.com/
oikost (jennifer scappettone) _ http://oikost.com/
partage du sensible (silvia tripodi) _ http://partagedusensible.blogspot.it/
pietro d’agostino _ http://www.pietrodagostino.com/
plan de clivage _ http://plandeclivage.blogspot.it [fino al 2015]
platformplee (dirk vekemans) _ https://www.platformplee.nl/
ponte bianco _ https://pontebianco.blogspot.com
pronto barilli _ https://www.renatobarilli.it/
puy brûlé – jeff nimp _ https://puybrule.noblogs.org/
radioarte _ https://www.radioarte.it/
radio free clear light (chicago) _ https://www.facebook.com/RFCLstation
recognitiones (riccardo cavallo) _ http://recognitiones.blogspot.it/
(fino al 30 lug. 2013, poi: http://recognitiones-ii.blogspot.it/)
re-frag _ http://refrag.blogspot.it/
refrag fb group _ https://www.facebook.com/groups/343615819061235/ [gruppo esistente ma inattivo=archiviato]
[ ricerca ] _ https://www.facebook.com/groups/ricerca.2019/
setteassedi (roberto cavallera) _ https://setteassedi.blogspot.com
scriptjr.nl (quimby melton) _ https://scriptjr.nl
slowforward _ https://slowforward.net
slowforward @ archive.org _ https://archive.org/details/@slowforward
the flux i share _ http://the-flux-i-share.blogspot.it/
the new postliterate (michael jacobson) _ http://thenewpostliterate.blogspot.com
transcriptiones (riccardo cavallo) _ http://trancriptiones.blogspot.it/
united automations _ http://unitedautomations.blogspot.it/
utsanga (francesco aprile, cristiano caggiula) _ https://www.utsanga.it/
via lepsius (antonio devicienti) _ https://vialepsius.wordpress.com/
webring _ https://webring.xxiivv.com/
woeird_ https://www.facebook.com/woeird
la zona rossa _ https://elazonarossa.wordpress.com/
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§
[*] il network riguarda – tendenzialmente – pagine di sperimentazione verbale, scrittura concreta, poesia visiva, asemic writing, opere a base fotografica, musica e scritture di ricerca di area principalmente italiana da tempo in legame, collaborazione, contatto. poche altre (anche se definite sperimentali).
nella prima versione (prima del 2016) non erano incluse pagine web di area statunitense, canadese, francese, eccetera. erano raccolti solo link di pagine (anche in altre lingue ma) italiane, per iniziare a delineare un network così connotato. le uniche eccezioni riguardavano (parzialmente) la scrittura asemantica e il glitch.
la struttura del post va progressivamente cambiando, tuttavia.
non intende essere una lista di link con pretese di pur lontana approssimativa completezza. in nessun modo, nemmeno in prospettiva.
*
essendo i social media – anche individuali – parte del discorso della sperimentazione, alcuni personali se ne elencano o rielencano qui:
https://www.facebook.com/differx/
+ facebook (slowforward)
+ whatsapp
+ telegram
+ instagram (mg)
+ threads (mg)
+ discord (gammm)
+ tumblr (gammm)
+ bluesky (differx)
+ tumblr (differx)
+ 1st differx blog
+ twitter (mg)
+ twitter (gammm)
+ video slowforward
+ video marco giovenale
+ video differx
+ audiodifferx 1
+ audiodifferx 2
+ imgur
+ archive.org (slow)
+ archive.org (mg)
_
7 segmenti e paragrafi su scritture “dopo il paradigma”
Art instead of being an object made by one
person is a process set in motion by a group
of people. Anything one says comes back
eventually as a mistake. There’s no use in
keeping accounts or records. If it’s
a good idea, it results in a permanent change.
Barrett Watten, Plasma (1979)
(1)
Ipotesi di definizione (perfettibile, già per logica): scritture estensive piuttosto che intensive. Di denotazione, non di connotazione, di oggetti più che di soggetto. (Di oggetti condivisi più che di soggetto dettante).
Scritture che hanno a disposizione sia un set o molti set di procedure, sia il comune handwriting. (O l’ascolto, il riuso, la citazione, l’assemblaggio eccetera).
§
(2)
Si potrebbe (o dovrebbe poter) dire che un titolo (di merito, anche) può essere:
poter prescindere dai ‘picchi’ di senso
(Di fatto, il senso è intenzionato dal lettore, il quale dunque è libero e non deve ammirare pose plastiche altrui). (O pose sadiane, tutte contro di sé).
Anche: sfrondando determinate isotopie o ricorrenze in un testo che pure le presenta, quel testo rimane o può (=è capace di) rimanere ugualmente godibile. Di per sé. Le isotopie non lo “giustificano”. (Possono certo essere ricchezze ulteriori, sì). (È forse qui il vecchio paradigma che avvalora coi propri ‘mezzi’ il nuovo).
§
(3)
Un classico delle divertenti vicende del paranormale: il registratore acceso nella stanza vuota cattura i bubbolii il respiro i soffi o la voce franca del fantasma. Continua a leggere
scritture di ricerca: dopo il paradigma
Marco Giovenale
[…]
I. Per datare i cambiamenti: alcuni indizi
da una mail del 17 aprile 2012
a Jennifer Scappettone
[…]
I.0.
In questi giorni sto rileggendo Lacan, soprattutto Dei Nomi-del-Padre, e vado smontando e ricombinando (tenendo presente Rosselli) varie teorie o letture critiche, sulla base dei testi. Già quasi in incipit (p. 15 dell’edizione italiana a cura di A. Di Ciaccia, Einaudi 2006): «Vediamo […] che cosa succede quando un nevrotico giunge all’esperienza analitica. Comincia anche lui a dire delle cose. […] In un primo momento crede di dover fare lui stesso il medico e di dover informare l’analista. Va da sé che nella vostra esperienza quotidiana lo riporterete al suo piano, dicendogli che non si tratta di questo, ma di parlare, e preferibilmente senza cercare di mettere un ordine, di dare un’organizzazione, vale a dire senza cercare di mettersi, secondo un ben noto narcisismo, al posto dell’interlocutore».
È proprio quanto fa, secondo un ben noto narcisismo, lo scrittore che non intende ragioni e vuol stare con entrambi i piedi al di qua del cambio di paradigma. E vuole (sadicamente: impone di) essere seguito dal lettore sul proprio terreno di regole e gioco. Incede nella propria retorica e chiede a gran voce il patto di reciproca illusione tra autore e lettore. Come se tutto fosse fisso, come se Lord Chandos fosse seppellito per sempre, e tutto si desse chiaro, stabilito: identità dei parlanti, di chi ascolta, del mondo nominato, variabili e costanti della comunicazione, linguaggio, metri e stili, accordi pregressi di codici, tutto coeso, tutto senza domanda. Al limite, questo narciso non ha bisogno di interlocutori, d’altro canto il “pubblico della poesia” è fatto (quasi tutto) di narcisi come lui. (Anch’essi auctores, non a caso).
I.1.
L’impressione è che da circa mezzo secolo noi tutti siamo fuori da un “paradigma”. In occidente, almeno. (Paradigma è vocabolo sentito alternativamente o troppo invadente o troppo poco inclusivo, eccessivamente blando; dunque lo si assumerà come signum arbitrario da variare; al momento lo uso come puro termine convenzionale, e provvisorio).
Se un cambio di paradigma c’è stato (perfino in Italia), di fatto ci troviamo adesso in un altro/differente (o entro una serie di altri), che invece appunto ci include e determina. Siamo (nati) in un diverso paradigma che include/informa percezioni reazioni relazioni nel contesto o panorama occidentale, e nei testi che vi si producono. Tutto o moltissimo è cambiato intorno a noi e in noi anche per via di quel che è stato scritto e sentito e percepito e fatto e detto dall’inizio degli anni Sessanta. A me sembra che si sia pienamente (e contortamente) dentro un mutamento, o mutazione avvenuta e ancora in atto: ci siamo letteralmente nati, è stato la nostra placenta.
Eviterei di parlare di Modernismo come di Postmoderno. Anche se parlare, invece, di paradigmi è quanto meno fumoso. Ma qui non scrivo un “saggio”; qui semmai si dà per avviata (con puntini di sospensione all’inizio e alla fine) una sequenza di ipotesi e domande, più che risposte; si ragiona operando su un terreno che il ragionamento stesso tenta di preparare a un viaggio verso definizioni in larga parte da elaborare.
I.2.
Il cambio di paradigma sembra essere iniziato al principio degli anni Sessanta. Rosselli scrive Spazi metrici nel 1962, Antonio Porta Aprire nel 1960-61, Corrado Costa le prime poesie sul «verri» in quegli stessi anni. (Ma gli esempi sarebbero dozzine). Esce nel giugno 1962 Opera aperta, di Eco.
Rosselli chiude e castra razionalmente/musicalmente il metro italiano forzandolo in SPAZI metrici, Antonio Porta raffigura sì un delitto (dalle annotazioni ad Aprire, testo che conclude I Novissimi), la cui vittima è una donna (che è immaginabile lui tema); ma, pur facendo così, smembra l’io proprio, parlante: è totalmente preso dal disintegrare e disinnescare sia il racconto sia l’io che narra la storia. Corrado Costa è già al dopo, è collocabile in una diversa percezione, una diversa modulazione di testualità. Questo in verità sarà evidente soprattutto al principio degli anni Settanta, con Le nostre posizioni (1972). Costa a me sembra la figura centrale di una specie di consolidamento di posizioni poetiche, insieme a Spatola e a tutta l’area di scritture (non necessariamente rapite dalla sirena metatestuale) che formavano la costellazione sfrangiata delle neoavanguardie e delle tante linee di ricerca in quegli anni (spesso riunite in riviste effimere, contraddittorie: tutte però significative di una situazione).
Quelli di Rosselli e Porta sono testi ben diversi da quelli che poteva scrivere Sanguineti tra 1951 e ’61. Molto lontani. Continua a leggere
Prosa e poesia / l’intervista uscita su “L’Ulisse” n.13
POESIA E PROSA
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ripubblico qui le mie risposte al questionario de “L’Ulisse” n. 13 (uscito ad aprile 2010):
http:// www. lietocolle.info/upload/l_ulisse_13.pdf [link non più attivo]
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1. Qual è la sua idea di prosa? Come si definisce il suo approccio alla prosa (anche rispetto alla questione dei generi)?
La mia idea di prosa è ovviamente anche un’idea o massa-matassa non solo mia: è di fatto trasmessa, sovrascritta: è una cosa e una casa anche altrui, costantemente. Precisamente per il fatto di appartenermi, è altra, composita, giocoforza differenziale, effusa direi anzi dissipata ossia sprecata in diffrazioni, prassi e diversioni da prassi (da quelle prediffuse, usurate). È cioè una specie di gomma-somma non aritmetica e anzi mosaico o ventaglio di eredità, microlabirinti e ricodifiche, giostre in buona parte e assai volentieri disallineate dall’usuale asse e traccia playback della prosa che si legge nei libri degli editori generalisti.
(Rispetto a questi ultimi trovo, semmai, e spesso, consonanza felice fra prosa scritta mia e flusso parlato casuale, eavesdropping, banalità da bar, eccetera: però, anche lì, è il quid normante del normale a indispettirmi. Il già dato, il precompreso, il predetto, quanto si sa e si vuole già letto dall’ebetudine dello spettatore di pagina o di festa aggiornato che si fa dire da giornali e inserti cos’è che deve scandire, ritenere, immettere in chat).
Quanto a(l) “me” in abito di lettore-lettore talvolta agìto, che cioè si sa e si vuole ingenuo, ben volentieri spendo tempo sulle pagine di Bram Stoker. Per dire. Non avanzo però molto in qua nel presente, se si tratta di cose così. Stili e modi così. Racconto-racconto. Certo, uno vede il gazzettone, la tabula recensoria dei best editoriali, e si domanda: ma quale roba non è così, in scaffale? Un esercito di marchese e contesse e raccontesse fanno le gare di puntualità. Il tè si serve alle cinque spaccate. Chi c’è c’è. (Ci stanno tutti).
Al posto della “figura dell’editor”, a una rimota et aliena omai intellezione bisognerebbe più tosto un auditor. Un udente tacito. Bene, non v’ha. (Bene non v’ha).
E gli autori, che fanno? Gli autori, gestori gestiti, giovani holding, si fanno demoltiplicare dalle x fisse che moltiplicano il mercato. È storia vecchia, di vecchi razzi, vecchi trucchi e gare tra mondi, poli, blocchi. E più gli alfabetieri sono prossimi già per loro VIRTVS allo zero, più certo è che partono avvantaggiati. Alleati naturali dell’attrito mancante, della veloce rotazione-turnazione delle faccette sul blogscaffale.
Insomma. Continua a leggere
