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giuseppe garrera, sebastiano triulzi: “amelia rosselli” (aras edizioni)

Un pamphlet letterario su Amelia Rosselli e sulle “ragioni” profonde della sua pazzia come proiezione onirica e lucidissima dell’Italia del suo tempo. Giuseppe Garrera e Sebastiano Triulzi rileggono la sua accecante parabola di vita e poesia alla luce della contiguità tra regime fascista e Repubblica, dell’Italia come realtà postfascista, secondo la grande intuizione di Pier Paolo Pasolini. Dunque, non donna prigioniera di uninfanzia traumatizzata ma donna e poeta consapevole della persistenza del male e del potere della Storia. Il caso Amelia Rosselli è episodio emblematico di poesia belligerante e di resistenza, in cui la sua storia personale coincide con la storia politica dell’Italia.

https://www.arasedizioni.com/catalogo/amelia-rosselli-i-lustrascarpe/
(pagina del sito dove è possibile accedere anche a un estratto dal libro)

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il discorso non appartiene mai all’essere parlante: i “fondamentali” (cb)

Tutta la poesia e le scritture di secondo Novecento e attuali hanno anzi avrebbero o avrebbero avuto (troppo tardi ormai) da imparare da queste righe:

La cosa gravissima e per me impensabile è che l’attorume moderno e post-moderno non solo vi perseveri ma non degni di uno sguardo il Corso di linguistica generale di Saussure. Chiaramente, certe considerazioni sono vocazioni. Ma, in assenza di questo, almeno uno sguardo per decenza… controllare qualcosina in Freud e in Lacan soprattutto. “Il discorso non appartiene mai all’essere parlante”. Sono i “fondamentali”.
Quelli invece vanno lassù e parlano, convinti che il discorso appartenga loro, addirittura ne fanno un prodigio mnemonico, da mentecatti, neurodeliri, croce verde. Nessuna delle loro cementate teste è stata mai ventilata dal dubbio atroce: altrimenti si sarebbero dimessi comunque. Dimettersi come Io parlante. La voce non è il dire, è l’ascolto. C’è un dir la voce, la voce non dice mai qualcosa. La simulazione: niente a che fare con la perversità della contraffazione. Si schiaffeggiano, urlano, si insultano, becerano. Mera pigrizia. Menzogna degradata.

Carmelo Bene, Giancarlo Dotto, Vita di Carmelo Bene (Bompiani, 1998)
[cfr., anche, qui]

quattro volumi di assertività

trovo che (tranne pochissime eccezioni) gli autori che nei quattro volumi de La poesia italiana degli anni Ottanta – a detta delle schede editoriali – compongono e “completano [!] il mosaico della migliore poesia italiana contemporanea” cadono guarda caso tutti o quasi tutti perfettamente al di fuori di qualsiasi anche lasca idea di scrittura di ricerca, di sperimentazione.
questi libri sono una conferma pressoché perfetta e felicissima di quanto poco tempo fa sostenevo qui: https://slowforward.net/2022/02/21/poesia-per-il-pubblico-a-k/.

altro che “egemonia della ricerca letteraria”, come ancora molti si ostinano a dire.
la storiografia (accademica ma non solo) ha già decretato quali sono i materiali e i valori che formano “cànone” e “tradizione”. e niente di non assertivo è ammesso alla corte di questo regno.

ecco:

La poesia italiana degli anni Ottanta. Esordi e conferme
A cura di Sabrina Stroppa
Ed. Pensa Multimedia, https://www.pensamultimedia.it

vol. I (2015)
https://www.pensamultimedia.it/pensa/prodotto/la-poesia-italiana-degli-anni-ottanata-esordi-e-conferme/

《Valerio Magrelli, Patrizia Valduga, Franco Buffni, Fabio Pusterla, Patrizia Cavalli, Umberto Fiori, Claudio Damiani, Enrico Testa: le raccolte d’esordio, o i secondi libri, delle voci che si affacciarono sulla scena poetica italiana negli anni Ottanta vengono lette, quasi radiografate, per farne emergere i temi portanti e le strutture latenti: i modi con cui le giovani generazioni venivano componendo la loro idea di ‘libro di poesia’.》

vol. II (2017)
https://www.pensamultimedia.it/pensa/prodotto/18-la-poesia-italiana-degli-anni-ottanta-esordi-conferme-ii/

《Il secondo volume dedicato ai nomi dei più importanti poeti che esordirono negli anni Ottanta mette in fila dieci autori – Gianni D’Elia, Roberto Rossi Precerutti, Beppe Salvia, Marta Fabiani, Giovanna Sicari, Ermanno Krumm, Eugenio De Signoribus, Fabio Pusterla, Giovanni Nadiani, Umberto Fiori – studiati nella loro prima o seconda raccolta. La poesia del decennio rivela assonanze inattese, richiami, orizzonti comuni, oltre che splendide singolarità.》

vol. III (2019)
https://www.pensamultimedia.it/pensa/prodotto/la-poesia-italiana-degli-anni-ottanta-esordi-conferme-iii/

《Il terzo volume dedicato alla poesia degli anni Ottanta offre altri dieci studi sulle prime o seconde raccolte dei più importanti autori esordienti: Cosimo Ortesta, Cesare Viviani, Remo Pagnanelli, Biancamaria Frabotta, Francesco Scarabicchi, Mario Benedetti, Milo De Angelis, Gabriele Frasca, Gabriella Sica, Pietro Tripodo. Ne emergono orizzonti comuni e poetiche individuali, in una prospettiva tesa a inserire le singole esperienze in una più ampia costruzione plurale dei percorsi della poesia contemporanea.》

vol. IV (2022)
https://www.pensamultimedia.it/pensa/prodotto/la-poesia-italiana-degli-anni-ottanta/

《Con il quarto volume della serie dedicata ai poeti italiani che esordirono negli anni Ottanta si amplia il panorama della giovane poesia del decennio: vengono qui studiate importanti voci femminili (Viviana Lamarque, Alida Airaghi, Nadia Campana, Anna Cascella, Maria Pia Quintavalla), che contribuirono all’affermarsi di una lirica non semplicemente ‘di genere’, così come quelle di Mario Baudino, Roberto Carifi e Giuliano Mesa. Frutto di autori più appartati o più in vista, protagonisti di un rinnovamento o eredi di un trauma, con i libri d’esordio di questi otto autori va completandosi il mosaico della migliore poesia italiana contemporanea.》

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labirinti e tarocchi di emilio villa: il video dell’incontro alla biblioteca panizzi (reggio emilia, 1 aprile 2022)

con Bianca Battilocchi, Gabriella Cinti, Gian Paolo Renello

venerdì 1 aprile 2022, Biblioteca Panizzi: presentazione dei libri Rovesciare lo sguardo. I tarocchi di Emilio Villa, a cura di Bianca Battilocchi; e All’origine del divenire. Il labirinto dei labirinti di Emilio Villa, di Gabriella Cinti

linguaggio e broccoli. (l’assertività nella ricerca letteraria italiana)

Vengo frequentemente chiamato a osservare, e nella prospettiva degli autori apprezzare, testi in sostanza fondati sulla ossessiva rapinosissima deformazione linguistica, grammaticale, sintattica. Sono pastiche incommestibili anche perché prolissi. Labirintoidi magari interessanti, ma sui cui valori non mi è difficile veder spiccare piuttosto qualcosa come un applausometro tarato su Finnegans.

Ogni volta mi verrebbe da dire (ed è prescritto io debba dire) al bravo autore: bravo. Mejo de Joyce. Così gratificandolo, immagino.

(Puer o, più spesso, senex, l’autore mi suggerisce il battimani perché mal conoscendomi evidentemente vuole, con piglio un bel po’ pedagogico, che risponda al suo testo come dovendone io cartografare e condividere la sensatezza con entusiasmo 1:1).

Vedo/sento la sua faccetta ridere il suo “eh?”, e spuntare come un prezzo dietro il ribobolo del broccolo verbale.

Annoterò allora in sommessa voce che no, preferirei di no. Esiste un’assertività anche nella ricerca letteraria, e a volte si riesce a volte meno a metterla a valore. Magari è un disvalore, va studiata, la faccenda. Non ho timbri prestampati, anzi non mi occupo di burocrazia.

E detesto i broccoli; la ramanzina “ma fanno bene” (che bravi che sono) non mi tocca. Invoco misericordia: e, oltre me, non stressate e non strassate il vostro Word, anche se non si lamenta, lui.

*

da un intervento del 4 mag. 2021, https://mgiovenale.medium.com/linguaggio-e-broccoli-lassertivit%C3%A0-nella-ricerca-1c0f146b5a90

20 aprile, roma, università la sapienza: zanzotto / celan

PAUL CELAN E ANDREA ZANZOTTO

Mercoledì 20 aprile 2022, alle ore 9:15
Andrea Cortellessa e Camilla Miglio in dialogo con Antonella Anedda e Massimo Palma
@ Sapienza Università di Roma, Edificio Marco Polo, Circ.ne Tiburtina 4, Aula magna

per chi fosse impossibilitato a essere presente, l’incontro potrà essere seguito anche in streaming all’indirizzo http://meet.google.com/ksb-dajf-tvi

roots§routes n. 38: memorie di famiglia

https://www.roots-routes.org/

Walking with Inge
by Serena Katt

Il peso delle cose. Gli oggetti quotidiani nelle memorie familiari
di vittime, perpetratori, astanti
di Elena Pirazzoli

Famiglie scelte queer e ballroom culture in “Pose”
di Viviana Gravano

Polvere di famiglia. La liberazione dell’archivio famigliare in “From dust you came and to dust you shall return” di Silvia Bigi
di Piermario De Angelis

Segreti di famiglia.
Memoria ed eredità famigliare del programma di eutanasia nazista
di Erika Silvestri

Recuperare le tracce del passato: i progetti “Riscatti” e “Archivio RAMI”
di Ornella Vaiani

Quando la memoria familiare diventa pubblica
di Sandra Terracina

Il 68esimo compleanno di Biagio.
Memoria collettiva nell’opera di Giorgia Agnese Cereda.
di Martina Piantoni

Filippo Vostro. Storie della ritirata di Russia
di Luca Barsottelli

Un uovo appeso al soffitto.
Mia nonna, la guerra e la memoria dello sfollamento (1943-1944)
di Giulia Fabbri

Sotto lo stesso tetto. Il ritratto di famiglia nel lungo Ottocento italiano
di Ilenia Falbo

Perdersi per orientarsi tra le storie di Giuliana Barbano
di Angela La Rosa

fondazione primoli: visioni francesi. qual è la differenza del pensiero francese? il pensiero delle donne

6 aprile – 4 maggio

Alla FONDAZIONE PRIMOLI
(Roma)

Visioni francesi / visions françaises. Qual è la differenza del pensiero francese? Il pensiero delle donne

Ciclo a cura di FRANCESCA BREZZI e MARIA SERENA SAPEGNO

Locandina / Programma

Il pensiero femminile o pensiero della differenza sessuale ha fatto irruzione nella temperie del pensiero novecentesco, caratterizzato dall’ardua fatica di pensare la differenza: differenza di culture, di ideologie, di etnie, di lingue e di religioni, che rinviano ad una complessità crescente del panorama teoretico.
La riflessione delle donne sulla differenza sessuale ha generato un sapere nuovo, un parlare diverso, una riflessione in precario equilibrio tra un dire e un detto, tra parola e silenzio. Contro il logos totalitario ed unificante si è fatto strada un nuovo soggetto e lo spazio per una ragione anche frammentaria inquieta, balbettante, critica e discontinua, da sempre trattenuta nei silenzi o nelle pieghe nascoste del Sapere, ma presente anche nel mito e nella tragedia, nella metafora e nella fantasia, ragione che parla delle donne e pone inquietanti domande.
Giustamente una studiosa Susan Moller Okin parla del “prisma dell’appartenenza sessuale” per indicare non solo una ricca produzione bibliografica, ma anche un arcipelago di posizioni, appunto un prisma, di grande originalità e forza che può confrontarsi paritariamente con la tradizione filosofica. Pertanto è significativo indagare il pensiero femminista all’inizio del terzo millennio, e proponiamo tre figure, Simone de Beauvoir, Françoise Collin, Catherine Malabou.

Mercoledì 6 aprile
Marisa Forcina (Università del Salento)
Fina Birulés (Universitat de Barcelona)
Françoise Collin, una filosofa femminista

Mercoledì 4 maggio
Gabriella Baptist (Università di Cagliari)
Angiola Iapoce (psicoanalista)
Catherine Malabou: trauma e ricostruzione dell’esistenza

Tutti gli incontri si svolgono alle ore 18.

L’evento sarà trasmesso anche in streaming (6 aprile – 4 maggio).

Per accedere sarà necessario esibire il Green Pass rafforzato.
Info: eventi@fondazioneprimoli.it

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FONDAZIONE PRIMOLI
Via G. Zanardelli 1, Roma
tel. 06.68801136 / 06.68801827

1973-77, milano: la “mostra incessante per il cile”

un articolo di Roberta Garieri

http://www.hotpotatoes.it/2021/11/11/solidarieta-transatlantiche-la-mostra-incessante-per-il-cile/

[…]
Il concept della “mostra incessante” rispondeva dunque a un desiderio collettivo di sperimentazione e cambiamento. Artisti, collettivi, spesso in collaborazione con associazioni e gruppi militanti, realizzarono interventi dentro e fuori la galleria, creando un tessuto sociale che oltrepassò i limiti fisici e concettuali dello spazio espositivo – soprattutto a partire dalla seconda stagione del 1974/1975. I promotori di questo risveglio collettivo furono principalmente Giovanni Rubino e Corrado Costa, con Gigliola Rovasino, un piccolo gruppo che in seguito si allargò includendo altri partecipanti.
Il primo evento inaugurale si svolse dal 18 ottobre al 5 novembre del 1973 negli spazi della galleria e prevedeva interventi di Rubino, Costa ed Emilio Villa su Cartoons for the Cause, un catalogo di illustrazioni politiche dell’artista dell’Ottocento inglese Walter Crane. Nello specifico, si trattava di un lavoro collettivo a sei mani: i fotomontaggi di Rubino e i contributi scritti di Costa e del poeta e critico d’arte Emilio Villa.
[…]

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editori di poesia, postpoesia? chi? dove? (una nota disordinata)

Il panorama degli editori che si occupano di quelle scritture idiomatiche/singolari che intendono registrare in maniera imprevista e particolare il passaggio del senso; ossia il panorama degli editori di poesia (o postpoesia) è ormai da tempo in mutazione assai profonda.

Garzanti ha quasi abbandonato il campo, parrebbe, o per anni è stata semi-muta; mentre va detto che sono solo motivi di distribuzione a continuare a far applicare un qualche residuo motivo di interesse alle altre major. (Esclusa però Mondadori, i cui libri dello Specchio di poesia scompaiono dagli scaffali con una rapidità impressionante. Dimostrando così che nemmeno come servizio di distribuzione Mondadori si conserva interessante).

Se cerco materiali di postpoesia è evidente che devo rivolgermi oggi a Tic, a Benway series, a IkonaLíber, a [dia•foria (pensiamo anche soltanto al lavoro fatto recentemente da Daniele Poletti con Adriano Spatola). Mentre se voglio leggere alcuni autori come Villa, Costa, Vallejo, Ortesta, li trovo presso ArgoLibri. Per non parlare del catalogo delle Edizioni del verri. O di quello di Campanotto (che, per dire, ha pubblicato Martino Oberto, Giovanni Fontana e molti altri), di Arcipelago Itaca, di Miraggi.

Se voglio leggere poesie di Hoffmansthal o di Lutz Seiler posso farlo nella traduzione di Paola Del Zoppo, e quindi devo cercare nel catalogo Del Vecchio.

Alcuni autori di valore, nel contesto di una scrittura non di ricerca ma tutt’altro che appiattita sui dettami del mainstream, escono ormai da tempo nella collana Rosada dell’editore Kurumuny (che non a caso pubblica anche saggi su Bene).

Altri autori (Raos, Menicocci, per dire) escono e usciranno nella collana Fuorimenù dell’editore Blonk. Molti nella collana ‘i domani’, di Aragno. Molti sono quelli che il valoroso (e compianto) Francesco Forte ha ospitato nella sua Oèdipus.

Per non parlare del catalogo (ormai purtroppo del tutto inaccessibile) delle Edizioni d’If, di Nietta Caridei. O delle opere uscite per NEM. O della collana ‘fuoriformato’ che Andrea Cortellessa ha diretto prima per Le Lettere e poi per L’Orma.

Eccetera. Il discorso potrebbe continuare e includere editori e collane – passate e presenti – a manciate, a dozzine. I luoghi del tracciamento del senso escono ormai del tutto (e del tutto felicemente) dal perimetro degli editori convenzionalmente presenti nei reparti di “poesia” delle librerie generaliste.

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alcuni primi link per maurizio spatola

la nota biografica sul sito archiviomauriziospatola.com:
http://www.archiviomauriziospatola.com/ams/indexweb.php?name=WEB&file=bio

la notizia della scomparsa di Maurizio Spatola, su Artribune:
https://www.artribune.com/editoria/2022/03/morto-il-poeta-maurizio-spatola-co-fondatore-delle-edizioni-geiger/

il pdf della mostra sulle Edizioni Geiger alla Biblioteca Classense, nel sito di M.S.:
http://www.archiviomauriziospatola.com/prod/pdf_worksand/W00233.pdf

le locandine della mostra in un post di M.S.:
https://archiviomauriziospatola.wordpress.com/2014/05/05/ravenna-i-libri-delle-edizioni-geiger-mostra-alla-biblioteca-classense/

Intervista di Francesco Aprile a Maurizio Spatola:
https://www.utsanga.it/aprile-edizioni-geiger-una-sperimentazione-permanente/

e
https://slowforward.net/tag/archivio-maurizio-spatola/ 
https://slowforward.net/tag/maurizio-spatola/