Intervista per Radio Questa Sera a Marco Giovenale su Il cotone. (Bioflocculazione), Zacinto/Biblion, 2021, cui l’autore ha abbinato il brano musicale Strollin’ dall’album omonimo, Strollin’, di Chet Baker del 1986.
segnalo assai volentieri questa pagina che Artin Bassiri Tabrizi ha dedicato a Iannis Xenakis:
Si è appena conclusa al Musée de la Musique della Philarmonie di Parigi l’esposizioneRévolutions Xenakis (dal 10 febbraio al 26 giugno), in occasione del centenario dalla nascita del compositore e architetto greco-rumeno Iannis Xenakis (1922-2001). Commissionata anche dalla figlia Mâkhi Xenakis, l’esposizione concentra in un’unica grande sala fotografie rare, manoscritti, progettazioni e istallazioni sonore. È dunque nel segno del suo grande eclettismo che si è voluto ricordare il compositore che, rivoluzionario, lo è stato in ogni senso.
Ventesima puntata della rubrica “tre” (su Punto Radio / Questa sera) : Giulio Marzaioli legge da I sassi, Tic ed. 2021, brano abbinato: Take A Pebble, di Emerson, Lake & Palmer (1970).
—I’m Waiting for the Man, Heroin, and Pale Blue Eyes. In May of 1965, Lou Reed, with the help of future bandmate John Cale, recorded the very first known versions of these iconic songs along with a handful of others and mailed the tape to himself as a “poor man’s copyright”. The tape remained sealed in its original envelope and unopened for nearly 50 years — entirely unheard and forgotten, until now. <
Da sempre la Festa Per La Cultura dedica uno spazio alla ricerca. Non può esserci infatti celebrazione della cultura secondo noi senza uno spazio dedicato alla creatività più pura, libera e fuori dagli schemi. Specialmente quando questa si esprime attraverso il dialogo e la collaborazione tra individui. Domenica 26 sbarca quindi alla Principe la IATO ORCHESTRA Più di venti musiciste e musicisti riuniti in un ensemble versatile e creativo, condotti per l’occasione da ñ , docente di musica elettronica al Conservatorio di Napoli, che alterneranno momenti di esplosione sonora ad attimi meditativi, intricate improvvisazioni e loop ritmici, raffinati elementi melodici e incursioni rumoriste, una creazione di un universo sonoro multiforme e in espansione, voci e strumenti di una galassia di musiche inaudite. L’uno è il tutto e la moltitudine è l’uno. Centro di aggregazione di questa realtà è stata la rassegna Iato, che dal 2003 al 2012 ha organizzato stabilmente concerti di musica di ricerca presso “Il Cantiere”, storico spazio sociale a Trastevere. Dai primi incontri del 2010, fondati sulla libera improvvisazione, il gruppo si è’ poi confrontato con le composizioni e conduction a cura di Mike Cooper, Alvin Curran, Tim Hodgkinson, Gene Coleman, Giancarlo Schiaffini, Elio Martusciello. Dal 2012 è attiva la collaborazione con l’Angelo Mai.