Archivi categoria: poesia
“libridine”, allo studio campo boario (roma): da oggi, 22 aprile, a fine giugno
sibylla sylvae / emilio villa
promemoria: mercoledì 20 aprile 2022, roma, università la sapienza: zanzotto / celan
PAUL CELAN E ANDREA ZANZOTTO
Mercoledì 20 aprile 2022, alle ore 9:15
Andrea Cortellessa e Camilla Miglio in dialogo con Antonella Anedda e Massimo Palma
@ Sapienza Università di Roma, Edificio Marco Polo, Circ.ne Tiburtina 4, Aula magna
per chi fosse impossibilitato a essere presente, l’incontro potrà essere seguito anche in streaming all’indirizzo http://meet.google.com/ksb-dajf-tvi
il critico indimenticabile / corrado costa. 1990
apertura del terzo numero della rivista ‘polisemie’
apertura del terzo numero di Polisemie: Rivista di poesia iper-contemporanea.
all’indirizzo https://polisemie.warwick.ac.uk/ è possibile leggere l’articolo di Giuseppe Andrea Liberti, OLTRE MARECHIARE. PRIME OSSERVAZIONI SULLA POESIA NAPOLETANA DEL XXI SECOLO.
Polisemie pubblica numeri aperti (roll-out issues): nel corso dei prossimi mesi sarà possibile quindi trovare articoli sempre nuovi sulla poesia del presente.
assertivitá in teatro? e in poesia (suggerimento da cb)
tarkos – costa – bordini
http://slowforward.net/2018/04/15/la-poesie-de-france-christophe-tarkos/
di quale serissima menomazione neurologica soffre chi non vede o si rifiuta di vedere alcun legame fra Tarkos (o Quintane, o Suchère ecc.) e Corrado Costa e Carlo Bordini? e di quale tabe patisce il pondo chi fin l’ipotesi vaga di tale relazione taccerebbe d’atra “avanguardia”.
risonanze: poeti per andrea zanzotto
addio a cristina annino
ieri pomeriggio a Ostia i familiari di Cristina Annino (scomparsa il 28 gennaio) hanno disperso in mare le sue ceneri.
con alcuni amici, con i quali avevamo assistito alla cerimonia, siamo andati poi alla Casa clandestina, per parlare (anche) di poesie e di scritture. l’ospitalità della Casa e la compagnia di Giuseppe, militante del collettivo Subword, incontrato lì, sono state fondamentali per il momento. lui e io abbiamo poi raggiunto il Parco Pietro Rosa, dietro la Casa, per affiggere una poesia sua e una sigla asemica mia (che sembra iniziare con la “C” di Cristina) sulla stele del parcuino, installata dal collettivo proprio per consentire a tutti di mettere liberamente in comune qualche impressione, visiva o testuale. o qualche silenzio, volendo, quando non è troppo facile parlare.
il discorso non appartiene mai all’essere parlante: i “fondamentali” (cb)
Tutta la poesia e le scritture di secondo Novecento e attuali hanno anzi avrebbero o avrebbero avuto (troppo tardi ormai) da imparare da queste righe:
La cosa gravissima e per me impensabile è che l’attorume moderno e post-moderno non solo vi perseveri ma non degni di uno sguardo il Corso di linguistica generale di Saussure. Chiaramente, certe considerazioni sono vocazioni. Ma, in assenza di questo, almeno uno sguardo per decenza… controllare qualcosina in Freud e in Lacan soprattutto. “Il discorso non appartiene mai all’essere parlante”. Sono i “fondamentali”.
Quelli invece vanno lassù e parlano, convinti che il discorso appartenga loro, addirittura ne fanno un prodigio mnemonico, da mentecatti, neurodeliri, croce verde. Nessuna delle loro cementate teste è stata mai ventilata dal dubbio atroce: altrimenti si sarebbero dimessi comunque. Dimettersi come Io parlante. La voce non è il dire, è l’ascolto. C’è un dir la voce, la voce non dice mai qualcosa. La simulazione: niente a che fare con la perversità della contraffazione. Si schiaffeggiano, urlano, si insultano, becerano. Mera pigrizia. Menzogna degradata.
Carmelo Bene, Giancarlo Dotto, Vita di Carmelo Bene (Bompiani, 1998)
[cfr., anche, qui]
labirinti e tarocchi di emilio villa: il video dell’incontro alla biblioteca panizzi (reggio emilia, 1 aprile 2022)
con Bianca Battilocchi, Gabriella Cinti, Gian Paolo Renello
venerdì 1 aprile 2022, Biblioteca Panizzi: presentazione dei libri Rovesciare lo sguardo. I tarocchi di Emilio Villa, a cura di Bianca Battilocchi; e All’origine del divenire. Il labirinto dei labirinti di Emilio Villa, di Gabriella Cinti









