_
Denis Roche, lors de la sortie du volume La poésie est inadmissible, au Seuil, déclarait ceci à Arnaud Viviant dans Libé : «Et j’ai toujours trouvé saugrenu qu’on ne dise pas d’un poète que c’est un écrivain. Au fond, c’est très étrange. Si vous écrivez un seul roman dans votre vie, nul ne songe à vous appeler romancier. Mais faites un livre de poésie, et toute votre vie on dira: le poète. C’est une des choses que je trouve débilitante dans ce qu’est devenue la poésie, depuis le romantisme probablement. Une espèce de label, relevant très nettement du statut social, et qui vous est octroyé sur un mode toujours sublimé, augmentatif. Pourquoi un exposant aussi valorisateur est-il attaché à cette pratique littéraire? Lorsque vous voyez des hommes politiques en campagne qui, sous prétexte qu’ils sont consultés dans une émission littéraire, prennent des airs ravis, les yeux à demi-clos, pour parler de poésie, on est encore dans ce statut-là. Oui, à cet exercice-là est attaché quelque chose qui est de l’ordre de la décoration sociale. Qu’elle soit devenue cela est une des choses qui me font dire que la poésie est inadmissible.»
merci, Charles Pennequin :
https://www.facebook.com/charles.pennequin/posts/pfbid02QwTpGXMf7GYhyRHFpZFnyyCXxP62Ti1r7y977SSbM3dAHiyN65YfEmdDmM3LQuksl
In attesa di proporre l’audio dell’intervento completo:
[…] Detto in poche parole: a partire soprattutto dalla fine degli anni Sessanta (ovvero dalla fine del primo decennio di quello che continuo a chiamare e ritenere un cambio di paradigma), le complessità e le articolazioni delle scritture poetiche e in senso ampio creative hanno messo i poeti (o coloro che tali intendevano essere) in condizione di estrema difficoltà. Alcune generazioni, per via dell’accelerazione degli stimoli culturali e per il senso di soffocamento dato dalle urgenze storico-politiche, si sono trovate in una condizione di impasse (o proprio schiacciamento) tra la necessità o insomma il desiderio (aggiungerei: spesso infantile o adolescenziale) di aderire al modello dato dall’onda lunga del Romanticismo (e, azzarderei, del petrarchismo lessicale) e la realtà ipercomplessa e infinitamente frammentata della contemporaneità.
Come fa a scrivere, e cosa scrive, un io che non solo non ha la “i” maiuscola, ma è scisso in particole, e le cui schegge sono circondate da un contesto e discorso culturale e storico estremamente complesso, vasto, articolato?
(Un solo esempio: nell’arco di appena sette anni, tra il 1967 e il 1974, escono ben cinque opere capitali e rivoluzionarie di Jacques Derrida: La voce e il fenomeno, Della grammatologia e La scrittura e la differenza nel 1967, Margini nel 1972, Glas nel 1974).
Poteva porsi aproblematicamente in sintonia con questo stato di cose la generazione che aveva vent’anni, o poco più, nell’arco di tempo che va dalla fine degli anni Sessanta alla fine dei Settanta? Si collocava in quel tratto storico una disponibilità, una apertura, un varco – diciamo – praticabile per i giovani scrittori, che non fosse quello della forbice aperta tra euforia e disforia (seguendo il suggerimento di Gianluigi Simonetti in La letteratura circostante), tra verbalizzazione immediata, diciamo a volte naif, e ricaduta nelle forme chiuse ossia nell’ormai vecchio istituto delle forme propriamente letterarie (blindate nel comparto Letteratura)?
I termini della reazione di quelle generazioni allora possono forse non essere stati semplicemente quelli del rifiuto, ma del rifiuto che maschera un colossale senso di inadeguatezza, probabilmente fondato. Se nel 1971 Dario Bellezza a 27 anni pubblica Invettive e licenze e un contesto letterario lo accetta senza il minimo imbarazzo e ne fa addirittura un punto di riferimento (ritenuto valido addirittura oggi), è perché difficilmente sia il poeta sia il contesto sarebbero stati in grado di sorridere troppo davanti ai propri sentimenti di impotenza e inadeguatezza, appunto. Sentimenti che reagivano ai ben diversi materiali letterari che arrivavano dal «verri» fin dal 1956, e da «Tel Quel» dal 1960.
A mio modo di vedere sarebbe stato necessario, come in tutti i sistemi sottoposti a tensione, un lungo tempo di elaborazione per vedere qualcuno appropriarsi dei materiali di quegli anni. Per certi aspetti, l’entità che prese subito familiarità con la situazione e addirittura la spostò dal piano storico al piano – direi – antropologico (generale) fu il teatro di ricerca, su cui non ci soffermeremo. Ma altre cose accadevano negli anni Settanta. Cose che ci riportano ai nomi di Corrado Costa, Giulia Niccolai, Adriano Spatola, e a molti altri, in grado di misurarsi nell’immediato con quanto andava producendosi.
Ci sono stati cioè intellettuali, poeti e scrittori, che della complessità e della ricerca letteraria hanno fatto sfida e necessità e non vi hanno rinvenuto affatto schiacciamenti inaccettabili, soffocamento, inadeguatezza, margine, inabitabilità.
Si è trattato di autori che, vedendo nella neoavanguardia non necessariamente un’esperienza vincolante ma al contrario un evento aprente, si sono misurati con la scrittura della complessità, con la frammentazione, oltre che con la fantasia, anche, delle interazioni tra codici: letteratura, arti visive, materiali verbovisivi, musica sperimentale, e addirittura “scrittura asemantica” (così Gillo Dorfles a proposito di Irma Blank, nel 1974).
Se ne è parlato e se ne parlerà.
[…]
_
_
per chi desidera ascoltare l’intero intervento di CB, raccolto da Doriano Fasoli nel maggio 2000:
https://youtu.be/k3yfoVZXsik
Un’intervista di Fasoli a CB è leggibile all’indirizzo https://www.riflessioni.it/conversazioni_fasoli/carmelo_bene_2.htm oppure in formato pdf qui: https://slowforward.files.wordpress.com/2024/01/doriano-fasoli-intervista-carmelo-bene.pdf
& https://slowforward.files.wordpress.com/2022/09/doriano-fasoli-intervista-carmelo-bene_-giugno-2005.pdf
Quindi fare i conti col linguaggio senza un io. Un iismo. Quello lo lasciamo agli asini.
Ma non se ne può più d’uno stucchevole degli affetti, dell’anima bella, della “postal cartolin”, degli innamorati. Tutto ciò appartiene a un codice dell’imbecillità, della mediocrità…
Nel dopo-Joyce, …per esempio, l’identità: tutta per aria. Salta tutto. È già saltata.
https://slowforward.net/2022/09/09/mal-de-fiori-cb-conversazione/
_
L’Associazione letteraria Premio Nazionale Elio Pagliarani –
Centro Studi e biblioteca sulla poesia contemporanea
(https://associazioneletterariapremioeliopagliarani.it – https://premionazionaleeliopagliarani.it)
ha indetto la
presieduto da Cetta Petrollo Pagliarani
Il Premio ha lo scopo di promuovere e valorizzare, nello spirito sperimentale di Elio Pagliarani, la scrittura poetica e la ricerca letteraria che dimostrino qualità creative ed espressive originali nell’innovazione linguistica.
Scadenza per la presentazione delle opere: 30 gennaio 2024, ore 12.
Tre sono le sezioni del Premio:
1. Raccolta di poesia inedita, 2. Raccolta di poesia edita, 3. Premio alla carriera.
La prima sezione è aperta a raccolte di testi poetici in lingua italiana e/o raccolte di prose poetiche brevi e versi, tassativamente inedite anche in rete, in rivista o in formato ebook.
La seconda è riservata a opere di poesia in lingua italiana pubblicate dal 1° luglio 2022 al 30 novembre 2023. Sono ammesse opere in formato elettronico che sia possibile considerare pubblicate da soggetti editoriali, e non autopubblicate. Non sono ammesse opere di autori che siano stati selezionati nella sezione editi nelle edizioni 2021 e 2022 del Premio. Non sono ammesse opere di autori che siano state selezionate nella sezione inediti nelle precedenti edizioni del Premio. Non possono concorrere al premio le opere inedite per le quali, dal 1° luglio 2022 e fino al 25 maggio 2024, siano state avviate procedure di pubblicazione con altri editori giacché il premio per queste opere consiste nella pubblicazione nella collana del premio curata dall’Associazione Elio Pagliarani per l’editore Zona. È necessario spuntare obbligatoriamente la casella specifica che si trova in calce al modulo per la richiesta di partecipazione. La terza sezione del premio vede il riconoscimento alla carriera di una figura distintasi nella ricerca, nella sperimentazione letteraria o nell’imprenditoria culturale di sostegno alla realizzazione delle opere appartenenti a tale area.
Per questa nona edizione, l’autore al quale viene riconosciuto il premio alla carriera è GIOVANNI FONTANA, scrittore, sperimentatore, artista (verbo)visivo e sonoro, performer e studioso delle avanguardie.
Per le sezioni 1 e 2, l’iscrizione al Premio è ovviamente del tutto gratuita e avviene esclusivamente attraverso il sito del Premio https://premionazionaleeliopagliarani.it, con registrazione attraverso account, compilazione del modulo e con la spunta obbligatoria delle caselle riguardanti l’accettazione e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali.
Lo svolgimento del Premio è seguito da un Comitato organizzativo costituito dal Presidente e da nove componenti ed ha il compito di indirizzare e coordinare ogni attività, anche economica e logistica, concernente il Premio. La Giuria è composta da critici letterari e dai componenti dello stesso Comitato organizzativo.
Sempre per le sezioni Poesia edita e Poesia inedita, la rosa delle opere candidate al premio verrà annunciata dal comitato organizzativo entro il 30 marzo 2024. Di seguito, la giuria entro il 15 maggio 2024 voterà le opere finaliste. I giurati che vorranno ricevere una copia cartacea dei libri candidati al premio dovranno presentare richiesta all’indirizzo e-mail uffstampapremioeliopagliarani@gmail.com entro il 15 aprile 2024. Gli editori dei libri candidati invieranno a proprie spese, entro il 30 aprile 2024 ai giurati che la abbiano richiesta la copia cartacea (o stampata, nel caso di libro elettronico) del libro candidato.
Entro il 30 gennaio 2024, ore 12, attraverso il sito del Premio dovranno pervenire al Comitato organizzativo, in formato PDF e in file unico le raccolte edite e quelle inedite previa registrazione dei partecipanti e compilazione di tutte le caselle del modulo di accettazione del bando e autorizzazione al trattamento dei dati secondo le modalità previste dal sistema. La compilazione integrale di tutte le caselle del modulo è condizione indispensabile per poter ultimare la procedura di iscrizione al Premio. Non saranno ammessi autori che non abbiano inviato le loro raccolte in formato PDF. Le raccolte inedite dovranno essere di almeno 30 componimenti. Tutte le raccolte edite proposte al premio potranno anche pervenire in numero di una copia cartacea, entro il 30 gennaio 2024, all’indirizzo postale Premio nazionale Elio Pagliarani – presso Poste Centrali, Via Marcantonio Bragadin 107, 00136 Roma.
Il vincitore della sezione Poesia edita riceverà un premio del valore economico lordo di 2000 (duemila/00) euro.
L’opera del vincitore della sezione Poesia inedita sarà pubblicata dall’editore Zona.
Il vincitore del premio alla carriera, in questo caso Giovanni Fontana, entrerà a far parte della giuria come presidente onorario della successiva edizione.
La cerimonia di premiazione si terrà il 25 maggio 2024 a Roma presso la sala Cinema del Palazzo delle Esposizioni di Roma. Alla cerimonia debbono partecipare tutti i finalisti. Continua a leggere
_
L’audio dell’intervista di Carlo Sperduti @ RadioQuestaSera, 13 gennaio 2024, a cura di Gianluca Garrapa
Poieti, non ci crederete ma perfino Tarkos usava l’io. Forse allora non sta lì il problema? Breaking news: nessuno vi ha mai detto che il problema sta nella grammatica. Apparecchiatevi dunque ad ascoltare l’inconcepibile, registrato malamente flaneriando dal vostro problema preferito su Pod al popolo. Il podcast irregolare, ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto.

– william anastasi. transfer. 1968 [18-12-2023]
– rosaire appel. three works. 2023 [02-03-2023]
– rosaire appel. sun, numbers and paper squiggles. 2018 [25-12-2023]
– marco ariano. vibratile. 2023 [22-10-2023]
– william basinski. melancholia [10-09-2023]
– william basinski. the disintegration loops. 2002-03 [01-10-2023]
– jean-michel basquiat. riding with death. 1988 [02-11-2023]
– vasco bendini. mille e una notte. 1968 [13-01-2023]
– carlo bordini. l’idea della catastrofe. 2020 [12-04-2023]
– george brecht. word event. 1961 [21-04-2023 .en]
– george brecht. instruction. 1963 [15-05-2023 .en]
– marcel broodthaers. sac en cuir avec oeufs. 1968 [12-08-2023]
– ugo carrega. il mondo non…. 1963 [03-02-2023 .it]
– roberto cavallera. tre frammenti da “errata porridge”. 2023 [24-07-2023 .it]
– alberto comparini. stanford. 2023 [24-06-2023 .it]
– alberto d’amico. 4 poesienon. 2017-2021 [30-01-2023 .it]
– bruno di bello, äesthetik realität. 1974 [28-05-2023]
– khalid el morabethi. la prophétie. 2022 [16-01-2023 .fr]
– peter ganick. six drawings. 2016 [26-12-2023]
– genera. septa. 2022 [04-04-2023]
– al hansen. hey. 1968 [08-04-2023]
– jenny holzer. survival series. 1984 [13-05-2023 .en]
– in8 iĐ. u/x 010-100: lamprays bite 4-site. 2023 [29-06-2023]
– derek jarman. in the shadow of the sun. 1981 [12-11-2023]
– meri karako. state of mine 259. disorder. 2023 [23-02-2023]
– maria lai. pagina scritta. 1977 [28-07-2023]
– roy lichtenstein. art. 1962 [27-04-2023]
– serse luigetti. wroom. 2011 [31-10-2023]
– jackson mac low. social project 2. 1963 [15-01-2023 .en]
– walter marchetti. molteplici attività possono aver luogo durante questi diciannove minuti. 1964 [10-12-2023 .it]
– marwan markhoul. to write poetry [26-12-2023 .ar / .en]
– luigi nono. contrappunto dialettico alla mente. 1967-68 [30-09-2023]
– yoko ono. sky tv. 1966 [27-07-2023]
– vincenzo ostuni. due inediti dal “faldone”. 2023 [25-03-2023 .it]
– benjamin patterson. questionnaire. 1968 [27-01-2023 .en]
– enzo patti. scrittura asemantica su legno. 1998 [14-09-2023]
– edoardo sanguineti. da “purgatorio de l’inferno”. 1960-1963 [01-02-2023 .it]
– chiara serani. frammento da “dialoghi della sedia”. 2023 [2 [1-05-2023 .it]
– thomas seto. untitled. 2022 [02-01-2023]
– thomas seto. vêtue. 2022 [03-08-2023]
– antonio syxty. ebook: da il primo libro delle cose inventate. 1980-2017 [07-09-2023 .it]
– mark tansey. robbe-grillet cleansing every object in sight. 1981 [13-03-2023]
– miron tee. asemic | screenshot | cyberpunk 2077. 2022 [04-01-2023]
– miron tee. from “deformations”. 2023 [06-08-2023]
– miron tee. note. 2023 [07-10-2023]
– endre tót. ooooooo (…) nothing. 1971 [01-01-2023]
– silvia tripodi. due testi da “le bocche”. 2021 [19-02-2023 .it]
– timm ulrichs. montage [31-12-2023]
– petr válek. music 18.9.2022. 2022 [06-02-2023]
– petr válek. harsh free jazz. 2019 [09-03-2023]
– ben vautier. fluxus presentation. 1966 [24-09-2023]
– patrizia vicinelli al festival “parole sui muri”, fiumalbo, agosto 1967 [28-11-2023]
– wolf vostell. endogene depression. 1976 [07-01-2023]
– wolf vostell. why the trial between jesus and pilate lasted only two minutes? [25-04-2023]
– la monte young. piano piece for terry riley #1. 1960 [16-10-2023 .en]
– michele zaffarano. periodo ipotetico (estratto). 2023 [23-01-2023 .it]
– michele zaffarano. ventisei febbraio. 2023 [01-03-2023]
– luca zanini. nessuna categoria. 2022 [03-01-2023 .it]
– luca zanini. digitallumina. 2023 [16-02-2023 .it]
– luca zanini. isotermie – esce il venerdì successivo –. 2023 [22-07-2023. it]
:
ephemera:
– monoscopio rai [05-02-2023]
altro:
– esiste la ricerca, milano 18 marzo 2023 [13-03-2023]
video per Niederngasse.
lettura di Marte ha bisogno di terroristi, edito da Arcipelago nel 2005; traduzione di Gherardo Bortolotti e Alessia Folcio.
La finestra di Antonio Syxty, L’intervallo dedicato alla poesia, i podcast, il blog Rooms For Secrets & altro continueranno anche nel 2024 sotto lo stesso ombrello:
https://www.mtmteatro.it/progetti/syxty-umbrella/
