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due testi (1) / carlo sperduti. 2022

Persona

Posso immaginarti. In questo mio buio è la cosa da fare.

Nel tuo sta suonando la sveglia. Mugugni una risposta, un borborigmo ti trascina interamente di qua. Ti senti stupida, guardi l’ora. Non hai sentito la prima sveglia. Per questo ti affretti.

Imbocchi il corridoio che conduce dalla camera da letto al soggiorno.

La prima discontinuità nella parete, subito a destra, si chiama porta del bagno: è la meta inaugurale della tua giornata. Con la destra già sulla maniglia ti separi dalla distrazione, focalizzando una seconda discontinuità alla tua sinistra.

Oltre il bagno, prima del soggiorno, si apre un corridoio che non c’era. A questo punto la paura ingoia i residui di sonno.

Qualcuno che non approvi ed è la tua terza persona muove passi scalzi verso lo stretto spazio incongruo. S’inoltra nel suo buio. Raggiunge sul fondo, appena quattro metri più in là, una porta. A tastoni ne trova la maniglia e apre.

Eccoti. Credo di esserci io, qui dentro, ma non accendere la luce. A chi rispondevi poco fa?

 

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Giornata

Sull’autobus che la porta al lavoro, la Basilica di San Luigi Maria Grignion de Montfort occupa per alcuni secondi il piano sfocato della visione.

Si guarda la mano sinistra: ricorda perfettamente il mignolo e l’anulare mancanti. Potrebbe giurare di averli avuti fino a ieri sera. Distrazione, conclude: saranno da qualche parte: salteranno fuori quando non li cerco.

La giornata è dura come una giornata: arretrati, colleghi, battute, consegne, il progetto per il ponte verticale di Subiaco: un appalto di dubbia provenienza.

Torna a casa con un’inclinazione verso il suolo di due gradi e mezzo in più rispetto al mattino, perfettamente nella media: se ne compiace.

Trentadue minuti dopo rincasa Sebastiano dalla brutta cera.

Il taleggio si scioglie sulle patate; dai bocconcini di pollo in padella il peperoncino invade la respirazione per un eccesso di fiamma e minuti: se ne ricavano colpi di tosse e battute.

Il colorito di Sebastiano peggiora, proporzionalmente al vino ingurgitato e al gonfiore delle labbra: quando corre in bagno la corsa si confonde con un rutto e il rutto introduce un conato di vomito.

Tenendogli la fronte, lo sguardo imbocca il water: nella poltiglia color senape riconosce sei falangi.

 

 

oggi, per centroscritture.it: lezione di luigi magno sul “partito preso delle cose”, di francis ponge

La notte a volte ravviva una pianta singolare il cui bagliore scompone le camere ammobiliate in cespugli d’ombra.

La sua foglia d’oro si regge impassibile nel cavo di una colonnetta di alabastro, attraverso un peduncolo nerissimo.

Le farfalle povere la assalgono preferendola alla luna troppo alta, che vaporizza i boschi. Ma subito bruciate o sfinite bella battaglia, tutte fremono sull’orlo di una frenesia vicina allo stupore.

Intanto la candela, con il vacillare dei chiarori sul libro nel brusco sprigionarsi dei fumi originari, incoraggia il lettore – poi si inclina sul suo piatto, e affoga nel suo alimento.

— “La candela” da Il partito preso delle cose (1942)
di Francis Ponge
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Oggi pomeriggio ore 18 con Luigi Magno per il corso “Poesia contemporanea. Uno sguardo sull’Europa” del CentroScritture.

edoardo sanguineti su luciano anceschi (intervista di nadia cavalera): tre video

Edoardo Sanguineti su Luciano Anceschi, Socrate plurale

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Edoardo Sanguineti su Luciano Anceschi e il Novecento

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Edoardo Sanguineti su Luciano Anceschi e la poesia degli ultimi tempi

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interviste a cura di Nadia Cavalera, riprese di Cristina Provenzano
(Modena, 26 aprile 2006 – corso Canalchiaro 26)

“statue linee”: audio completo della presentazione a perugia, libreria popup, 17 feb 2023

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A causa della serata carnascialesca in città, la registrazione è imperfetta, forse più che imperfetta. Ma ascoltabile, parrebbe. Senza contare che l’imperfezione, il disturbo, le frequenze sovrapposte, sono probabilmente  qualità aggiunte ai testi.

frammento da “periodo ipotetico”, michele zaffarano @ aocf58 – galleria bruno lisi (2023)

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rif.: https://slowforward.net/2023/01/20/23-gennaio-15-febbraio-2023-michele-zaffarano-periodo-ipotetico-galleria-bruno-lisi-aocf58-roma/