Archivi categoria: segnali e azioni

mark young’s new selected poetry book

Songs to Come for the Salamander; Selected Poems 2013-2021: selected & introduced by Thomas Fink  has just been co-published by Sandy Press & Meritage Press.

Mark Young 
Songs to Come for the Salamander; Selected Poems 2013-2021:
selected & introduced by Thomas Fink

Sandy Press & Meritage Press, 2021
396 pages
ISBN: 978-1-7368160-4-2
Available through Amazon

Chosen by Thomas Fink from the 29 books of text poetry by Mark Young published since 2013, Songs to Come for the Salamander is a companion piece to the 2008 Pelican Dreaming, also selected & edited by Thomas Fink, & the 600-page 2013 The Codicils, which Young describes as nine books in one. It again highlights the variety, sly humor, & concern for social & political issues that the author is internationally known for. Many of his regular tropes — “A line from . . .,” “Today the Postwo/man,” & geographies are included, but they are only a small part of this delightful sampling from the 2500 or so poems from Young that have appeared in the nine years this selection covers.

“Some readers might assume that particular, highly pessimistic generalizations in Young’s poems are actually Mark Young presenting his sense of doom. The little ditty “democracy” registers the claim that “no-one// knows the/ words to” the “song” (the concept of democracy) even though “every-/ one sings” it, and “since violence is learned” tells us that “tolerance is no/ longer available, is replaced by trauma.” Although nothing in the poems—not even such affirmations of aesthetic transport as “Constant Craving,” which speaks of music “that acts as/ axis to steady everything around”—makes one identify the poet as a bright-eyed optimist, various moments in the work display too much respect for the complexity of cause and effect, limitations of human perception, the transience of trends, and sudden appearances of the unexpected to place sustained credence in large generalizations and foregone conclusions.”

— from the Introduction by Thomas Fink.

Recent books by Mark Young from Sandy Press:
The Sasquatch Walks Among Us
Sorties

roma, da oggi al 24 ottobre, al cimitero acattolico: “sleepwalkers”, di francesca vitale

fino al 24 ottobre al Cimitero acattolico, Roma, Testaccio/Piramide

charles bernstein: the poetry of idiomatic insistences

Charles Bernstein: The Poetry of Idiomatic Insistences, edited by Paul Bové, from boundary 2 / Duke University Press (308pp, $12) Ordering information and TOC: http://jacket2.org/commentary/bernstein-b2

This issue includes Bernstein’s most informative and significant international interviews, many published here in English for the first time. Through prefaces and essays responding to translations of his work, including translations appearing for the first time in this issue, contributors place Bernstein’s work in both global and local contexts. Includes an extended review of Topsy-Turvy.

Contributors: Luigi Ballerini, Runa Bandyopadhyay, Charles Bernstein, Paul A. Bové, Dennis Büscher-Ulbrich, Natalia Fedorova, Feng Yi, Jean-Marie Gleize, Susan Howe, Yunte Huang, Pierre Joris, Abigail Lang, Leevi Lehto, Marjorie Perloff, Ian Probstein, Ariel Resnikoff, Brian Stefans, Enrique Winter

(On-line with library access to b2 in early Nov.)

fondazione baruchello: workshop “la storia di un documento: arte o archivio?”

Fondazione Baruchello presenta il workshop

La storia di un documento: arte o archivio?

22 ottobre 2021
ore 17.00 – 19.00

Nell’ambito di

A Season in Slemani
a cura di Carlo Gabriele Tribbioli
Con: Manuel Scano Larrazábal, Gabriele Silli, Giacomo Sponzilli, Giulio Squillacciotti
e con un progetto di Gianfranco Baruchello

22 settembre – 29 ottobre 2021
Fondazione Baruchello
Via del Vascello 35, 00152 Roma
Per info e iscrizioni scrivere a info@fondazionebaruchello.com

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roma, 22 ottobre, il cantiere: jascalevich venitucci duo

22 ottobre, ore 20:00,
Roma, Il Cantiere
in via Gustavo Modena 92
(Trastevere)

Diego Jascalevich: charango
Luca Venitucci: pianoforte e fisarmonica

musica tradizionale sudamericana e improvvisazione libera

Evento facebook: https://www.facebook.com/events/s/jascalevich-venitucci-duo/305153721016185/

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artecinema 2021: a napoli da oggi, 15 ottobre 2021

still da “La rivoluzione siamo noi. Arte in Italia 1967/1977” (Italia, 2020), regia di Ilaria Freccia

ARTECINEMA 2021
a cura di Laura Trisorio
Teatro San Carlo – Teatro Augusteo – Napoli
15 – 22 ottobre 2021
In programma, in questa 26esima edizione, 24 film – divisi nelle tre sezioni: arte e dintorni, architettura e design, fotografia – all’80% in anteprima nazionale, con alcuni titoli in anteprima mondiale. Tra gli artisti documentati in rassegna: Marina Abramovic, Joseph Beuys, Alighiero Boetti, Christian Boltanski, Albrecht Dürer, Lucio Fontana, Helmut Newton, Pino Pascali, Michael Rakowitz, Eugenio Tibaldi, John Wood & Paul Harrison, gli architetti Alvar Aalto ed Ettore Sottsass.

Infine il film su Man Ray, ripreso nel 1937 durante le vacanze ad Antibes, con gli amici Pablo Picasso, Dora Maar, Paul Eluard, Lee Miller. Durante quell’estate, Man Ray e la sua giovane compagna Ady Fidelin, incontrano infatti un gruppo di amici all’Hôtel Vaste Horizon, nel villaggio di Mougins. Ci sono il poeta Eluard e sua moglie Nusch, Roland Penrose e la sua futura sposa Lee Miller, Picasso e Dora Maar: Man Ray riprende i suoi amici con la telecamera costruendo i piccoli sketch che accompagnano la storia raccontata in questo film di François Lévy-Kuentz, dal titolo Un été à la Garoupe.

(Claudia Giraud)

 

28 ottobre, roma: pasquale polidori, “io ho visto solo la fine” – happening allo studio campo boario

IO HO VISTO SOLO LA FINE
rottami di lettura di URLO attraverso Jackson Pollock, Gina Pane, Ferruccio De Filippi

un happening con

Giovanna Fiacco Alberto D’Amico Naoya Takahara Michele Zaffarano Tianyi Xu Pasquale Polidori Chiara Vignandel Salvatore Zoncheddu

Studio Campo Boario – Roma – 28 ottobre 2021 – dalle 16:30 alle 20:30

grazie a Federica Luzzi

http://www.pasqualepolidori.net/wp-content/uploads/2021/08/onde.gif

Io ho visto solo la fine è una lettura di URLO in forma di happening, dove il testo di Ginsberg è restituito mediante l’accadere contemporaneo di un insieme di azioni concentrate nello stesso luogo, lo Studio Campo Boario a Roma e le strade nei dintorni. Queste azioni, di cui URLO è un perimetro non sempre oggettuale, funzionano come attraversamenti del poema che, fin dal suo apparire, si è posto come un dato materiale e spaziale, costruito sull’unità di misura del respiro e sulla sua forzatura, ossia la ricorsiva messa alla prova della tenuta plastica della voce: la voce di Ginsberg che, il 7 ottobre 1955 nella Six Gallery a San Francisco, estatico e al limite della verbigerazione, rovescia il dentro-fuori di corpo e delirio, tenuti insieme da ossessivi nodi anaforici, che sono l’appiglio sintattico di una oralità che rischia ripetutamente la deriva dei significati, lo smarrimento del punto, nelle frasi lunghe che compongono il poema e nelle quali è densissima la concettualizzazione delle singole parole. Da sempre, quando si parla di URLO, se ne sottolinea il carattere di denuncia nei confronti della realtà politica, sociale ed economica americana: nel processo che seguì alla pubblicazione del libro, per respingere l’accusa di oscenità la difesa userà l’argomento secondo cui URLO esprime realisticamente il patimento dei derelitti; in altri termini, oscena è la vita di chi è fatto fuori dal sistema, non il linguaggio che naturalisticamente riflette questa ultra-marginalità. Oltre il ragionevole margine linguistico-sociale, non è più il caso di cercare una ragionevolezza dell’espressione. Per questo URLO esprime certo una denuncia contro la realtà, ma lo fa abbandonando la realtà e estromettendola al discorso, più che riflettendola; nel discorso-URLO c’è una ricercata costruzione di immagini difficili da mettere a fuoco con gli strumenti di un pensiero moralizzatore, che intende cioè perseguire il fine di comprendere. Si ha più l’impressione che l’unica comprensione possibile sia non la chiusura del punto, l’abbraccio del senso (comune), bensì lo spalancamento del discorso alle sue paradossalità, anche musicali.  È il corpo di Ginsberg che, attraverso la voce ed euforicamente, si assume poi il compito di dimostrare possibile una tale estrema elasticità del voler dire, senza che esso arrivi mai a rompersi del tutto.

[continua qui: http://www.pasqualepolidori.net/opere/io-ho-visto-solo-la-fine/]

roma, 28 ottobre: primo seminario su “l’economia della poesia”

Nel contesto della serie di incontri “Voce!”, la Biblioteca Elio Pagliarani, in collaborazione con FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori), su iniziativa di Cetta Petrollo e Lia Pagliarani organizza il

PRIMO SEMINARIO SU
L’ECONOMIA DELLA POESIA

giovedì 28 ottobre, alle ore 16:30
presso la Casa dello scrittore
Lungotevere dei Mellini 33 – Roma

[evento facebook: https://www.facebook.com/events/265874408758534
e https://www.facebook.com/events/4394303597291250]

Partecipano:

Marco Amore, Umberto Bertone, Nicola Bultrini, Alessandro Canzian, Sonia Caporossi, Tommaso Di Francesco, Marco Giovenale, Anna Lapenna Malerba, Giulio Marzaioli, Vincenzo Mascolo, Piera Mattei, Marco Menato, Gabriella Musetti, Laura Pugno.

Programma

Saluti di Cetta Petrollo Pagliarani e Antonio Rossi

Interventi di
Marco Amore: Arte, poesia, economia, dal valore economico al valore culturale dell’opera
Umberto Bertone: Luci e ombre di editare libri di poesia nell’era digitale
Nicola Bultrini: Economia della gratuità
Alessandro Canzian: Poesia, la contraddizione di un prodotto invendibile
Sonia Caporossi: La poesia-comunicazione, l’utopia e la deviazione dell’immaginario
Tommaso Di Francesco: La produzione materiale dei versi
Marco Giovenale: Documenti contro monumenti. L’immateriale è una ricchezza collettiva
Anna Lapenna Malerba: Senza editore
Piera Mattei: Facile definirvi poeti?
Giulio Marzaioli: Benway series. I chiari e gli scuri
Vincenzo Mascolo: La poesia è liquida?
Marco Menato: La poesia in biblioteca fra diritto d’autore, dono dell’autore e scelta del bibliotecario
Gabriella Musetti: Ripartire con l’editoria. Vita activa nuova
Laura Pugno: Le Parole e le cose: Poesia, terzo paesaggio?

Il seminario sarà registrato e andrà in diretta streaming. Giovedì 28 ottobre 2021, a partire dalle ore 16 e 30, Casa dello Scrittore, Lungotevere dei Mellini n. 33. Per assistere è necessario venire con il green pass e prenotarsi al numero 3477446151 (o all’indirizzo biblioteca@bibliotecaeliopagliarani.com)

Appena possibile verrà comunicato su quale piattaforma e a quale link sarà possibile seguire l’incontro in streaming.

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Su cosa si sostiene oggi la produzione materiale dei versi e della scrittura? Quali sono le funzioni e le strutture che permettono al testo di riconoscersi tale e di farsi riconoscere? In poesia, ma non solo, l’economicità del creare torna ad essere misconosciuta e sottaciuta. Su questo argomento si interrogano i partecipanti al primo seminario dedicato al tema.
Finalmente la biblioteca Elio Pagliarani torna ad organizzare incontri dal vivo grazie anche alla gentile disponibilità dei locali della Casa dello scrittore del Fuis.
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[dia•foria : “lessicario spatola”, 9, chiara portesine (“ecfrasi”, ottobre 2021)

[dia•foria, nell’agosto del 2020, ripubblica tutte le raccolte poetiche di Adriano Spatola, sia visive che lineari, in un unico grande volume: OPERA, a cura di Giovanni Fontana e con la collaborazione di dreamBOOK edizioni.

È necessario tornare a parlare di uno degli intellettuali più significativi del secondo Novecento, e prendere seriamente in considerazione una revisione del “canone”.

LESSICARIO SPATOLA nasce sulla scia del primo progetto dedicato ad Adriano Spatola, denominata RIPARTIAMO DA SPATOLA, IN TUTTE LE DIREZIONI (www.facebook.com/versolapoesiatotale), e pone l’accento su alcune parole chiave che descrivono a livello critico l’opera e l’operato dell’autore.

Chiara Portesine sta svolgendo un dottorato presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. I suoi principali percorsi di ricerca riguardano il rapporto tra letteratura, arte e fotografia, e l’impatto dei nuovi media sul campo letterario. Si è occupata prevalentemente di Emilio Villa, Corrado Costa, Andrea Zanzotto, Edoardo Sanguineti, Antonio Porta e dell’attività verbo-visiva di Gianfranco Baruchello.

october 15, ostia: “yes” – the art exhibit

YES is the result of a GAP project that uses this online platform to document a series of projects from which exhibitions often arise such as the Frag Exchange Project or the no / MIND Project.

YES is also the title of an exhibition of solo and collaborative works at ARTHEKA 32 – in Ostia, a district in Rome, Italy, October 15-20 curated by GAP Founder Carl Heyward at the invitation of member artist Marino Rossetti.

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Presentation

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piero simondo, “laboratorio situazione esperimento”: dal 19 ottobre a torino

Piero Simondo, Senza titolo, 1962, monotipo su carta

PIERO SIMONDO. LABORATORIO SITUAZIONE ESPERIMENTO
a cura di Luca Bochicchio
Accademia Albertina – Torino
19 ottobre 2021 – 9 gennaio 2022

Martedì 19 ottobre 2021 alle ore 18, nell’ipogeo della Rotonda di Talucchi all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, aprirà al pubblico la mostra Piero Simondo. Laboratorio Situazione Esperimento, promossa dall’Archivio Simondo. Si tratta del primo approfondimento monografico e retrospettivo sull’opera di Piero
Simondo, tra i fondatori dell’Internazionale Situazionista e particolarmente legato alla città di Torino, dove l’artista si è spento il 6 novembre 2020 e dove ancora oggi ha sede il suo archivio.

Nato a Cosio di Arroscia (Imperia) nel 1928, Piero Simondo frequentò l’Accademia Albertina di Torino dal 1949 (contemporaneamente alla Facoltà di Chimica) e lavorò incessantemente come artista e teorico, creando gruppi cooperativi artistici come il CIRA e i Laboratori Sperimentali all’Università di Torino.

Curata da Luca Bochicchio, direttore scientifico del MuDA Casa Museo Jorn di Albissola Marina, la mostra offre per la prima volta un ampio sguardo sull’ampia produzione sperimentale dell’artista, dalle prime produzioni degli anni Cinquanta alle ultime degli anni Duemila.

Dopo l’anticipazione di Alba, presso la Chiesa di San Domenico (fino al 12 dicembre), la mostra di Torino costituisce la seconda tappa di una retrospettiva antologica sull’artista che si articolerà tra il Piemonte e la Liguria, regione in cui Simondo nacque nel 1928, e che oltre all’Accademia Albertina vedrà nel 2021 un evento collaterale a Casa Ramello, San Maurizio Canavese (a cura de La Bottega delle Nuove Forme). Nel 2022 il viaggio di questa mostra antologica proseguirà al MuDA Casa Museo Jorn di Albissola Marina (maggio 2022), con due spin-off: al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea (con opere di Simondo all’interno dell’allestimento Espressioni. Epilogo, gennaio 2022) e a Cosio di Arroscia (IM), con un evento nello Spazio Piero Simondo (estate 2022).

A integrazione della mostra sarà pubblicato un volume (coedizione Gli Ori-Albertina Press, con il contributo di Compagnia di San Paolo, Fondazione CRC e Fondazione De Mari) in italiano e inglese, con la duplice funzione di documentare l’esposizione e proporre una riflessione sulla figura dell’artista, grazie a contributi di autorevoli studiosi di critica e storia dell’arte, filosofia e visual studies: Luca Avanzini, Paul Bernard, Luca Bochicchio, Franco Brunetta, Flaminio Gualdoni, Karen Kurcynski, Lisa Parola, Sandro Ricaldone, Maria Teresa Roberto, Marco Senaldi, Sara Tongiani.

L’esposizione sarà aperta al pubblico dal 21 ottobre 2021 al 9 gennaio 2022.

baretto ontologico tra poco

Oggi alle 16:45 sul marciapiede di via Ostiense all’altezza del civico 28a, microlettura estemporanea/illegale da LA GENTE NON SA COSA SI PERDE (Tic Edizioni), e riflessione corale-dialogica sul barbonaggio dell’autore, momentaneamente appoggiato al tavolino del bar Il Nido

https://ticedizioni.com/products/la-gente-non-sa-cosa-si-perde-giovenale

evento facebook: https://fb.me/e/2Lf9qIbKp