Archivi categoria: testi di mg online:
due aree. post generale, poi personale
1. In sintesi estrema
“Nuovi Argomenti” nasce nel 1953. “Il verri” nel 1956. È del 1957 la polemica aspra fra Pasolini e Sanguineti su sperimentalismo e neosperimentalismo, che si consuma tra le pagine di un paio di numeri della rivista “Officina”.
Da allora e fino a oggi, dunque da quasi 70 anni, la letteratura italiana è spezzata in due.
Dopo qualche circoscritta fortuna einaudiana e feltrinelliana, l’editoria ‘maggiore’ (oggi, meglio: ‘a grande distribuzione’, o forse ‘generalista’) sarà costantemente collocata, o in misura maggioritaria collocabile, nell’area Mondadori Pasolini Sereni eccetera. Scelta fatta. Per una forma sempre ‘rassicurante’.
Sponda – soprattutto dagli anni Ottanta – per la nuova lirica, visceralmente avversa alla sperimentazione, negatrice di tutto quello che succede nel versante della ricerca letteraria, specie se avanzata (e sotto qualsiasi egida, fosse pure universitaria, o artistica, in legame o no con istituzioni come il MoMA o il Centre Pompidou, per dire).
“una semplice”, di mg = differx (2010)
2010, compostxt = Roberto Cavallera ospita “una semplice”.
again: thx from the heart
(https://slowforward.net/2020/04/25/una-semplice-ha-dieci-anni/)
@ compostxt/issu:
https://issuu.com/compostxt/docs/marco_giovenale__una_semplice5
pdf liberamente scaricabile da slowforward:
https://slowforward.files.wordpress.com/2020/08/marco-giovenale_-una-semplice-compostxt-2010.pdf
the working dead / differx. 2020
nazioneindiana.com/2020/03/14/la-radice-dellinchiostro/#marco-giovenale
in “La radice dell’inchiostro” (prima parte)
le prime “endoglosse” (2004)
“Ha sempre cercato poi crede note simili, su lamine diverse, circostanze. / Altre forme, anche”
*
Ogni tanto torno a dare un’occhiata alle prime ENDOGLOSSE (2004), uscite in ebook per la mai troppo lodata collana di Biagio Cepollaro:
http://www.cepollaro.it/poesiaitaliana/GioTesto.pdf
[ In copertina: Biagio Cepollaro, Totem (2004), dettaglio ]
da
http://www.cepollaro.it/poesiaitaliana/E-book.htm
(catalogo pieno di opere da scaricare liberamente)
nota su vincenzo ostuni e il suo “faldone”
nota in occasione della presentazione di
Deleuze, o dell’essere chiunque chiunque
(Porto Fluviale, Roma, 30 lug. 2020)
Vincenzo Ostuni è – non solo per mia convinzione ma anche per studio e dimostrazione testuale da parte di più critici letterari, in particolare di Luigi Severi – forse l’unico autore contemporaneo che (in tempi post-novecenteschi e per certi aspetti post-poetici) riesce a tenere insieme le modalità della ricerca testuale più stretta, un forte letteralismo, un processo lessicalmente tellurico di interrogazione filosofica costante, e un progetto che lega tutto ciò offrendone i risultati sotto forma di vera e propria opera mondo. (E opera aperta, per le ragioni che si vedranno).
È infatti almeno a partire dall’uscita in volume di un primo segmento del suo progetto / macrotesto, il Faldone, ossia dal 2004, che appare evidente come Ostuni a questo lavori interminabilmente riprendendolo, variandolo, accrescendolo, disturbandone i confini e gli intrecci, sia ad intra che – proiettato in segmenti futuri – ad extra.
Se è vero che un ventaglio di argomenti ritornanti nel Faldone, per evidenza di contenuti, è da riassumere con termini quali incompiutezza dell’esperienza, incompletezza del linguaggio, e cumulo di nostre incertezze percettive, va poi súbito aggiunto che questo denso e centripeto nucleo tematico diventa anzi è di fondo, per statuto formale, il vortice centrifugo che di libro in libro, di aggiornamento in aggiornamento, sgretola la stessa compibilità dell’opera (determinandone l’apertura), insieme inchiodandola all’esperienza oggettiva (dunque estendendone non senza vertigine i confini al “mondo” stesso, tutto).
MG
_
elle est retrouvée. quoi? – l’éternité (rimbaud) / differx. 2020
Elle est retrouvée.
Quoi? – L’Éternité.
Rimbaud, Hymne à Facebook
(Mai 1872)
dopo il festival di poesia di berlino (2011). @ lyrikline. testi di mg
felicemente ritrovati:
https://www.lyrikline.org/en/player/playautor/1242 (audio)
in italiano e tradotti in tedesco, inglese, spagnolo, russo: https://www.lyrikline.org/en/poems/o-e-molto-terso-e-non-si-avvera-6837 (testi in varie traduzioni e audio in italiano)
esce “6070”, sugli anni sessanta e settanta, appunto: qualche appunto

Circa dieci anni fa ho scritto un testo, “6070”, per spiegare o meglio spiegarmi alcune cose e coordinate, latitudini della percezione, longitudini delle scritture, o viceversa, che mi parevano e mi paiono legate a un decennio particolare, quello che va – precisamente – da metà anni Sessanta a metà Settanta.
Lo scritto non era mai uscito fino ad ora. Certo, è e resta incompleto, criticabile, probabilmente parziale anche nella seconda accezione del termine. E si interrompe bruscamente.
Alla fine ne ho parlato con gli amici di OperaViva, e ora si può leggere qui: https://operavivamagazine.org/6070-2/. Migliori interlocutori non penso avrei potuto avere.
Forse non condivido più l’imp(r)udenza delle mie premesse, ma – aggiungo – resto persuaso degli elementi di fondo, linguistici e politici (e di politica del linguaggio), che osservavo e annotavo.
_
rava vavàra, episode #23: july 21st, h. 12:10
Rava vavàra, episode 23 will be broadcasted next Tuesday (July 21st = tomorrow) through Archipel Radio, at 12:10 CET in Berlin 88,4 FM and Potsdam 90,7 FM, live streaming on archipel.community/radio.
The broadcast features Lynn Book, Lale Rodgarkia-Dara, Marco Giovenale, Valentina Vetturi, Mikhail Bogdanov and others.
After the broadcast, just listen to the audio file here: http://ravavavara.art/episode23
*
(video from “L’Amant Double”, François Ozon: facebook.com/Ravavavara/videos/287434129344307)
ossidiana / differx. 2020
con Þolso
c(onm)e
comme con polso plus compulsivo
compulsiamo (e) compensiamo co-pensiamo il
“diario degli eventi”
ne sfuggisse mica
con: esfoliante
perdiprende — il suo
nome vuol dire artiglio
l’archivolto va finito




