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ricerca poetica, poesia di ricerca, scrittura di ricerca, ricerca letteraria

copertina del “menabò” n. 6, sett. 1963

Roberto Di Marco: «nei dintorni del “verri” ed entro i suoi stessi confini, accanto alla ricerca poetica nuova, si svolgeva un’intensa attività critica e teorica che rinnovava l’orizzonte problematico entro il quale la ricerca letteraria avviene. Quindi giustizia vuole che il Gruppo 63 e l’intero movimento nuovo sia nato in Italia grazie all’attività culturale e alla ricerca letteraria radicale del “verri” e dei Novissimi, ciò anche se poi nel Gruppo 63 si sono trovati riuniti filoni di ricerca sulla forma-parola […]» (in Il Gruppo 63 quarant’anni dopo. Bologna, 8-11 maggio 2003. Atti del Convegno, Pendragon, Bologna 2005, p. 198. Parti in grassetto, ovviamente, mie).

Le espressioni “scrittura di ricerca”, “ricerca poetica”, “poesia di ricerca”, “ricerca in letteratura” e altre non nascono negli anni ’80 o ’90 o Zero, ma molto prima. Pensiamo soltanto a “musique de recherche”, che in Francia risale addirittura agli anni Quaranta. Un post sugli argomenti è qui: https://slowforward.net/2020/03/31/scrittura-di-ricerca-senza-virgolette/.

Mentre la prima parte di un saggio sulle occorrenze delle dette espressioni (Date e dati su “ricerca”, “scrittura di ricerca”, “ricerca letteraria”) è nel n. 75 del “verri”, febbraio 2021: https://slowforward.net/2021/04/16/il-verri-n-75-ma-quale-valore/.

Che agli anni 1961-63 si debba comunque prestare particolare attenzione è evidente non solo per un minimo di decenza in ambito di storiografia letteraria (decenza di cui l’editoria mainstream ha perso contezza da tempo, se mai l’ha avuta), ma perché non è proprio evitabile vedere in quegli anni un inizio di qualcosa che – lo si chiami cambio di paradigma o in qualsiasi altro modo – continua anche oggi, e (si metta l’anima in pace l’editoria appena nominata) continuerà domani.

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“lunic panzemes” by jim leftwich


https://jimleftwichvisualpoems2021.blogspot.com/search/label/lunic%20panzemes

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forse wordpress ci restituisce il classic editor? /// wordpress: is classic editor back? (maybe) good news on aug 8th, 2021

Sembra che WordPress abbia reinserito la possibilità di lavorare con il Classic Editor, e che il detestabile Gutenberg Editor (ovvero Block Editor) possa fortunatamente essere solo un’opzione, magari la prima per WP, cioè quella di default, ma non l’unica e obbligata.

Innanzitutto andate sul pannello “All posts” e guardate in alto a destra. C’è un riquadro di Screen Options che permette di scegliere tra l’editor a blocchi, disponibile di default (=l’inguardabile Gutenberg), e quello classico.

Una volta scelto il Classic Editor, dovreste vedere l’elenco dei post pubblicati, di quelli programmati, dei draft e insomma di tutti i materiali in campo, nella vecchia maniera. Bene.

La buona notizia è che FINALMENTE il pulsante di ADD NEW che vi fa scrivere un nuovo post è dotato di una tendina che permette di scegliere se usare il vecchio o il nuovo editor per postare.

ENJOY !
(per ora, sperando che WP non si penta di questa botta d’intelligenza e di rispetto per i suoi utenti)

 

P.s.: le buone notizie non finiscono qui. Ora è anche possibile editare con il Classic Editor i post già pubblicati, andando sempre su “All Posts” e muovendo il puntatore del mouse sul testo che volete editare. Qui sotto vedete un esempio da un recente post su gammm.org

in rete i pdf dei due libri di norman h. pritchard

su eclipsearchive.org:

The Matrix (1970)
http://eclipsearchive.org/projects/MATRIX/Matrix.pdf

e

EECCHHOOEESS (1971)
http://eclipsearchive.org/projects/ECHOES/Echoes.pdf

+ materiali e informazioni presenti e linkati in
https://jacket2.org/commentary/nh-pritchard
http://jacket2.org/commentary/pritchard-1978 
e http://jacket2.org/commentary/grundy-pritchard

grazie a Charles Bernstein e Jacket2

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un testo da “oggettistica” sul blog di gorilla sapiens

https://gorillasapiens.wordpress.com/2021/08/02/scatole-tuttavia-di-marco-giovenale/

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Grazie a Gorilla Sapiens per l’ospitalità a questa prosa breve, né racconto né poesia. microtesto dal tutt’ora inedito Oggettistica.

word for / word, issue #37, summer 2021

Word For/Word #37 is online at

www.wordforword.info/vol37

Issue #38 is scheduled for January 2022

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allison grimaldi-donahue, “a mouth covering a mouth: the women of gruppo 63”

da
https://www.shorttheatre.org/eventi/allison-grimaldi-donahue/

3 settembre 2021 | WEGIL
(Roma, L.go Ascianghi 5)
performance poetica
in inglese

Allison Grimaldi-Donahue, statunitense di nascita, ora a Bologna, è una poetessa, scrittrice e traduttrice.

A Mouth Covering a Mouth: The Women of Gruppo 63, è la sua performance che risuonerà nella Hall di WEGIL nel contesto di CRATERE, indagando le genealogie culturali in cui la performatività dei corpi si intreccia – o è tutt’uno – con la rivendicazione politica, il cui lascito oggi riverbera nella riflessione e nelle lotte del presente. In A Mouth Covering a Mouth: The Women of Gruppo 63, reincorpora i versi delle donne del Gruppo 63 – Alice CeresaGiulia NiccolaiPatrizia Vicinelli – piegando il livello teorico e  storico con il personale.

In questa lettura poetico-performatica, Allison Grimaldi-Donahue esplora il concetto di “linguaggio come pelle” di cui parla Roland Barthes, chiedendosi come ci si possa toccare e sentire attraverso il linguaggio, scritto e parlato, riflettendo quindi sulla comunicazione con e senza corpo, sulle potenzialità di incarnare lingue perdute, oltre ogni teoria accademica.

A favore di una poetica emotiva, la sua pratica tende verso la costruzione di un sé diasporico, che possa recuperare e incarnare il passato ormai dimenticato.

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la narratura è in pericolo / differx. 2021

stamattina su facebook è tutto un bullicare di indignazioni fiere sullo stato della letteratura (ovviamente intendono la narratura). (quella distribuita anzi grandistribuita).
dicono eh ma i lavoratori che ci lavorano. e anche dicono eh ma la qualità la qualità dov’è dov’è finita. aridatece gadda aridatece calvino. veramente dicono così, ci hanno un dispiacere sincero che il mainstream sia “the actual shit”. dopo averlo affiancato e attivamente costruito per minimo un duetre decenni.
io dico ma fate una colletta compratevi Repubblica. almeno una copia. o magari proprio i mezzi di produzione.