perché la corte penale internazionale persegua il presidente brasiliano per disastro ambientale

https://secure.avaaz.org/campaign/it/protect_the_amazon_rev_b_it/

Il Presidente brasiliano Jair Bolsonaro è un disastro ambientale in persona.

Ha permesso l’estrazione mineraria illegale e la deforestazione in terre indigene, ha sabotato leggi ambientali, e solo in questo suo ultimo anno di governo la distruzione dell’Amazzonia è accelerata di oltre il 20%: una perdita equivalente a tremila campi da calcio al giorno!

Pensa di poter continuare impunito, ma c’è un modo per farlo rispondere di questi crimini. Un gruppo di coraggiosi avvocati si sta impegnando affinché la Corte penale internazionale (CPI) persegua Bolsonaro per ogni possibile crimine contro l’Amazzonia e i suoi difensori. Tutto ora dipende dal procuratore della Corte, Karim Khan.

Quest’ultimo è noto per la sua perseveranza nella ricerca della giustizia, ma trascinare Bolsonaro in tribunale richiede un grandissimo coraggio. Sosteniamolo raccogliendo una valanga di firme da ogni parte del mondo, e quando il nostro appello sarà enorme, lo consegneremo direttamente all’ufficio del procuratore.

Leggi e firma qui l’appello:
https://secure.avaaz.org/campaign/it/protect_the_amazon_rev_b_it/

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beyond sublargo / nula. 2021

a multi-part sound work-in-progress for Radio Art Zone
as part of the Esch2022 Capital of Culture

http://nula.cc/59800

A collection of digital artifacts that inform and reveal the elaboration of a project which will eventually become a 22-hour broadcast, a single contribution among 99 others, as part of the collective 100-day broadcast project Radio Art Zone, which will take place from 18 June to 25 September, 2022.

A series of irregular dispatches, any of which may find a place in (or contribute behind the scenes to) the final result. Regardless, each is a node of research on the way to the realization of the finished broadcast. These accumulated fragments, various as they are, reflect the actual labor of the project, and […] >>> read on

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“il novecento: la linea anti-lirica” @ centroscritture.it da domani, 13 dicembre, per 6 incontri + 1

https://www.centroscritture.it/service-page/iv-poesia-contemporanea-anti-lirica

inizia lunedì 13 dicembre, domani, il secondo ciclo online sulla poesia del Novecento, dedicato alla linea e alle tradizioni anti-liriche. tutte le informazioni a questo link.

(C) Nanni Balestrini

dalle avanguardie storiche di inizio Novecento alle sperimentazioni più recenti, la rottura con la tradizione, la prospettiva utopistica ed emancipativa di movimenti, autori e opere che hanno tentato di porsi al di là della lirica, della soggettività e della testualità poetica tradizionale.

edward john matthews: “arts and politics of the situationist international 1957-1972”

Sandro Ricaldone

EDWARD JOHN MATTHEWS
Arts and Politics of the Situationist International
1957-1972
Situating the Situationists
Lexington Books, 2021

Arts and Politics of the Situationist International contextualizes the SI within a comprehensive aesthetic and theoretical framework that integrates its concepts and practical activities with previous critical thinkers, political activists, artists, and poets. The SI belongs to a history of radical gestures and cultural practices concerned with re-imagining everyday life and overcoming alienation. This book regards the SI as a critical interdisciplinary endeavor in the history of consciousness, particularly as a moment in an ongoing western-European trajectory of aesthetic negation dating back to the early nineteenth century. The chapters search for origins of the SI in French Symbolist poetry, Dada and Surrealism, Hegelian-Marxism, and Lefebvrian social theory in an effort to provide a clearly-defined ‘something’ out of which the SI developed as an increasingly radical collective of artists, writers, and theorists.

sveglia #8: muta imago (sveglia, muta) (!) about “de natura sonorum” & asemics & electronic lit / differx. 2021

sveglia #8: muta imago (sveglia, muta) (!)
about DE NATURA SONORUM & asemics & electronic lit

19 dicembre, ore 17:00
Horti 14, via san Francesco di Sales 14 (ex Teatro degli Artisti)
Incontro con Marco Giovenale – sull’Asemic writing
a seguire:
Incontro con Fabrizio Venerandi – su Suoni che cambiano

https://www.facebook.com/differx/videos/3098974023721058

link per la “mappa immaginaria della poesia italiana contemporanea”, da oggi in libreria

https://www.leparoleelecose.it/?p=42988

https://www.mappadellapoesia.it/index.php

https://espresso.repubblica.it/idee/2021/12/09/news/la_mappa_dei_poeti_italiani_contemporanei-328683743/

(nel 2018: https://www.illibraio.it/news/storie/i-quattro-elementi-poesia-882355/)

oggi, alle 17:15, intervento di eugenio gazzola su adriano spatola: “poiesis”

evento facebook:
facebook.com/events/788990085244097

Spatola totale:
https://www.facebook.com/versolapoesiatotale/
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dal 17 dicembre a roma: giuseppe penone a villa medici

Giuseppe Penone a Villa Medici

17 dicembre 2021 – 27 febbraio 2022

Art Club #34
Curatore: Pier Paolo Pancotto
Inaugurazione giovedì 16 dicembre alle 19:00

(ingresso libero, prenotazione consigliata)

Dopo la grande mostra personale organizzata nel 2008 da Richard Peduzzi, Giuseppe Penone torna oggi a Villa Medici con un progetto ideato appositamente per le stanze storiche del cardinale Ferdinando de’ Medici. Dal 16 dicembre 2021 al 27 febbraio 2022; l’artista presenta quattro opere emblematiche della propria poetica: Vaso (1986) in ceramica e gesso, Il vuoto del vaso (2005) in terracotta bianca e radiografie, e Avvolgere la terra – vaso (2005) in terracotta bianca e gesso, il video Ephemeris (2016) e cinque sculture in terracotta e bronzo dal titolo Terra su terra – bacile (2005).

Mentre l’esposizione del 2008 era presentata negli spazi più emblematici e maestosi di Villa Medici, l’artista occupa questa volta un luogo dal carattere più intimo: le stanze private del Cardinale Ferdinando de’ Medici (la stanza degli Elementi, la stanza delle Muse, la stanza degli Amori di Giove). Per questo progetto, Giuseppe Penone cerca di mettere in valore la singolarità degli spazi presentando tre opere che mettono in discussione il materiale e il concetto di scultura. Ne è un esempio l’opera Vaso, composta di una ciotola di ceramica che ospita un vaso di gesso la cui silhouette destrutturata porta l’impronta delle mani dell’artista, facendo eco alle funzioni private, quasi domestiche, del luogo che lo ospita. L’impronta dell’artista si trova anche nell’opera Il vuoto del vaso, una composizione formata da un vaso incorniciato da tre radiografie di mani, che gioca sulla materialità delle forme e sulla loro percezione visiva. Infine, l’incontro tra gesto e materia si ritrova nella terza opera, Avvolgere la terra – vaso (2005), realizzata in terracotta, sintesi di una forma universale che sottolinea il complesso legame tra uomo e natura. La terracotta è il materiale di cui è composto anche il vaso al centro del video Ephemeris, appartenente all’omonimo ciclo del 2016, come pure dei bacili sorretti da basi di bronzo ispirate, anch’esse, a elementi vegetali nella serie Terra su terra – bacile (2005).

Progetto presentato con il sostegno della galleria GAGOSIAN.

sul futuro “repertorio critico delle poete italiane”: una nota di viviana scarinci

continua qui:
https://vivianascarinci.blog/2021/12/02/qualcosa-sul-progetto-editoriale-repertorio-critico-delle-poete-italiane-presentato-presso-la-biblioteca-a-elio-pagliarani-di-roma/

bertrand cochard: “guy debord et la philosophie”

Sandro Ricaldone

BERTRAND COCHARD
Guy Debord et la philosophie
préface d’Étienne Balibar
Hermann, 2021

À la fin des années 1950, Guy Debord entreprend de confronter ses thèses et intuitions, initialement construites au sein des avant-gardes artistiques, avec la philosophie allemande. Il étudie Hegel et Marx, découvre le marxisme « hétérodoxe » (Karl Korsch, Georg Lukács, Anton Pannekoek), discute les théoriciens et commentateurs de son temps (Jean Hyppolite, Henri Lefebvre, Lucien Goldmann), et importe certains concepts issus de cette tradition (totalité, aliénation, marchandise, etc.) au sein de sa propre pensée. Quelles ont été les conséquences de ce « tournant » philosophique ? Comment l’étude de ce tournant peut-elle permettre de mettre en question la réduction de l’auteur de La Société du Spectacle à un sociologue critique de « la société de consommation » ? L’objectif de ce livre est de faire émerger la singularité de Guy Debord dans le champ philosophique, en plaçant notamment la question du temps au cœur de cette singularité.