Archivi tag: Corrado Costa

la francia da una parte, l’italia dall’altra: lo snodo degli anni ’80 e ’90 e la povertà della situazione italiana in letteratura

un estratto di appena 7′ dalla presentazione del libro Qualche uscita. Postpoesia e dintorni, di Jean-Marie Gleize:

per intendersi sulle differenze tra Italia e Francia, sullo snodo cruciale degli anni Ottanta, sugli oltre vent’anni di cattiva editoria italiana (almeno fino al 2003), e sui danni che ne derivano ancora oggi.

[la registrazione integrale della presentazione, con tutti gli interventi (di Magno, Manganelli, Giovenale, Zaffarano) è ascoltabile qui: https://gammm.org/2022/07/07/presentazione-qualche-uscita/]

[l’intervento da cui cito i nomi, e a cui in voce mi riferisco, è il seguente: https://slowforward.net/2022/02/21/poesia-per-il-pubblico-a-k/]

Francis Ponge

N.b.: in un intervento di commento a quanto da me detto nei 7′ proposti, Michele Zaffarano giustamente aggiunge, ai nomi fatti, il maggiore di tutti, Francis Ponge (1899-1988), modello autoriale essenziale per tutti gli scrittori francesi di terza via, alternativa cioè ad avanguardia e lirica, parimenti tradotto poco o per nulla in Italia (addirittura fino a oggi).

capriola + langue & parole: lecce, 2022

“Langue&Parole”, un progetto
a cura di REPLICA e PIA.

In occasione di CAPRIOLA | AN ART WEEK IN LECCE, REPLICA presenta Langue&Parole, una selezione di libri d’artista e di riviste storiche provenienti dal proprio archivio. Quaranta volumi, oltre a presentarsi come materiale di studio per gli studenti della scuola PIA, daranno forma ad una mostra per gli spazi della Biblioteca Braille dell’Istituto Anna Antonacci di Lecce, che sarà dedicata al linguaggio, alla scrittura creativa e alla poesia verbo visiva. Il progetto espositivo include un invito rivolto all’artista e performer Caterina Dufi che si occuperà di dare voce ad alcuni estratti tratti dai libri sabato 2 luglio alle ore 19.30.

Nell’ambito di CAPRIOLA | AN ART WEEK IN LECCE
Dal 26 giugno al 3 luglio 2022
Location: Biblioteca Braille – Istituto ‘Anna Antonacci’, Lecce (Via de Summa 1)
Lettura: sabato 2 luglio, ore 19.30

Il nome del progetto vuole evocare la dicotomia linguistica teorizzata da Ferdinand de Sassure (1916) tra ‘langue’ e ‘parole’, una distinzione che ha segnato non solo la storia della linguistica ma anche quella dell’arte visiva. Il linguaggio è un sistema individuale e sociale in continua evoluzione che consta di due parti: la langue che si costituisce grazie a un sistema di segni convenzionali e astratti e la parole, atto individuale e concreto con cui ogni uomo e donna esprime il proprio pensiero.

Con l’arrivo delle Neoavanguardie poetiche, gli artisti hanno voluto sottolineare come nella nuova cultura di massa chiamata anche “cultura del neo-ideogramma” in cui è l’immagine a prevalere come strumento linguistico. Da qui la provocazione dei poeti delle Neoavanguardie, dove la parola diventa autoreferenziale: una parola-oggetto, capace di creare una contaminazione tra segni linguistici e segni visivi, nel tentativo di strutturare un codice linguistico alternativo in opposizione ai linguaggi mass-mediatici. L’interesse al linguaggio e ai suoi innumerevoli aspetti è tuttora un tema caro agli artisti contemporanei, soprattutto in quelli in cui la pratica del libro d’artista diventa il fil rouge della loro poetica. Nella selezione di libri e riviste proposta da REPLICA, segni visivi e verbali insieme a narrazioni poetiche si mostrano in un reciproco equilibrio senza subordinarsi a vicenda, raccontando in modo sintetico più di cinquant’anni di ricerche artistiche dedicate al linguaggio.

Tra gli artisti presenti in mostra: Adriano Spatola,
Andrea Astolfi, Bruno Munari, Claudio Costa, Claudio Salvi, Costanza Candeloro, Corrado Costa, David Horvitz, Diego Marcon, Elena Mazzi, Emilio Isgrò, Federico Antonini, Francesco Pedraglio, Giorgia Garzilli, Giorgio Cellini, Jesper List Thomsen, Luisella Carretta, Mario Diacono, Maria Luisa Spaziani, Matteo Fato, Paul Becker, Peter Fischli & David Weiss, The Yes Men, Thomas Berra.

andarsene da un’altra parte. ulteriori conferme su carlo bordini sperimentatore (post-generico)

questo di Silvia Bordini è un libro molto bello che non solo ricostruisce vicende e climi esterni e interni dell’iniziativa editoriale Aelia Laelia, ma disegna e precisa un ritratto di Carlo Bordini, sperimentatore e autore/editore post-generico, che andrebbe assai attentamente considerato da chi intende stringere il poeta nel solo angolo “lirico” (o meglio ancora “assertivo”).
che Carlo Bordini sia stato uno sperimentatore è palese da un numero non inventariabile di suoi testi (dal Poema a Trotksky a Materia medica, da Candid camera a Poema inutile), così come dai suoi progetti e intenti, dalla sua completa libertà di movimento (tra frammenti, carte lasciate sulla scrivania, citazioni da vecchi resoconti di battaglie, regesti antichi, rotocalchi), così come dalle sue intenzioni di editore.

qui appena tre pagine da Aelia Laelia e i libri dimenticati:

cliccare per ingrandire

(* le “uscite dalla letteratura” sono in qualche modo anche le Sorties di Jean-Marie Gleize, annoto. in parte tradotte in italiano, poi: cosa da rammentare).

cliccare per ingrandire

leggermente ampliando la sintesi, insistendo aggiungerei:

Carlo Bordini è stato di fatto un accorto e cosciente sperimentatore, un autore della ricerca letteraria, non esclusivamente un lirico, nonostante una parte della critica insista nel considerarlo addirittura ostile alla sperimentazione.

era solito ripetere di non amare il Gruppo 63, sì, è un fatto. ma – paradossalmente – anche per questo è riuscito a essere, senza saperlo (e un po’ come Corrado Costa) un impagabile trait d’union fra la ricerca letteraria francese degli anni Novanta e una tradizione che aveva non a caso proprio in Costa (quindi in un ambiente come quello emiliano, anche grazie alla redattrice di Aelia Laelia Daniela Rossi) un vero e proprio campione.

tradizione non di semplice ‘parasurrealismo’ o di poesia giocosa, come spesso si dice, ma proprio di: (1) abbattimento radicale di ogni assertività; (2) ricostruzione di un discorso su basi ironiche (incerte e ambigue perfino verso l’ironia stessa); (3) considerazione della poesia o meglio della sperimentazione come l’inelegantemente ciarliero “retro” del discorso letterario; (4) abbattimento della religiosa missione o meglio superstizione di infiorettamento fonosemantico sempre attribuita al lavoro del poeta; (5) costituzione di un tono da loose writing svagato, insieme frivolo e serissimo; (6) capacità di dare spazio testuale non al Moi dittante e regolatore, ma ai cedimenti e alle verbigerazioni del soggetto dell’inconscio.

con Bordini e con Costa, la poesia smette di corteggiare la propria necessità, l’irrevocabilità dei propri sussulti e materiali; e compie in tutta naturalezza il gesto che i presunti seguaci del Baudelaire della perdita d’aureola non avevano ancora avuto il coraggio di fare: persa l’aureola, dimenticarla, andarsene da un’altra parte.

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saggio leggibile anche in formato pdf qui:
https://slowforward.files.wordpress.com/2022/05/marco-giovenale_-andarsene-da-unaltra-parte.-carlo-bordini-sperimentatore-post-generico.pdf 
e in Academia:
https://www.academia.edu/80277300/Andarsene_da_un_altra_parte_Ulteriori_conferme_su_Carlo_Bordini_sperimentatore_post_generico_
o su Archive.org:

https://archive.org/details/carlo-bordini-sperimentatore
o su Puntocritico2:

https://puntocritico2.wordpress.com/2022/05/30/andarsene-da-unaltra-parte-ulteriori-conferme-su-carlo-bordini-sperimentatore-post-generico/
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costa + baruchello = le vocali (1979)

Corrado Costa, Baruchello! Facciamo, una buona volta, il catalogo delle vocali

Con sei disegni di Gianfranco Baruchello (Exit Edizioni, Ravenna 1979)

http://www.archiviomauriziospatola.com/prod/pdf_archivio/A00257.pdf

“Notizia curiosa: il poemetto di Costa sulle vocali è stato recentemente tradotto in svedese e pubblicato nell’antologia OEI, scrittura non assertiva! dedicata alla nuova poesia italiana a cura di Gustav Sjöberg (Stockholm 2015), in cui compare anche il libro di Gianfranco Baruchello Come ho dipinto certi miei quadri (Edizioni Geiger, 1975). Alla redazione di questa antologia sono felice di aver dato un piccolo contributo anch’io. La traduzione in svedese dei versi di Costa è riportata al termine del documento, insieme con le biografie e le foto dei due autori di questo libro” (Maurizio Spatola)

:

l’improvvisa comparsa dell’uomo tigre nella letteratura italiana contemporanea

tutto iniziò qui:

(il video è già settato per partire a 21′ e 24”, basta cliccare su play)

La costruzione della trappola

il movimento che compie
vale solo per due

Se la tigre fiuta la tigrità
non ci sarà l’agguato

se la tigrità fiuta un gregge
non ci sarà l’agguato

se la classe delle tigri fiuta le classi
degli erbivori
non ci sarà l’agguato

se la tigre fiuterà se stessa
ci sarà l’agguato

elementi sul festival di pari & dispari, cavriago 1977

qualche elemento sul

FESTIVAL TENDENZE D’ARTE INTERNAZIONALE – PARI & DISPARI
[ PERFORMANCE, CONCERTI FLUXUS, ESPOSIZIONI A CAVRIAGO ]
19 – 20 Marzo 1977

https://slowforward.net/2020/09/18/16-20-marzo-1977-cavriago-reggio-emilia-festival-tendenze-darte-internazionale/
con una apparizione improvvisa e fragorosa di Emilio Villa accanto a Corrado Costa, da 9′ 47” a 10′ 26” : “distruggere il potere subito subito subito subito”

la pagina sul sito di Pari&Dispari, relativa alla partecipazione di Emilio Villa:
https://www.pariedispari.org/eventi/emilio-villa-tendenze-darte-internazionale

la documentazione sul festival, nell’archivio di Pari&Dispari:
https://www.pariedispari.org/wp-content/uploads/2021/07/sintesi_festival_1977_bilingue-def_aggiornato.pdf
ripresa anche qui:
https://slowforward.files.wordpress.com/2022/04/festival-tendenze-darte-internazionale_-paridispari.pdf

su Rosanna Chiessi, in “Juliet”:
https://www.juliet-artmagazine.com/rosanna-chiessi-pari-dispari/

“carlo in bilico”: annotazioni sull’indecidibilità in alcuni testi di carlo bordini / mg. 2021

Il breve saggio, uscito sul n. 76 della rivista “il verri” (giu. 2021), tenta di mettere in salvo la poesia di Carlo Bordini dalle interpretazioni di una parte della critica letteraria contemporanea.

Di fatto, schiacciare Bordini nella categoria univoca della lirica è tanto parziale quanto ridicolo, stante l’infinità di rilievi testuali che rendono assai più complessa la sua figura di autore, per tanti aspetti vicina – anche cronologicamente – a quella di Corrado Costa, oltre che ponte inavvertito verso esperienze che dagli anni Novanta in poi avrebbero segnato una svolta nelle scritture in versi e in prosa in terra di Francia.

Il testo si può leggere qui su slowforward:
https://slowforward.files.wordpress.com/2022/04/mgiovenale_-carlo-in-bilico.pdf

Oppure su archive.org:
https://archive.org/details/mgiovenale-carlo-in-bilico

Oppure su Academia:
https://www.academia.edu/76568616/Carlo_in_bilico

 

[il fascicolo del “verri”: https://www.ilverri.it/index.php/la-rivista-del-verri/edizione-dal-1996/carlo-bordini-il-rivoluzionario-timido-detail]
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