un click qui per ascoltare Stefano Colangelo che parla di Una semplice, proseguendo poi con ulteriori osservazioni
Archivi tag: Prosa in prosa
intervista su “le carte della casa” (radio questasera, 2 gennaio 2021)
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florinda fusco commenta “sul distrarsi in sala”, di mg (da “oggettistica”)
Florinda Fusco commenta un frammento da Sul distrarsi in sala, di Marco Giovenale
(da Oggettistica)
dopo la prosa: il fascicolo 13 de “l’ulisse”
“L’Ulisse” n. 13, Dopo la prosa. Poesia e prosa nelle scritture contemporanee:
https://www.lietocolle.com/cms/img_old/l_ulisse_13.pdf
(pdf, free download)
“la gente non sa cosa si perde”, chapbook @ tic edizioni
la vetrina di tic edizioni, gennaio 2021
il video dell’intervista agli autori di “prosa in prosa”
imminentissima l’uscita di “noi”, di alessandro broggi
i sei di “prosa in prosa” intervistati da antonio syxty: 14 gennaio, ore 19
giovedì 14 gennaio 2021
alle ore 19:00, per MTM – Manifatture Teatrali Milanesi, La finestra di Antonio Syxty presenta una
diretta facebook di intervista e dialogo con
i sei autori di
PROSA IN PROSA
(TIC edizioni)
Gherardo Bortolotti, Alessandro Broggi, Marco Giovenale, Andrea Inglese, Andrea Raos, Michele Zaffarano
EVENTO FACEBOOK: https://www.facebook.com/events/3225263820907267
La diretta sarà trasmessa in contemporanea su questi canali:
https://www.facebook.com/mtmteatromi
https://www.facebook.com/lafinestradiantoniosyxty/
https://www.facebook.com/PROSA-IN-PROSA-102739895050773
https://www.facebook.com/gammm.org/
https://www.facebook.com/slowforwarddifferx
https://www.youtube.com/channel/UCq6CNh-7ItkPcPpEXz14cCw
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Dal sito dell’editore:
Forse l’evento più rilevante degli ultimi 20 anni della poesia italiana, di Prosa in prosa, come accade con i classici, si è parlato e scritto molto di più di quanto il libro non sia stato in effetti letto. A partire da una definizione di Jean-Marie Gleize, Prosa in prosa tentava, nel 2009, anno della sua prima pubblicazione, di portare una ventata spiazzante sulla scena asfittica della letteratura italiana, attraverso il travalicamento del concetto stesso di genere letterario.
Da non confondersi assolutamente con poemetti in prosa, i testi qui compresi, installando la letteralità e l’insignificanza nel luogo in cui ci si attende massima significatività e figuralità, squadernavano le categorie con cui il pubblico legge la testualità lirica. Ma se questa rivoluzione rischia oggi di spegnersi nella generale dimenticanza, questa nuova edizione, arricchita di contenuti critici, torna a imporre il tentativo, sempre più necessario, di superare l’ultimo confine, quello tra letterario e letterale.
Per prenotare o acquistare il libro:
https://ticedizioni.com/products/prosa-in-prosa
La bandella editoriale di Andrea Cortellessa, per l’edizione 2009 del libro:
https://slowforward.net/2021/01/09/bandella-per-prosa-in-prosa-andrea-cortellessa-2009/
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bandella per “prosa in prosa” / andrea cortellessa. 2009
L’abitudine che ci fa usare la dizione da manuale, poesia in prosa, può far dimenticare come essa, in realtà, segni un paradosso. Ma – ha spiegato il suo maggiore studioso italiano, Paolo Giovannetti – proprio tale «ambiguità esibita» è il suo «carattere fondante». Posizione ambigua, dunque, e anche scomoda: troppo «asciugata» dal poetico per i lettori di poesia (almeno per chi si riconosce nel poetese, più che nel poetico); troppo autoreferenziale e «lavorata» – troppo «poetica», insomma – per coloro che della prosa ammettono un’unica specializzazione merceologica, quella della narrazione (e diciamo, anzi, direttamente la fiction).
Eppure la prosa come forma del limite è stata una delle poche vie di fuga che abbiano consentito alla nostra scrittura poetica, negli ultimi decenni, di non rinchiudersi nel repertorio di se stessa. Negli anni Settanta autori come Giampiero Neri, Cosimo Ortesta e Cesare Greppi hanno messo a frutto la lezione dei maestri francesi di un secolo prima; mentre è del 1989 un episodio isolato ma significativo come la silloge Viceverso, curata da Michelangelo Coviello. Né sorprende che oggi i trenta-quarantenni di Prosa in prosa guardino di nuovo Oltralpe (e Oltreoceano), mutuando il loro stesso titolo da Jean-Marie Gleize.
Quanto meno subliminalmente, l’espressione poesia in prosa rinvia poi al concetto di traduzione: un «contenuto», in sé poetico, che verrebbe «trasposto» in prosa. Ma se il «contenuto» è già prosastico, qui, che cosa viene in effetti «tradotto»? La prosa in prosa, risponde Antonio Loreto, ha qualcosa del ready-made: senza sovraccaricare la scrittura di effetti speciali (la «prosa d’arte» dalla quale i Sei si guardano bene) è mediante il suo isolamento (in lasse, blocchi, serie variamente ordinate) che se ne muta sottilmente il senso. Basta incorniciare l’oggetto, come ha insegnato appunto Duchamp, per fargli dire qualcosa di diverso – e inatteso. Qui piuttosto lo si «inquadra»: e non stupiranno, allora, i frequenti riferimenti all’universo dei media visivi, dalla fotografia allo schermo del computer.
Così facendo si segnalano, nella prosa del mondo, una serie di mutamenti inavvertiti. Come in un certo gioco enigmistico, ci accorgiamo d’improvviso di dettagli incongrui, particolari inquietanti. E finiamo per capire, insomma, come qualcosa nelle nostre vite sia da tempo mutato: a un livello microscopico, magari, ma con conseguenze non meno che catastrofiche.
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il podcast dell’intervista su “le carte della casa”
L’intervista fatta a MG da Gianluca Garrapa, ieri, 2 gennaio 2021, nel programma Radioquestasera, su PuntoRadioFM, è ascoltabile in podcast qui: https://m.mixcloud.com/QuestaSera/marco-giovenale-consulente-editoriale-editor-estensore-di-materiali-scritti-02012021/
Letture da (e occasioni per) il libro Le carte della casa (Edizioni Volatili, 2020).
Più tre frammenti musicali del 2008.