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2 partiture di mesens (una “di” giulio bizzarri)

Edouard Léon Théodore Mesens
La partition complète complétée
1945
(fonte: http://pearoid.unblog.fr/2019/04/07/simon-watson-taylor-1923-2005-revue-n1-unique-parution-free-unions/)

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e

la stessa opera, inserita come negativo nella cartella di Giulio Bizzarri, Musica, Edizione Teatro Municipale di Reggio Emilia, 1973:

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fonte, per la cartella:
https://www.pariedispari.org/opere/giulio-bizzarri-musica-di-giulio-bizzarri

materiali asemici di mg/differx nell’archivio sackner @ iowa university

Sibille asemantiche (La camera verde)
2008
https://aspace.lib.uiowa.edu/repositories/5/archival_objects/879874

la strada non è libera [opera unica]
2008
https://aspace.lib.uiowa.edu/repositories/5/archival_objects/801928

[folded asemic writing]
2009
https://aspace.lib.uiowa.edu/repositories/5/archival_objects/801929

[asemic writings]
la data corretta è 2009, non 2008 come indicato sul sito
https://aspace.lib.uiowa.edu/repositories/5/archival_objects/801927
origine dei materiali (Atto senza attori, con Pietro D’Agostino):
https://slowforward.net/2011/04/24/marzo-2009-atto-senza-attori/

This Is Visual Poetry, cur. Dan Waber, n. 71
2011
https://aspace.lib.uiowa.edu/repositories/5/archival_objects/860695

Asemic Sibyls (Red Fox Press, collection C’est Mon Dada)
2013
https://aspace.lib.uiowa.edu/repositories/5/archival_objects/860775

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elenco con altri materiali non asemici (testi lineari in italiano e/o inglese):
https://aspace.lib.uiowa.edu/agents/people/8308

altri materiali asemici, anche di altri autori:
https://aspace.lib.uiowa.edu/subjects/3238

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“l’attore in quanto soggetto, non l’attore in quanto io” / cb nel 1988

rivista ancora. la puntata di Mixer Cultura del 15 febbraio ’88. andrebbe tutta trascritta (qualcuno lo ha fatto?) per rendersi conto di come e quanto l’Italia comunicante e comunicata sia il posto sbagliato per.

si può sostituire qualsiasi cosa. (come del resto i figuranti convocati a misinterpretare sarebbe stato possibile e lecito sostituirli con altri, altrettanto diafani).

Raboni stravaccato & ghignettino sul suo poltro-girello, lettore e latore del Corsera, perfino peggio della miseria di Davico Bonino. Tian che parla di “pubblico” e non gli viene da ridere. La sua spalla nemmeno va nominata, parla da sé e troppo.

ma proprio sagome disperse, irritazioni elettriche dello schermo. nel nebbione.

da ascoltare ci sono Grande, Manganaro, semmai; sarebbero stati, anzi, semmai. perché la scuola della comunicativa Rai non vi trova diletto, evidentemente. quattro battute e gli levano l’inquadratura.

allora.
presteranno orecchio – dopo più di trent’anni – i poeti e i guitti almeno a CB, che qui trascrivo da 5′ 16” in avanti? (ec)come dubitarne!

Dicevo appunto… dopo circa quattro secoli di teatro di testo a monte, ecco finalmente la scrittura di scena. Una volta il testo veniva (viene tutt’ora ahimé in occidente) riferito, si impara a memoria… Cioè è un teatro del detto, del già detto, e non del dire, e non del dire che sconfessa il detto e si sconfessa anche in quanto dire; cioè: si tende delle trappole, il dire, al dire stesso. Non è mai un dire del medesimo, comunque. Quindi: la scrittura di scena è tutto quanto non è il testo a monte. È il testo sulla scena. Il testo ha la medesima importanza che può avere il parco lampade, la musica, un pezzo di legno di cantinella qualunque, un barattolo… Questo è il testo nella scrittura di scena, chiaramente affidata alla superbia dell’attore; dell’attore in quanto soggetto, non più dell’attore in quanto io, cioè in quanto immedesimazione in un ruolo. Mi pare sia molto chiaro.

imparassero i poeti (ma non imparano) e i loro critici, e gli editori, la distinzione fra soggetto e io. non so più quante volte ripetuta, qui su slowforward e altrove.

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la luce del nero: mostra alla fondazione burri

LA LUCE DEL NERO
Dal 14 aprile 2022 al 28 agosto 2022
CITTÀ DI CASTELLO | PERUGIA

A cura di Bruno Corà
presso la Fondazione Burri, Via Albizzini 1

INFO: http://www.fondazioneburri.org

Alberto Burri, Cellotex, 1980. Cellotex, acrilico, vinavil su tavola 70,5 x 100,5 cm (da https://www.arte.it/calendario-arte/perugia/mostra-la-luce-del-nero-84335#_)

“Appena inaugurata, la rassegna, che dura sino al 28 agosto, raduna lavori, tra gli altri, di Bizhan Bassiri, Enrico Castellani, Lucio Fontana, Hans Hartung, Emilio Isgrò, Jannis Kounellis, Robert Morris, Louise Nevelson, Nunzio, Claudio Parmiggiani, Antoni Tàpies, più facsimili di opere di Burri che si possono toccare”.

https://www.arte.it/calendario-arte/perugia/mostra-la-luce-del-nero-84335

https://artemagazine.it/2022/04/14/la-luce-del-nero-alla-fondazione-burri-a-citta-di-castello/

https://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/la-rivincita-del-nero-alla-fondazione-burri/139086.html

https://umbria7.it/2022/04/la-luce-del-nero-ai-capannoni-dellex-tabacco-tropicale-di-burri

Il nero prima di ogni altro colore, il buio prima della luce. Una immersione sensoriale, un invito a scoprire l’ arte toccandola per dare via libera allo sguardo interiore e alla percezione più profonda.

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