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Debord? dove?

il fatto che di Guy Debord si perda traccia mi sembra perfettamente coerente con la situazione della cultura scritta o letteraria, diciamo, di questo periodo storico italiano. periodo di tanta tanta poesia: di spettacoli(ni) e canzone. tutti in piedi, è tornato il teatro, tornano la valdoca giuliva e tutti i performanti. i conti tornano. c’è addirittura chi manda la parte a memoria.

ulteriori passi verso lo sdoganamento del rondone

lo sdoganamento del rondone passa, dunque, anche per Quodlibet, vedo, rammaricandomene: https://www.quodlibet.it/libro/9788822924780

vivissimi complimenti alla casa editrice.

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Workshop di traduzione + reading a Villa Massimo (Roma)

https://slowforward.net/2025/10/22/23-e-24-ottobre-roma-workshopreading-del-premio-di-traduzione-mazzucchetti-gschwend/

Workshop di traduzione e reading di autori italiani e tedeschi a Villa Massimo (con il Goethe Institut e la Casa di Goethe), 23-24 ottobre 2025

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Workshop di traduzione e reading di autori italiani e tedeschi a Villa Massimo (con il Goethe Institut e la Casa di Goethe), 23-24 ottobre 2025

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https://slowforward.net/2025/10/22/23-e-24-ottobre-roma-workshopreading-del-premio-di-traduzione-mazzucchetti-gschwend/

2005-2025

materiali per una ricostruzione del passato prossimo

https://slowforward.net/2025/10/21/oggi-21-ottobre-venti-anni-fa-iniziava-romapoesia-2005/

Distanza tra contesti

pian piano dovrò, penso, un po’ radicalizzare il discorso fatto nel post “distinguere i paradigmi” (https://slowforward.net/2025/10/16/distinguere-i-paradigmi/) perché veramente sembra che le cose non siano (mai) abbastanza chiare. per quanto si spieghi, non è mai sufficiente.
la distanza tra il contesto ancora noto come “poesia” e l’infinita iridescenza dei linguaggi che attraversano il (e sono attraversati dal) senso è veramente abissale. e sembra che l’italia sia tra i paesi meno disposti a rendersene conto.

[https://noblogo.org/differx/pian-piano-dovro-penso-un-po-radicalizzare-il-discorso-fatto-nel-post]

Sostenere le librerie indipendenti: iniziando da ‘Mannaggia’, di Perugia, che ha un ricchissimo catalogo online e spedisce in tutta italia

La libreria Mannaggia ha un sito finalmente! e SPEDISCE IN TUTTA ITALIA! ... solo da MANNAGGIA è possibile trovare praticamente TUTTA l'editoria di qualità e le collane indipendenti che fanno la buona anzi l'ottima letteratura

La libreria Mannaggia ha un sito che SPEDISCE IN TUTTA ITALIA! … solo da MANNAGGIA è possibile trovare praticamente TUTTA l’editoria di qualità e le collane indipendenti che fanno la buona anzi l’ottima letteratura.

“Nel negozio online di Mannaggia potrete esplorare il nostro catalogo, con migliaia di titoli pubblicati da editori indipendenti, fare i vostri acquisti e riceverli a casa. Vi basterà seguire questo link: https://mannaggialibreria.sumupstore.com/

Il sito sarà costantemente aggiornato con nuovi titoli e nuove case editrici, quindi non perdetelo di vista”. Ecco :

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‘letterature d’america’ n. 204: saggi sulla language poetry (con un’intervista a g.bortolotti e mg)

copertina del n. 204 (2025) della rivista 'Letterature d'America', dedicato alla "language poetry", con un'intervista a Gherardo Bortolotti e Marco Giovenale

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È uscito presso l’editore Bulzoni (e si può richiedere a questo indirizzo) il nuovo fascicolo della rivista trimestrale dell’università La Sapienza,  ‘Letterature d’America’, dedicato alla Language Poetry, con contributi di Charles Bernstein, Salvatore Marano, Floriana Puglisi, Luigi Ballerini, e un’intervista sul tema – a cura di Cristina Giorcelli – a Gherardo Bortolotti e MG. Qui in immagine la copertina con l’indice.

https://www.bulzoni.it/it/riviste/letterature-d-america
(sito in aggiornamento)

il 10 ottobre, incontro per walter pedullà, alla biblioteca pagliarani: in presenza e da remoto

Ricordando Walter Pedullà _ 10 ottobre biblioteca Pagliarani

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incontro in presenza, presso lo Spazio Pagliarani
Via Marcantonio Bragadin 122b (Roma)

per chi non potrà assistere di persona, ecco il link per seguire l’incontro da remoto: meet.google.com/fgp-xrhq-cxe
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Lorenzo Mari sulle comunità letterarie

oggi sul blog di Esiste la ricerca:

https://slowforward.net/2025/09/29/nuovo-post-sul-blog-esiste-la-ricerca-lorenzo-mari-risponde-a-4-domande-sulle-comunita-della-ricerca-letteraria/

un’introduzione: “centri sociali, che impresa! oltre il ghetto, un dibattito cruciale” @ ahida

ahida ripubblica un'introduzione del 1995Centri sociali che impresa! Oltre il ghetto un dibattito cruciale
a cura di Primo Moroni, Daniele Farina, Pino Tripodi
https://www.ahidaonline.com/post/archivicentrisocialicheimpresaoltreilghettoundibattitocruciale

​Il post ripropone l’introduzione del libro ​Centri sociali che impresa!​, edito da Castelvecchi nel 1995. Il libro, come spiega il testo scritto da Primo Moroni, Daniele Farina e Pino Tripodi​, riporta un dibattito acceso e conflittuale sull’esperienza politica, le potenzialità e il futuro dei centri sociali. Nel 1995 si sarebbe dovuto svolgere un convegno ad Arezzo sul tema. L’evento però non si è mai tenuto, motivo per cui gli organizzatori decisero di pubblicare i materiali utilizzati per la preparazione al dibattito

“non noi” / marco giovenale 2024

quello che segue è il breve brano col quale lo scorso anno ho risposto alla richiesta di partecipare alla sequenza di interventi “Poesia, prima persona plurale. (Indagine sulla valenza sociale della poesia contemporanea)”, sequenza uscita su ‘Le parole e le cose’ a cura di Lorenzo Mari e Gianluca Rizzo – che ringrazio nuovamente dell’invito (e con loro la redazione di LPLC).
il testo, in rete da novembre 2024 qui, non è presente nel relativo libro pubblicato da Argo da pochissimo, ho così considerato che forse renderlo reperibile in rete fosse plausibilmente non inutile, considerandone soprattutto l’argomento.


non noi

 

“noi no”
(sandra mondaini, raimondo vianello, jeff bezos, 1977)
(n.b.: l’epigrafe deve essere di merda e deve fare sorridere)

 

il noi di cui noi disponiamo è completamente sbagliato, è da rifare, siamo noi da rifare. in attesa, va evitato l’uso; ci evitano in parecchi.

il noi anche semplicemente grammaticale che disponiamo sulla scacchiera della sintassi non sta messo meglio: errore o meglio un errante fra convenzioni di diorite e alleanzelle di biscotto.

tra l’altro si sapeva, si è sempre saputo.

cioè continua a essere: stupro di gruppo, fusioni societarie, coloni, ufficiali, uffici, tribalismo, correnti di convezione, cattivo odore bene collettivo, circhi senza farina, batte col piatto del machete sulla gamba e taglia le condutture d’acqua ovviamente in Cisgiordania.

il pronome yankee a inizio agosto 2024 stanzia 18 miliardi di dollari perché israele continui la distruzione del popolo Palestinese e il furto di terre.

non so/sappiamo e nessuno sa cosa possa sostituire la splendida profondità fognaria dei pronomi di prima persona, uno e multiplo, instagrammer e gruppi fb.

non c’è crimine che non trovi (un) noi a giustificarlo, dagli omicidi e violenze sessuali a megiddo e nelle altre carceri israeliane agli acquirenti dei manualetti di ultradestra.

la pancia di amazon è piena di mosche, una per ogni penny di jb.

è passato da poco il primo compleanno del genocidio ai danni della Palestina, a sua volta vetta di 76 compleanni di Nakba. una montagna di montagne di morti.

il noi (di merda) degli intellettuali (di merda) non si è mica sentito, o – diciamo – si è sentito pochissimo (e) male. o meglio uno zero, per altri zeri, di fronte al noi invece energico tricolore bluette del roblox di parigi ’24 [=olimpiadi].

medici operai operatori scrivono noi tornando da Gaza, da Gerusalemme Est, dalla West Bank, o standoci: possono usare il pronome, gli altri no, noi no.



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n.b.: il testo registra la situazione all’estate del 2024, quando cioè è stato scritto