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da un post su slowforward/splinder del 2004 [derrida, adorno, giacomelli, rosselli]

domenica, 17 ottobre 2004   [link]

Shelter

In occasione della lettura di venerdì scorso, 15 ottobre, coordinata da Aldo Mastropasqua al Macro (Museo di Arte Contemporanea di Roma) in cui eravamo ospiti M.Lefèvr,e V.Ostuni e io, ho letto una serie di poesie ancora inedite dedicate al luogo-parola «Shelter», riparo, rifugio, protezione e segregazione insieme.
Si può pensare alla ricerca fotografica di Giacomelli, ma sicuramente non soltanto a quella centrata sulle stanze dell’ospizio.
Numerose immagini di Giacomelli iterano, non meno ossessivamente del contrasto nettissimo fra i bianchi puri e i neri puri, un’attenzione maniacale alle grinze, alle rughe e fenditure e ondulazioni. Del terreno, delle lenzuola, delle vie, dei margini delle cose.
I vecchi, i coltivi, le arature, lo stesso ‘mosso’ (l’oscillare della macchina). Poi: l’una cosa fa (necessaria) l’altra. Il contrasto necessita delle ondulazioni, e viceversa. Si descrivono così, a vicenda impiegandosi/piegandosi come codice.
In gioco, nelle poesie di Shelter, è o vorrebbe essere tutto quello che dà ospitalità allo sguardo e lo minaccia. Nelle fotografie di G. è evidente che l’alternarsi di neri e bianchi marca aree assolutamente definite, e tuttavia dà – così – parola a quello che perde definizione e confini, a quello che si sbriciola in raschiamento, appunto in pieghe e piaghe. Quanto sparisce e si dissipa, ed è irregolare: frastagliato con metà inquadratura già fuori vita. Come l’identità ma come tutto.

Derrida cita questo passo da Minima moralia: «In una sera di tristezza incommensurabile, mi sono sorpreso ad adoperare il congiuntivo goffamente erroneo di un verbo che non è nemmeno propriamente altotedesco, una forma che appartiene al dialetto della mia città natale. Non mi era più accaduto di udire, e tanto meno di usare, quel solecismo familiare fin dal tempo dei primi anni di scuola. La malinconia, che mi trascinava irresistibilmente nell’abisso dell’infanzia, risvegliò quell’antica risonanza che attendeva, impotente, sul suo fondo. La lingua mi rimandava, come un’eco, l’umiliazione che mi ha inflitto la malasorte, dimenticandosi completamente di quello che sono» – e sùbito aggiunge (qui la voce di D.): «Sogno, idioma poetico, malinconia, abisso dell’infanzia, Abgrund der Kindheit che non è altro […] che la profondità di un fondo (Grund) musicale, la risonanza segreta della voce o di vocaboli che attendono in noi, come al fondo del primo nome proprio di Adorno, ma senza potere […]. Ohnmächtig, insisto su questo: senza potere, vulnerabili. […] Adorno […] cerca in modo quasi sistematico di sottrarre tutte queste debolezze, queste vulnerabilità, queste vittime senza difesa alla violenza o alla crudeltà dell’interpretazione tradizionale, cioè all’accaparramento filosofico, metafisico, idealista, e anche dialettico e capitalistico. / L’esposizione di questo essere-senza-difesa, di questa privazione di potere, di questa vulnerabile Ohnmächtigkeit può essere tanto il sogno, la lingua, l’inconscio, quanto l’animale, il bambino, l’ebreo, lo straniero, la donna». (Jacques Derrida, Il sogno di Benjamin, Bompiani, Milano 2003, pp.25-26).

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Ma il mio pianto, o piuttosto una stanchezza
che non può riportarsi nel rifugio

[ Amelia Rosselli, Serie ospedaliera ]

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corrispondenza privata_ (6) : francia, italia

Segnalo questo testo di Jan H. Mysjkin: https://www.ny-web.be/artikels/heureux-parmi-des-ruines-en-carton-pate/ caldeggiandone energicamente la lettura.

Non solo dice – con utile sintesi – come sono andate certe cose in poesia (e postpoesia) in Francia tra 1980 e 2000, ma a mio avviso dimostra anche quanto forti fossero in quegli anni affinità e differenze tra il panorama francese e quello italiano. Tra le differenze, anche in tema di riviste, è da ricordare (a lode della Francia) la presenza di “TXT”, “Java”, “Revue de Littérature Générale”, “Nioques”.

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[dal corsivo introduttivo:]

Cette étude sur la poésie française des années 1980-2000 a été publiée pour la première fois en néerlandais dans la revue Nieuwzuid (n° 29, 2008). Elle était conçue pour accompagner une anthologie avec des poèmes de Leslie Kaplan, Dominique Fourcade, Christian Prigent, Michelle Grangaud, Yves di Manno, Jean-Paul Auxeméry, Olivier Cadiot, Pierre Alferi, Véronique Pittolo, Katalin Molnár, Christophe Tarkos, Nathalie Quintane, Jean-Michel Espitallier et Ariane Dreyfus. […]

scribd stuff #5: ossidiane, sibille asemantiche

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§

su La natura del mondo:
cfr. http://www.scribd.com/doc/65425380/Marco-Giovenale-La-natura-del-mondo-2001

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scribd stuff #1: post-ricercabo 2009

Iniziando a riproporre i materiali caricati su scribd negli scorsi anni, avvio la microrassegna con delle riflessioni che – a partire dalla mia prima partecipazione (nel 2009 come autore) a RicercaBo – affrontano variamente dei temi credo ciclicamente ritornanti, non secondari. Li trattano certo nella forma della notilla, non esaustivamente né esemplarmente, in legame con prassi altrui e mie. Qui, in particolare: la presunta (e per l’ennesima volta da me negata) centralità delle deformazioni linguistiche nella scrittura di ricerca; la narrazione e l’asserzione; la prosa in prosa e il flarf.

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testi recenti su scritture asemantiche, materiali verbovisivi, installance

Asemic writing / scrittura asemantica, nella rubrica ‘gammmatica’, in «l’immaginazione», n. 274, mar.-apr. 2013, p. 41; poi in Punto critico, dal 2 lug. 2013: http://puntocritico.eu/?p=5615 

Notilla sul contesto ‘globale’ della scrittura verbovisiva, in Punto critico, dal 31 lug. 2013: http://puntocritico.eu/?p=5626 

L’idiomatico è il linguistico, in recognitiones-ii dal 17 ago. 2013: http://recognitiones-ii.blogspot.it/2013/08/lidiomatico-e-il-linguistico.html 

Note sul concetto di “installance”, in Punto critico dal 4 set. 2013: http://puntocritico.eu/?p=5724 (variazione del precedente intervento in http://installance.blogspot.com/2010/09/1.html, 17 sett. 2010)

Jim Leftwich e la “Pansemic Playhouse”, in eexxiitt e in compostxt dal 2 sett. 2013: http://eexxiitt.blogspot.it/2013/09/jim-leftwich-e-la-pansemic-playhouse.html e http://compostxt.blogspot.it/2013/09/jim-leftwich-e-la-pansemic-playhouse.html 

the shape of the field, in textimagepoem dal 27 sett. 2013: http://jimleftwichtextimagepoem.blogspot.it/2013/09/marco-giovenale-shape-of-field.html 

Il mondo fa delle scritte, in recognitiones-ii dal 16 dic. 2013: http://recognitiones-ii.blogspot.it/2013/12/il-mondo-fa-delle-scritte-differx-2013.html

Signs of life of signs, in compostxt e IEPI dal 17 dic. 2013: http://compostxt.blogspot.it/2013/12/signs-of-life-of-signs-differx-2013.html e http://poeticinvention.blogspot.it/2013/12/signs-of-life-of-signs-differx-2013.html ; dal 18 dic. anche in weeimage

Le tracce piccole, le tracce minori, in installance (e scribd/slowforward) dal 17 dic. 2013: http://installance.blogspot.it/2013/12/le-tracce-piccole-le-tracce-minori.html e http://www.scribd.com/doc/192102986/Le-tracce-piccole-le-tracce-minori 

Ricerca sull’inizio del segno, in facebook (https://www.facebook.com/differx/media_set?set=a.10151788722557212.1073741832.644982211), differxit (http://www.differxit.blogspot.it/2013/12/ricerca-sullinizio-del-segno-differx.html) e scribd (http://www.scribd.com/doc/192120270/differx-ricerca-sull-inizio-del-segno) dal 17 dic. 2013