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secondo certi filosionisti, anche l’Unicef, Oxfam, Medici senza frontiere, Save the children, Amnesty International, l’UNHCR (l’agenzia Onu per i rifugiati), la Croce rossa, la Mezzaluna rossa, l’OMS, Defense for Children International, Terre des hommes, e addirittura la Rai, Macron e Blinken, quando chiedono di smetterla col genocidio, sono terroristi.
e, sempre secondo gli stessi filosionisti, bombardare palazzi, ammazzare medici giornalisti neonati, sventrare ambulanze, malmenare civili, togliere elettricità comunicazioni acqua cibo medicine accessi carburante anestetici a un popolo e ai suoi ospedali, e piazzare cecchini a sparare a chiunque, e far morire di stenti dei nati prematuri, ed evacuare strutture sanitarie, mentire (su tutto), separare figli e genitori ai checkpoint, rubare terre, abbattere case e scuole, depredare campi e coltivazioni, incendiare case e alberi, sradicare e distruggere piante altrui, insediarsi in case altrui, puntare armi durante la notte sulle case altrui, imporre coprifuoco arbitrari, arrestare illegalmente e detenere senza accuse e senza supporto legale, bloccare ambulanze col rischio di far morire chi è trasportato, invadere appartamenti in piena notte, rapire arrestare umiliare torturare donne ragazzini bambini uomini senza motivo o con pretesti, minacciare i propri cittadini non allineati col governo, licenziare o arrestare per motivi di opinione, bombardare pescherecci, rubare risorse di gas naturale, colonizzare con la violenza territori sempre più ampi, minacciare la distruzione integrale di un popolo, disumanizzarne continuamente l’identità, anzi negarla, e spendere milioni in propaganda e menzogne, imporre la censura su internet, armarsi fino ai denti con fini di massacro, spiare la vita di centinaia di migliaia di persone, cancellare con metodi polizieschi e intimidatori il dissenso interno, e infine fingere, in tutto questo, dopo tutto quanto esercitato e commesso, dopo le montagne di crimini accumulate in decenni, fingere di essere “le vittime”, secondo costoro, è normale.
secondo loro non è solo accettabile, è proprio giusto e santo.
Look at this video:
https://www.threads.net/@bad_pooky/post/C1Zlu9ouo6G/?igshid=NTc4MTIwNjQ2YQ==
1) Palestinian people sometimes give their children the names of cities and places stolen by the israelis.
2) Many Palestinians in Gaza, now, under the israeli bombardments, write the names of their children on their arms or legs, in order to recognize them in case they would be disfigured by the israeli weapons and bombs.
3) The zionist government tries to translate or turn the names of Palestinian places into hebrew, in street signs and on maps. They want to cancel even the linguistic memory of parts of the Palestinian homeland.
The zionists believe in maps, in written rules (racist rules), mad bureaucracy, illegal walls and gates suffocating the actual life of a whole population in the West Bank too.
This population, the Palestinians, in Gaza, write their names and words and sentences on the body of their beloved ones: they preserve their memory not through paper or (unjust) laws, signals, barriers and hate signs, but with the very existence of their bodies, despite of individual deaths and the whole genocidal praxis they are forced to face.
Skin, names, memories. Thanks to these doors Palestine will live and will pass on its values and light.

https://www.palestinechronicle.com/why-do-children-in-gaza-write-their-names-on-their-hands/
(To all the Jew true friends, truly suffering for what’s going on in Palestine: don’t these written names remind you the numbers on the forearms of people in concentration camps?)
We haven’t had time to work on the regular BDS end-of-year fundraiser this year, as we’ve been, like many Palestinians and solidarity activists everywhere, overwhelmed with the necessary response to Israel’s ongoing #GazaGenocide.
But we know that our work and the global demand for effective, principled and strategic BDS campaigning and pressure have grown enormously. When we collectively succeed in imposing a permanent ceasefire and lifting the siege, our work will increase even more. Israel’s genocidal policies will only end once its 75-year-old regime of settler-colonialism and apartheid is dismantled. To that end, pushing for unprecedented accountability will become our top priority.
a prescindere da slowforward, e insieme a slowforward, chi volesse può seguire gli altri materiali e le notizie (politiche, anche) su Threads: https://www.threads.net/@marco.giovenale (dove, pure, inserisco e inserirò riferimenti e link a slow, ma anche molto altro).
sembra, al momento, un ambiente meno arido e ‘colonizzato’ di Twitter, e meno povero, caotico e litigioso di Facebook. oltretutto, permette di caricare brevi audio, dunque funziona anche come micro-podcasting.
con una certa cautela, mi sentirei per il momento di suggerirlo.
tra l’altro è legato a Instagram, quindi a un social network meno obsoleto degli altri due appena nominati.
le mie linee di interesse su Threads – come qui su slowforward – sono e restano le scritture eslege, quindi la ricerca e la sperimentazione in letteratura, la prosa in prosa, la testualità ‘disturbata’, il plurilinguismo, e poi la critica letteraria, la cultura della complessità, la politica, la Palestina, la fotografia, il disegno, la teoria estetica, le traduzioni, l’arte contemporanea (-issima), il glitch, la musica d’improvvisazione e sperimentale, il teatro di ricerca, le avanguardie storiche e quelle attuali, la poesia concreta, l’asemic writing, il flarf, il googlism, gli sviluppi di Fluxus, l’arte e le operazioni concettuali passate e presenti, la videoarte, gli scritti di poetica, e in assoluto – insisto – la scrittura non assertiva. (anche la scrittura assertiva, se fatta bene). (mai quella asservita).
e comunque, per un riepilogo:
slowforward
slow whatsapp
slow telegram
slow tumblr
+
marco / instagram
marco / threads
marco / twitter
+
differx / tumblr
differx / instagram
differx / bluesky
see you around
TESTO IN ITALIANO [scroll for the English text]
[scroll for ENG]
Noi, lavoratorз dell’arte e dello spettacolo in Italia, uniamo le nostre voci in questa lettera aperta per rompere insieme il silenzio che pervade gran parte delle istituzioni culturali del paese in relazione al genocidio in corso da parte dello Stato di Israele ai danni della popolazione palestinese.
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A Roma, sabato 30 ottobre, alle ore 18:30
a Kif Kif, via Macerata 54 (Pigneto)
Il CentroScritture, il Centro Studi Ilà, Assopace Palestina e Kif Kif, all’interno della programmazione di Logos – Festival della Parola 2021 | XI Edizione
presentano il libro di poesie
ADRENALINA
di
Ghayath Almadhoun
(Centro Studi Ilà, 2021)
Intervengono:
Jolanda Guardi
arabista, presidente Centro Studi Ilà
Luisa Morgantini
ex vice-presidente Parlamento Europeo
presidente Assopace Palestina
Sarà presente l’autore
https://www.ghayathalmadhoun.com/
evento FB:
https://www.facebook.com/events/220676783495147
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https://www.instagram.com/tv/CRHTzjxgyf9/
JVP member Maya Edery shares her journey away from Zionism and toward support for Palestinian liberation — a journey that more and more Jews are embarking on, in part thanks to Maya herself!
In this interview, Maya discusses how her family’s history of oppression — as Ashkenazi Jews in Auschwitz and as Moroccan Jews experiencing state violence in Israel — has informed how she views oppression and resistance to oppression. She describes the kind of Zionist propaganda instilled in her while she was growing up and remembers her moments of revelation about Palestine. Finally, she talks about her responsibility to support the BDS movement as well as to challenge Zionism and white supremacy in Jewish communities, despite the accusations of antisemitism weaponized against those who do so.
https://jewishvoiceforpeace.org/
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grazie ad Antonio Sparzani @ Nazione indiana