Sul sito ‘Multiperso’, di Carlo Sperduti, esce oggi Saggezza, breve oggettino in prosa, che spigliatamente s’accosta al Moravia come Borges ad Almotasim. Qui se ne verbalizza un ecoico audio, per Pod al popolo. Il podcast irregolare, ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto.
In attesa dell’uscita di Oggettistica, qui di séguito un testo solo verbale/sonoro, non incluso nella raccolta. O forse: è l’audio di una azione testuale. Per Pod al popolo. Il podcast irregolare, ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto.
Cose chiuse fuori conclude/completa e sigilla, “chiude fuori”, una possibile esalogia (“ES-a-logia”, volendo), di cui qui di séguito si dà il disegno – con nessun riferimento cronologico: i tasselli che andrebbero infatti pensati come “contemporanei in quindici anni” circa (2000-2015) sono La casa esposta, Delle osservazioni, Shelter, Delvaux, Manieranera – e, appunto, questo libro.
Libro che – oltre a pagine inedite – riprende in parte – e colloca in struttura – anche vari e variati testi usciti in Altre ombre (La camera verde, 2004), Superficie della battaglia (La camera verde, 2006), materiali inclusi nel Nono quaderno di poesia contemporanea (Marcos y Marcos, 2007), e Delvaux (Oèdipus, 2013).
È scrittura “assertiva”? Sì, in gran parte o del tutto. L’esalogia funziona da traccia novecentesca, diciamo, all’interno di un progetto di “opera di opere”, o raggiera più ampia di testi, che sarà o vorrà essere estranea a cronologia, storia, “sviluppi” e insomma a una presunta diacronia; e che includerà, in netta maggioranza, pagine non assertive.
Nella raggiera, che si intitolerà paradossalmente Delle restrizioni, l’elemento Cose chiuse fuori occuperà un posto strutturale.
Valentina Murrocu recensisce oggi, per La Balena Bianca, Disordini, di Fiammetta Cirilli (Diaforia), libro densissimo, asciutto e netto, che lega a sé piani diversi: vuoti, pieni, corpi, infrazioni, crociere, case senza culla, case con nidi infestanti.
Tratti dall’antologia Multiperso, edita da pièdimosca, i racconti del podcast, letti da Stefano Ficagna, sono: astronauta di Fiammetta Cirilli, Il toro infinito di Ivan Talarico, tracce di Eda Özbakay, Spengo la spengo la sveglia di Arianna Fiore, L’appuntamento di Massimo Gerardo Carrese, Racconto veridico corredato da fotografie di Marco Giovenale, l’acqua sul fuoco di Cristina Pasqua, Minimi massimi di Antonio Sinisi, Equatore vocale di Alfonso Lentini, Bocca di lupo di Damiano Torre, Alterazioni cromatiche di Luigi Di Cicco, Stefano B. di Antonio Vangone, La macchina di Ade di Gunther Maria Carrasco, La merda di Antonio Francesco Perozzi.