Archivi categoria: scrittura di ricerca
prosa in prosa: un video esplicativo
questo video spiegherà tutto:
facebook.com/emanuele.kraushaar/videos/3588974284486884
viene alla luce la terribile verità:

https://ticedizioni.com/collections/vetrina/products/prosa-in-prosa
Forse l’evento più rilevante degli ultimi 20 anni della poesia italiana, di Prosa in prosa, come accade con i classici, si è parlato e scritto molto di più di quanto il libro non sia stato in effetti letto. A partire da una definizione di Jean-Marie Gleize, Prosa in prosa tentava, nel 2009-10, anno della sua prima pubblicazione, di portare una ventata spiazzante sulla scena asfittica della letteratura italiana, attraverso il travalicamento del concetto stesso di genere letterario.
Da non confondersi assolutamente con poemetti in prosa, i testi qui compresi, installando la letteralità e l’insignificanza nel luogo in cui ci si attende massima significatività e figuralità, squadernavano le categorie con cui il pubblico legge la testualità lirica. Ma se questa rivoluzione rischia oggi di spegnersi nella generale dimenticanza, questa nuova edizione, arricchita di contenuti critici, torna a imporre il tentativo, sempre più necessario, di superare l’ultimo confine, quello tra letterario e letterale.
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drunk-dumb-broke-dead / donato mancini. 2020
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4A4 – giardino reci(n)tato / differx. 2020
per l’iniziativa Paradise room – il paradiso e le sue rappresentazioni, prevista a partire dal 26 ottobre allo Studio Campo Boario (e purtroppo sospesa per via delle disposizioni pubbliche recenti, relative alla pandemia), ecco la presentazione del mio intervento/installazione/performance di natura verbovisiva, che (ipotizzo) diventerà un video:
https://slowforward.files.wordpress.com/2020/10/4a4-giardino-recintato_-differx-2020.pdf
sovversione vs school of quietude
William Burroughs a Gérard Lemaire: ” ‘Scrivere significa vedere fino a che punto si può far sì che qualcosa si produca’. L’atto di scrittura è una riscrittura del mondo e di conseguenza una violenta operazione di sovversione” [grassetto mio]
(E: grazie ad Andrea Balietti per aver rammentato questo passo).
Sembra in piena attività, almeno in Italia, invece, quella che parecchio tempo fa Ron Silliman chiamava la “School of Quietude”.
dicono che la scrittura di ricerca non esiste / differx. 2020
mi si dice che la scrittura di ricerca non esiste: usano un’espressione diversa, che mi è abbastanza estranea, usano “poesia di ricerca”, per poi immediatamente affrettarsi ad aggiungere che “tutta” la poesia, se è poesia, è di ricerca.
e in effetti devo dire che la ricerca è un po’ ovunque, nel nostro quotidiano.
poesiacea .it & .fr / differx. 2020
poesiAcea.it
poesiAcea.fr [merci google translate]
antonio syxty legge ron silliman
la voce di nanni balestrini, 2: empty cage

EMPTY CAGE (dal sito Lyrikline):
https://www.lyrikline.org/en/poems/empty-cage-7354
“ciascuno di noi è il centro del mondo senza essere un io”
la voce di nanni balestrini, 1: blackout

da Blackout (sul sito Lyrikline):
https://www.lyrikline.org/en/poems/blackout-6-12-3390
“la sua coerenza rivoluzionaria di cui ci si vorrebbe sbarazzare per sognare in pace”
nuova edizione del “laborintus” commentato da erminio risso (ed. manni)
Questa edizione, integrata e completata alla luce di nuovi materiali, è accresciuta da una Introduzione di Erminio Risso e da un’Appendice con scritti di Sanguineti sulla sua poetica e sulla genesi di Laborintus, simbolo insuperato delle radicali sperimentazioni neoavanguardistiche.
https://www.mannieditori.it/libro/laborintus-di-edoardo-sanguineti-0
pagine da (e su) “il paziente crede di essere”
Chi desidera acquistare Il paziente crede di essere mi scriva. (Sembra ch’io abbia alcune copie, cieli clementi).
Il paziente crede di essere (un’aquila in volo, un aerostato, un inseguito, una linea in terra, un testimone di eventi raccapriccianti, un treno giocattolo, un’operazione di salvataggio), il paziente si svuota, si scompone, si ricompone, si sveste, colleziona orologi guasti, a sua volta si guasta, si assembla, si disperde.
Giocando con le potenzialità del reale e dell’irreale, queste fiabe crudeli, allucinatorie, si propongono di forzare i nessi logici, manipolare gli oggetti e lo spazio, scardinare sequenzialità e quotidianità per dare origine a un disordine controllato e creare situazioni, luoghi e personaggi devianti.
Copertina di Fatomale (Jacopo Oliveri).
Prezzo di copertina: 14 euro.
ANTEPRIME:
3 racconti online su Nazione Indiana
2 racconti su Carteggi letterari
3 racconti su Portbou
5 +1 racconti su Le parole e le cose
RASSEGNA STAMPA
21.02.2016 – Intervista all’autore su Radio3 Suite
29.03.2016 – Presentazione di Guido Mazzoni
11.04.2016 – Recensione di Renato Barilli
27.04.2016 – Recensione su Switch on Future
13.05.2016 – Recensione su Metropolis Zero (con audio delle letture)
16.05.2016 – Recensione su Carteggi Letterari
27.05.2016 – Recensione di Fabrizio Miliucci su Nazione Indiana
13.06.2016 – Intervista all’autore su Satisfiction
23.06.2016 – Recensione su Alfabeta2
29.06.2016 – Recensione su Satisfiction
24.07.2016 – Recensione di Rosa Pierno
26.10.2016 – Recensione su LaFeltrinelli.it
27.12.2016 – Recensione su Pixarthinking
27.02.2017 – Recensione su formavera (una versione leggermente diversa di questa recensione di Marco Villa era uscita qualche mese prima su Mosaici – Learned Online Journal of Italian Poetry)
10.05.2017 – Recensione di Lidia Riviello
30.05.2017 – Recensione su L’ospite ingrato (Rivista del Centro di Ricerca Franco Fortini di Siena)
Maggio 2017 – Recensione sul n. 5-6 della rivista Articolo 33
13.09.2017 – Su Slowforward: breve dialogo con Jacopo Ramonda