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martedì 7 giugno, allo studio campo boario: tre libri di mg, introdotti da ada tosatti

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martedì 7 giugno, alle ore 18:00, presso lo Studio Campo Boario (viale del Campo Boario 4a), nel contesto della rassegna Libridine 2022, Ada Tosatti presenta tre libri recenti (2021) di Marco Giovenale:

La gente non sa cosa si perde
(TIC Edizioni)

Delle osservazioni
(Blonk)

Il cotone
(Zacinto/Biblion)

 

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Si parlerà di scritture di ricerca, poesia, prosa in prosa, e bioflocculazione

Evento facebook: https://www.facebook.com/events/542508154003370

Ada Tosatti è Professore associato di Lingua, letteratura e civiltà italiana all’Università Sorbonne Nouvelle-Paris 3. Ha pubblicato studi su vari autori di poesia e narrativa del Novecento e dell’epoca ipercontemporanea. Ha prefato Antologica. Poesie 1958-2010, di Nanni Balestrini (Mondadori, 2013). Traduce poesia e narrativa dall’italiano e dal francese. Ha collaborato per vari anni all’antologia della traduzione della poesia italiana contemporanea  www.uneautrepoesieitalienne.blogspot.com

Marco Giovenale vive apparentemente a Roma ma in realtà abita qui, qui, qui, qui, …

un’arcadia horror. roma per andrea zanzotto, 6-8 giugno 2022

Un’Arcadia horror. Roma per Andrea Zanzotto, 6-8 giugno
a cura di Andrea Cortellessa e Tommaso Pomilio

da lunedì 6 a mercoledì 8 giugno 2022

Accademia di Francia a Villa Medici, Biblioteca Nazionale Centrale
«Vittorio Emanuele II», Bosco Parrasio dell’Accademia dell’Arcadia,
Centro Cultural Brasil-Italia, Aula Odeion all’Università «La
Sapienza»

partecipano

Miguel Gotor, Luisa Cigagna, Sam Stourdzé, Giovanni Zanzotto, Giulio
Ferroni,  Umberto Todini, Emanuele Dattilo, Lorenzo Geri, Stefano Dal
Bianco, Denis Brotto

Stefano Campagnolo, Raffaele Manica, Francesca Bernardini, Silvia
Volpato, Matilde Manara, Gian Maria Annovi, Silvia Cammertoni, Laura
Neri, Sara Massafra, Silvia De Laude

Nicola Bultrini, Annelisa Alleva, Antonella Anedda, Daniela Attanasio,
Silvia Bre, Stefano Dal Bianco, Claudio Damiani, Carmen Gallo, Bruno
Galluccio, Guido Mazzoni, Fabio Orecchini, Cetta Petrollo Pagliarani,
Gilda Policastro, Laura Pugno, Irene Santori, Gabriella Sica, Sara
Ventroni

Alexandre Lacerda Leão, Maria Grazia Calandrone, Patricia Peterle

Antonella Polimeni, Marco Mancini, Franco Marcoaldi, Donatella
Capaldi, Arturo Mazzarella, Ginevra Bompiani, Massimiliano Cappello,
Riccardo Donati, Emiliano Morreale, Cecilia Bello Minciacchi

7 giugno, studio campo boario: tre libri di mg, introdotti da ada tosatti

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“avant-gardes in crisis: art and politics in the long 1970s”

Sandro Ricaldone

AVANT-GARDES IN CRISIS. Art and Politics in the Long 1970s
edited by Jean-Thomas Tremblay and Andrew Strombeck
State University of New York Press, 2022

Avant-Gardes in Crisis claims that the avant-gardes of the late twentieth and early twenty-first centuries are in crisis, in that artmaking both responds to political, economic, and social crises and reveals a crisis of confidence regarding resistance’s very possibility. Specifically, this collection casts contemporary avant-gardes as a reaction to a crisis in the reproduction of life that accelerated in the 1970s—a crisis that encompasses living-wage rarity, deadly epidemics, and other aspects of an uneven management of vitality indexed by race, citizenship, gender, sexual orientation, class, and disability. The contributors collectively argue that a minoritarian concept of the avant-garde, one attuned to uneven patterns of resource depletion and infrastructural failure (broadly conceived), clarifies the interplay between art and politics as it has played out, for instance, in discussions of art’s autonomy or institutionality. Writ large, this book seeks to restore the historical and political context for the debates on the avant-garde that have raged since the 1970s.

Jean-Thomas Tremblay is Assistant Professor of English at New Mexico State University.
Andrew Strombeck is Professor of English at Wright State University.

carlo bordini legge “poema inutile” (dall’edizione ikonalíber) all’accademia d’ungheria, 2018

Carlo Bordini legge Poema inutile, edito da IkonaLíber con i disegni di Rosa Foschi. Accademia d’Ungheria, “Concreta-festapoesia”, 2018, a cura di Giuseppe Garrera, István Puskás, Sebastiano Triulzi.

(* a conferma di quanto scritto qui)

andarsene da un’altra parte. ulteriori conferme su carlo bordini sperimentatore (post-generico)

questo di Silvia Bordini è un libro molto bello che non solo ricostruisce vicende e climi esterni e interni dell’iniziativa editoriale Aelia Laelia, ma disegna e precisa un ritratto di Carlo Bordini, sperimentatore e autore/editore post-generico, che andrebbe assai attentamente considerato da chi intende stringere il poeta nel solo angolo “lirico” (o meglio ancora “assertivo”).
che Carlo Bordini sia stato uno sperimentatore è palese da un numero non inventariabile di suoi testi (dal Poema a Trotksky a Materia medica, da Candid camera a Poema inutile), così come dai suoi progetti e intenti, dalla sua completa libertà di movimento (tra frammenti, carte lasciate sulla scrivania, citazioni da vecchi resoconti di battaglie, regesti antichi, rotocalchi), così come dalle sue intenzioni di editore.

qui appena tre pagine da Aelia Laelia e i libri dimenticati:

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(* le “uscite dalla letteratura” sono in qualche modo anche le Sorties di Jean-Marie Gleize, annoto. in parte tradotte in italiano, poi: cosa da rammentare).

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leggermente ampliando la sintesi, insistendo aggiungerei:

Carlo Bordini è stato di fatto un accorto e cosciente sperimentatore, un autore della ricerca letteraria, non esclusivamente un lirico, nonostante una parte della critica insista nel considerarlo addirittura ostile alla sperimentazione.

era solito ripetere di non amare il Gruppo 63, sì, è un fatto. ma – paradossalmente – anche per questo è riuscito a essere, senza saperlo (e un po’ come Corrado Costa) un impagabile trait d’union fra la ricerca letteraria francese degli anni Novanta e una tradizione che aveva non a caso proprio in Costa (quindi in un ambiente come quello emiliano, anche grazie alla redattrice di Aelia Laelia Daniela Rossi) un vero e proprio campione.

tradizione non di semplice ‘parasurrealismo’ o di poesia giocosa, come spesso si dice, ma proprio di: (1) abbattimento radicale di ogni assertività; (2) ricostruzione di un discorso su basi ironiche (incerte e ambigue perfino verso l’ironia stessa); (3) considerazione della poesia o meglio della sperimentazione come l’inelegantemente ciarliero “retro” del discorso letterario; (4) abbattimento della religiosa missione o meglio superstizione di infiorettamento fonosemantico sempre attribuita al lavoro del poeta; (5) costituzione di un tono da loose writing svagato, insieme frivolo e serissimo; (6) capacità di dare spazio testuale non al Moi dittante e regolatore, ma ai cedimenti e alle verbigerazioni del soggetto dell’inconscio.

con Bordini e con Costa, la poesia smette di corteggiare la propria necessità, l’irrevocabilità dei propri sussulti e materiali; e compie in tutta naturalezza il gesto che i presunti seguaci del Baudelaire della perdita d’aureola non avevano ancora avuto il coraggio di fare: persa l’aureola, dimenticarla, andarsene da un’altra parte.

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saggio leggibile anche in formato pdf qui:
https://slowforward.files.wordpress.com/2022/05/marco-giovenale_-andarsene-da-unaltra-parte.-carlo-bordini-sperimentatore-post-generico.pdf 
e in Academia:
https://www.academia.edu/80277300/Andarsene_da_un_altra_parte_Ulteriori_conferme_su_Carlo_Bordini_sperimentatore_post_generico_
o su Archive.org:

https://archive.org/details/carlo-bordini-sperimentatore
o su Puntocritico2:

https://puntocritico2.wordpress.com/2022/05/30/andarsene-da-unaltra-parte-ulteriori-conferme-su-carlo-bordini-sperimentatore-post-generico/
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martina rossi: “dalla superficie pittorica allo spazio scenico”

Sandro Ricaldone

MARTINA ROSSI
Dalla superfice pittorica allo spazio scenico. La neoavanguardia artistica a Roma tra il 1960 e il 1967
De Luca, 2022

«Negli ultimi dieci anni la pittura ha subito delle modifiche sostanziali. Questa modificazione porta, secondo Lei, alla morte della pittura o a una nuova forma di linguaggio?», è questa la domanda posta da Achille Perilli e Fabio Mauri ad artisti, letterati, musicisti e intellettuali, sulle pagine dell’«Almanacco Letterario Bompiani 1961». Tale inchiesta che apre il decennio testimonia come nel pieno della temperie post-informale le tecniche canoniche non siano più sentite come adeguate, gli artisti decidono così di cedere parte dei loro mezzi specifici per aprirsi a nuove possibilità espressive, contaminandosi con altre arti. Le vicende presentate in questo libro mostrano come il passaggio della “superficie pittorica” in direzione di una dimensione spaziale ed esperienziale dell’immagine, compiuto dalla ricerca artistica nel corso degli anni Sessanta, sia stato preparato da una specifica idea di teatro come arte figurativa, formulata da pittori e critici. Questa visione della scena circolava già negli anni Quaranta e poi nei Cinquanta, ma troverà una radicale attuazione soltanto in alcune sperimentazioni sceniche della neoavanguardia artistica, fra il 1960 e il 1967. Obiettivo di questo volume è fornire un’ampia documentazione, tramite materiali d’archivio e fotografie inedite, di alcune esperienze compiute nello spazio scenico dagli artisti di area romana. La prima parte degli anni Sessanta si delineerà così come un territorio di confine fra due stagioni dell’arte di ricerca, in cui si possono rintracciare diversi episodi, solo apparentemente frammentari, che vedono gli artisti, per il tramite della pratica teatrale, preparare il campo al nuovo clima di fine decennio nel quale l’azione e l’ambiente prendono il posto dell’opera tradizionalmente intesa.