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Archivi categoria: testi di mg online:
un occhio al 2010 / differx. 2010
alcune prose (in prosa) lette al parco pietro rosa il 17 luglio (grazie a “onde anomale”)
In occasione del D.I.Y. Day “Onde Anomale”, a Ostia, nel parco Pietro Rosa, lettura di poesie e prose @ Parcuino: https://slowforward.net/2022/07/08/onde-anomale-a-ostia-il-17-luglio/
MG legge alcune prose da Il paziente crede di essere (Gorilla Sapiens, 2016) e Quasi tutti (Miraggi, 2018). Registrazione video di Giuseppe D’Acunto.
gli artisti, non i poeti
Guardando le fotografie e i materiali di documentazione nel post di Pasquale Polidori che ho condiviso stamattina su FB (https://bit.ly/3uY97GR e https://t.ly/5P6R) mi rendo conto una volta di più di un’evidentissima evidenza.
Ossia che non c’è niente da fare: gli unici giovani (e meno giovani) in grado di mettersi immediatamente e senza elucubrazioni in sintonia con le scritture di ricerca, la sperimentazione linguistica in ambito concettuale e non solo, sono gli artisti.
Inutile aspettarsi qualcosa dai (o: dalla stragrande maggioranza dei) “giovani poeti”. (Dai vecchi meno che mai).
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“esiste la ricerca?” – audio integrale dell’incontro del 16 giugno 2022 allo studio campo boario
Elenco degli interventi:
Introduzione (Marco Giovenale) _ 00’00”
Vincenzo Ostuni _ 09′ 37″
Andrea Inglese _ 36′ 49″
Marco Giovenale (su Ex.it) _ 50′ 45″
Massimiliano Manganelli _ 53′ 18″
Francesco Muzzioli _ 1h 04′ 42″
Chiara Portesine _1h 14′ 55″
Giorgio Patrizi _ 1h 23′ 09″
Luigi Magno _ 1h 34′ 38″
Stefano Colangelo _ 1h 37′ 26″
Vincenzo Ostuni _ 1h 53′ 31″
Marco Giovenale (alcune osservazioni conclusive) _ 2h 5′ 44″
L’incontro:

evento facebook:
https://www.facebook.com/events/434320811592683
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Altri materiali disponibili:
Leonardo Canella, Contributo in forma di nughette a “Esiste la ricerca?”
Francesco Muzzioli, Tre accorgimenti per evitare la confusione
Marco Giovenale, Post “Esiste la ricerca?” (La ricerca esiste)
Materiali, testi e saggi liberamente scaricabili per “Esiste la ricerca?”
L’audio su Archive.org:
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yes u know / differx. 2009
doppia intervista su ‘lay0ut magazine’

https://www.layoutmagazine.it/snuff-box-poesia-impegno-interviste-carnaroli-giovenale/
intervista ad Alessandra Carnaroli e Marco Giovenale
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grazie a Lay0ut, a Massimo Palma e a Sara Sermini.
“Gesto. Prendere la parola, dare voce, togliere la parola, restituire il silenzio. C’è un gesto, tra questi, che ti sembra rappresentare la tua scrittura poetica? Oppure nessuno di questi?” …
[r] _ brevissima introduzione a “brunt h…”, di emilio villa
jul7 glitchasemic / differx. 2022

differx: installance @ geneva, centre d’art contemporain, 2020

documentation about some differx’ pieces included here: https://www.skira.net/books/writing-by-drawing/
prigionieri della pietra (serena)
Alcuni (tanti, ma tanti) autori di poesia lineare assertiva che si sono formati su ciò che l’editoria italiana distribuiva e distribuisce soprattutto dai primi anni Novanta in poi, di fatto, sono figli coerentissimi di una rimozione: la rimozione massiccia della ricerca letteraria.
Glielo si dice in tutti i modi e in tutte le salse, per esempio qui. Ma fanno finta di non capire.
Fanno finta di non capire che per mettere il loro amato Sereni D’Elia Fortini Merini Raboni negli scaffali che frequentavano da giovinetti, ossia (ben che vada) dopo il 1995, l’editoria e la distribuzione avevano dovuto — alacremente già da metà anni Ottanta — falciare via parecchie decine di altre voci. Spazzarne via a manciate.
La seconda edizione di Segnalibro, pressoché un'”omnia” di Edoardo Sanguineti, esce nel 1989. Il che vuol dire che a fine anni Novanta non ce n’è più traccia in libreria. E per una nuova edizione bisognerà aspettare il 2010. L’edizione Einaudi 1979 dei Novissimi negli anni Novanta è sparita da un pezzo (e non ricomparirà che nel 2003). L’attività del Gruppo ’93 si chiude ufficialmente nel programmatico 1993, appunto. Tante sono le edizioni coraggiose, di Manni per esempio (o l’attività di riviste come ‘Allegoria’), ma certo imparagonabili all’impegno profuso da Mondadori, Garzanti ed Einaudi per spostare l’asse del leggibile in Italia (del disponibile in libreria) il più lontano possibile dalla scrittura di ricerca.
Quando il giovinetto va allo scaffale e lo trova monocorde, e diventa lui stesso monocorde, chi giovinetto non è glielo dice. Ma lo scaffale è più forte della voce. E i sigilli che i poliziotti del mainstream hanno messo al luogo del delitto della ricerca (delitto di cui, toh, sono responsabili) restano intoccati.
Questo, almeno fino all’arrivo della rete, che di certi interdetti si fa un baffo. Ma ormai tanti tanti poeti l’intossicazione da serenite l’hanno assorbita tutta. E si muovono come tali, parlano e pensano e “poetano” come il mainstream ha insegnato loro a fare.




