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un’esigenza dichiarata dal 77% degli italiani / differx. 2021

dall’articolo segnalato da Luca Zanini, che qui si ringrazia:
https://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/poesia-italia-vita-parole-d4ddf19d-49bf-42be-bbaf-0f20633cce47.html

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un’esigenza dichiarata dal 77% degli italiani

 

relazione più povera (53%)
banale (52%)
brutta (49%)
volgare (47%)
violenta (45%)
senza emozioni (44%)
priva di contenuto (41%)

linguaggio incomprensibile (39%)
contratto e pieno di simboli (38%)
sintetico ed essenziale (35%)

63% conquistare gli altri
57% non offre spazio all’approfondimento

22% totale mancanza di conoscenza sull’origine del verso

62% fonte di frustrazione
vergogna 43%
impotenza 41%
sofferenza 35%
solitudine 31%
rassegnazione 22%

9% parole giuste
9% non segnala conseguenze

77% mondo della poesia
53% libri
51% canzoni
45% film cinematografici
proverbi 49%
modi di dire 48%
serie tv 45%
fonti d’informazione 38%
71% conquista in amore

67% rapporto con il partner
64% una nuova amicizia
63% momenti speciali

ricorrenze e festività 59%
momenti spiacevoli 59%
belle parole nell’amicizia 55%
e in famiglia 53%
mondo del lavoro 53%
il proprio datore 51%
i colleghi 47%
i superiori 39%
la clientela 33%

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michel thévoz et la réédition du livre “les écrits bruts. le langage de la rupture”

Rencontre exceptionnelle avec Michel THÉVOZ, premier conservateur de la Collection d’Art Brut de Lausanne.
LE MERCREDI 8 DÉCEMBRE 2021 à 17h30
A l’occasion de la réédition du livre “Les écrits bruts. Le langage de la rupture”. Préface de Jean Dubuffet – Editions du Canoë, nov. 2021

À propos
“Derrière les murs de l’asile, ou dans la solitude de leur retraite, certains proscrits de notre société s’expriment par l’écrit, secrètement et assidûment. Exclus de l’échange social, tenus pour irresponsables, ils tiennent le langage de ceux qui n’ont plus rien à perdre, et qui n’ont plus à respecter les règles de communication : langage de la rupture et de l’intensité, qui transgresse insolemment la frontière entre l’écrire et le dessiner, et qui nous révèle l’envers de notre culture.”

+d’infos
https://www.hallesaintpierre.org/2021/11/12/les-ecrits-bruts/

assertivo vs non assertivo (chez duchamp?) / differx

Tutti a scandalizzarsi perché a suo tempo ho proposto la distinzione tra scrittura assertiva e non assertiva. Ma non è che questa differisca poi molto, nella natura delle intenzioni, dal distinguere tra arte retinica e arte non retinica. Riandando a Duchamp.
Ebbene: è evidente che per apprezzare si continua a usare la rètina, idem è evidente che si continua a usare l’asserzione. L’intuito dovrebbe però suggerire qualcosa di più, e d’altro, al lettore, ma soprattutto agli scrittori.

▼ 120 memorabilia ♫♫♫ / differx. 2009

upland plural
eat ur nidge oaklet
borax number dine dice
abacunt
*ive yer lady more pleasure‎ – best drugs. unleash your male power

lwinston3
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a natural solution to your unwanted smoking habit
clearit-ordonix is a step forward in skin treatment

»
k’s wife home video‎ – still can’t follow

short_nr_15nn
»
a sharp bioblade pointed on bacteria side.‎
forget about fear to be “limp” in front of woman – get the support of your dream
eru7uegi
cos
women metabolism can be controlled with prometrium.‎
our products are like the insurance in the world of night pleasure mortgage

lindsey august morning mortgage
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aloha‎ – buster packed old whisk.
spark credit packed insist.
dhurry sty wroth fink! petal diddle dhurry …
31 jul
inq7aqu

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feel the different life with enhancers‎ –
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refill your carnal charge‎ x missed calls‎
x
athletic look
x
magnesium

una prosa di mg da “causa-effetto. (testi senza relazione)”, in ‘l’immaginazione’ n. 325

poi non lo so, sarà stato il gelato, vista la stagione, o che erano finite le pillole, delle 24 ore, saranno state le 24 ore, o il vuoto allo stomaco, il jet lag, o la vegetazione, più probabilmente sarà stata la salita, poi la scalinata, o al contrario, quando poi scendendo, quando o dove, non è stato chiaro, lo scantinato, e risalendo al tetto, il senso di vuoto ai gomiti cioè stare senza balaustra, o sarà stato lo stomaco, il mal di piedi, il sudore asciugato addosso, nel vento su, freddo e più del previsto, altrimenti può essere stato lo scompenso politico, il giardino, magari le troppe creme, le paste, le uova, l’inquinamento, l’ortica, il pesce passato di data, un’occorrenza statistica, un qualcosa che cadeva, una decisione delle cellule, girare in cerchio troppo a lungo, l’azione prolungata del farmaco, somatizzare una faccia, l’ennesimo film in cui inquadrano i minacciati, un colpo di frusta da fermi, cetacei coi loro ultrasuoni, la cia, l’altezza sopra il livello del mare, il mal di mare, un’eccessiva confidenza, una coincidenza, l’artrosi  uno sforzo, un ragno nascosto, bianco, l’aspirina, la polpa di granchio, il caldo, il sole, le tasse, il bagno dopo mangiato, un movimento fatto male, non lo so

 

in “l’immaginazione”, n. 325, sett.-ott. 2021
https://www.mannieditori.it/rivista/limmaginazione-325

fiat ars / differx. 2009

un’aragosta di quindici centimetri, provvista di pennello in seta e inchiostro, ha copiato e infine completato perfettamente il san girolamo di leonardo. fornita di colori, lo ha anche colorato appropriatamente, sebbene con un’eccedenza di intensità negli ocra, e qualche caduta fuori margine.

i video vengono venduti a settecento euro l’uno su un sito canadese.

la cosa è successa infatti in canada quasi vent’anni fa ma solo adesso si è avuta la notizia.

“il canada è uno stato molto grande che occupa la parte nord dell’america settentrionale, ed è delimitato dall’oceano atlantico ad est, dal pacifico ad ovest e dall’oceano artico a nord. è, dopo la russia, il paese più esteso del mondo” (wikipedia).

venti anni fa si facevano le registrazioni con cattive vhs, talvolta. i video dell’aragosta sono quindi dei riversamenti, piuttosto mal riusciti, di videocassette mal registrate.

tuttavia le immagini si distinguono e l’animale sfoggia una invidiabile maestria artistica.

si dà per scontato e imminente un corsivo di autorevoli vaticanisti, sul tema. ma per adesso ancora niente.

la notizia è comparsa su tutti i quotidiani online pochi minuti fa. il primo organo di stampa cartaceo a catturare la notizia è stato un bollettino interno di una sigla sindacale giapponese.

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affidiamo a questa dispensa il difficile compito di lasciare una traccia / differx. 2009

operammo nel difficile e teso clima dell’immediato dopoguerra, il costo delle pere era altissimo. la città di tivoli fu dedicata a tutti i piloti di motociclismo. alla cerimonia i sottosegretari piangevano come vitelli per la pioggia di denaro. erano lacrime di felicità, di conversione, di vittoria, di un difficile connubio, di smalto, di istituti di polizia, di ontologia, di larve del legno, di lavinia, di teseo, di ettore, di coccodrillo, della gendarmeria, di decisione, di soppressione, di concussione, di sparizione, di avvelenamento, di avvilimento, di soperchieria, di pornografia, di roma, di stuoli di assicurati, di speleologi, Continua a leggere

..–. / differx. 2014

cahiers
differx
——- #01

per lo sguardo

poi ha preso il nero e mi ha colorato il corpo. alla fine nessuna speranza: un romanzo d’appendice, scusami davvero. capì. come se sapesse che elisabetta era lì, come se ci avesse pisciato sopra un cavallo, come sotto la sveglia se c’è il sole e la gente mi sorride, come se esistesse una ragione.

sa, dottore, le cose che lei mi dice qui poi mi ritornano in mente: il caldo l’avevo sentito tutto all’improvviso, anche i bambini erano un senso di ansia.

cos’era quella paura che mi attraversava, squassandomi come una corrente all’improvviso?

poi mi sono ritrovata lì in mezzo a loro nell’androne. accettò le scuse, prese il numero di telefono e si rimise in macchina. fanno paura.

tu non c’entri niente. a un tratto era come se la luce si fosse spenta sul mondo. se vuoi cambiare qualcosa nella tua vita è così.

come se all’improvviso si spostasse quel che produco di un lieve soffio di vento.

il balocco sfugge? dicono: alla presa incerta, ma non per lo sguardo.

naila sprofondò in un sonno tortuoso, quasi un coma profondo, un’autostoppista a istanbul, mi mancavano un sacco di cose, non faccio nulla di speciale.

poi mi sono svegliato. non eri questo. la televisione era accesa. così un occhio gigantesco con un serpente di pasta al centro. hai attraversato il cielo come una meteora. mi sentivo orribilmente
fragile. una nuvola porpora avvolse la macchina. era gommosa.

quando pensava, prescindeva da sé.

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segni, glifi, tracce: l’ovunque di emilio villa

Per Emilio Villa tutto è oggetto/soggetto e supporto di scrizione, iscrizione, sovrascrittura, rilancio e metamorfosi e nuovo projectum del senso-non-senso.

Il segno, più e meno leggibile, più e meno incardinato in una sequenza di altri suoi simili in rigorosa anarchia, è quasi una marcatura anzi materia ontologica. Esiste a prescindere dai suoi testimoni, e dalla storia che gli seguirà.

Non sdegna né di venir ignorato, né di darsi come inciso in uno o altro fenomeno umile, sia esso naturale o frutto secondo, originato da culture (remote o recenti).

Brocche in vetro, polistirolo, sassi, piatti di plastica, cellophane, tutti i tipi di carte e cartoncino. E poi moltiplicazione, dispersione, perdita/abbandono, dimenticanza, cancellazione, distruzione: queste in fine (e per principio) le ultime estreme superfici dei segni di Villa, e la loro – per questo illimitabile – profondità.