tutte le poesie di corrado costa

Sono in uscita per Argolibri, per la prima volta riunite, tutte le poesie di Corrado Costa edite in volume (Pseudobaudelaire, Le nostre posizioni, The complete films) e in rivista (da «Tam Tam» a «cervo volante» e «malebolge» e così via), e una corposa sezione di inediti,  tra cui le brevi raccolte  Pseudo-pseudobaudelaire, Tutto il cinema di Corrado Costa. Poemi in bianco e nero e poesie a colori, 49000 film del periodo Tang e le poesie escluse da The complete films.

Il volume, a cura di Chiara Portesine, accoglie i contributi  di Aldo Tagliaferri, Adriano Spatola, Paul Vangelisti, Milli Graffi,  Giulia Niccolai, Gian Luca Picconi, Marco Giovenale, ed è impreziosito da un inserto fotografico a colori che riproduce la poesia-collage Data una superficie d’acqua; mentre un testo di Nanni Balestrini dedicato a Costa è riprodotto in quarta di copertina.

https://www.argonline.it/prodotto/corrado-costa-poesie-edite-e-inedite-1947-1991-opere-poetiche-ii/

post anche su Medium:
https://mgiovenale.medium.com/tutte-le-poesie-di-corrado-costa-4c0bc00b9637

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Paolo Zublena (nel 2010) su “poesia in prosa” e “prosa in prosa”

Piccola notilla bibliografica ad uso dei discorsi (ma anche delle inesattezze dei discorsi) sulla prosa in prosa:
https://gammm.org/2010/05/27/esiste-ancora-la-poesia-in-prosa-paolo-zublena-2010/

Il testo lo riprendemmo su gammm.org a fine maggio 2010, ma è — ricordo — leggermente precedente. Era uscito sul n. 13 de “L’Ulisse”, rivista che ha o aveva la cattiva abitudine di non datare i propri pdf: tuttavia cliccando sulle proprietà del file e cercando sugli annunci che avevo pubblicato su slowforward.net, trovo che il fascicolo è dell’aprile 2010.

Il testo di Paolo Zublena compie dunque 11 anni ora, e non è invecchiato di un minuto.

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(* Cfr. slowforward: https://slowforward.net/2021/04/28/paolo-zublena-nel-2010-su-poesia-in-prosa-e-prosa-in-prosa/)

podcast dell’intervista di andrea penna a marco giovenale, radiotre suite, 27 apr. 2021

per ascoltare, cliccare sull’immagine (l’intervista comincia poco oltre la metà del podcast)
oppure cliccare qui (l’intervista inizia subito):
 

 

paolo zublena (nel 2010) su “poesia in prosa” e “prosa in prosa”

Piccola notilla bibliografica ad uso dei discorsi (ma anche delle inesattezze dei discorsi) sulla prosa in prosa:
https://gammm.org/2010/05/27/esiste-ancora-la-poesia-in-prosa-paolo-zublena-2010/

Il testo lo riprendemmo su gammm a fine maggio 2010, ma è – ricordo – leggermente precedente. Era uscito sul n. 13 de “L’Ulisse”, rivista che ha o aveva la cattiva abitudine di non datare i propri pdf: tuttavia cliccando sulle proprietà del file e cercando sugli annunci che avevo pubblicato qui su slowforward, trovo che il fascicolo è dell’aprile 2010.

Il testo di Paolo Zublena compie dunque 11 anni ora, e non è invecchiato di un minuto.

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(* Cfr. Medium: https://mgiovenale.medium.com/paolo-zublena-nel-2010-su-poesia-in-prosa-e-prosa-in-prosa-e1b714af08da)

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installance #0155: asemics on broken cellphone screencover

installance n. : # 0155
type : asemic writing on a broken screencover of an a40 samsung cellphone
size : cm 14 x 6,20
records : highres shot
additional notes : abandoned
date : Apr. 27th, 2021
time : 11:48am
place : Rome, via G.F.Ingrassia
footnote : ---
copyright : (CC) 2021 differx

stasera, h. 22:30, radiotre suite: “la gente non sa cosa si perde” e “delle osservazioni”

   

Radio Tre Suite, OGGI, martedì 27 aprile 2021
alle ore 22:30 circa

Andrea Penna dialoga in diretta con Marco Giovenale
su
La gente non sa cosa si perde (TIC Edizioni)
e
Delle osservazioni (Blonk Editore)

Evento facebook:
https://fb.me/e/1nSPJb2nN

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Schede dei libri:

https://ticedizioni.com/collections/vetrina/products/la-gente-non-sa-cosa-si-perde-giovenale

https://www.blonk.it/book/delle-osservazioni/

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https://www.raiplayradio.it/programmi/radio3suite/

.                                                                                                                                                                                                                                                                 

La poesia pensata come elastico: se la tiri sembra prosa, ma poi torna poesia e il sorriso fiorisce…

Stando a questa sorprendente introduzione (a un libro che presto leggerò), tutto ciò che in letteratura e in poesia in Italia compare e non è Prosa in prosa (Le Lettere, 2009; TIC, 2021) si spiega con elementi stilistici e di collocazione storica, mentre Prosa in prosa in sé miracolosamente si spiega solo e soltanto con una foga se non foia di “posizione egemonica”(sic), sgomitamento, epigonismo e velleitaria costruzione di un pubblico in realtà inesistente. (Ma se il pubblico è inesistente o “ristretto”, e “coincide con i poeti stessi”, come l’autrice scrive, sarà davvero il caso di parlare di egemonia?).

La “posizione egemonica”— si afferma nel pezzo — è ottenuta “sfruttando tutti i mezzi a disposizione” (sic!). (Il lettore si domanderà come mai la magistratura non sia ancora stata avvisata, essendo la prima edizione del libro uscita dodici anni fa).

Peccato, aggiungo, che Prosa in prosa venga da tradizioni e traduzioni non solo italiane né solo francesi o statunitensi, e nemmeno esclusivamente vincolate al concetto di prosa o di “prosa in prosa”. C’è forse un lavoro precedente, e qualcosa che — anche — segue. Purtroppo il lavoro testuale viene scambiato per affaccendamento strategico. Questo ne impedisce l’inquadramento in un contesto (mondiale) che ha ormai almeno una trentina d’anni.


La perla più rotonda è verso la fine dell’articolo:

La militanza del gruppo di autori già citato, nonché dei critici che si sono occupati delle loro opere, ha messo in ombra altri poeti in prosa di questi anni, che provengono da esperienze diverse e hanno modelli lontani dalla linea Ponge-Gleize o da quella americana, peraltro eterogenei fra loro (abbiamo già fatto i nomi di Benedetti, Dal Bianco, Frasca, Magrelli, Neri …)

A detta dell’autrice, un surplus di attenzione critica ingiustamente dedicato a Prosa in prosa avrebbe causato un proditorio oscuramento dei suddetti autori. Segnatamente, della loro prosa. Perché è a tutti noto, osservo, che Mondadori Einaudi e Garzanti da anni sono ricettacoli di poveri sbandati di cui nessuno parla. (Per colpa, chissà, immagino, di TIC e di altri editori egemoni).


Molto altro ci sarebbe da appuntare; e ci sarà tempo. Per adesso l’introduzione guadagna un emoticon :-D

in attesa di leggere il libro.

oggi, tictalk #6, presentazione di “[assemblatz]”, di fiammetta cirilli

OGGI, lunedì 26 aprile 2021, alle ore 21:00
nel contesto degli incontri TicTalk
a cura di TIC Edizioni

presentazione di
[assemblatz]

di e con Fiammetta Cirilli

con Massimiliano Manganelli
e Sara Ventroni

coordinamento di
Antonio Syxty

[assemblatz], opera vincitrice per il testo inedito del Premio Elio Pagliarani 2019, è pubblicato da Editrice Zona.

Evento facebook:
facebook.com/events/749296152411097

Scheda del libro:
https://editricezona.it/prodotto/assemblatz/

L’evento sarà in streaming sui seguenti due canali:
youtube.com/channel/UCtSz6phvlJNM9LuoPOeYBAw
e
facebook.com/ticedizioni

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«Se riteniamo che la poesia, per dirsi tale, debba provocare emozioni dall’interno della lingua, e al di là, superando i confini dell’uso razionale del linguaggio, in leopardiano accrescimento di vitalità, questo [assemblatz] di Fiammetta Cirilli, vincitrice della quinta edizione del premio nazionale Elio Pagliarani, sezione inediti, rende del tutto ininfluente la discussione sulla permeabilità del confine fra prosa e poesia: il colpo al cuore suscitato dalla lettura ci avverte che siamo di fronte a un’opera di poesia, necessitata e necessitante, opera “politica” giacché tocca, con la scrittura, uno dei punti dolenti nella carne viva della nostra contemporaneità»
(dalla nota di Cetta Petrollo)

«In [assemblatz] di Fiammetta Cirilli i testi si accampano, esplosi e scarnificati, sulla pagina, nella forma del frammento sospeso tra prosa e verso, dissimulando il ritmo nella materia spigolosa delle sillabe e delle catene sintattiche spezzate, per dare conto del brusco interrompersi del senso, mentre lo si cerca, ma anche per radunare il caos: assemblatz, appunto. Un lemma che dalla tradizione trobadorica potremmo tradurre come “assemblato, unito” ma anche “intuìto”, e che in questa raccolta funziona come una formula ripetuta per suscitare la parola (è infatti l’attesa della sua comparsa, nella figlia piccola; o l’osservazione della forma che prende o non prende, la lingua, tra gli allievi di una scuola); assemblatz è soprattutto un’ecolalia con cui si evoca, tra reticenza e ridondanza, scopo e gioco, l’apparizione primaria del linguaggio»
(Sara Ventroni)

FIAMMETTA CIRILLI vive e lavora a Roma. Ha pubblicato vari articoli su autori del Novecento letterario italiano (Fenoglio, Ortese, Bianciardi, Calvino) e la monografia Dolores Prato, il libro ‘impossibile’. «Giù la piazza non c’è nessuno» attraverso le carte dell’Archivio Bonsanti (Pacini, 2019). Oltre ad alcune prose e narrazioni brevi apparse su riviste e in volume (Sud, il Verri, ex.it 2013, Nuova Prosa, L’immaginazione), è autrice di L’incanto della specie. Tre contributi sul grottesco contemporaneo (La camera verde, 2012) e della raccolta di racconti Il sapore delle formiche  (Oèdipus, 2014). Ha partecipato ai reading di ex.it 2013 (Albinea, Reggio Emilia) e del Festival di poesia di Bocchignano 2016 (Rieti). Nel 2018 è stata tra gli autori invitati al ciclo di incontri di Laboratorio-Roma. Genealogie novecentesche. Tendenze della poesia degli anni 2000 (Fondazione Primoli, Roma). Nel novembre del 2019 con la raccolta [assemblatz] ha vinto il Premio Elio Pagliarani, sezione inediti.

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[TIC TALK è una serie di incontri ideati e coordinati da Emanuele Kraushaar e Michele Zaffarano]

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due o tre cose che so sulla prosa in prosa / michele zaffarano. 2021

Jasper Johns, Tre bandiere (1958)

Da
Claudia Crocco, La poesia in prosa in Italia. Dal Novecento a oggi, Carocci 2021:

«In questo libro manterremo una prospettiva più ampia». [sottolineatura mia]

«Questa espressione ricalca il termine “prose en prose” coniato da Jean-Marie Gleizeuno dei principali autori di poesia in prosa francese degli ultimi anni». [sottolineatura mia]

«Ponge è stato tradotto in Italia solo nel 1979 (Il partito preso delle cose, a cura di Jaqueline Risset, Einaudi); la diffusione della sua opera è un fatto recente, al quale ha contribuito l’attività divulgativa di blog come Nazione Indiana e GAMMM (cfr. ad esempio Inglese, 2010b, Inglese, 2012, e Gleize, 2014)». [sottolineature mie]

«Così come Le parti pris des choses (1942) si proponeva di rappresentare gli oggetti che compongono la realtà fisica nel modo più fedele possibile, senza filtrarli attraverso la soggettività dell’autore, la prosa in prosa contemporanea si propone di utilizzare soltanto la lingua parlata (e, dunque, la prosa) per descrivere il mondo». [sottolineatura mia]

Ecc.
E se cercassi di spiegarvi le Tre bandiere di Jasper Johns focalizzandomi sul valore dei contrasti cromatici? E se cercassi di spiegarvi le Pale di Jim Dine parlando della qualità del legno del manico? E se cercassi di farvi comprendere il significato di Vor dem Aufbruch aus Lager I di Joseph Beuys sottolineando gli aspetti grafici delle scritte sulla lavagna? E se cercassi di spiegarvi che cos’è la prosa in prosa in Italia parlandovi della poesia in prosa nel Novecento? E se cercassi di spiegarvi che cos’è un melone partendo dalla mela*?

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* (Mela rigorosamente di origine trentina.)

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