Archivi tag: libri

roberto costantino: “cloaca. icone dell’arte e della merce” – postmedia books, 2021

Sandro Ricaldone

ROBERTO COSTANTINO
Cloaca. Icone dell’arte e della merce
postmedia books, 2021

Fino a che punto l’arte collabora alla trasformazione del mondo in un miraggio imperniato sulla «fantasmagoria delle merci»? Per rispondere a questa domanda, Roberto Costantino raggruppa un insieme di opere apparentemente disparate mostrandoci il nesso nascosto che le collega una all’altra: tutte ci raccontano a modo loro le trasformazioni economiche che hanno caratterizzato il secolo breve da cui siamo usciti una ventina d’anni fa e che ancora distinguono il millennio in cui ci troviamo. Che il Novecento – e ancora di più il Duemila, siano i momenti storici in cui si è consacrato il trionfo della merce, ovvero si è definitivamente affermata la possibilità di convertire in denaro oggetti, comportamenti, saperi, «ancora prima che siano usati», non è certo una novità. Inusuale, però, è analizzare l’arte attraverso questo filtro critico, sapendone trarre ragionamenti affascinanti e convincenti. Sono rari i commentatori così avventati, o ambiziosi, che lo fanno. Soprattutto nell’epoca del tramonto delle ideologie e della nascita d’impensati sospetti verso quelle utopie di cui tutti ci nutrivamo avidamente, almeno fino all’altro ieri.

Il capitalismo è a tutti gli effetti una religione disperata o, come dice Costantino «aberrante». (…) Il suo principio di valore o, se si preferisce, la sua forma di razionalizzazione economica, consiste nel «trasformare qualsiasi cosa – quale che sia, poco importa – in merce». Così facendo, «ha realizzato il Paradiso in terra, ma ha dovuto trasformare la terra in un immenso cumulo di feci».

– Simonetta Fadda

Roberto Costantino è nato nel 1965 a Burgsteinfurt (Germania) e vive a Savona. Negli anni Ottanta e Novanta ha realizzato esposizioni personali e partecipato a esposizioni collettive promosse da gallerie, fondazioni e musei d’arte contemporanea. Nel 1994 ha curato l’edizione del libro Teoria di Giuseppe Chiari, con il quale ha anche realizzato esposizioni, concerti, litografie, workshop e conferenze. Ha inoltre collaborato con le riviste Alfabeta2 (Milano), Deriveapprodi (Roma), Experimenta (Madrid)), Intervista (Milano), Juliet (Trieste), Perché/? (Milano). È Presidente dell’Associazione Culturale Attese Edizioni che nel 2001 ha fondato la Biennale di Ceramica nell’Arte Contemporanea (Distretto della Ceramica di Albisola e Savona), alla quale hanno collaborato, nel corso di quattro edizioni, curatori, artisti e designer provenienti da tutto il mondo. Ha curato esposizioni di arte, ceramica e design per l’Ariana-Musée Suisse de la Ceramique et du Verre di Ginevra, la Collezione Permanente del Design de La Triennale di Milano, l’Istituto Italiano di Cultura a Madrid dell’Ambasciata d’Italia in Spagna, la Fondazione per l’Arte Contemporanea Pier Luigi e Natalina Remotti-Città di Camogli, il Mudac-Musée de design et d’arts appliqués contemporains di Losanna. È Executive & Art Editor del Museo Digitale della Ceramica Contemporanea (www.attesedizioni.org). Nel 2019 è uno degli autori del libro Kritik, Deriveapprodi (Roma).

http://www.postmediabooks.it/2021/318cloaca/9788874903184.htm

_

dal 9 ottobre: emilio villa @ biblioteca mozzi borgetti (macerata)

da: facebook.com/events/633718330951908

charta tunc cantat, nec indormir illa,
crepitat charta
E.Villa

Presentare a Macerata una mostra su Emilio Villa e colmare le antiche teche della Biblioteca “Mozzi Borgetti” di curiosi oggetti poetici, libri d’artista unici e perlopiù introvabili, e rare carte manoscritte, sparse e disperse nella caosmologia villiana, significa riscoprire e, almeno in parte, ‘restituire’ una delle più prolifiche e singolari esperienze che questa città abbia mai ospitato in fatto di ricerca poetica e sperimentazione artistica. Quando, nel bel mezzo degli anni Sessanta, Villa entra in relazione con diversi artisti marchigiani, tra cui i maceratesi Silvio Craia e Giorgio Cegna, si trova subito coinvolto nella coraggiosa quanto prestigiosa attività dell’editrice “Foglio OG” di Macerata (futura “Nuova Foglio” di Pollenza), ideandone e dirigendone le più irregolari imprese editoriali fino all’inizio degli anni Settanta.

Da questa straordinaria stagione provengono i libri sulle celebri “Idrologie” (sfere testuali di plastica trasparente contenenti acqua e firmati Villa, Craia, Cegna); i titoli perduti della fantomatica collana “Lapsus”, diretta dallo stesso Villa (che riunisce autori quali Claudio Parmiggiani, Corrado Costa, Giulio Turcato ecc.); l’inudibile disco in cartone intitolato “DISCOrso”, realizzato anch’esso insieme a Craia e Cegna; il fuori-formato “Green”, opera-libro polimaterica, tesa alla ricerca di una estrema concrezione testuale su materiali poveri; o ancora il cibernetico “Brunt H Options 17 eschatological madrigals captured by a sweetromantic cybernetogamig vampire, by villadrome”, realizzato in pochi esemplari unici con varianti e interventi a mano su copertina e testo. Queste opere, insieme a molte altre pubblicate in Italia e all’estero dagli anni Sessanta ad oggi, a manifesti in copia unica e a ‘crepitanti’ fogli manoscritti, saranno esposte come tracce da seguire – come sonde – per immergersi nella straripante ricerca di Emilio Villa (1914-2003), poeta, scrittore, promotore d’arte, traduttore e biblista, universalmente riconosciuto come uno dei massimi rappresentanti della cultura europea del secondo Novecento. Geniale e polimorfo interprete di una «avanguardia permanente», per tutta una vita non smise mai di interrogarsi – di interrogare gli abissi del segno e della forma – attraversando, da «clandestino», le vertigini e i labirinti della parola poetica e dell’arte, nel tentativo – ininterrotto – di rigenerarle, di ‘riformularle’ ad «immaginazione di un dopo, di un più in là del mondo».

La mostra, a cura dell’A.P.S. “Nie Wiem” di Ancona e della libreria Catap di Macerata, è stata realizzata con il sostegno e la collaborazione della Regione Marche.

curatore:
Andrea Balietti (libreria Catap)
organizzatori: Fabio Orecchini (casa editrice Argolibri) e Virgilio Gobbi (libreria Catap)
comunicazione / progetto grafico: Francesca Torelli
ufficio stampa: Valerio Cuccaroni (casa editrice Argolibri)
catalogo: “Crepita la carta. Libri e vertigini di Emilio Villa” a cura di Andrea Balietti e Giorgiomaria Cornelio, ideato da Lucamatteo Rossi

PROGRAMMA

Continua a leggere

giorgio bassani a roberto roversi, 29 aprile 1949 (dalla biblioteca dell’archiginnasio)

da http://badigit.comune.bologna.it/mostre/palmaverde/6.htm

(Sito della mostra “LIBRI. Fogli che bruciano. Le edizioni della Libreria
Antiquaria Palmaverde di Roberto Roversi, 1948-2005”)

http://badigit.comune.bologna.it/mostre/palmaverde/introduzione.htm

_

il volto dei libri: a santa severa la mostra curata da giuseppe garrera e igor patruno

(nel comunicato, un’opera di Daniela Comani, 2016)

*

Le leggendarie copertine di Bruno Munari, accanto a quelle espressamente concepite per libri da grandi artisti come Mario Schifano, Alighiero Boetti, Giulio Paolini, Mimmo Rotella. E poi le particolari vesti editoriali volute, desiderate e indicate da scrittori come Italo Calvino, Carlo Emilio Gadda, Elsa Morante, spesso con l’intento di trasmettere messaggi intimi, proibiti, o di alludere e colpire pericolosamente il lettore, fino ad arrivare a tutte le copertine, le varianti e le correzioni, che ricostruiscono la tormentata vicenda visiva italiana del Giovane Holden di Jerome David Salinger. È la celebrazione del libro come “oggetto di culto” da possedere, conservare e tramandare la mostra Il volto dei libri. Libri da vedere, allestita dal 23 luglio al 19 settembre al Castello di Santa Severa. A cura di Giuseppe Garrera e Igor Patruno, l’esposizione presenta [… continua qui]

 

 

_

dal 23 luglio, al castello di santa severa: “il volto dei libri. libri da vedere”

Le leggendarie copertine di Bruno Munari, accanto a quelle espressamente concepite per libri da grandi artisti come Mario Schifano, Alighiero Boetti, Giulio Paolini, Mimmo Rotella. E poi le particolari vesti editoriali volute, desiderate e indicate da scrittori come Italo Calvino, Carlo Emilio Gadda, Elsa Morante, spesso con l’intento di trasmettere messaggi intimi, proibiti, o di alludere e colpire pericolosamente il lettore, fino ad arrivare a tutte le copertine, le varianti e le correzioni, che ricostruiscono la tormentata vicenda visiva italiana del Giovane Holden di Jerome David Salinger. È la celebrazione del libro come “oggetto di culto” da possedere, conservare e tramandare la mostra Il volto dei libri. Libri da vedere, allestita dal 23 luglio al 19 settembre al Castello di Santa Severa. A cura di Giuseppe Garrera e Igor Patruno, l’esposizione presenta [… continua qui]

 

 

la scrittura di ricerca non esiste, non è mai esistita / differx. 2021

(probabilmente è un trailer. il film completo durerebbe qualche settimana)

_

 

aperture e chiusure facilitate. (notilla su lessici e altro)

apertura e chiusura facilitata

Leggo o ascolto, in queste settimane ma ormai da qualche anno, da parte di giovani o giovanissimi autori, testi non ironici connotati dalla più assoluta non coscienza dell’esistenza di cliché retorici e lessicali non resuscitabili se non – appunto – in forma ironica.
Rimango ovviamente di sasso, e i sassi si possono o scagliare o usare per qualche costruzione. Provo per un’ennesima volta la seconda strada.
Continua a leggere

una recensione a emilio villa

diffondo: https://ilgiornale.it/news/spettacoli/i-versi-folli-emilio-villa-ci-svelano-arcani-maggiori-1914590.html, articolo di Davide Brullo

solo due obiezioni alla recensione:

1) di Villa, tra editori e rete, si trova qualcosa di più di quanto segnalato. si può tutt’ora consultare la mia rassegna di qualche mese fa: https://slowforward.net/2020/08/20/leggere-la-poesia-di-emilio-villa-nel-2020-cosa-si-trova-cosa-no/. alla quale aggiungerei tutte le cose reperibili sullo straordinario archivio capti.it;

2) i veri matti sono tutti gli altri. Villa è l’unico che vede, nel paese dei ciechi.

*
(una possibile terza obiezione può essere: “Il Giornale” non si merita una recensione così. invito l’estensore a mollarlo)