Archivio mensile:Giugno 2026

Itzhak Laor, poeta saggista ebreo della sinistra radicale, scriveva nel 2006 in risposta ad un articolo di Erri De Luca su ‘il manifesto’

un post di Marco Mazzeo su fb (ripreso da Fortunato Paliano)

Itzhak Laor noto poeta saggista ebreo della sinistra radicale scriveva nel 2006 in risposta ad un articolo di Erri De Luca su Il Manifesto

“Se si traducesse in ebraico l’articolo di Erri De Luca uscito martedì scorso sul ‘manifesto’ e lo si facesse leggere a qualunque israeliano, questi lo identificherebbe senza dubbio come un testo tipico di un membro del Likud.
Al di là della discussione ipocrita sulla parola «fame», bisognerebbe ricordare che Israele cerca di affamare i palestinesi nel tipico modo che Giorgio Agamben ha descritto nel suo Homo Sacer, facendo appello all’«aiuto umanitario» subito dopo aver distrutto tutto. In Palestina, la gente vive sotto una crescente paura, povertà e fame, e in condizioni che condannano le prossime generazioni a un futuro di sottosviluppo. Gaza è un enorme ghetto, che ogni giorno viene bombardato da centinaia di razzi. I villaggi in Cisgiordania sono isolati l’uno dall’altro, le città sono sigillate e le autostrade chiuse agli arabi. La stampa italiana si comporta come se fosse sotto la censura di Mussolini quando non parla delle sofferenze dei palestinesi. Mi dispiace per Erri De Luca: così giovane e già censore (e in favore di chi? di una delle peggiori occupazioni militari dalla seconda guerra mondiale).
Dal 1991 – prima che cominciasse la campagna terroristica della metà degli anni ’90 – i palestinesi hanno vissuto sotto la politica israeliana di chiusure e separazioni (apartheid in olandese). Sono strangolati e separati dalle loro comunità, dai loro centri, dalla loro economia. Il luogo dove vivono e dove si muovono diventa sistematicamente più piccolo. Nessun palestinese minore di 16 anni sa cosa vuol dire andare in vacanza dall’altra parte del suo paese. Nessuno si muove per più di 10 chilometri. La disoccupazione è in crescita. Durante gli anni dell’occupazione, Israele non ha permesso ai palestinesi di avere una propria economia, per non parlare di costruire una propria industria. Oggi possono solo comprare merci in Israele. Non hanno altra scelta. Non possono vendere nulla in Israele, nemmeno le verdure. La distruzione della Palestina è una realtà quotidiana. E devo aggiungere: il silenzio sulla lenta morte della nazione palestinese è parte di una lunga tradizione europea di lasciare morire l’Altro.
Ma l’articolo di Erri De Luca è l’esempio di qualcosa di peggio che sta accadendo in Europa. Il passato ebraico in Europa è un tipo di comoda rappresentazione di un passato europeo omogeneo, in cui una metafora – l’Olocausto – copre qualsiasi altra cosa. Non l’Olocausto come parte della storia europea, ma quasi il contrario. La storia si perde. Il fascismo? Troppo controverso. Il ruolo della Chiesa cattolica? Non se ne può parlare. Pio XII? Insomma, è quasi un santo. Questo atteggiamento filo-sionista della sinistra europea non è una peculiarità italiana (e in questo caso si può persino dire che non è colpa di Israele). Questa collaborazione della sinistra europea con la destra israeliana colma un enorme vuoto in Europa, dalla caduta del comunismo, e serve alla costruzione di una nuova identità europea. I bambini iracheni e palestinesi sono i nuovi «etiopi». A chi importa? Noi europei siamo gli umanisti. Abbiamo la licenza di rimanere in silenzio sull’affamamento della Palestina. La nostra licenza si chiama Olocausto o Auschwitz. Non ci importa di collocarli nella storia. Abbiamo bisogno di mitologia, non di storia”.

Palestine won overwhelming support at the International Labour Organization, defeating an Israeli-backed effort to revoke its expanded status

Tense Scenes in Geneva as Palestine Secures ILO Victory, Israeli Delegate Interrupted
https://www.palestinechronicle.com/tense-scenes-in-geneva-as-palestine-secures-ilo-victory-israeli-delegate-interrupted/

  • Palestine secured 394 votes at the International Labour Conference, with only 17 countries voting against.
  • The conference rejected an Israeli-backed attempt to revoke Palestine’s status and participation rights within the ILO.
  • The vote builds on a 2025 decision upgrading Palestine from a national liberation movement to a non-member observer state.
full text here: https://www.palestinechronicle.com/tense-scenes-in-geneva-as-palestine-secures-ilo-victory-israeli-delegate-interrupted/

Da un post di Corradino Mineo: come israele rovescia la ragione (appoggiato dagli usa)

due sacchi di letame impegnati a distruggereCorradino Mineo su fb:

Il pazzo dà del pazzo al pazzo. Metafora del presente. A Trump basterebbe minacciare – solo minacciare! – di non fornire i proiettili per Iron Dome. E Netanyahu si ritirerebbe dal Libano. Ma la pazzia – spiegava Basaglia – è una malattia sociale prodotta e aggravata dal sistema istituzionale. Da trenta anni – l’assassinio di Rabin è del 1995, il primo governo Netanyahu del 1996 – gli israeliani hanno preso a vivere in una realtà parallela, che scambia la follia per realtà. Non sono “vittime” i 186mila morti a Gaza, ammazzati direttamente o uccisi da malattia e malnutrizione indotte dalla guerra post 7 ottobre. Non lo sono i 3150 morti in Libano, da quando Israele calpesta la tregua. Non i giornalisti eliminati perché l’esercito di Tel Aviv non vuole testimoni. Né i prigionieri torturati e stuprati nelle segrete del Negev. E i volontari della Flotilla sequestrati e messi alla gogna in un video girato e diffuso dal ministro di polizia, Ben Gvir. Le vere “vittime” sarebbero israeliani ed ebrei, minacciati da un nuovo olocausto. Non conta nulla che a sostenere tale pazzia ci siano in prima fila antisemiti veri, eredi e ammiratori della Shoah.   

Così negli USA non sono stati vittime i “nativi”, che contavano tra i 5 e i 10 milioni di anime all’arrivo degli europei. Ma all’inizio del 1900 erano già meno di 250mila. Né i 4 milioni di schiavi neri censiti nel 1860. Lo stupro strutturale e impunito, la tortura legalizzata, l’analfabetismo forzato. E, abolita la schiavitù, dal 1877 al 1950, ancora 4084 linciaggi, la distruzione e lo sterminio di intere comunità nere. No, le vittime sarebbero gli americani “bianchi, anglosassoni e protestanti”. Minacciati dal “buonismo” che si stava facendo strada nel secolo scorso. Da minoranze afro ispaniche. Da ricercatori che attestano di che lacrime grondi e di che sangue la storia degli Stati Uniti. E da giudici “infedeli” che osano dargli ragione. Follia, delirio vano è questo.

[…]

Israel’s 1967 Annexation of Arab Jerusalem: Walid Khalidi’s Address to the UN General Assembly Special Emergency Session, 14 July 1967

here:
https://www.palestine-studies.org/en/node/162553#

Domani (giovedì 4 giugno 2026) @ Bianco contemporaneo, a Roma, si sconvolgono linguaggi e si spiega come fare (e disfare)

masse! accorrete! si sconvolgono linguaggi, e si spiega come fare (& disfare):
4 giugno, roma, galleria bianco contemporaneo: “nz” di antonio syxty e “asemics” di marco giovenale
https://marcogiovenale.me/2026/06/02/promemoria-4-giugno/
e
https://noblogo.org/differx/spesso-e-abbondantemente-si-parla-di-sperimentazione-letteraria-scritture-di

23 anni di slowforward.net

il 30 maggio 2026 è stato il compleanno di slowforward, blog e poi sito nato nel 2003 su piattaforma splinder e poi migrato nel 2006 su wordpress senza mai interrompere la pubblicazione di materiali il post continua qui