#avvisiainaviganti
finalmente il mio indirizzo #gmail è da oggi in via di #dismissione : #degooglizzarsi / #degooglizzarmi adesso per me è fondamentale. alé: via via staccare la spina a tutti i servizi con sede negli #USA , alle app e ai derivati di società coinvolte più o meno (in)direttamente nel #genocidio , e/o irrispettose della #privacy , le big tech companies accentratrici, censorie & spione & puzzone.
questo significherà chiudere pian piano vari canali, per esempio quelli youtube, anche se il trasferimento dei materiali sarà un’impresa non da poco. pace.
probabilmente l’unico legame con l’universo della “grande” G sarà per me quello necessario per la gestione dei pochi spazi blogspot che curo o co-curo.
il discorso, a proposito di fb e di altri social (X, instagram, …), non cambia molto, anche se la migrazione potrà essere più lenta. infatti è vero che i social generalisti in qualche caso possono esser mantenuti come moltiplicatori puri e semplici, ossia utili idioti dove è ancora proficuo postare semplicemente dei titoli+link che conducono i lettori altrove.
#degooglizzarsi #bigtech
ieri, sul tema dell’abbandono di social e piattaforme generaliste, postavo questi due link:
https://effimera.org/il-fediverso-per-farla-finita-con-i-social-delle-big-tech-di-sergio-tringali/
e https://differx.noblogs.org/2026/06/08/un-motivo-fra-molti-per-cui-il-fediverso-e-fondamentale/

La politica emancipatoria ha costantemente bisogno di conoscenza, di ogni tipo, perché solo una teoria forte produce una politica forte e perché, inevitabilmente, una teoria debole non produce semplicemente alcuna politica. Sia la conoscenza prodotta dalla pratica di lotta delle classi subalterne, sia quella prodotta nelle università e nei centri di ricerca. Senza conoscenza non c’è politica emancipatoria che valga. La conoscenza è il nutrimento indispensabile della discussione politica argomentata sotto forma di ipotesi e dati. La discussione politica ragionata è l’unica pratica che permette a un soggetto politico di praticare seriamente l’azione politica ragionevole e antisistemica nelle congiunture e nelle situazioni politiche in cui si trova immerso e in cui intende produrre con urgenza effetti politici. Senza discussione politica riflessiva e, quindi, senza conoscenza, parlare di tattica e strategia politica è solo un modo di dire, una retorica, un’ideologia che non produce, ma conserva solo lo stato attuale delle cose mentre si rafforzano le strutture di potere, di dominio e di sfruttamento di classe realmente esistenti. Senza ricerca e studio militanti, ma anche senza la presentazione e la discussione dei loro risultati, è impossibile uscire dal labirinto di specchi della politica fatta solo nei media e nei parlamenti, così come è altrettanto impossibile creare i tipi di organizzazione necessari per produrre politiche antisistemiche di massa.
Everybody now knows from the first week after October 7th that Israel had already planned to commit genocide, traditionally defined genocide, targeting a population because of their bloodline and trying to exterminate or move them.