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untitled / alison knowles. 1986

Alison Knowles, Untitled, 1986

ca. 9 x 6 x 1 cm / vitrine 12 x 11 x 11 cm

white bean embedded in papier maché
signed, numbered
edition 100

published by Edition Hundertmark, Düsseldorf, Germany

Collezione S. Oriente – E. Piscolla

per mario persico, scomparso ieri, e per “documento sud”

https://napoli.repubblica.it/cronaca/2022/03/27/news/morto_mario_persico-343025513/

https://www.napolitoday.it/cultura/mario-persico-artista-morto.html

https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/10/07/mario-persico.html (2007)

https://teseo.unitn.it/palinsesti/article/view/806

https://teseo.unitn.it/palinsesti/article/view/806/632

http://frequenzepoetiche.altervista.org/giorgio-moio-documento-sud/

https://www.verbapicta.it/dati/gruppi/gruppo-58

https://artslife.com/2016/09/15/documento-sud-e-il-gruppo-58-invito-alla-rivolta/

 

cb, 1970, distruzione dei generi, film che non sono filmati

Carmelo Bene in un’intervista rilasciata a Prato nel 1970:



certo, lo so, di lì a qualche anno avrebbe avversato sia il cinema che la stessa parola “cultura”. e tuttavia avrebbe continuato a ragionare di quattro elementi, che trovo qui – dal frammento che cito in audio – non solo applicabili al cinema ma anche (e daccapo, come sempre succede con CB) alla scrittura, alle scritture di sperimentazione:

  1. distruzione dei generi
  2. film che non sono filmati ma filmanti
  3. sottrarre le opere al normale circuito e anche al circuito d’essai…
  4. …perché il pubblico possa seguirle anche in altri luoghi

l’estratto viene da questo video:

https://youtu.be/aXTaLb7BPXA

 

ghezzi + sanguineti_ fare-disfare_ shock-montaggio

idem: indicazioni per la scrittura (e la sua storia, remota e recente), anzi, le scritture

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dallo stesso video citato nel post precedente

frammento: enrico ghezzi su alberto grifi / video: “da alberto grifi a blob”, di maraboshi

daccapo, e per l’ennesima volta (come per CB), una affinità: quello che enrico ghezzi dice su Alberto Grifi e il suo cinema è quello che si potrebbe dire su un certo tipo di scrittura di ricerca – qui in rapporto con un versante politico (e, così, con l’evitamento di una sua assertività).

operare come un occhio fuori dal vedere tecnico della cinepresa, della telecamera, della bellezza supposta dell’immagine

il video intero di Maraboshi (Cesare Maccioni) è qui:

altro, molto altro, su http://www.albertogrifi.com/
e in particolare il video di Maraboshi è qui:
http://www.albertogrifi.com/122?current_page_1820=4

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billy o’callaghan: “galileo’s drawings of our sun’s spots (1612)”

Galileo Galilei drew our Sun’s spots at about the same time each day over the course of 37 days in June and July of 1612 (skipping two days and yielding 35 drawings). He could not look directly at our Sun without significant damage to his eyes. His solution was to use the latest technology – a telescope – to project an image of the Sun onto a piece of prepared paper. Galileo drew a circle with a compass and positioned the paper so that the Sun aligned with the circle, allowing him to draw in the sunspots from a consistent perspective each day. A casual review of these drawings makes evident that our Sun rotates, and at a much slower rate than Earth’s 24-hour cycle. This cascading accordion presents those 35 drawings, side-by-side, in sequence, across 70 pages. This book may be read by by flipping through the pages, like a normal book, or played, like a flip-book crossed with a slinky, to animate one full rotation of our Sun (back and forth).

https://www.printedmatter.org/catalog/59749/

(take a look at this too)

an asemic grid by differx. in “asemic”, n. 1, edited by giuseppe calandriello


https://www.instagram.com/p/Cbe7_n6tjEU/
& https://www.instagram.com/p/CbigJU3r4EF/

from “Asemica”: https://slowforward.net/2022/03/17/asemica-issue-1/

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