Archivi categoria: art

hp zimmer: tagebuch 1957-1965

Sandro Ricaldone

HP ZIMMER
» es gibt im Moment keine besseren Künstler als uns in Deutschland «
(There are no better artists than us in Germany at the moment)
Tagebuch 1957 – 1965
edited by Barbara Hess, Nina Zimmer
foreword by Matthias Mühling
Hatje Cantz, 2022

“I have kept a diary since my school days,” HP Zimmer remarked in 1984. This is also true of the time of the artists’ group SPUR he co-founded in 1957. He wrote to “seek my own point of view in the midst of often turbulent events and sometimes controversial debates.” This book presents representative excerpts from the manuscript, which was reviewed by the artist in the early 1990s. Stylistically aware and (self-) critical, Zimmer comments on the cultural and social climate of postwar Germany. He provides insights into the contemporary German art scene and its European network with close ties to the Situationist International. The debates recorded by Zimmer in his diaries – about painting and artistic freedom as well as revolution, boxing matches, crime series, and the threat of nuclear war – are still strangely relevant to us today.

HP ZIMMER (1936-1992) studied at the Hamburg Kunsthochschule and the Munich Kunstakademie in the late 1950s. SPUR, which he co-founded, was one of the first post-war avant-gardes groups in the Federal Republic. In 1982, HP Zimmer became a professor of painting at the Hochschule für Bildende Künste in Braunschweig.

installance #0165: “you’ve found” (card)

installance n. : # 0165
type : card
size : cm 5 x 7,5
record : highres shot
additional notes : abandoned
date : Feb 24th, 2022
time : 6:10pm
place :  Rome, via Edoardo Pantano
footnote : ---
copyright : (CC) 2022 differx

“tecniche libere e imperfette”: quando a dire le cose che dovrebbero dire gli scrittori o gli asemic writers sono gli architetti

Quando a dire le cose che dovrebbero dire gli scrittori o gli asemic writers sono gli architetti.

Cherubino Gambardella su “engramma”:
http://www.engramma.it/eOS/index.php?id_articolo=4337

[…] Vorrei, piuttosto, ritornare a un tempo vuoto da riempire artatamente con preziose immagini che chiudano temi in enunciati possenti dove altri, dopo di noi, possano tornare a scrivere o disegnare. Sarebbe bello che ci fossero riviste di architettura dove trovare quello che non c’è. Mi direte: anche quello che ci offre la rete e l’editoria non c’è. È, però, avvolto dalla dannazione dell’attualità che non permette di ricavarsi il lusso impagabile del pensiero, del disegno che illustra con tecniche libere e imperfette. Per questo, le riviste online o su carta dovrebbero diventare strumenti che scelgano di fissare posizioni anche attraverso l’imprecisione di traiettorie eclettiche. […]

ristampa dell'”enciclopedia asemica” / “asemic encyclopaedia”

Nuova copertina / new cover

http://www.ikona.net/marco-giovenale-enciclopedia-asemica-asemic-encyclopaedia/

Si tratta di essere e di continuare a stare nella parte sbagliata: di essere nel retro, come non si è stancato di ripetere Corrado Costa: il retro della poesia, il retro del discorso, e continuare a sbagliare, a essere (« testoni e cocciuti ») nella parte sbagliata (il retro tace, non dice niente del discorso, è il retro).

It is about being on the wrong side, and staying there. It is about being on the B – side, as Corrado Costa loved to say: the B – side of poetry, the B – side of the discourse, and persisting in the error, « stubborn and pigheaded », always where you shouldn’t be (the flip side is silent, it adds nothing to the conversation, it’s the flip side).

181 scritture, disegni, grafie, materiali asemici di Marco Giovenale fuori testo, a colori e in b/n.
Con introduzione e intervista (in italiano e inglese) all’autore a cura di Giuseppe Garrera. Traduzione di Johanna Bishop.
181 texts, drawings, glyphs, asemic works by Marco Giovenale, col. and b/w. Preface and interview: Giuseppe Garrera. Text: Italian and English (English translation: Johanna Bishop).

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Esaurita la prima tiratura, è disponibile la
ristampa dell’Enciclopedia asemica / Asemic Encyclopaedia
(IkonaLíber, 2022)

n.b.: restano solo due copie disponibili della prima edizione. (a prezzo minore rispetto alla nuova). chi desiderasse acquistarle può scrivere all’editore: http://www.ikona.net/contatti/

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intervento di mg per “crepita la carta”, mostra di emilio villa a macerata (9 ott. 2021)

tutti gli interventi:
https://slowforward.net/2022/02/18/crepita-la-carta-_-audio-della-serata-per-emilio-villa-macerata-biblioteca-mozzi-borgetti-9-ott-2021/

la mostra:
https://slowforward.net/2021/09/11/9-ottobre-macerata-crepita-la-carta-libri-e-vertigini-di-emilio-villa/

“crepita la carta” _ audio della serata per emilio villa: macerata, biblioteca mozzi borgetti, 9 ott. 2021

https://open.spotify.com/episode/2IPfopFwfZrc42AAFckzQG?si=c982811a6bf84472

Crepita la carta. Libri e vertigini di Emilio Villa
https://open.spotify.com/episode/2IPfopFwfZrc42AAFckzQG

mirella bentivoglio: l’altro lato della luna

Sandro Ricaldone

MIRELLA BENTIVOGLIO
The Other Side of the Moon
L’altra faccia della luna
a cura di Paolo Cortese e Davide Mariani
http://www.postmediabooks.it/2022/328bentivoglio/9788874903283.htm
postmedia books 2022

Mirella Bentivoglio è stata una artista, poetessa e performer che ha operato nell’ambito delle poetiche verbo-visuali occupandosi sia di poesia concreta che di poesia visiva come critico e artista, con le sue composizioni di parole e immagini, collage e grafiche. Mirella Bentivoglio ha anche curato numerose iniziative di arte al femminile in Italia e all’estero, tra cui la mostra di ottanta donne Materializzazione del linguaggio ai Magazzini del Sale nell’ambito della 37a Biennale di Venezia (1978). Ha pubblicato poesie in volume per Scheiwiller nel 1943 e monografie e saggi in Italia e all’estero (Francia, Stati Uniti, Paesi Bassi, Germania), editi, tra gli altri, da Fabbri, Mazzotta, Eidos. Nel 2011 l’artista ha donato la sua ricca collezione-archivio di arte al femminile, raccolta in anni di forte impegno anche come curatrice di mostre, al “Mart” (Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto). Il libro accompagna l’omonima mostra al Museo Stazione dell’Arte di Ulassai (dal 25/9 – al 5/12/2021) e all’Istituto Italiano di Cultura di Atene in collaborazione con Gramma_Epsilon Gallery (dal 8/3 – al 10/5/2022). Con saggi in italiano e inglese di Rosaria Abate, Davide Mariani e Rosanna Ruscio.

 

L’intera vicenda artistica di Mirella Bentivoglio può essere ben raffigurata attraverso l’azione, tanto concettuale quanto materiale, del “rompere” per “costruire” o “ri-costruire”. Sarà questa attitudine, infatti, a definirne la poetica e il pensiero critico. Durante il suo lungo percorso creativo, l’artista ha, di fatto, “rotto” parole, espressioni, schemi e concezioni, con l’intento non solo di dare forma a nuove visioni e interpretazioni ma, soprattutto, di svelare il senso profondo della natura e della cultura. Quel “rompere”, Bentivoglio, lo intende come la metafora di una frattura da cui trapelano inediti significati, capaci di andare al di là delle apparenze per mostrare la reale essenza delle cose. Le origini del suo operare, come è stato più volte segnalato, sono riconducibili a Marcel Duchamp, a Man Ray, al dadaismo ma anche e soprattutto al futurismo, aspetto quest’ultimo confermato dalla stessa artista in un’intervista rilasciata in tarda età.
_ Davide Mariani

Il senso della rappresentazione in stretto rapporto con gli spazi all’aperto, l’attenzione al valore antropologico del rapporto uomo e natura, erano aspetti d’una ricerca largamente praticata negli anni Settanta. In Europa e anche in Italia, c’erano artisti e collettivi che operavano nel sociale e s

ul territorio, negli spazi della natura, costituendo una rete di presenze attive e vitali alla quale Mirella Bentivoglio rispondeva proponendo la sua poetica complessa e individuale. Senza cedere alle facili suggestioni, l’artista aveva elaborato uno stile personalissimo che corrispondeva alla sua complessa visione delle cose, dove ogni singolo elemento si legava ad un altro condizionando e restando condizionato. Così, anche la scelta della città come luogo in cui far vivere l’opera diventava l’occasione per ribadire la potenzialità, congetturale e plurima racchiusa entro ogni cosa. “Il monumento occidentale è il feticcio del potere e l’emblema occulto della paura: celebra la morte, e ha un significato univoco- scriveva nel 1983- io cerco invece di realizzare strutture pubbliche che stabiliscano rapporti col contesto etnico e spaziale dando luogo a metafore aperte”.
_ Rosanna Ruscio