Archivi categoria: differx
tutorial / differx. 2026
speedy pizza, allegoria della poesia italiana contemporanea / differx. 2026
sempre caro mi fu l’ocr sballato
https://differx.blogspot.com/2026/02/ocr-carl-andre-1973-differx-2026.html
#differx #carlandre #ocr
percezioni e linguaggi fuori asse / differx (notilla odierna)
se, intorno ai quindici anni o poco prima o poco dopo, scoprendo i racconti di Cortàzar, e venendone disorientato anzi scosso, mi fossi fermato alla sorpresa e mi fossi fatto – diciamo così – disarcionare dalla singolarità del suo lavoro, se insomma avessi […]
→ continua qui: https://noblogo.org/differx/se-intorno-ai-quindici-anni-o-poco-prima-o-poco-dopo-scoprendo-i-racconti-di
microsuono 090029 / differx. 2026
microsuono 090029 del 6-2-2026
(CC) 2026 differx
asemic gif
l’animazione asemica gif visibile cliccando sulla pagina del CentroScritture https://www.centroscritture.it/il-centro è
(CC) differx – e sono molto lieto che funzioni ancora dopo diversi anni di onorato servizio :)
#asemic #asemicwriting #asemicgif #scritturaasemica
a few txt pages from the dictionary of weaves_ vol 1 / differx. 2026
report per differx, 17 feb. 2026
differx.noblogs.org si attesta tra le 5mila e le 15mila visite quotidiane, con oscillazioni dipendenti dalla frequenza dei post.
ringrazio chi segue il blog e invito chi lo desidera a sostenerne il lavoro (e il lavoro di slowforward e gammm) seguendo le indicazioni della sidebar qui a destra.
GRAZIE !
flickering edge / differx. 2026
Una scrittura che ammala. Valère Novarina e il tentativo “di saperne, tutti i giorni, un po’ meno che le macchine”
in tempi di improving AI, incombente intelligenza artificiale e predazione (coloniale) dentro e fuori le culture e le vite, ecco che magari una mossa a lato, una deficienza naturale, come sbandamento verso l’insania linguistica e uno sfondamento dei margini del letterario, un taglio nella rete, un disturbo o vuoto o glitch, un ampliamento della raggiera dei lessici, una deriva/prassi xenoglottica (J. Scappettone¹) – alla fin fine – e quindi sempre all’inizio – è quel che meglio rappresenta, descrive e motiva i sacrosanti “oggetti-letterari-non-identificati” di cui parla Andrea Inglese ricordando Valère Novarina qui: https://www.nazioneindiana.com/2026/01/22/novarina-scienziato-dellignoranza/
…traducendone un frammento (da Pendant la matière) assolutamente esplicito e necessario, che gli rubo e qui riporto:
Ho sempre praticato la letteratura non come un esercizio di intelligenza ma come una cura d’idiozia. Mi dedico a essa laboriosamente, metodicamente, quotidianamente, come a una scienza dell’ignoranza: scendere, fare il vuoto, cercare di saperne, tutti i giorni, un po’ meno che le macchine. C’è oggi una gran quantità di persone molto intelligenti, molto informate, che illuminano il lettore, gli dicono dove bisogna andare, dove va il progresso, ciò che bisogna pensare, dove mettere i piedi; io mi vedo piuttosto come quello che gli benda gli occhi, come uno che è stato dotato d’ignoranza e che vorrebbe offrirne a quelli che la sanno troppo lunga. Un portatore d’ombra, uno svelatore d’ombra, qualcuno che ha ricevuto qualcosa in meno.
[[[ è “un meno che è un più” – direbbe Hélène Cixous²,
[[[ è – volendo – pure un mancare che paradossalmente accumula; e/o diventa un “misto di deformazioni, improprietà , prestiti più o meno leciti da tratti morfologici dell’italiano delle origini, e stranezze in verità produttrici di senso da intendere precisamente come ‘forza poetica piuttosto che come impoverimento’, mancanza (detraction)” – notillavo io recensendo nel 2012 Locomotrix, antologia di testi di Amelia Rosselli studiati tradotti e annotati da J. Scappettone.
[[[ è l’idiozia e il depensamento di cui hanno variamente parlato Bene e Villa.
[[[ è forse anche Giuliano Mesa che, in contrasto con una letteratura che cura (o “della cura”), spesso ha messo al centro dei suoi interessi – anche in riferimento al proprio lavoro – una scrittura che ammala]
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¹ Cfr. https://slowforward.net/2025/12/16/poetry-after-barbarism-by-jennifer-scappettone/ e https://www.ilverri.it/magazine/4339/lingue-senza-madre/
² H. Cixous – J. Derrida, La lingua che verrà, Meltemi, Roma 2008, p. 68.
letter(atur)e minori (deleuze) / vita minore / verbi-nomi-fratelli-sorelle minori
la santità come insania, in fondo (e: che sta in fondo, al fondo): https://slowforward.net/2026/02/10/a-breve-a-palazzo-collicola-spoleto/
la follia preverbale di Francesco.
in questa mostra a Spoleto saranno presenti anche alcuni materiali asemici miei.
non anticipo nulla (cosa si può “anticipare”, del resto, quando un significato non c’è?). in esposizione anche opere di altri artisti e artiste.
in fondo la scrittura asemica è una lingua “così minore” da essersi del tutto sommersa nel flusso segnico delle cose e degli sguardi quotidiani, allontanata dal significato: qualunque significato. (senza per questo assumerne “uno qualunque”: anzi prendendo le distanze – ma senza albagia – dal significato in generale, pur restando nel cerchio d’ombra del senso).
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