Archivi categoria: scrittura di ricerca

“illustrated violence”: works of nanni balestrini in barcellona

<<This show constitutes the first Spanish exhibition featuring the artistic, political and publishing career of Nanni Balestrini (Milan, 1935-Rome, 2019). Balestrini was one of the most relevant Italian intellectuals to emerge in the 1960s, and was one of the most firmly committed to the processes of aesthetic and ideological dissidence taking place in Italy in the period.

Organized in collaboration with the Soprintendenza archivistica e bibliografica of Lazio, the exhibition is articulated in four chronological sections.

The first section, which covers the period from 1961 to 1969, brings together Balestrini’s poetic and visual production of the time, while also focusing on his activity with Gruppo 63 and his earliest work with digital technology. It also includes his collaborations with musicians such as Luigi Nono and Hans Werner Henze.

The second section, from 1969 to 1979, explores Balestrini’s contribution to the dissident activity of Potere Operaio and Autonomia Operaia. Other aspects in the section include the political process known as Processo7 aprile, where he was legally incriminated, leading to his exile to Paris in 1979.

The third section focuses on the period from 1980 to 1999, when his writing activity was more intense, as he published as many as fifteen different volumes, including novels, poetry anthologies and experimental books. During the period he was in exile he also founded the newspaper Change International (1983), while back in Rome, where he returned in 1984 after his absolution, he started the journal Bestia (1997). In 1993 he participated in the Venice Biennale, while his work continued to broaden to include research into non-verbal language, while also exploring social concerns, as seen in work employing objects and materials from everyday consumption.

The fourth and final section features a review of Balestrini’s work from 2000 to 2019, along with his most important books. The section also presents a selection of work from the series La Tempesta perfetta (2015), where Balestrini explores the visual and linguistic ramifications of the Giorgione painting The Tempest (1508)>>.

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***Info

LOCATION: La Virreina – Centre de la Imatge La Rambla 99, 08002 Barcelona

DATE & TIME: Mar 19, 2021 to May 23, 2021 

 

***see also:
https://ajuntament.barcelona.cat/lavirreina/en/research/la-poesia-fa-male/515
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“machina” + “mirino”: testi in prosa (in prosa) su due riviste online

sconvolti per sempre (quattro testi) / 15 mar 2021 / su MACHINA (DeriveApprodi)

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il funzionamento / 18 mar 2021 / su MIRINO

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i testi sono tratti da La gente non sa cosa si perde (TIC Edizioni, 2021) e Una leggera differenza (inedito, titolo definitivo di Trova le differenze)

grazie a DeriveApprodi,
Giorgio Mascitelli,
Ivan Ruccione

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video della presentazione del libro “la gente non sa cosa si perde”, di marco giovenale (tictalk #2)

15 marzo 2021

canale telegram di slowforward: materiali di ricerca (scritture, audio, arte)

è nato un canale Telegram per materiali e aggiornamenti legati alla ricerca artistica, musicale, testuale, video, che integra e amplia il lavoro che slowforward sta facendo da 18 anni.

chi è interessato alla sperimentazione recente (o, in certi casi, ‘storica’/storicizzata) può iscriversi e seguire il link https://t.me/slowforward

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oggi, 15 marzo, tictalk #2: la gente non sa cosa si perde

OGGI, lunedì 15 marzo 2021, alle ore 21
TICTALK #2
sul canale YouTube di TIC Edizioni,
https://www.youtube.com/channel/UCtSz6phvlJNM9LuoPOeYBAw

incontro su

LA GENTE NON SA COSA SI PERDE
di Marco Giovenale

(collana ChapBooks, n. 10, 2021)

interventi di
Massimiliano Manganelli
e Gian Luca Picconi
(e dell’autore)

coordina Antonio Syxty

la diretta si potrà seguire anche su facebook:
https://www.facebook.com/ticedizioni/

evento fb:
https://www.facebook.com/events/271163487925132

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https://ticedizioni.com/collections/vetrina/products/la-gente-non-sa-cosa-si-perde-giovenale

Dalla scheda editoriale:

In questo libro di prose che sorprendono la poesia, e di poesia che si fa prosa, Marco Giovenale continua il suo cammino quasi ventennale su quella strada che legittimamente chiamiamo “prosa in prosa”. Non narrazione e non poesia. Qualcosa di più e di meno di entrambe.
Il libretto è una sequenza di quadri un po’ folli, un discorso che dalla prima pagina si vuole “chiaro” e comprensibile a tutti, e allo stesso tempo “sfalsato”, fuori sincrono, sorprendente.
Le prose qui raccolte mostrano vicende e affermazioni al limite del surreale, e allo stesso tempo pienamente reali: parlano di alberi, democrazia, psicofarmaci, tasse, doppiaggio, Testaccio, corsi di chef, scatole nascoste, gente che ha il diritto di sapere, impiegati di banca in campagna, recintati. E poi ancora schermi, romanzi morali, mobili in vendita, Poseidone e altri dèi, microfoni e corrieri, locali di successo, per giovani, cantanti e carte di credito, YouTube, levrieri, interviste, e un generatore casuale di repubbliche.

promemoria: 15 marzo, ore 21

diretta sul canale YouTube di TIC Edizioni:
https://www.youtube.com/channel/UCtSz6phvlJNM9LuoPOeYBAw

e su fb:
https://www.facebook.com/ticedizioni/

evento:
https://www.facebook.com/events/271163487925132

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allora la poesia, capite / silvia molesini. 2018

‘sta roba che la poesia sia un andare a capo mi ha sempre fatto morire dal ridere, ma sono viva comunque quindi direi che se avete ascoltato la musica, qualunque musica, vi sarete accorti che qualcosa spezza e ritorna, ma non è sempre vero quindi cambio l’esempio: se avete seguito la crescita di un basilico vi sarete accorti che il fustello si propaga a due per due, come una divisione, e che piano piano la pianta cresce in questo modo, ma è meglio guardare la crosta frattale di ogni tipo di sviluppo formale biologico, perché lì c’è un punto che non diventerà mai superficie.
E se avete capito il disegno, come in tutto registri il mondo attraverso piccoli tratti, o linee continue semplificanti, se avete capito che la fotografia stessa è una posizione della luce e che la realtà non viene rappresentata da una sola immagine mai perché quella sola immagine non esiste per nulla.
E se sapete della storia, di come l’abbiano confermata i poteri attuativi e nei suoi rimasugli interni ci sia da sempre stata l’opera viva, il motore mai ammesso, come quello della povera fisica saltellante alla continua ricerca di un corpuscolo stabile mentre traballiamo saprete
anche che gli acidi che ci informano non danno valori continui e che tutto viene regolato a terzetti da sottocompartimenti che si neutralizzano reciprocamente e che quando si esprimono lo fanno a salti, come qualunque impulso nervoso passa tra nodi non grassi e Dio sia l’immenso conservato delle nostre speranze fossili, come un calcio vivo:
allora la poesia, capite

 

13 maggio 2018

un discorso chiuso / differx. 2021