derek beaulieu: no more poetry that looks like poetry

NO MORE POETRY THAT LOOKS LIKE POETRY, THAT ACTS LIKE POETRY, THAT IS INSTANTLY RECOGNIZABLE AS POETRY; I BELIEVE THAT POETS SHOULD LIKE TO WRITE IN A WAY WHICH DOESN’T RESEMBLE WHAT HAS GONE BEFORE, THEY SHOULD BE ABSOLUTELY CONTEMPORARY IN FORM AND CONTENT.

https://derekbeaulieu.ca/2022/12/21/poets-with-a-video-camera/

alcune annotazioni per una possibile replica ad un articolo su ‘l’ospite ingrato’, n. 12, lug-dic 2022

quarta di copertina di Prosa in prosa, disegni di Enrico Pantani, https://ticedizioni.com/products/prosa-in-prosa

Nell’ultimo numero (12, lug-dic 2022) della rivista online del Centro Franco Fortini, “L’ospite ingrato”, compare un articolo di Claudia Crocco intitolato Poesia lirica, poesia di ricerca. Appunti su alcune categorie critiche di questi anni (che rielabora un testo già comparso nel 2014 su LPLC).
Nell’impossibilità da parte mia di strutturare ora un intervento ampio che possa riflettere su quanto quel testo riporta, un’idea (spero non troppo balzana) che ho tradotto in atto è stata quella di attraversare in viva voce, rapidamente e informalmente, quasi dialogando, alcuni dei temi toccati. In modo da offrire, nella maniera meno accademica e più svelta possibile, una serie di annotazioni e tentate puntualizzazioni, che propongo qui a chi legge (e ascolta):

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Pensando possa essere utile, riporto poi qui di séguito i link ad alcuni saggi implicati tanto nell’articolo di C. Crocco quanto nella mia serie di notille:

Date e dati su “ricerca”, “scrittura di ricerca”, “ricerca letteraria” [prima parte, uscita nel 2021 sul “verri”]
https://www.academia.edu/85155587/Date_e_dati_su_ricerca_scrittura_di_ricerca_ricerca_letteraria_prima_parte_

Carlo [Bordini] in bilico [sempre 2021, “il verri”]
https://www.academia.edu/76568616/Carlo_in_bilico

centroscritture.it: da gennaio, “scrittura di ricerca” e altri corsi

da gennaio 2023
*NUOVI CORSI IN PARTENZA* @ CentroScritture

\POESIA E SCRITTURA DI RICERCA/
Negli ultimi quarant’anni una scrittura di ricerca si è manifestata in più forme e tendenze, e in tutti i contesti letterari europei ed extraeuropei, con tratti identitari vicini ma talvolta anche fortemente discordanti rispetto alle esperienze di avanguardie e neoavanguardie. In Italia, a partire dal passaggio di millennio, e poi soprattutto dagli anni Zero, è stata ampia e visibile l’azione della sperimentazione letteraria: le lezioni in programma ne attraverseranno libri, autori, correnti e collane editoriali, tra il 1994 e il 2013.
Con Marilina Ciaco, Marco Giovenale, Florinda Fusco, Angelo Petrella, Chiara Portesine.
—da martedì 10 gennaio 2023

Info e iscrizioni e altri corsi su
https://www.centroscritture.it/corsi

https://facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid02MfsM3z7591yQ2114SoaFupfLh4vevLpnjBVy5d72QnAR4951drhoFhGLYnHJSxNKl&id=100029047633772

giuseppe muraca: “su ‘scrittori e popolo’, di alberto asor rosa”

Pubblicato nel 1965 dalla giovane casa editrice Samonà e Savelli, Scrittori e popolo di Asor Rosa è diventato nel corso degli anni sessanta e settanta uno dei libri di culto dei giovani intellettuali della nuova sinistra su cui ha avuto un effetto a dir poco dirompente proprio per la sua intensa carica polemica e il suo spirito di rottura, riscontrando il favore di un vasto pubblico di studenti e di lettori. Raramente un libro di saggistica letteraria è stato così fortunato. Insieme a Verifica dei poteri di Franco Fortini, pubblicato nello stesso anno, esso infatti ha aperto una nuova fase nell’ambito della cultura marxista italiana, animato da una passione rivoluzionaria e da una carica utopica davvero singolari, che ha pochi precedenti nella tradizione letteraria e culturale italiana. Scritto tra il 1962 e il 1964, nel clima di riviste come “Quaderni rossi” e “Classe operaia”, Scrittori e popolo ripercorre un secolo e mezzo di storia della cultura e della letteratura, dagli albori dell’ottocento fino ai primi anni sessanta, soffermandosi sui protagonisti della cultura letteraria italiana contemporanea che vengono riletti e interpretati con gli occhi del presente e con uno spirito iconoclasta e demolitore. Infatti, lo scopo principale che si prefiggeva Asor Rosa nel suo libro era quello di liquidare un certo atteggiamento politico paternalistico e rinunciatario assunto dagli scrittori italiani nel corso del tempo nei confronti delle classi subalterne, la politica culturale della sinistra tradizionale, la logica nazional-popolare e il progressismo post-bellico, il rapporto che si era instaurato tra movimento operaio e intellettuali, tra politica e cultura. Partendo da questa premessa, Asor Rosa accusa la maggior parte degli scrittori italiani di aver mantenuto nei confronti delle classi subalterne un atteggiamento di vago e “sussiegoso umanitarismo” e di asfittico provincialismo che ha finito per condizionare profondamente anche la ricerca letteraria, e di aver rappresentato le classi subalterne in maniera ottimistica, mitologica e mistificata, tanto che l’andata verso il popolo di molti di loro si è tradotto in un impegno generico, che ha finito per smarrire qualsiasi impronta classista e rivoluzionaria.

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patti smith, stasera un documentario

Stasera mercoledì 21 dicembre alle 23.05 Rai 5 presenta il documentario “Patti Smith Electric Poet”.

Una storia che – tra materiali d’archivio e concerti leggendari – Sophie Peyrard e Anne Cutaia raccontano per ripercorrere il viaggio di un’amante delle parole che è diventata un’icona del rock e una dei maggiori artisti del nostro tempo.

Un punk nel cuore, Patti Smith non ha ceduto al richiamo della celebrità e in cinquant’anni di carriera ha creato la propria mitologia senza mai scendere a compromessi.