una prossimità caruso-burri (in un’opera di l.c. del 1973)

Luciano Caruso, Senza titolo, 1973

https://www.archiviolucianocaruso.org/opere/senza-titolo-2/

Una felice e certo studiata prossimità col lavoro grafico di Burri per le 17 variazioni… con Emilio Villa è a dir poco palese:

Alberto Burri per Emilio Villa

Alberto Burri, copertina per le 17 variazioni per una pura ideologia fonetica (1955, 1962)

Altra opera di Burri per lo stesso libro

[r] _ chi eredita cosa, da balestrini?

Di tanto in tanto si sente un autore o l’altro, anche il più assertivo e melodizzante, rivendicare un qualche filo filiazione lineage affinità e insomma legame con l’opera di Nanni Balestrini. In alcuni casi, si tratta di autrici o autori di qualche testo très sucré, testi confessionali e magari perfino neometrici, se non neomelodici; e questo legame allora suona più come speranza e desiderio che come fatto agganciabile solidamente a testi reali. Nondimeno, fa il suo bravo effetto, il nome di Balestrini, e cattura quei cinque minuti di ascolto che talvolta nel circolo mediale sono sufficienti a far passare per decente una pagina così così.

Un diverso versante di scrittura, e di ricerca letteraria, per come si intende in relazione ad alcune precise generazioni, da circa vent’anni, consiste nell’elaborare testi operando — come dire — al buio e nel buio del linguaggio (non della cognizione della storia), facendo sì che il materiale si moduli su una effettiva disarticolazione dello stesso inconscio. Da una posizione del gliommero inconscio (da cui il soggetto, non l’io, sfila parole) esterno al perimetro fisico del parlante stesso. L’inconscio è infine, e in particolare, collocato in un motore di ricerca, in un ascolto casuale di conversazioni (“eavesdropping”, in inglese), in un elenco senza alcuno strato o scarto connotativo, in un cumulo di pagine niente affatto letterarie. Eccetera.

E si parla così, anche, di googlism: collocabile nella linea dell’operazione di Tape Mark, certo, ma con la diversa plasticità implicita nel contesto digitale, globale/immediato. Cosa che di fatto non significa estrarre parole dal cappello dadaista, né ritagliare frasi da un giornale: tuttavia finché alcuni continueranno a credere che non c’è soluzione di continuità fra Novecento e oggi, saranno misinterpretate sia le linee di continuità che quelle di discontinuità delle scritture di ricerca attuali rispetto alle sperimentazioni della seconda metà del secolo scorso.

La dislocazione quindi dell’attività di scrittura da un inconscio personale a un inconscio nemmeno più macchinico ma (eventualmente) digitale, e la conseguente vera e propria ricollocazione del soggetto in un altrove esterno (e storicamente marcato) rispetto allo stesso corpo scrivente costituiscono uno scatto di differenza e insieme un dialogo stretto con il Tape Mark di Balestrini.

Altro che La Poesia.

*

da https://mgiovenale.medium.com/chi-eredita-cosa-da-balestrini-56addfef1b0, 19 apr. 2021

casa morra (napoli), da oggi: rassegna per nanni balestrini. dal 1 al 3 luglio

Il programma della rassegna napoletana dedicata a Balestrini, che inizia oggi:


Venerdì 1° luglio
h.18.30
Inaugurazione di Mille Nanni, mostra documentaria a cura di Giuseppe Morra. Intervengono
Achille Bonito Oliva, Andrea Cortellessa, Gino Di Maggio, Giuseppe Morra.
Film Il Suono di un’Isola di Uliano Paolozzi Balestrini prodotto da Almendra Music.
h.19.30
Gian Maria Annovi e Vittorio Pellegrineschi dialogano su Tristanoil.
h.20.30
Letture di Gian Maria Annovi, Alessandra Carnaroli, Carmen Gallo, Marco Giovenale & Michele Zaffarano, Aldo Nove. A seguire performance Tristano per Nanni, musiche e pianoforte di Girolamo De Simone.


Sabato 2 luglio
h.10.00
Presentazione del progetto Sonora dell’Università di Napoli «Federico II» con la partecipazione di Giancarlo Alfano, Giuseppe Andrea Liberti, Valentina Panarella e Stefania Zuliani.
h.12.00
Performance pianistica di Andrea Riccio, musiche di Cage, Cilio, Eno, Pärt.
h.19.00
Discussione a partire da Nanni Balestrini millepiani (a cura di Sergio Bianchi, DeriveApprodi 2022)
condotta da Maria Teresa Carbone con la partecipazione di Franco Berardi Bifo, Giairo Daghini, Maurizio Ferraris, Renato Parascandolo, Franca Rovigatti.
h.20.30
Letture di Maria Teresa Carbone, Andrea Inglese, Eugenio Lucrezi, Giovanna Marmo, Franca Rovigatti; performance Questioni di tagli. Così come si agisce in concreto. Tessiture di suoni e voci per Nanni di Luigi Cinque e Giovanni Fontana.


Domenica 3 luglio
h.19.00
Discussione a partire da Nanni Balestrini millepiani condotta da Ada Tosatti con la partecipazione di Cecilia Bello Minciacchi, Tommaso Ottonieri, Emanuela Patti, Chiara Portesine.
h.20.30
Letture di Mariano Bàino, Biagio Cepollaro, Laura Cingolani e Fabio Lapiana, Gabriele Frasca, Tommaso Ottonieri, Lello Voce; reading performance L’esplosione su testi di Balestrini del collettivo Fumofonico (Rosaria Lo Russo con Fausto Berti, Matteo Zoppi, musica di Michael Nannini

capriola + langue & parole: lecce, 2022

“Langue&Parole”, un progetto
a cura di REPLICA e PIA.

In occasione di CAPRIOLA | AN ART WEEK IN LECCE, REPLICA presenta Langue&Parole, una selezione di libri d’artista e di riviste storiche provenienti dal proprio archivio. Quaranta volumi, oltre a presentarsi come materiale di studio per gli studenti della scuola PIA, daranno forma ad una mostra per gli spazi della Biblioteca Braille dell’Istituto Anna Antonacci di Lecce, che sarà dedicata al linguaggio, alla scrittura creativa e alla poesia verbo visiva. Il progetto espositivo include un invito rivolto all’artista e performer Caterina Dufi che si occuperà di dare voce ad alcuni estratti tratti dai libri sabato 2 luglio alle ore 19.30.

Nell’ambito di CAPRIOLA | AN ART WEEK IN LECCE
Dal 26 giugno al 3 luglio 2022
Location: Biblioteca Braille – Istituto ‘Anna Antonacci’, Lecce (Via de Summa 1)
Lettura: sabato 2 luglio, ore 19.30

Il nome del progetto vuole evocare la dicotomia linguistica teorizzata da Ferdinand de Sassure (1916) tra ‘langue’ e ‘parole’, una distinzione che ha segnato non solo la storia della linguistica ma anche quella dell’arte visiva. Il linguaggio è un sistema individuale e sociale in continua evoluzione che consta di due parti: la langue che si costituisce grazie a un sistema di segni convenzionali e astratti e la parole, atto individuale e concreto con cui ogni uomo e donna esprime il proprio pensiero.

Con l’arrivo delle Neoavanguardie poetiche, gli artisti hanno voluto sottolineare come nella nuova cultura di massa chiamata anche “cultura del neo-ideogramma” in cui è l’immagine a prevalere come strumento linguistico. Da qui la provocazione dei poeti delle Neoavanguardie, dove la parola diventa autoreferenziale: una parola-oggetto, capace di creare una contaminazione tra segni linguistici e segni visivi, nel tentativo di strutturare un codice linguistico alternativo in opposizione ai linguaggi mass-mediatici. L’interesse al linguaggio e ai suoi innumerevoli aspetti è tuttora un tema caro agli artisti contemporanei, soprattutto in quelli in cui la pratica del libro d’artista diventa il fil rouge della loro poetica. Nella selezione di libri e riviste proposta da REPLICA, segni visivi e verbali insieme a narrazioni poetiche si mostrano in un reciproco equilibrio senza subordinarsi a vicenda, raccontando in modo sintetico più di cinquant’anni di ricerche artistiche dedicate al linguaggio.

Tra gli artisti presenti in mostra: Adriano Spatola,
Andrea Astolfi, Bruno Munari, Claudio Costa, Claudio Salvi, Costanza Candeloro, Corrado Costa, David Horvitz, Diego Marcon, Elena Mazzi, Emilio Isgrò, Federico Antonini, Francesco Pedraglio, Giorgia Garzilli, Giorgio Cellini, Jesper List Thomsen, Luisella Carretta, Mario Diacono, Maria Luisa Spaziani, Matteo Fato, Paul Becker, Peter Fischli & David Weiss, The Yes Men, Thomas Berra.

images for sounds: giuseppe garrera parla delle copertine di dischi di bruno munari e luigi ghirri

Giuseppe Garrera parla delle copertine di dischi di Bruno Munari e Luigi Ghirri. La mostra IMAGES FOR SOUNDS: Artist Covers for Music Records è a cura di Vittoria Bonifati.

Regia e Montaggio di Michele Ferrari. VILLA LONTANA, Roma

Giuseppe Garrera talks about the record covers designed by Bruno Munari and Luigi Ghirri. The exhibition IMAGES FOR SOUNDS: Artist Covers for Music Records is curated by Vittoria Bonifati.

Camera operator and editing Michele Ferrari. VILLA LONTANA, Rome

diacono — mallarmé — broodthaers — 1969

MARIO DIACONO
a METRICA n’aboolira
JCT, San Francisco, 1969

Libro d’artista costituito da tre pagine introduttive con un fumetto detournato a cui segue il frontespizio stampato in nero e arancio. Le altre pagine sono percorse da strisce variamente disposte orizzontalmente, di diversa larghezza e lunghezza e di colore arancio e bleu: chiara ripresa in termini esclusivamente visuali dell’opera di Stéphane Mallarmé «Un coup de dès jamais n’abolira le hazard» nell’edizione Gallimard pubblicata postuma (1914), in cui le parole sono disposte variamente sulla pagina bianca secondo le disposizioni del poeta.

La stessa operazione artistica viene compiuta nello stesso anno da Marcel Broodthaers con il suo: «Un Coup de Dés Jamais N’Abolira Le Hasard. Image»: le parole del testo di Mallarmé sono sostituite da strisce nere corrispondenti esattamente al layout tipografico usato per articolare il testo originale: i versi vengono resi illeggibili e le pagine trasformate in immagini. E’ da notare che l’anno di pubblicazione del libro di Diacono è il 1969 come dichiarato al colophon e non il 1968 come dichiarato in varie bibliografie. “1968” è semplicemente l’anno di redazione, indicato al frontespizio e nel copyright: “S. Mallarmé – M. Diacono 1897-1968”.



“Quando costruivo JCT 1 [A metrica n’aboolira], non avevo idea di cosa Broodthaers stesse facendo. Certamente qualcosa “era nell’aria”. La devoluzione della scrittura poetica in direzione astratta iniziata dalla poesia concreta doveva in qualche modo arrivare a una forma di cancellazione come affermazione. Mallarmé era l’archetipo che doveva essere confrontato” (Mario Diacono, testo tratto da una e-mail inviata il 20.04.2019 da Mario Diacono a Paolo Tonini).

http://www.arengario.it/opera/a-metrica-naboolira/

(da un post di Sandro Ricaldone)

“collaborations”: art exhibit @ mumok vienna

COLLABORATIONS
Mumok Vienna
July 2–November 6, 2022

Departing from the focuses of the Mumok collections on the avant-garde of the 1960s and 1970s as well as conceptual and socio-analytic approaches in contemporary art, the exhibition Collaborations examines diverse strategies of collective authorship. The exhibition builds a bridge spanning from the smallest to the largest unit of togetherness: from the internal ties of the collective to a particular constellation of the connective, from the artist duo to society—and last but not least, from the love affair to the interconnectedness of life.

The exhibition investigates how artistic models of a “we” can be cultivated for life together as a society: What does collaboration mean in the twenty-first century when fundamental social structures continue to dissolve? How have artists responded to such social and political developments over the decades and what is their position today? How thin is the line between the critique and affirmation of neoliberal structures when building relationships is at risk of becoming an efficiency and profit-driven measure in the artistic realm, too? How can collectivity in thoroughly heterogeneous contexts serve as a social and artistic model of thought and action, when not by accepting the simultaneity of disparate or even contrary elements?

In times of networked connectivity, a look back into art history might advance the current discussion about collaborative action—beyond conventional, social, and national borders. As a movement that not only fundamentally revolutionized artistic production, distribution, and reception paradigms but also originated numerous strategies that represent, as it were, predigital antecedents to algorithms, interconnected networks, and associated models of communitization, the Fluxus movement founded in the 1960s forms the nucleus of the presentation. In addition to the expansion of the typologies of works, image and object traditions, and artistic and participative methods, which were formative for the neo-avant-garde of the mid-twentieth century, the emphasis is placed specifically on the will and ability of artists to go beyond their personal scope in experimental collaborations with colleagues, to allow for change along with the shift in perspective on their own practice.

Collaborations highlights key aspects of the Mumok collection by exhibiting works that operate primarily on a meta-reflexive level. What these works, which often emerged in collective processes, have in common is that they all reflect on ways of living and working together. While the curatorial approach examines artist collectives and their underlying mechanisms and logics, it also frames acting itself as a form of collectivity—a form of acting that equally acknowledges the artistic expressions of individuals as well as those of groups or other models conceived as affiliations and alliances of the participants. The utopian potential of collaborations to transcend Western patriarchal power relations and art market logics of originality and solitary authorship and thereby provoke social change seems to be unwavering.

Artists: Marina Abramović & Ulay, Ant Farm, Art & Language, Martin Beck, Bernadette Corporation, Anna & Bernhard Blume, George Brecht, Günter Brus, John Cage, Merce Cunningham, Chto Delat, Leidy Churchman, Clegg & Guttmann, Phil Collins, Bruce Conner, DIE DAMEN, Jean Dupuy, VALIE EXPORT, Peter Faecke and Wolf Vostell, Robert Filliou, Rimma Gerlovina & Valeriy Gerlovin, Gilbert & George, Manfred Grübl, Andreas Gursky, Richard Hamilton and Dieter Roth, Haus-Rucker-Co., Christine & Irene Hohenbüchler, IRWIN, Ray Johnson and Berty Skuber, On Kawara, Friedrich Kiesler, Alison Knowles, Brigitte Kowanz and Franz Graf, Louise Lawler, Lucy R. Lippard, Sharon Lockhart, George Maciunas, Larry Miller, Ree Morton, Otto Muehl, museum in progress, Moriz Nähr, Natalia L.L., Otto Neurath, Yoko Ono, Nam June Paik, Stephen Prina, Jörg Schlick, Hubert Schmalix, Secession, Seth Siegelaub, Christian Skrein, Daniel Spoerri, Petr Štembera and Tom Marioni, Thomas Struth, Timm Ulrichs, VBKÖ, Kerstin von Gabain and Nino Sakandelidze, Franz Erhard Walther, Robert Watts, Franz West, Wiener Gruppe, Oswald Wiener, Heimo Zobernig and others; with the video series lumbung calling from documenta fifteen, curated by ruangrupa.

Curated by Heike Eipeldauer and Franz Thalmair. Exhibition design by Anetta Mona Chişa & Lucia Tkáčová

Image: Ulay, Marina Abramovć, Breathing In / Breathing Out, 1977

https://www.mumok.at/en/events/collaborations

(da un post di Sandro Ricaldone)

antonio devicienti: “il cotone”, di mg, recensito in dialogo con testi di gustav sjöberg

un energicissimo grazie ad Antonio Devicienti per questa lettura de Il cotone (Zacinto/Biblion, 2021), con riferimenti pertinenti e puntuali all’opera di un amico e studioso che mi è carissimo: Gustav Sjöberg.

https://wp.me/p435ho-1qL