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die leere mitte, issue #11
L’Italia continuerà a finanziare la cosiddetta guardia costiera libica
La politica italiana continua con lo schifo di sempre. Incurante dei lager libici, delle torture e della morte di migliaia di persone.
Da Radio Popolare:
Sì al rifinanziamento della cosiddetta guardia costiera libica. La Camera dei Deputati ha votato ieri in favore del rinnovo dei finanziamenti delle missioni internazionali, tra cui quella in Libia. Bocciata anche la risoluzione, a firma di Erasmo Palazzotto e sottoscritta da 30 deputati, che proponeva di fermare la collaborazione con la cosiddetta guardia costiera libica. Sentiamo Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana e uno dei deputati che aveva firmato la risoluzione: https://www.radiopopolare.it/riassunto-della-giornata-notizie-giovedi-15-luglio/#libia
Approvata, invece, la richiesta della maggioranza che impegna il governo a verificare la possibilità che la missione di addestramento e formazione della cosiddetta guardia costiera libica passi dall’Italia all’Unione Europea. Ma di fatto, la collaborazione non si ferma.
Ieri le ong erano scese in piazza in diverse città italiane proprio per chiedere al parlamento di non rinnovare i finanziamenti alla missione libica. Abbiamo chiesto un commento sulla decisione della Camera a Donatella Parisi, responsabile della comunicazione del centro Astalli, servizio dei gesuiti per i rifugiati in Italia: https://www.radiopopolare.it/riassunto-della-giornata-notizie-giovedi-15-luglio/#libia
2003-2015: espressioni che non vogliono (né volevano) venir fissate come “categorie”
da un post del 2015 in N.I.:
https://www.nazioneindiana.com/2015/10/12/qualche-asserzione-sparsa/
Se vado con la memoria a prima del 2005, precisamente al 2003-04 o anche precedentemente, rammento la mia ipotesi di una scrittura definita come coerente con una idea di “informale freddo” (a differenza della corrente tellurica/vulcanica dell’informale in arte, oltre mezzo secolo prima): cfr. Note di ricerca e ascolto di autori: un informale freddo – e una rete tesa ai punti, in «L’Ulisse», n. 1, giugno 2004, http://www.lietocolle.com/cms/img_old/ulisse_1.pdf. (ma cfr. anche http://www.italianisticaonline.it/2004/fortini/). Se andiamo al 2006, troviamo l’ipotesi – di Bortolotti e mia – di un differenziarsi (e forse vicendevole precisarsi) di “installazione” e “performance”: http://gammm.org/index.php/2006/07/16/tre-paragrafi-gbortolotti-mgiovenale/. Nel 2009 esce il volume collettivo Prosa in prosa (ex link: http://www.l elettere.it/site/e_Product.asp?IdCategoria=&TS02_ID=1502; attualmente: https://www.lelettere.it/libro/9788860873019, ma fuori catalogo) il cui titolo è formula che si deve a Jean-Marie Gleize. Nel 2010 o poco prima ha iniziato a diffondersi una mia fissazione: quella che tutti si sia incappati recentemente/felicemente in un evento avviatosi già coi primi anni Sessanta: un “cambio di paradigma” (cfr. il n. 43 del «verri», giugno, 2010, e poi https://www.nazioneindiana.com/2010/10/21/cambio-di-paradigma/). Se andiamo al 2011 abbiamo “loose writing”, espressione che ho pensato di poter riferire soprattutto a gran parte del lavoro di Carlo Bordini, e ad altri autori: https://puntocritico2.wordpress.com/2011/01/25/quattro-categorie-piu-una-loose-writing/. (Di recente la collana Syn ha ospitato un testo di Alessandra Carnaroli che mi pare decisamente esemplare, in questi termini: http://www.ikona.net/alessandra-carnaroli-elsamatta/).
Infine: la coppia “assertivo” / “non assertivo” è rintracciabile daccapo sia nel testo Cambio di paradigma (2010, cfr. sopra) sia in un documento caricato nel marzo dello stesso anno sul mio blog: Prosa in prosa e gammm.org in (non)rapporto con le avanguardie storiche, https://slowforward.files.wordpress.com/2010/03/mg_nonrapp.pdf, così come in un dibattito su Absolute poetry, di cui si è purtroppo perso il link, temo; ma in cui mi riferivo alle prose in prosa come a testi che sono “non versi in prosa, non poème en prose, non prosa lirica, non narrazione, non epica, non prosa filosofica, non prosa d’arte, non prosa assertiva-artaudiana (Noël), non frammenti/aforismi che segmentano un pensiero (Bousquet, Cioran), non voyage/onirismo (Michaux)”. (E cfr. inoltre: http://slowforward.wordpress.com/2013/07/05/corrispondenza-privata-_-1-assertivo-non-assertivo/).
Bon. A valle di questo non richiesto iter mnemotecnico, tornando a quanto dicevo, ecco: “informale freddo”, “cambio di paradigma”, “loose writing”, “non assertività”, così come altre espressioni che mi è capitato di usare o addirittura coniare (penso anche a vocaboli inglesi: “installance”, “to drawrite”), non sono categorie, non vogliono essere scatole, definizioni. Vengono usate come tali, spesso. Ma sono, probabilmente, ambienti, costantemente dotati di tutti i comfort dubitativi degli ambienti che – da architetto deviante – escogito.
Abitare in un ambiente provvisorio e dubitante collide spesso con l’intento di mettervi radici, o di sedersi comodi. Il dubbio serve a questo: a non fermarsi troppo, e a non sentirsi troppo a proprio agio. Autori o critici stanziali, invece, si trattengono, o al contrario scappano a gambe levate come si fosse intenzionati a vender loro una casa infestata.
A scanso di equivoci (che rimarranno, temo) qui reinsisto: le espressioni sopra elencate sono espressioni, non scatole. Non vorrebbero essere categorie. Tuttavia sono e fanno “critica”, quindi sono a loro volta asseveranti, assertive (con quota d’ombra). È evitabile? Non credo.
(Ma si tratta di critica, appunto, non di prose o poesie…)
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nuovi articoli in roots§routes: “l’educazione nel corpo. per una somatica della relazione pedagogica”
ROOTS§ROUTES
Nuovi articoli del numero
§
L’EDUCAZIONE NEL CORPO
Per una somatica della relazione pedagogica
Anno XI, n°36, Maggio – Agosto 2021
a cura di Anna Chiara Cimoli e Pietro Gaglianò
indice:
Body Based Pedagogy in Museums
by Filippa Christofalou
POPOLGIOST, Movimenti di un Rito
di Laura Cionci, Maria Rosa Sossai, Silvia La Ferrara
a tune awaits the fade
di Marco Mazzoni
The place of non-intention:
a somatic quest through image and body
by Valentina Bonizzi and Monica De Ioanni
Pratiche di riscaldamento per ‘Corpi in azione’
di Alessio Bertini
Riconfigurare docente-corpo-discente
Esperienze, ipotesi e strategie per lo spazio condiviso dei saperi
di Fabrizio Ajello e Jacopo Natoli
Incontri. Arti visive e performance nel
progetto indipendente ‘Luci su Marte’
di Lucia Sauro e Marta Tedolfi
Una confabulazione intorno al progetto ‘Prendere corpo’
di Alessandro Tollari
Essere corpo, essere spazio, stare insieme
Riflessioni camminate con i piedi di Benedetta Rodeghiero e modellate con le mani di Marco Terranova
The School of Narrative Dance:
corpo, movimento, partecipazione e fioritura
di Ginevra Ludovici
Di-Fronte
di Jonida Xherri
Pratiche per_formative per la mediazione nel museo
di Marco Peri
Corpi confinati (aprile 2021)
di Rossella Caruso
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roots§routes nasce dall’esigenza di aprire uno spazio di riflessione sul ruolo che svolgono le estetiche contemporanee in relazione a tematiche o contesti di tipo antropologico, rispetto a uno scenario mondiale che ridiscute e problematizza il concetto di coloniale e postcoloniale.
Co-direttrici Viviana Gravano, Giulia Grechi e Anna Chiara Cimoli, redazione e comunicazione Paola Bommarito
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roots§routes stems from the need to create a space for reflection on the role that contemporary aesthetics play in relation to anthropological themes and contests, and in relation to a global scenario which discusses and problematizes the concept of colonial and postcolonial. Director Viviana Gravano, co-director Giulia Grechi and Anna Chiara Cimoli, editor&communication Paola Bommarito
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ogni tanto abbaiano, ma moralmente / differx. 2021
Ogni tanto gli epigoni letterari di pinco o quelli di pallino ci moralizzano. Loro che dieci quindici anni fa avrebbero venduto le trippe proprie e altrui per la gerenza di una colonna settimanale su questo o quell’organo di confindustria o altro=stesso paròn (e chissà che cosa vendono adesso che la colonna ce l’hanno), citano i klassici del liberalismo crudo e cotto per spiegare cos’è la giustizia a chi da quella giustizia è vladtepesianamente impalato 24/7.
Melanconici perché la Gestapo originale sembra chiusa da un po’, incapaci di trovare altro impiego che non sia giornalistico al loro dispenser orale di lucido da stivali, si arrabattano come sgabelli, prefatori a comando, cestini dell’umido, o come spie e delatori ricchi d’inventiva (e invettiva).
A volte fanno i droni e si avventurano in una visione dall’alto su vicende (sempre letterarie, povere lettere) di cui — non avendo competenze né specifiche né generali — mai lessero né capirono mazza alcuna.
Proprio per questo insegnano — via Repubbliche o Fogli o Messaggeri o Corrieri o Soli o Lune o Stelle (clarite et pretiose et belle) — cosa è giusto pensare e cosa no. Spiegano ai punk che il punk è morto; e poi che sono morti, in ordine inverso di scomparsa, il comunismo, i situazionisti, Freud, Marx, le ciambelle col buco e il fuoco. Spiegano a quegli scriteriati dei prosatori contemporanei che dovrebbero piuttosto andare a capo. Eccetera.
Ma soprattutto esercitano l’udito a non sentire le risate. E l’udito ubbidisce, unico dei loro cinque sensi a distinguerli dai cani.
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ogni tanto abbaiano, ma moralmente / differx. 2021
Ogni tanto gli epigoni letterari di pinco o quelli di pallino ci moralizzano. Loro che dieci quindici anni fa avrebbero venduto le trippe proprie e altrui per la gerenza di una colonna settimanale su questo o quell’organo di confindustria o altro=stesso paròn (e chissà che cosa vendono adesso che la colonna ce l’hanno), citano i klassici del liberalismo crudo e cotto per spiegare cos’è la giustizia a chi da quella giustizia è vladtepesianamente impalato 24/7.
Melanconici perché la Gestapo originale sembra chiusa da un po’, incapaci di trovare altro impiego che non sia giornalistico al loro dispenser orale di lucido da stivali, si arrabattano come sgabelli, prefatori a comando, cestini dell’umido, o come spie e delatori ricchi d’inventiva (e invettiva).
A volte fanno i droni e si avventurano in una visione dall’alto su vicende (sempre letterarie, povere lettere) di cui — non avendo competenze né specifiche né generali — mai lessero né capirono mazza alcuna.
Proprio per questo insegnano — via Repubbliche o Fogli o Messaggeri o Corrieri o Soli o Lune o Stelle (clarite et pretiose et belle) — cosa è giusto pensare e cosa no. Spiegano ai punk che il punk è morto; e poi che sono morti, in ordine inverso di scomparsa, il comunismo, i situazionisti, Freud, Marx, le ciambelle col buco e il fuoco. Spiegano a quegli scriteriati dei prosatori contemporanei che dovrebbero piuttosto andare a capo. Eccetera.
Ma soprattutto esercitano l’udito a non sentire le risate. E l’udito ubbidisce, unico dei loro cinque sensi a distinguerli dai cani.
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la scomparsa di christian boltanski
a santa severa: “il volto dei libri”, storie di copertine, grafiche, immagini
dal 16 luglio: mostra di asemic writing di andrea astolfi ad atri (teramo)
mai successo prima_ Andrea Astolfi
Fondaco Scalone, Largo Forcella 8, Atri
opening 16/07/2021, h. 18:30
16/07/2021 – 23/07/2021
to Federica
“mai successo prima” si compone dei più recenti lavori dell’artista relativi la pratica dell’asemic
writing.
Testi critici di Francesco Aprile e Antonio Francesco Perozzi.
onde anomale a ostia: domenica 18 luglio a partire dalle 16
Onde Anomale a Ostia [2.0]
Domenica 18 Luglio al Parco Pietro Rosa di Ostia
(Via Pietro Rosa, Ostia Centro)
dalle 16:
– Bimbi dal Basso / BALLA COI PUPI.
– Installazione “Parcuino” / controfeticcio di poesia e rivolta con musiche e corpi poetici.
– TRITOLO / schegge lidoludiche litoranee, con “Il Capo” di Caterpillar
– Presentazione del libro “Il Quattro Occupato – Ostia 1975/1977″ con la presenza e l’intervento degli autori e delle autrici (facebook.com/Il-Quattro-occupato-Ostia-197577-102225361622905)
a seguire CONCERTI DAL VIVO con:
– LILI REFRAIN (facebook.com/lilirefrain –
youtu.be/f8G-QPYlugQ)
– BBTONES
(youtube.com/watch?v=aeZ5R7WDbOs)
durante l’iniziativa:
distro autoproduzioni / libri / dischi / infoshop / materiali LAPAZ (facebook.com/lapazroma)
*
POSTAZIONE RADIO —– TUTTA LA GIORNATA SARA’ TRASMESSA SU RADIO RISACCA [LA RADIO CHE SPACCA]
https://vocidaiquartieri.org
https://s.streampunk.cc/vocidaiquartieri.mp3
onde anomale a ostia: domenica 18 luglio a partire dalle 16
Onde Anomale a Ostia [2.0]
Domenica 18 Luglio al Parco Pietro Rosa di Ostia
(Via Pietro Rosa, Ostia Centro)
dalle 16:
– Bimbi dal Basso / BALLA COI PUPI.
– Installazione “Parcuino” / controfeticcio di poesia e rivolta con musiche e corpi poetici.
– TRITOLO / schegge lidoludiche litoranee, con “Il Capo” di Caterpillar
– Presentazione del libro “Il Quattro Occupato – Ostia 1975/1977″ con la presenza e l’intervento degli autori e delle autrici (facebook.com/Il-Quattro-occupato-Ostia-197577-102225361622905)
a seguire CONCERTI DAL VIVO con:
– LILI REFRAIN (facebook.com/lilirefrain –
youtu.be/f8G-QPYlugQ)
– BBTONES
(youtube.com/watch?v=aeZ5R7WDbOs)
durante l’iniziativa:
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evento fb:
facebook.com/events/352695463051305
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POSTAZIONE RADIO —– TUTTA LA GIORNATA SARA’ TRASMESSA SU RADIO RISACCA [LA RADIO CHE SPACCA]
https://vocidaiquartieri.org
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