Archivi tag: materiali verbovisivi

derek beaulieu: steal my work!

Just visit https://derekbeaulieu.ca/pdfs/

From a post by Derek Beaulieu:

I post free downloadable PDFs of  many of my publications, including most of my full-length books. I believe that today’s reader seeks writing in different forms and that reading has taken on different shapes. By releasing books as PDFs in to the collective commons, writing can better engage with new, liquid, forms of reading and collaboration.
I believe that releasing my writing online for free encourages new and unexpected ways of people engaging and responding with the writing; it  will encourage experimentation and reaction. I encourage authors to scan your publications & release them online as a free PDFs.
So here you go, I’m giving it all away.

#beyourownpirate

Just visit https://derekbeaulieu.ca/pdfs/

roma, 19 dicembre: asemic writing & suoni che cambiano (m.giovenale e f.venerandi @ horti 14)

Nel contesto di DE NATURA SONORUM, ciclo di eventi a cura del Teatroinscatola, domenica 19 dicembre dalle ore 17, presso Horti 14 (via san Francesco di Sales 14),

Marco Giovenale parlerà di ASEMIC WRITING nel ‘900
e
Fabrizio Venerandi parlerà di SUONI CHE CAMBIANO

ASEMIC WRITING e SUONI CHE CAMBIANO

evento facebook: https://www.facebook.com/events/1080481409434002

sito del Comune di Roma: https://culture.roma.it/appuntamento/asemic-writing-suoni-che-cambiano/

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Di ASEMIC WRITING si parla molto, ormai da più di un ventennio. È quella pratica artistica che prevede un tipo di scrittura priva di significato (ma tendenzialmente non di senso). Grafie, tracce e glifi asemici sembrano rimandare a una lingua storica, possibile, antica o moderna, ma il loro è un rinvio apparente: illudono la nostra “percezione del linguistico” mentre in verità rimandano sempre e soltanto a segni vuoti, non decifrabili; alfabeti inesistenti.
Come tali, sono anche non verbalizzabili: sfidano ogni tentativo di esser messi in voce. Sono elettivamente muti.
Ma cosa ha ‘preparato’ l’avvento dell’asemic writing a fine Novecento? L’incontro risalirà addirittura al 1918 e traccerà un percorso che dimostrerà tutt’altro che priva di radici la singolare arte della fuga dal significato linguistico.
Chi tra il pubblico vorrà, potrà inoltre sperimentare a piacimento e inviare, prima, durante o dopo il 19 dicembre, i propri segni asemici: all’indirizzo asemicwriting [at] yahoo.com. Alcuni materiali compariranno su un blog asemico già esistente.

SUONI CHE CAMBIANO / Una foresta di voci:
“Della terra, del corpo, del niente e delle sue parti” è un frammento da Isidoro di Siviglia che descrive il mondo. Il testo è però suscettibile di variazioni a seconda dei suoni che ci sono in sala e – variando – fa emergere il mondo interiore di Venerandi, lontano dalla rassicurante visione di Isidoro.
Venerandi farà a pezzi anche la voce di Giovenale che legge Isidoro e i suoni stessi del testo frammenteranno quelli del religioso.
“Una foresta di voci” è una ideale foresta di suoni all’interno della quale saranno invitati i presenti a navigare con lo smartphone. Ogni tronco manda un lemma.
Muoversi all’interno della foresta crea una poesia sonora.

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Ulteriori INFORMAZIONI sul ciclo DE NATURA SONORUM (18-30 dicembre) sono qui:
http://www.teatroinscatola.it/de-natura-sonorum-terza-edizione-programma/
e qui:
https://slowforward.net/2021/12/08/roma-de-natura-sonorum-il-programma-completo/
e, volendo, si può vedere una video-sveglia qui: youtu.be/3XPnmCJceJg

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http://www.teatroinscatola.it/info/

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“il novecento: la linea anti-lirica” @ centroscritture.it da domani, 13 dicembre, per 6 incontri + 1

https://www.centroscritture.it/service-page/iv-poesia-contemporanea-anti-lirica

inizia lunedì 13 dicembre, domani, il secondo ciclo online sulla poesia del Novecento, dedicato alla linea e alle tradizioni anti-liriche. tutte le informazioni a questo link.

(C) Nanni Balestrini

dalle avanguardie storiche di inizio Novecento alle sperimentazioni più recenti, la rottura con la tradizione, la prospettiva utopistica ed emancipativa di movimenti, autori e opere che hanno tentato di porsi al di là della lirica, della soggettività e della testualità poetica tradizionale.

otoliths, issue #63, is online

Issue  sixty-three, the southern spring issue of Otoliths, is now live.

issue dedicated to the memory
of Douglas Barbour & David Baptiste Chirot,
regular contributors to Otoliths over the years 

As always, there’s a wide range of material from a wide range of contributors — Harvey Huddleston, Rémi Forte, Kenneth M Cale, Sanjeev Sethi, Andrew K. Peterson, Michael Orr, Thomas Fink, Texas Fontanella, Scott MacLeod, tENTATIVELY, a cONVENIENCE, Eric Hoffman, Demosthenes Agrafiotis, Keith Walker, Jazmine Blu, Jim Leftwich, Mark DeCarteret, Ira Joel Haber, Rp Verlaine, Christian ALLE, hiromi suzuki, Jack Galmitz, Timothy Pilgrim, Gloria Frym, Juan Pablo Mobili, Susan diRende, John Bradley, Volodymyr Bilyk, Bill Wolak, Grzegorz Wróblewski, Marco Giovenale, Ernesto Priego, Rus Khomutoff, Michael Gould, Heath Brougher, Doug Bolling, David Miller, Dale Jensen, Andrew Topel, Judith Skillman,  Joanna Walkden Harris, David Lohrey, John M. Bennett, Joseph V. Milford, Vernon Frazer, Kenneth Rexroth, Lynn Strongin, C. Mehrl Bennett, Christopher Barnes, Jim Meirose, John Martone, Cecelia Chapman, Carol Stetser, Dave Reid, Réka Nyitrai, Richard Kostelanetz, Piet Nieuwland, Paul Dickey, Rachel Chitofu, Jimmy Crouse, Clay Thistleton, Elaine Woo, Clara B. Jones, Angela Caporaso, Penelope Weiss, Joel Chace, dan raphael, Tony Beyer, Jon Kemsley, Austin Miles, Luis Cuauhtémoc Berriozábal, Paul Shumaker, Robinson, Adam Roussopoulos, gobscure, Joe Balaz, Joshua Martin, Elmedin Kadric, Rich Murphy, Jeff Harrison, Scott Metz, Karl Kempton, Hugh Tribbey, Mark Pirie, Scott Helmes, Sheila E. Murphy, Johannes S. H. Bjerg, Clive Gresswell, Jeff Bagato, Jen Schneider, Oormila Vijayakrishnan Prahlad, John Levy, Adriána Kóbor, nick nelson, bofa xesjum, Bob Lucky, Eric Mohrman, Owen Bullock, Raha.M, Jeff Adams, Ian Gibbins, Mike Ferguson, Rosella Quintini, Stephen Mead, Joanne Bechtel, Matthew Anderson, Marilyn Stablein, Peter Yovu, Julia Vaughan, Bob Heman, József Bíró, Linda M. Walker, Kell Nelson, Paul Pfleuger, Jr., Isabel Gómez de Diego, Daniel de Culla, Michael Brandonisio, Kit Kennedy, Kerfe Roig, Andrea Astolfi, Harry Reid, J. D. Nelson, Marcia Arrieta, Jess Burnquist, Guy R. Beining, Mark DuCharme, Cherie Hunter Day, Carol Shillibeer, Carla Bertola, & sian vate.

Here: https://the-otolith.blogspot.com/2021/10/contents-issue-sixty-three.html

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first international colloquium of visual poetry: research and creation (8-12 nov, 2021)

thanks to the staff and editorial board of the First International Colloquium of Visual Poetry, for the lectures and dialogues, the videos and the online art exhibit.

and… thanks for hosting one piece by me in the exhibit (here and below)

here is the address of all the videos up to now:
youtube.com/channel/UCZdUcWYGGhxEmQEDrQ7pBSw/videos

the site:
https://www.jornadadepoesiavisual.com/

here’s my work:

https://www.jornadadepoesiavisual.com/mostravirtual?lightbox=dataItem-kv8g03sc

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sandro ricaldone per slowforward

Un benvenuto particolarmente caloroso e felice a Sandro Ricaldone, uno dei maggiori studiosi italiani di arte contemporanea, avanguardie materiali verbovisivi e situazionismo, che – come visto nei giorni recenti attraverso vari post suoi – ha accettato di offrire la propria collaborazione come redattore a slowforward.

“chi ha paura di patrizia vicinelli”: dall’11 novembre al macro

Sandro Ricaldone

Chi ha paura di Patrizia Vicinelli?
Al museo MACRO – via Nizza 138, Roma

11 novembre 2021 – 27 febbraio 2022
Opening 11 novembre dalle 18:00 alle 21:00
evento facebook: https://www.facebook.com/events/579894433249303/

Con Chi ha paura di Patrizia Vicinelli la sezione ARITMICI del museo prosegue il suo approfondimento sull’importanza della sperimentazione linguistica e poetica. La prima mostra istituzionale dedicata alla poetessa bolognese Patrizia Vicinelli offre una ricognizione di questa figura sensibile e irrequieta che si è confrontata, in seno a una forte militanza artistica e politica, con le neo-avanguardie letterarie, dal Gruppo 63 a Emilio Villa e Aldo Braibanti, e con i protagonisti del cinema sperimentale degli anni Settanta come Alberto Grifi, Gianni Castagnoli, Mario Gianni.

Nello spazio espositivo la sua voce diviene un’interferenza costante mentre il suo linguaggio viene presentato nelle diverse sfaccettature che lo compongono: dal suo proporsi grafico fino a una ricerca gestuale e performativa che conferisce un’importanza fondamentale al corpo. Sempre trasgressivo e destrutturato, il suo scrivere poliglotta composto da anomali caratteri grafici e tipografici dimostra una dinamicità espressionista pronta a sottolineare i mutamenti storici che Patrizia Vicinelli attraversò negli anni della sua breve vita.

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un’idrologia di villa-craia-cegna in esposizione @ catap (macerata)

Questo pianeta testuale o Sfera Idrologica è uno dei primi esemplari firmati da Emilio Villa sul finire degli anni Sessanta. Sarà esposto presso la libreria Catap (Macerata, piazza Mazzini 63c) solo per questa domenica 7 novembre, in occasione del finissage della mostra Crepita la carta. Libri e vertigini di Emilio Villa che si terrà all’auditorium della Biblioteca Mozzi Borgetti alle ore 17:00.

«Le Idrologie o Sfere critiche da noi pensate eseguite sono da considerare come aperture pedagogiche da cui possa prendere avvio la manovra di un trapianto compianto ideologico da eseguire sopra la sterilità dei meccanismi linguali, veicoli (glutini, pollini) se non fonte di frustrazione e stupidità: un trapianto dall’esito chimerico, forse anzi teratologico; ma, comunque, improrogabile»

Villa-Craia-Cegna