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un’acquarello di maria vittoria petrolati

 

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in occasione della presentazione de La gente non sa cosa si perde (Tic), Delle osservazioni (Blonk) e Il cotone (Zacinto) allo Studio Campo Boario, con Ada Tosatti, il 7 giugno 2022, nella rassegna Libridine 2022.

julia born: “all capitals” @ macro _ fino al 9 ottobre 2022

Sandro Ricaldone

JULIA BORN
All Capitals
MACRO – Roma
21 giugno – 9 ottobre 2022

La designer Julia Born, seguendo il suo interesse per le diverse forme di scrittura come mezzo di espressione, ha raccolto i frammenti di un vocabolario diffuso in tutta la città di Roma, trasformando le pareti della sezione IN-DESIGN del MACRO in un’esposizione monumentale di iscrizioni, segni, etichette, impronte, scarabocchi e disegni trovati, sia ufficiali che anonimi e non autorizzati.

Le parole sono legate allo scorrere del tempo, perché di fronte a loro siamo portati a riconoscere, con una certa umiltà, che sopravvivranno, riconfigurandosi costantemente. Ma quale idea di tempo, o di tempi, stiamo considerando? “Scolpire qualcosa nella pietra” significa renderla immobile e immutabile, ma non atemporale. Per sottolineare questo paradosso, nomi, parole e testi di rilevanza storica sono affiancati nel progetto espositivo da segni e tracce mobili del paesaggio romano come gli stormi di uccelli o le crepe in cui a volte capita di inciampare sui marciapiedi.

Le parole raccolte dalla designer seguendo il suo impulso personale non aspirano a rappresentare l’intera storia della città e delle trasformazioni che ha subito. Si tratta piuttosto di un montaggio di vocabolari destinati a mettere in luce il potere della parola scritta, l’attribuzione di un titolo o della proprietà di un luogo, la relazione tra potere e spazio pubblico, la volontà di lasciare una traccia. Il titolo della mostra, All Capitals, indica come questi temi siano enfatizzati dalla scelta della designer di selezionare solo frammenti scritti in maiuscolo.

Nella maggior parte dei casi riprodotte nelle loro dimensioni originali, le scritte sulle tre pareti della sala travolgono il visitatore con la loro monumentalità sottolineando una nuova sensazione di distanza e vicinanza. Estrapolate appunto dai loro contesti, le parole si distaccano dal loro significato primario invitando il pubblico ad assumere un ritmo di posizioni alterne: istintive, cogliendo l’impatto visivo di frammenti linguistici trasformati in immagine, e di distanza critica, analizzando loro monumentalità incise e scomposte.

La mostra sarà accompagnata da un booklet che presenta le schede informative dei frammenti verbali selezionati al fine di restituire al pubblico uno strumento che illustri le storie dietro a ognuno di essi. Parte della pubblicazione sono anche due brevi saggi di Salvatore Lacagnina e Ari Ray, figure incontrate a Roma dalla graphic designer.

cia rinne: “sentences” (video, 2022)

https://publication.place-plateforme.com/cia-rinne-sentences/

sentences
video, 2’09min
text and voice cia rinne
camera joakim eskildsen
sound louis mcguire
berlin 2022

with sentences from the book sentences, Forlaget Gestus 2019
and support from #taiteenedistämiskeskus

full video on Place, revue d’art, hors-série 11
https://publication.place-plateforme.com/cia-rinne-sentences/

new from post-asemic press: “possible gardens”, by jaap blonk

https://www.amazon.com/gp/product/1734866284/ref=ppx_yo_dt_b_asin_title_o00_s00?ie=UTF8&psc=1

Jaap Blonk (born 1953 in the Netherlands) first became known worldwide for his performances of sound poetry. He has performed and taught on all continents. From his sound poetry scores he gradually developed an independent body of visual work. This new product of his abundant phantasy is a book of colourful and playful drawings, adding new dimensions to writing. Myriads of little beings populate each page. As in the artist’s 2019 book “111 Recipes” they are distant descendants of Blonk’s earlier phonetic signs. From the introduction by Canadain writer, artist and scholar Derek Beualieu: “Each possible garden is a harvest of sound and image, of script and performance, which asks the reader to be open to a new menu.” One element here is the depiction of a struggle between restriction and freedom as a reminder of the recent lockdown periods: in each drawing some of the tiny beings are boxed, while many others roam freely. Sometimes the images look like scientific illustrations from an unknown world, depicting mysterious interactions and behaviors. But always there is poetry in these protozoa as they squirm and swim though a microscopic linguistic field, ebbing and flowing, gathering and fracturing – a constant dance of interplay and restriction. This edition fits the history of Post-Asemic Press beautifully, as a publisher of novel ways of writing. Asemic: no semantic meaning in the word sense, abstract, but with a lively and abundant musical expression. Small wonder with Jaap Blonk’s background as a world-renowned sound artist.

“These asemic poems move fluently between language, design and illustration, creating informational graphics where the information remains unknown, inviting diverse interpretations. The suggestion that these are scientific illustrations from an unknown world depicting mysterious interactions and behaviors—animal, vegetable, chemical—does little to make their uncomfortable strangeness more familiar. If anything, the sense these are poetic explanations of processes and activities brings their alienation more fully into consciousness.”
—Michael Betancourt

“Stare gently at each possible garden Jaap Blonk has sown here until it begins to vibrate, layer by layer, lifting off the page, two dimensions shifting into three then four. Keep staring and the gardens and landscapes and maps will move and grow and glow into and through and with your eyes. Continue to stare and they will become your eyes and then your ears. To reap the tactile possibilities Blonk has generously cultivated, stare longer, and listen closely (listen as if you are the soil), page after page. When and if you are ready to eat, gently shake the pages onto the tip of your tongue (no seasoning or dressing needed). Enjoy the harvest!”
—Crag Hill

karen kurczinsky: “the cobra movement in postwar europe”

Sandro Ricaldone

KAREN KURCZINSKY
The Cobra Movement in Postwar Europe.
Reanimating Art
Routledge, 2022

This book examines the art of Cobra, a network of poets and artists from Copenhagen, Brussels, and Amsterdam (1948–1951). Although the name stood for the organizers’ home cities, the Cobra artists hailed from countries in Europe, Africa, and the United States.

This book investigates how a group of struggling young artists attempted to reinvent the international avant-garde after the devastation of the Second World War, to create artistic experiments capable of facing the challenges of postwar society. It explores how Cobra’s experimental, often collective art works and publications relate to broader debates in Europe about the use of images to commemorate violent events, the possibility of free expression in an art world constrained by Cold War politics, the breakdown of primitivism in an era of colonial independence movements, and the importance of spontaneity in a society increasingly dominated by the mass media.

gammm @ discord per la ricerca (letteraria)

https://discord.gg/7qxE5QnbwP

in inglese su discord esistono vari server di letteratura. ma nessuno che, in italiano, si occupi di ricerca letteraria.

ora c’è: https://discord.gg/7qxE5QnbwP

in qualche modo prosegue l’iniziativa (indipendente e in fieri) “Esiste la ricerca?”, avviata con l’incontro allo Studio Campo Boario (Roma) il 16 giugno 2022: https://slowforward.net/2022/06/16/oggi-16-giugno-a-roma-esiste-la-ricerca-incontro-allo-studio-campo-boario/

la scelta di prendere “gammm” come incipit del nome (invece di usare semplicemente “scritture di ricerca”) è dirimente per delimitare gli ambiti tematico-formali che sono in campo.

quindi le zone di sperimentazione di cui il sito https://gammm.org si occupa da sedici anni in qua: montaggio, cut-up, googlism, scritture concettuali, uncreative writing, littéralité, post-poesia, prosa in prosa(-e), flarf, scritture installative, generatori di testo, scritture frammentate / disturbate, minimal writing, found texts, sought texts, percorsi procedurali, scritture non assertive, musica sperimentale, critica non stilistica.
anche, ma in misura forse minore, materiali verbovisivi, asemic writing, glitch, arte contemporanea (più o meno in rapporto col fronte della testualità).
tendenzialmente non ci si occupa invece di performance, di videopoesia, di poesia visiva, di poesia sonora, di letteratura interattiva, di programmazione, di romanzo, di teatro, di cinema, di animazioni.

materiali linguistici, generatori, polygen: domani un incontro online

https://facebook.com/events/s/alvise-spano-parla-del-polygen/1230364347720273/

https://facebook.com/events/s/alvise-spano-parla-del-polygen/1230364347720273/

laboratorio didattico @ fondazione baruchello

Fondazione Baruchello presenta:
Laboratorio didattico
per bambini dai 5 ai 7 anni
Giovedì 7,14,21 luglio 2022
Ore 17.00 – 18.30
Fondazione Baruchello
Via del Vascello 35, 00152 Roma

Nell’ambito della mostra Il giardino libernautico la Fondazione Baruchello presenta il Laboratorio didattico per bambini dai 5 ai 7 anni.

In tre giornate (7,14,21 luglio) la sede della Fondazione Baruchello in via del Vascello 35 apre le porte ai più piccoli organizzando un laboratorio creativo ideato per bambini, che saranno invitati a scoprire e indagare aspetti legati al mondo dell’arte contemporanea e in particolare alle opere degli artisti in mostra.

Il laboratorio ruoterà intorno al tema della natura e del mondo che ci circonda, sviluppato attraverso l’esercizio dell’immaginazione, dello stimolo al dialogo e del lavoro di gruppo.

Durante queste tre occasioni, i bambini si confronteranno con varie attività. Il primo incontro, prendendo spunto dall’opera del duo artistico Grossi Maglioni, prevede un’attività che educhi i partecipanti a prendersi cura di una pianta seguendo il suo ciclo vitale. Il secondo incontro invece sarà volto all’esplorazione degli spazi della Fondazione attraverso un esercizio creativo che porterà alla realizzazione di mappe immaginarie come nel lavoro di Jacopo Natoli. Infine l’ultimo incontro ha come fine la creazione di un oggetto da parte dei bambini, così da scoprire l’importanza del lavoro manuale nel rapportarsi con il mondo, come sottolineato dall’opera di Sara Basta. Guardando al lavoro di John Cascone, in ogni incontro la narrazione e la creazione di storie farà da filo conduttore a tutto il laboratorio.

Calendario degli incontri:

Giovedì 7 luglio dalle 17.00 alle 18.30

Giovedì 14 luglio dalle 17.00 alle 18.30

Giovedì 23 luglio dalle 17.00 alle 18.30


Rivolto a bambini dai 5 ai 7 anni

I laboratori sono gratuiti ed è richiesta prenotazione.

Per prenotazioni:
info@fondazionebaruchello.com

065809482