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dagli aggiornamenti di Amnesty International:
(1) Carola Rackete è libera.
(2) La solidarietà non è reato e
(3) la Libia non è un porto sicuro
La giudice per le indagini preliminari di Agrigento ha deciso di disporre il rilascio della comandante della nave Sea Watch 3 Carola Rackete. Come comandante della nave, Carola Rackete ha rispettato l’obbligo di soccorrere persone in mare e farle approdare in un luogo sicuro.
Soccorrendo uomini, donne e bambini nel Mediterraneo e trasportandoli in un porto sicuro dopo settimane trascorse in mare – ha aggiungo la nostra ricercatrice –, Carola Rackete ha fatto il suo dovere secondo il diritto internazionale e la legge italiana. Negandole un porto, sono state le autorità italiane così come quelle maltesi a violare quelle stesse norme.
Carola Rackete è la prima vittima delle nuove, dure norme sulla sicurezza chiamate “decreto sicurezza bis“, redatte col palese intento di porre fine alle attività di ricerca e soccorso in mare da parte delle Ong.
Invia anche tu un messaggio di solidarietà a Carola Rackete e falle sentire la tua vicinanza, cercheremo di consegnarglielo quanto prima: https://www.amnesty.it/io-sto-con-carola/
Performing the Historical Past:
History – Poetry – Philosophy
by Freddie Rokem
Avec Hanka
L’historie “affective” de Jacques Le Goff
ISEGORIAE
Le storie nel film Stanze dei fratelli De Serio
di Viviana Gravano
In memory of Stuart Hall
di Iain Chambers e Lidia Curti
L’irritante questione delle camere a gas: logica del negazionismo
di Valentina Pisanty
From flirtation through fatal attraction to fixation
A conversation with Anetta Mona Chişa and Lucia Tkáčová on their practice, projects and obsessions. Questions by Raluca Voinea
scheda del pamphlet:
http://www.editricezona.it/quellocheailettorinondicono.htm
free download:
http://www.editricezona.it/pdf%20per%20la%20rete/Quellocheailettori.pdf
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Silvia Tessitore, QUELLO CHE AI LETTORI NON DICONO
Come funziona (malissimo) il mondo del libro di carta in Italia
free pdf:
http://www.editricezona.it/pdf%20per%20la%20rete/Quellocheailettori.pdf
n.b.: del tema si parlerà – con la stessa Silvia e altri – anche al Salone del libro di Torino, giovedì 8 maggio alle 19:00, Sala Professionali pad.1
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Roma, giovedì 27 marzo 2014, dalle ore 18 alle ore 21
presso il Centro culturale La camera verde
inaugurazione della mostra di fotografia
e presentazione della Cartella d’artista
di
Ilaria Scarpa
con un testo di
Attilio Scarpellini
Fotografie realizzate presso gli ospedali psichiatrici giudiziari di
Aversa Montelupo Fiorentino e Castiglione delle Stiviere
Un particolare ringraziamento
all’Associazione Antigone – per i diritti dei carcerati,
a Graziano Graziani,
e a Radio 3 – Rai
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La mostra si può visitare tutti i giorni,
esclusi i lunedì dalle ore 17 alle ore 21
(la mattina su appuntamento)
dal 27 marzo al 15 aprile 2014
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Centro Culturale
LA CAMERA VERDE
direttore
Giovanni Andrea Semerano
via Giovanni Miani n.20, 20a, 20 b
00154 Roma
3405263877
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La letteratura, come la politica, conta più corpi di quanti ne identifichi l’ordine poliziesco. Tutte e due includono nelle loro invenzioni dei quasi-corpi che non sono che “spettri” per lo sguardo dell’ordine dominante del visibile.
Jacques Rancière, Ai bordi del politico
(1998, tr. it. Cronopio, Napoli 2011, p. 16)
C’è un elemento, carattere o segnale politico nelle scritture? In alcune scritture? Diremmo che affiora o si nasconde sempre in tutte, e che sta in qualsiasi articolazione del linguaggio. Ma si tratterà solo di un carattere frontale, esplicitante, della pagina? Un carattere assertivo? Non si incarnerà piuttosto, tale carattere, in strategie formali diverse, in tracce diverse, e differenti aperture al lettore?
Vorrei suggerirlo. Vorrei anche solo accennare al proficuo scompiglio portato nell’«ordine dominante del visibile» da quei graffi e grafie che abitano fuori dal vocabolario del dominio (assertivo), e fuori dall’incasellamento matematico e poliziesco nei generi letterari. Vorrei dunque, magari in parentesi, lateralmente, anche solo installare una freccia che indica alcune scritture degenerate. (Come di un frumento, anche, si dice che può essere deglutinato, privato di un coesivo che si rivela non essere unico né indispensabile).
Chi ha ancora bisogno di rastrellare e tenere sotto controllo ogni possibile emissione di nuove pagine entro il recinto di un centro di permanenza temporanea, in attesa di smistarle nei campi dei generi letterari, inizia solitamente col catalogarle secondo quei parametri con i quali ha pacificamente o conflittualmente già fatto i suoi conti. Ne parlerà dunque come di “poesia”, decapitando ogni differenza; oppure ne parlerà come di testi che vengono dal periodo/eredità delle “avanguardie” o delle “nuove avanguardie”. Dirà: a volte sembrano tali, ‘ergo’ sono tali.
A nessuno pare venir in mente che Continua a leggere
“Amazon, un altro grande errore a sinistra?”, di
Franco La Cecla
http://www.alfabeta2.it/2014/02/20/amazon-un-altro-grande-errore-sinistra/
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L’arte contemporanea, la scrittura di ricerca, come cose che hanno già propri referenti e punti di dialogo (e punti di contatto nella percezione e nelle culture – o in alcune culture occidentali / metropolitane), sono da non pochi anni entrate in tante forme nella normalità (eccezionalità) delle percezioni e degli stimoli che ci attraversano, dei codici con cui abbiamo a che fare.
(Dal video: “è una musica non convenzionale, senza strofe e ritornelli che si ripetono come una cantilena ma fatta di tanti rumori e frasi che si ripetono e si sviluppano molto velocemente, che ti fanno perdere tutti i punti di riferimento, e questo spinge a non pensare più in modo convenzionale”).
[youtube=https://youtu.be/zvBDOyinD1s?si=4nV-fjDqtfbftZ6o]
it isn’t conventional, there aren’t stanzas and refrains in continuous repetition. on the contrary, a load of noises and sentences in repetition and very quick development that make you lose all your benchmarks. you are forced to stop thinking in a conventional way
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