Archivi categoria: ricostruzioni

21 luglio, forte prenestino: no tenemos miedo

NO TENEMOS MIEDO
giovedì 21 luglio 2022, ore 21 ★ Roma – Arena CSOA Forte Prenestino

È una dichiarazione d’intenti, quel “non abbiamo paura” del titolo.
Nell’ottobre 2019 esplode una rivolta popolare che scuote il Cile per mesi. La scintilla è l’aumento del prezzo del biglietto della metropolitana, ma “non sono 30 pesos, sono 30 anni” di sperequazione capitalista e ferocia militare.
L’epicentro delle manifetazioni è Santiago del Cile, dove Plaza Italia viene ribattezzata Plaza de la Dignidad, l’anima delle proteste è una giovane generazione che sente di non aver più nulla da perdere e mette in gioco la propria vita, i propri occhi, presi di mira dai pallettoni delle forze della repressione.

Il regista Manuele Franceschini, 12 anni vissuti in Cile, con la sua “troupe” ha filmato all’interno della Primera Linea, collettivo di interposizione – nato allo scopo di proteggere i cortei dagli attacchi polizieschi – che riceveva cure e cibo nelle retrovie grazie al personale medico e alla cittadinanza solidale.
Proprio questo coraggioso gruppo è il protagonista del documentario, che raccoglie anche le testimonianze del fotografo Leonardo Alejandro Villar Aguilar, dell’attore e musicista Daniel Muñoz, dello scrittore e giornalista Juan Cristóbal Peña.
Presentato all’ultima Festa del Cinema di Roma, NO TENEMOS MIEDO viene ospitato all’arena del CSOA Forte Prenestino, dove ne parleremo insieme al regista, giovedì 21 luglio 2022 ore 21.

[https://tuttascena1.wordpress.com/2022/07/15/no-tenemos-miedo-arena-cinema-forte/]

3 anthologies of concrete poetry

info thx to Derek Beaulieu:

Download PDFs of 3 exceptional early anthologies of concrete poetry: Text–Sound Texts (1980, https://monoskop.org/log/?p=18969), An Anthology of Concrete Poetry (1967/2013, https://monoskop.org/log/?p=15439), Astronauts of Inner Space (1966, https://monoskop.org/log/?p=4404) all courtesy Monoskop Log.

julia born: “all capitals” @ macro _ fino al 9 ottobre 2022

Sandro Ricaldone

JULIA BORN
All Capitals
MACRO – Roma
21 giugno – 9 ottobre 2022

La designer Julia Born, seguendo il suo interesse per le diverse forme di scrittura come mezzo di espressione, ha raccolto i frammenti di un vocabolario diffuso in tutta la città di Roma, trasformando le pareti della sezione IN-DESIGN del MACRO in un’esposizione monumentale di iscrizioni, segni, etichette, impronte, scarabocchi e disegni trovati, sia ufficiali che anonimi e non autorizzati.

Le parole sono legate allo scorrere del tempo, perché di fronte a loro siamo portati a riconoscere, con una certa umiltà, che sopravvivranno, riconfigurandosi costantemente. Ma quale idea di tempo, o di tempi, stiamo considerando? “Scolpire qualcosa nella pietra” significa renderla immobile e immutabile, ma non atemporale. Per sottolineare questo paradosso, nomi, parole e testi di rilevanza storica sono affiancati nel progetto espositivo da segni e tracce mobili del paesaggio romano come gli stormi di uccelli o le crepe in cui a volte capita di inciampare sui marciapiedi.

Le parole raccolte dalla designer seguendo il suo impulso personale non aspirano a rappresentare l’intera storia della città e delle trasformazioni che ha subito. Si tratta piuttosto di un montaggio di vocabolari destinati a mettere in luce il potere della parola scritta, l’attribuzione di un titolo o della proprietà di un luogo, la relazione tra potere e spazio pubblico, la volontà di lasciare una traccia. Il titolo della mostra, All Capitals, indica come questi temi siano enfatizzati dalla scelta della designer di selezionare solo frammenti scritti in maiuscolo.

Nella maggior parte dei casi riprodotte nelle loro dimensioni originali, le scritte sulle tre pareti della sala travolgono il visitatore con la loro monumentalità sottolineando una nuova sensazione di distanza e vicinanza. Estrapolate appunto dai loro contesti, le parole si distaccano dal loro significato primario invitando il pubblico ad assumere un ritmo di posizioni alterne: istintive, cogliendo l’impatto visivo di frammenti linguistici trasformati in immagine, e di distanza critica, analizzando loro monumentalità incise e scomposte.

La mostra sarà accompagnata da un booklet che presenta le schede informative dei frammenti verbali selezionati al fine di restituire al pubblico uno strumento che illustri le storie dietro a ognuno di essi. Parte della pubblicazione sono anche due brevi saggi di Salvatore Lacagnina e Ari Ray, figure incontrate a Roma dalla graphic designer.

la francia da una parte, l’italia dall’altra: lo snodo degli anni ’80 e ’90 e la povertà della situazione italiana in letteratura

un estratto di appena 7′ dalla presentazione del libro Qualche uscita. Postpoesia e dintorni, di Jean-Marie Gleize:

per intendersi sulle differenze tra Italia e Francia, sullo snodo cruciale degli anni Ottanta, sugli oltre vent’anni di cattiva editoria italiana (almeno fino al 2003), e sui danni che ne derivano ancora oggi.

[la registrazione integrale della presentazione, con tutti gli interventi (di Magno, Manganelli, Giovenale, Zaffarano) è ascoltabile qui: https://gammm.org/2022/07/07/presentazione-qualche-uscita/]

[l’intervento da cui cito i nomi, e a cui in voce mi riferisco, è il seguente: https://slowforward.net/2022/02/21/poesia-per-il-pubblico-a-k/]

Francis Ponge

N.b.: in un intervento di commento a quanto da me detto nei 7′ proposti, Michele Zaffarano giustamente aggiunge, ai nomi fatti, il maggiore di tutti, Francis Ponge (1899-1988), modello autoriale essenziale per tutti gli scrittori francesi di terza via, alternativa cioè ad avanguardia e lirica, parimenti tradotto poco o per nulla in Italia (addirittura fino a oggi).

karen kurczinsky: “the cobra movement in postwar europe”

Sandro Ricaldone

KAREN KURCZINSKY
The Cobra Movement in Postwar Europe.
Reanimating Art
Routledge, 2022

This book examines the art of Cobra, a network of poets and artists from Copenhagen, Brussels, and Amsterdam (1948–1951). Although the name stood for the organizers’ home cities, the Cobra artists hailed from countries in Europe, Africa, and the United States.

This book investigates how a group of struggling young artists attempted to reinvent the international avant-garde after the devastation of the Second World War, to create artistic experiments capable of facing the challenges of postwar society. It explores how Cobra’s experimental, often collective art works and publications relate to broader debates in Europe about the use of images to commemorate violent events, the possibility of free expression in an art world constrained by Cold War politics, the breakdown of primitivism in an era of colonial independence movements, and the importance of spontaneity in a society increasingly dominated by the mass media.

gammm @ discord per la ricerca (letteraria)

https://discord.gg/7qxE5QnbwP

in inglese su discord esistono vari server di letteratura. ma nessuno che, in italiano, si occupi di ricerca letteraria.

ora c’è: https://discord.gg/7qxE5QnbwP

in qualche modo prosegue l’iniziativa (indipendente e in fieri) “Esiste la ricerca?”, avviata con l’incontro allo Studio Campo Boario (Roma) il 16 giugno 2022: https://slowforward.net/2022/06/16/oggi-16-giugno-a-roma-esiste-la-ricerca-incontro-allo-studio-campo-boario/

la scelta di prendere “gammm” come incipit del nome (invece di usare semplicemente “scritture di ricerca”) è dirimente per delimitare gli ambiti tematico-formali che sono in campo.

quindi le zone di sperimentazione di cui il sito https://gammm.org si occupa da sedici anni in qua: montaggio, cut-up, googlism, scritture concettuali, uncreative writing, littéralité, post-poesia, prosa in prosa(-e), flarf, scritture installative, generatori di testo, scritture frammentate / disturbate, minimal writing, found texts, sought texts, percorsi procedurali, scritture non assertive, musica sperimentale, critica non stilistica.
anche, ma in misura forse minore, materiali verbovisivi, asemic writing, glitch, arte contemporanea (più o meno in rapporto col fronte della testualità).
tendenzialmente non ci si occupa invece di performance, di videopoesia, di poesia visiva, di poesia sonora, di letteratura interattiva, di programmazione, di romanzo, di teatro, di cinema, di animazioni.

la storia di ‘frigidaire’: in podcast

https://www.spreaker.com/show/frigo_1

La rivista Frigidaire nasce il 28 ottobre 1980 ed esce in edicola al prezzo di duemila lire. Il suo primo e unico direttore si chiama Vincenzo Sparagna e insieme a lui ci sono cinque future glorie del fumetto italiano: Andrea Pazienza, Stefano Tamburini, Tanino Liberatore, Filippo Scozzari e Massimo Mattioli. I primi due moriranno giovanissimi per overdose, lasciandosi alle spalle una serie di capolavori adorati da un’intera generazione di lettori. Frigidaire non fu una semplice rivista, ma un modo incendiario di vivere e forse l’ultima vera avanguardia del Novecento italiano. Tutti i suoi protagonisti avevano attraversato i folli e turbolenti anni Settanta; con Frigidaire diventarono i massimi interpreti e profeti degli ancora misteriosi anni Ottanta. Oggi Vincenzo Sparagna abita sulle pendici dei Monti Martani, in Umbria, in un luogo rinominato Frigolandia. Con lui sopravvive lo sterminato archivio di Frigidaire. L’esistenza di Frigolandia e del suo archivio, tuttavia, sono in pericolo. Le generazioni che verranno rischiano di perdere un tesoro e una grande lezione di libertà.

https://www.spreaker.com/show/frigo_1

‘engaged visuality’: rome, 7-8 july, 2022

Academia Belgica, Rome. July 7, 2022 / Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. July 8, 2022, Jul 7–08, 2022

International Symposium: “Engaged Visuality. The Italian and Belgian Poesia Visiva Phenomenon in the 60s and 70s.” Organized by Maria Elena Minuto (Université de Liège; KU Leuven) and Jan De Vree (M HKA Museum, Antwerp) fifty-one years after “Lotta Poetica” foundation.

July 7, 2022, 09:00 am – 6:00 pm (Academia Belgica, Rome. Sala Conferenze)

July 8, 2022, 10:00 am – 6:00 pm (Università degli Studi “La Sapienza”, Rome. Aula Odeion, Museo dell’Arte Classica)

Conference language: English, French, and Italian. Open to the public.

description + panels here: https://arthist.net/archive/36872

prigionieri della pietra (serena)

Alcuni (tanti, ma tanti) autori di poesia lineare assertiva che si sono formati su ciò che l’editoria italiana distribuiva e distribuisce soprattutto dai primi anni Novanta in poi, di fatto, sono figli coerentissimi di una rimozione: la rimozione massiccia della ricerca letteraria.

Glielo si dice in tutti i modi e in tutte le salse, per esempio qui. Ma fanno finta di non capire.
Fanno finta di non capire che per mettere il loro amato Sereni D’Elia Fortini Merini Raboni negli scaffali che frequentavano da giovinetti, ossia (ben che vada) dopo il 1995, l’editoria e la distribuzione avevano dovuto — alacremente già da metà anni Ottanta — falciare via parecchie decine di altre voci. Spazzarne via a manciate.

La seconda edizione di Segnalibro, pressoché un'”omnia” di Edoardo Sanguineti, esce nel 1989. Il che vuol dire che a fine anni Novanta non ce n’è più traccia in libreria. E per una nuova edizione bisognerà aspettare il 2010. L’edizione Einaudi 1979 dei Novissimi negli anni Novanta è sparita da un pezzo (e non ricomparirà che nel 2003). L’attività del Gruppo ’93 si chiude ufficialmente nel programmatico 1993, appunto. Tante sono le edizioni coraggiose, di Manni per esempio (o l’attività di riviste come ‘Allegoria’), ma certo imparagonabili all’impegno profuso da Mondadori, Garzanti ed Einaudi per spostare l’asse del leggibile in Italia (del disponibile in libreria) il più lontano possibile dalla scrittura di ricerca.

Quando il giovinetto va allo scaffale e lo trova monocorde, e diventa lui stesso monocorde, chi giovinetto non è glielo dice. Ma lo scaffale è più forte della voce. E i sigilli che i poliziotti del mainstream hanno messo al luogo del delitto della ricerca (delitto di cui, toh, sono responsabili) restano intoccati.

Questo, almeno fino all’arrivo della rete, che di certi interdetti si fa un baffo. Ma ormai tanti tanti poeti l’intossicazione da serenite l’hanno assorbita tutta. E si muovono come tali, parlano e pensano e “poetano” come il mainstream ha insegnato loro a fare.

immagine da Children of the Stones, 1977, cfr. https://youtu.be/iR9GV0rJAig, 20′ 45”