pod al popolo, #087: dislocazione di materiali – pour tromper l’algorithme
fare, insomma, la mossa del cavallo. spostare di lato i materiali. fuori vista per i radar dei social generalisti, ma raggiungibili da chi è veramente interessato.
pod al popolo, #087: dislocazione di materiali – pour tromper l’algorithme
fare, insomma, la mossa del cavallo. spostare di lato i materiali. fuori vista per i radar dei social generalisti, ma raggiungibili da chi è veramente interessato.
[…] non siamo usciti dal perimetro designato da un paio di coordinate che Genova ha contribuito a stabilizzare. In primo luogo, lo choc della violenza subita – con il trauma che è durato a lungo, attraverso l’eco dei rumori, gli incubi, la tosse, etc. – e soprattutto esibita come pubblico patibolo, come esempio per tutti. Il messaggio da recepire era «noi picchiamo chiunque», suore laiche comprese: persino chi, come me, ha fatto il Settantasette dopo Genova si guardava attentamente in giro, alle manifestazioni. Manifestazioni che hanno in effetti perso qualcosa della loro potenziale magnitudo, da Genova in avanti. E poi Genova è stata la fine di un sogno, statuita poi dal crollo delle Torri Gemelle – non tanto come «evento» che ha scalzato mediaticamente l’altro, ma come manifestazione di una lotta tra terrorismo e controterrorismo come lotta tra due tipi diversi di capitalismo. Come dice Mark Fisher, da quel momento in poi «il nostro sogno non ha più avuto un nome», anche perché il ragionamento che è invalso nell’uso subito dopo l’11 settembre è stato: «se lo fai sei come un terrorista». Ma chi: io, Casarini, le suore laiche, Carlo Giuliani? Chi? […]
qui:
https://www.machina-deriveapprodi.com/post/avevamo-soltanto-i-limoni
*
il video:
https://www.youtube.com/watch?v=MBEYx40E3c4_
È la prima biblioteca di condominio che ha aperto i battenti in Via Rembrandt 12 a Milano nel febbraio 2013 . Una portineria in disuso attrezzata con scaffali, poltrone e una macchinetta automatica del caffè per rendere più piacevole la lettura. Con gli inquilini di otto piani di appartamenti a darsi il turno per gestire mille libri arrivati da mezzo quartiere. Fra schedature, registri per segnare i volumi in prestito e scadenze da far rispettare. Gestita in tutto e per tutto dalle 72 famiglie che vivono nella palazzina e aperta anche al pubblico.
l’idea della biblioteca condominiale “nasce principalmente dalla volontà di rendere uno spazio in disuso un luogo di socializzazione per le persone del palazzo”.
Un bellissima idea!

la lettura del 29 allo Spazio Pagliarani, grazie al dialogo con Massimiliano Manganelli, mi ha permesso di chiarire -> https://noblogo.org/differx/la-lettura-del-29-allo-spazio-pagliarani-grazie-al-dialogo-con-massimiliano
#Oggettistica #prosa #prosainprosa #scritturadiricerca #scritturediricerca #spazioPagliarani #bibliotecaPagliarani
un’annotazione, e poi un inciso “narciso” (energumeno più prolisso dell’annotazione):
“di cosa parliamo quando parliamo di installazioni testuali o di testi installativi? […] per inciso, mi va di far notare e rammentare – alla compagine della critica ma soprattutto alla banda della poesia italiana – che […]” -> https://noblogo.org/differx/di-cosa-parliamo-quando-parliamo-di-installazioni-testuali-o-di-testi
[…] e, anche, dico:
anche se un cristiano si mettesse con tutta l’anima sua (cristiana) ad amare
biden putin netanyahu i neonazisti i sionisti e tutti i simili simili
che massacrano a manciate i simili e i dissimili
potrebbe mai egli cristiano (se cristiano, ma anche un non cristiano)
fare ciò anche “per” i suoi simili e dissimili, appunto, massacrati?
magari tò mi metto lì con tutto il fervore e il cardio mi piglia
a battere per quelle stramerde
ma come posso farlo anche “per” i rovinati dalle misme merde?
non ne ho il diritto, mi insegna il popolo del “dio degli eserciti”.
(popolo consequenzialmente provvisto di un esercito
4° al mondo per potenza e 1° per figliendrocchiaggine).
così la morale è:
cauti con l’amore.
cerco non da oggi di raccogliere le idee e capire, mettendo due annotazioni nero su bianco, se vale la pena o no, anzi se è giusto o no continuare a stare ‘anche’ su facebook. e su X.
fb ha fatto per quasi due anni un feroce banning & shadowbanning di notizie sul genocidio, e per certi aspetti la censura continua.
fb scoraggia in vario modo la permanenza gratuita sulla piattaforma.
tempo fa (forse anche adesso: controllerò) chiedeva la sottoscrizione di un piano a pagamento per poter usufruire non solo di strumenti avanzati (immagino AI et alia) ma anche di una condivisione dei post a “tutti” invece che limitata alla sola categoria “amici”. potrei voler uscire prima o poi (anche) da questo ricatto.
Zuckerberg ha ramazzato – da Scale – manager e menti pensanti e vuole creare una nuova superintelligenza artificiale che francamente (per motivi economici, tecnici, ecologici ecc.) credo sia il caso di osteggiare in tutti i modi.
fb/meta è un potentato che sbacchetta miliardi come bruscolini, e in quanto tale non può non rappresentare il peggio del peggio (insieme ad altre entità generaliste) anche in termini di alleanze con i poteri neocoloniali, neofascisti e di neocontrollo che ormai si mangiano intere economie statali e decidono del presente e del futuro di nazioni intere, pianeti interi.
X e Amazon meriterebbero analisi diversificate ma nella sostanza analoghe, le risparmio.
alla fin fine bisogna disinstallare, disinstallare.
oppure disorientare il sistema con prassi di cabotaggio/nomadismo, cioè usando e insieme subito abbandonando i poli mainstream escludenti (= le piattaforme pensate per ‘verticalizzare’ singoli [wannabe] influencer) a favore semmai di una strategia orizzontale di viralizzazione.
essere cioè non in uno o pochi spazi social che recintano i lavori intellettuali col miraggio di farne svettare uno, ma in una rete di nodi interconnessi via link sempre riproposti. usando inoltre gli stessi link in funzione bait, esche per tirar via i navigatori dalle secche mainstream.
contare solo sui propri spazi blog (e social, e siti), e sul fediverso. possibilmente.
*
[ulteriori notille qui: https://noblogo.org/differx/continuo-a-credere-in-una-disseminazione-diffusione-e-militanza-politica-e]
[e, sparsamente, qui: https://slowforward.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/10/9-notille-a-unintervista_-marco-giovenale_-31ott2025.pdf]
[continua]
12 giu. 2024
https://slowforward.net/2024/06/12/about-palestine-facebook-censorship-sulla-palestina-la-censura-di-facebook/
27 lug. 2024
https://slowforward.net/2024/07/27/facebook-censura-a-manetta-si-direbbe-o-fa-shadowbanning/
12 set. 2024
https://slowforward.net/2024/09/12/ig-palestina-it/
31 gen. 2025
https://slowforward.net/2025/01/31/i-social-e-facebook-fanno-shadowbanning-io-ripubblico-a-manetta/
poco fa ho spedito per mail newslow ovvero la (evidentemente lenta) newsletter (a)periodica di slowforward, con link a post pubblicati dal 14 ottobre al 20 novembre scorso. la mail viene manualmente compilata da me. chi volesse riceverla, per leggere o rileggere informazioni e articoli che giocoforza sono recuperabili ma visivamente scomparsi oltre l’orizzonte degli eventi, può farmene richiesta scrivendo a https://slowforward.net/contact/ Continua a leggere
ci sono tre libri per ‘capire’ la scrittura di ricerca: le Notes di Duchamp, L’impero dei segni di Barthes, e Fotografia e inconscio tecnologico di Vaccari.
bisogna leggere Vaccari sostituendo “scrittura” a “fotografia” in tutto il libro. e le cose diventano subito chiare.