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contro lo stile: l’anti-comunicazione dei graffiti senza alfabeti e senza bei disegni (magari colorati)

graffiti art by runegraff

(C) by runegraff

A differenza di un buon numero di altre realizzazioni dello stesso artista, mi piace molto  questo murale  perché non ha nessuna intenzione comunicativa ‘normale’. Innanzitutto è complesso, è formato da numerosi elementi grafici, fitti, che hanno richiesto non poco tempo per essere organizzati: segno che l’autore si è impegnato coscientemente, intenzionalmente, a evitare i due classici clichés di tutti i graffiti.
Voleva cioè evitare tanto l’uso alfabetico o simil-afabetico quanto il bel disegno, magari colorato, la pittura.
Non si tratta cioè di un’opera lasciata a metà sul cammino verso la comunicazione alfabetica o …cromosemantica. Lavora su un proprio fronte, che è altro. (Ma non è nemmeno asemico).

Non fa calligrafia né del segno verbale né del segno pittorico. Né, a ben vedere, si caccia nei vicoli ciechi del trash neo-neoespressionista.
L’impressione è semmai quella di trovarsi davanti a una macchina-ragno, accattivante e insieme ostile, perfettamente disinteressata ai nostri canoni estetici.

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E non è un caso che due tra i vari tag contenuti nell’immagine siano @antistylers e @othersidegraff, ossie due luoghi di instagram dove il bel disegno e la bella (ma anche brutta) scrittura sembrano avere poco spazio.

vizarma @ perpignan: festival de l’image expoètique

VIZARMA
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Première Édition du festival de l’image eXPoètique à Perpignan, rue des cardeurs du 27 août au 11 septembre 2022.

Pour ce premier volet nous avons invité quelques ami(e) à créer, construire , deconstruire une ou plusieurs affiches, slogans, collages, poèmes ou tout autre formes experimentales d’images liées à leur environnement au format de leur choix.

Ces curiosités visuelles seront imprimées, collées et diffusées du 27 août au 11 septembre 2022 ₩ période de visa pour l’image..¥ sur les murs, devantures de commerce et autres endroits choisis rue des cardeurs à Perpignan.

Merci aux commerçants de nous permettre d’afficher sur leurs façades ainsi qu’aux participant(e)s qui ont répondu présent(e)s à l’appel.

Merci également aux dons de quelques copains pour nous aider à payer les impressions et qui pensent que la culture est hors champ des clichés consommables.

Ce projet est indépendant, gratuit et collectif.

Guillaume fosse / ZERO

https://www.facebook.com/100141899241673/posts/pfbid0eMQ3L55MKR9ZXhhPSEmfZj52bcFXxLRLyoZp1be1wwXhpWDzWhPcbr1bPMVThqETl/

milli graffi, “sotto la traccia, frecce”: un frammento

https://www.ilverri.it/index.php/le-collane/collana-rossa/sotto-la-traccia-frecce-detail

https://slowforward.net/2022/03/19/milli-graffi-sotto-la-traccia-frecce-edizioni-del-verri-2022/

 

ma no, ma no, ma ni, non è morta, la poesia, su

Man Ray, Paris, mai, 1924

coraggio, editorialisti e notillatori, in rete e fuori, non prendete per forza alla lettera la grigiorosea parola postpoesia: non v’impauri, campioni.

la poesia non defunse, anzi della sua viridescente vis voi siete – è fama – i promoter più scafati e, mi si consenta, fichi.

è stagione, tuttavia, che dai vostri castelli vitivinicolmente muniti oscilliate il benigno capo a far sonare il sì, a testimoniare – intendo – che nelle vostre medesime letture tante tante volte v’è occorso di non incontrare il vocabolo che amate, ossia la non-morta poesì (avvezza a resurgere ogni minuto), bensì qualche altro lemma, diverso, divergente, che magari con la suddetta non aveva accidente alcuno da spartire. (obstupescit reader).

facendo mente locale:

epiphanies (James Joyce 1900-1904), tender buttons (Gertrude Stein 1914), tropismes (Nathalie Sarraute 1939), notes (Marcel Duchamp, pubbl. post. 1980), nioques (Francis Ponge 1983, Jean-Marie Gleize), proêmes (Ponge), textes pour rien (Samuel Beckett), antéfixes o dépôts de savoir & de technique (Denis Roche), descrizioni in atto (Roberto Roversi), verbotetture (Arrigo Lora Totino 1966), bricolages (Renato Pedio), domande a risposta multipla (John Ashbery; e cfr. Alejandro Zambra, nel nostro secolo), mobiles o boomerangs (Michel Butor), visas (Vittorio Reta), postkarten (Edoardo Sanguineti 1978), sentences (Robert Grenier 1978), subtotals (Gregory Burnham), films (Corrado Costa), schizografie (Gian Paolo Roffi), drafts (Rachel Blau DuPlessis), esercizi ed epigrammi (Elio Pagliarani), frisbees (Giulia Niccolai), anachronismes (Christophe Tarkos), remarques (Nathalie Quintane), ricognizioni (Riccardo Cavallo), anatre di ghiaccio (Mariano Bàino), lettere nere (Andrea Raos), linee (Florinda Fusco), ossidiane e endoglosse e microtensori e “installances” (Marco Giovenale 2001, 2004, 2010, 2010), tracce (Gherardo Bortolotti 2005), prati (Andrea Inglese), diphasic rumors (Jon Leon 2008), united automations (Roberto Cavallera 2012), paragrafi (Michele Zaffarano 2014), incidents (Luc Bénazet 2018), sentences (Cia Rinne 2019), defixiones (Daniele Poletti),  avventure minime (Alessandro Broggi), développements (Jérôme Game), conglomerati (Andrea Zanzotto), saturazioni (Simona Menicocci), nughette (Leonardo Canella), sinapsi (Marilina Ciaco), dottrine (Pasquale Polidori), disordini (Fiammetta Cirilli), spostamenti (Carlo Sperduti), spore (Antonio F. Perozzi). E aggiungerei le frecce di Milli Graffi.

veh, quante cose si posson leggere gioendo, senza per questo ammazzare la P maiuscola. come dite? ciò purtuttavia vi noia?

ah ma ecco allora perché Emilio Villa così parsimoniosamente o punto pregiate, e v’irrita.

invece che poesie ha scritto “cause”, “variazioni”, “attributi”, “phrenodiae”, “méditations courtes”, “videogrammi”, “letanie”, “sibille”, “trous”, “labirinti”, “tarocchi”, … tutte forme disperse come, già nel 1949, i suoi “sassi nel Tevere”.

è una litofobia, la vostra, ora intendo.

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rachel blau du plessis: selected poems 1980-2020 (chax press)

DuPlessis’s Selected Poems is a generous collection including early work “rewriting the lyric” through serial poems to a comprehensive selection from her long poem Drafts. The book includes work from Traces, with Days up to 2020, including a selection of one of her collage poems.

True to their name [Drafts], the poems accent provisionality, risk, the absence of guarantee, delving into words and word parts with a heteroglossic verve that seems vengeance at times. With recourse to an astonishing range of techniques and material devices, formal concern as inclination and qualm, these poems register, lament, react to and wrestle with erosions on multiple fronts—psychic, social, historical, somatic….They affirm and negate the toll history takes on letter and spirit, affirming and negating and navigating a way between.

— Nathaniel Mackey, Chancellors’ Reading List


These new books [from Traces, with Days] remain true to the sense of loss that haunted DuPlessis’s generation and still haunts us—lost people or “the disappeared” and, increasingly, the lost species climate change brings. I have focused on the politically engaged and materially embodied nature of DuPlessis’s recent works here, and how they speak to our “catapulted” contemporary state. I have looked back at how they move on from and connect with her previous serial poems and her deep classical, Jewish, and modernist roots, and considered her restless search for new-old forms that can mirror the complexity of our “Human Universe.”

— Harriet Tarlo, Chicago Review


Throughout her distinguished career, Rachel Blau DuPlessis has explored hybridity in its many forms, working at the interstices of modern/postmodern, sacred/secular, long poem/lyric, text/image.

— Paul Jaussen

https://www.chax.org/product-page/selected-poems-of-rachel-blau-duplessis

“il verri” n. 79, giugno 2022 (in distribuzione da fine agosto)

alcuni miei (pessimi ma leggibili) scatti dal nuovo “verri”, DA NON PERDERE.
questo nuovo numero è in distribuzione a partire da fine agosto / inizio settembre:

max renkel: “mario diacono e l’apparizione dell’illeggibilità”

Macro, 21 ottobre 2021

eshes / emilio villa. s.d.

da: Claudio Parmiggiani (a cura di), Emilio Villa poeta e scrittore, Mazzotta, 2008