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La memoria digitale. Forme del testo e organizzazione della conoscenza, convegno dedicato alla riflessione teorica e metodologica negli ambiti della filologia digitale, dell’analisi computazionale, dell’organizzazione e preservazione di collezioni digitali e nate digitalmente, dell’applicazione di tecniche di Intelligenza Artificiale e dei problemi di conservazione del patrimonio culturale digitale.
Dal 5 al 7 giugno al Complesso didattico San Niccolò (via Roma, 56 – Siena) e al Santa Chiara Lab (via Valdimontone, 1 – Siena)
diretta streaming:
https://www.youtube.com/@DFCLAM_UNISIENA/streams
pagina web:
https://www.unisi.it/unisilife/eventi/la-memoria-digitale-forme-del-testo-e-organizzazione-della-conoscenza
programma:
http://www.aiucd2023.unisi.it/programma-aiucd/
L’iniziativa è organizzata da AIUCD e dal dipartimento di Filologia e critica delle letterature antiche e moderne, dal Centro Interuniversitario di studi comparati I Deug-Su e con il sostegno di CLARIN-IT, con la collaborazione del Santa Chiara Lab e dei dipartimenti di Ingegneria dell’Informazione e scienze matematiche, Scienze sociali, politiche e cognitive e Scienze storiche e dei beni culturali dell’Università di Siena.
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Nanni Balestrini, Il telegolpe, 1972, in Pod al popolo. Il podcast irregolare, ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto.

Una formazione sociale qualsiasi ha sempre l’aria di funzionare bene. Non c’è motivo perché non funzioni. E tuttavia c’è sempre un lato attraverso cui avvengono delle fughe e per cui si disfa. Non si sa mai se il messaggero arriverà a destinazione. E più ci si avvicina alla periferia del sistema, più i soggetti si trovano presi in una specie di tentazione: o sottomettersi ai significanti, obbedire agli ordini del burocrate e seguire l’interpretazione del grande prete, o essere trascinati altrove, al di là, vettore folle, tangente di deterritorializzazione. Seguire una linea di fuga, diventare nomadi, emettere quelle che Guattari poco fa chiamava particelle asignificanti.
(Gilles Deleuze, Due regimi di folli, intervento del 1974, ripubblicato anche in Due regimi di folli e altri scritti. Testi e interviste 1975-1995.
Edizione italiana e traduzione a cura di D. Borca, Einaudi, Torino 2010, pp. 6-7)
“rrrrrrr” è il progetto rumorista di Niccolò Furri (precario, montatore di testi e noise maker): si ispira ad artisti del suono come Bruce Russell, Kim Gordon e Andy Moor. Nel 2021 è uscito funeral marches per Rodenfaust Records
Dal 9 all’11 giugno, Luciano Neri, direttore della collana Il laboratorio, delle edizioni L’Arcolaio; Carlo Sperduti, curatore per pièdimosca edizioni della collana di prose brevissime glossa; e Michele Zaffarano, con la sua collana ChapBooks (TIC Edizioni), saranno a Genova, a Palazzo Ducale, per il 6° Salone dei Resilienti, nell’ambito del Festival Internazionale di Poesia ‘Parole Spalancate’.
Sarà possibile acquistare in quella sede, ai banchetti di vendita, molti se non tutti i libri delle collane, a cui si aggiungeranno titoli della serie SYN _ scritture di ricerca, curata da Marco Giovenale per la casa editrice IkonaLíber, e il libro Asemics. Senso senza significato.
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Venerdì 9 alle ore 16:45 Carlo Sperduti, insieme a Eda Özbakay, leggerà dai primi quattro volumi di glossa: l’antologia multiperso innanzitutto, e poi Statue linee di Marco Giovenale, Attribuzioni di Antonio Vangone, e Noi siamo i lupopesci di Alfonso Lentini.
Sabato 10 alle ore 18:45, Gian Luca Picconi e Valentina Mele presenteranno le ultime due uscite della collana ChapBooks, di TIC Edizioni: Antonio Syxty Fan Club, di Antonio Syxty e Language, di Jack Spicer (tradotto da Valentina Mele)
A seguire, alle ore 19:30, Luciano Neri, direttore della collana Il laboratorio (delle edizioni L’Arcolaio), presenterà Breve compendio di scenografia e prestidigitazione di Massimo Palazzi, e Masoniti di Guido Caserza.
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Il programma completo del festival è leggibile all’indirizzo https://www.parolespalancate.it/wp-content/uploads/2023/05/SALONERESILIENTIprogramma-3.pdf
La sopraelevata e sotto, i lavori in corso. Distendono il manto lo fissano.
Dalle aperture interferenze continue, i piani e a fianco i piani e i piani a fianco: tutti colti dalle interferenze invasi: non un film una canzone una conversazione illesi. Distendono e fissano il manto di carne di lingua, orario d’ufficio.
Il terzo giorno saliva. Copiosamente saliva. Bolle traslucide, lumache evocate, erotismo dapprima sotteso.
Si contraggono: muscoli, malattie.
L’installazione delle papille gustative, preferenze di bambino e un lieve olezzo. Alcuni bambini, ricordano, fragili a tal punto che si potrebbero spezzare a mano, la tentazione di farlo. La dimostrazione, la visualizzazione, passare ad altro.
Disedicolato, l’edicolante a chiusura inginocchiato: sul ciglio della lingua piegato aderente, la guancia alla strada a destra a sinistra a sinistra a destra. Così fa Alina all’altro ciglio e due persone lontane, più in là centrali, coi loro nomi a guardarsi e a guardare toccare la lingua sussulta, forse assapora. Verso lo scollamento a espletarsi del tutto ma ora e per ora è un manto disteso fissato.
In un punto della storia, non necessariamente questo, appare un taser. Verrà utilizzato nello stesso o in altro punto.
Alcuni eccitati portano altri a eccitarsi nei giorni, col passare dei giorni. Col manto di carne di lingua disteso fissato, saliva, lieve olezzo. Le gonne si siedono aperte, ingorghi, senso orale.
Nella fase successiva il corpo intorno, di cui saranno.
Si teme il momento in cui scollata e a cose fatte l’articolazione, i punti fissi e cruciali di una nuova segnaletica.
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già in ‘RadioQuestaSera’, nella sequenza
“Lo spazio del desiderio”, a cura di
Gianluca Garrapa, 6 mag. 2023:
https://open.spotify.com/episode/0LbL5WWDpW0YHGT1tR0w5V
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