Archivi categoria: zines & authors

video: gian paolo guerini, con “i-x (dal primo al senza numero)”, intervistato @ la finestra di antonio syxty

“proponeisis”, di johan jönson: per centroscritture, gustav sjöberg traduce e intervista l’autore

Oggi pomeriggio, alle 18, nuova lezione al CentroScritture (online su Zoom): nel contesto degli incontri sugli autori non italiani, studieremo la ricerca letteraria in Svezia, insieme a Gustav Sjöberg, attraverso il libro ProponeisiS, di Johan Jönson (2021).
Tutto il programma su https://www.centroscritture.it/corsi

“proponeisis”, di johan jönson: per centroscritture, gustav sjöberg traduce e intervista l’autore

Oggi pomeriggio, alle 18, nuova lezione al CentroScritture (online su Zoom): nel contesto degli incontri sugli autori non italiani, studieremo la ricerca letteraria in Svezia, insieme a Gustav Sjöberg, attraverso il libro ProponeisiS, di Johan Jönson (2021).
Tutto il programma su https://www.centroscritture.it/corsi

oggi, 27 marzo, gian paolo guerini, con “i-x (dal primo al senza numero)”, intervistato @ la finestra di antonio syxty

Gian Paolo Guerini, I-X (dal primo al senza numero)
OGGI, 27 marzo, alle ore 21, presentazione sui canali FB e YT della Finestra di Antonio Syxty (oppure qui su slowforward alle 21 in punto), con l’autore, il critico Luigi Severi, l’editore Daniele Poletti e naturalmente Antonio Syxty.

Evento facebook: https://www.facebook.com/events/716997560163574

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leonardo canella: il mio intervento a “esiste la ricerca” (milano, 18 marzo 2023)

Il mio intervento a Esiste la ricerca (Milano, 18 marzo 2023)

Leonardo Canella

1
A Esiste la ricerca io mi sono preparato. Adesso mi taglio le unghie e il giorno prima mi sono tagliato le unghie che se un editore mi invita a pranzo vede che c’ho le unghie lunghe e non va bene. Anche se Marco Giovenale mi invita a pranzo con le unghie lunghe non va bene. Marco Giovenale è uno molto importante. Così me le sono tagliate. Il giorno prima. Al B&B Hotel di Milano sesto piano camera 606. Io ho un tagliaunghie comprato in Cina.

2.
Ma sono entrato in crisi lo stesso. Tanta crisi. Barbe pelo cappellini orecchie pelose peli nel naso baffi. C’era pelo dappertutto e cappellini e occhiali da sole e ho letto Hegel capitalismo comunismo Adorno e un poeta sloveno santo subito e editoria tanto cattiva e noi invece molto pelosi e avanguardisti a cinquant’anni.

3.
Io ho avuto tanta crisi che non c’ho così tante cose intelligenti da dire, ho pensato. Io mi sono preparato e mi sono tagliato le unghie. E basta. Però Dio mi ha aiutato e mi ha mandato Antonio Syxty. Il mio mito del 18 marzo 2023 a Esiste la ricerca si chiama Antonio Syxty. A Milano Teatro Litta.  Molto peloso ma le unghie non gliele ho viste.

4.
Antonio Syxty ha parlato e non c’ho capito niente. Ha parlato otto minuti e non c’ho capito niente. Otto minuti. Ed è il mio mito. Ho già detto che le unghie non gliele ho viste però ha parlato otto minuti comunque. Poi dopo aver parlato otto minuti ha abbassato le luci della sala effetto buio peloso ed io ho pensato: Antonio è vivo! Ed è il più bel complimento che io riesca a fare.

5.
Dico subito che a Michele Zaffarano le unghie non gliele ho viste e ha meno pelo del mio mito del 18 marzo Antonio Syxty a Esiste la ricerca (Teatro Litta, dicevo). Però gli ho fatto una foto col cellulare sul palco seduto su una cassa di quelle che servono per sentire meglio. Che sembra leggero. Su una cassa di quelle che servono per sentire meglio. Sul palco. SOLO. Ecco, ho pensato che la leggerezza non ha letto Adorno e c’ha le unghie tagliate pure lei.

6.
Poi ha parlato Andrea Inglese e qui le unghie e il pelo non c’entrano. Lo ammetto. Andrea Inglese ha parlato di capitalismo e letteratura con la montatura degli occhiali che non ci sta bene. Sul naso. Io ho di questi pensieri. Anzi, ho solo questi. Sul naso. Però Andrea Inglese c’ha la montatura degli occhiali giusta quando scrive. Che è bravissimo. Leggera come Zaffarano seduto su una cassa di quelle che servono per sentire meglio al Teatro Litta (cfr. supra). Ecco, c’erano poche montature degli occhiali giuste mi sembra una conclusione che qui ci sta bene. In via Magenta 24 a Esiste la ricerca a cura di Antonio Syxty, Michele Zaffarano e Marco Giovenale

7.
Chiudo con uno che voleva solo farsi vedere e dire la sua per dire anch’io sono un avanguardista di cinquant’anni ci sono, sono il più bravo e ho scritto cose intelligenti e bellissime le dovete leggere. ‘Quello è Canella’ mi ha detto la Polly tornato in hotel. ‘E mi ha detto che c’ha le unghie tagliate!’ ha aggiunto.

Fine

oggi, h. 18, incontro dal vivo e online con i libri di carlo sperduti

Oggi alle 18:00, tra appena un’ora, a Perugia: Le regole di questi mondi, un incontro sui libri di Carlo Sperduti, e sulle sue curatele per pièdimosca edizioni, insieme a Niccolò Brunelli e Alyssa D’Errico, in via della Cupa 52, presso il Collegio della Sapienza.

L’incontro è aperto al pubblico e può essere seguito dal vivo o su zoom:
https://us02web.zoom.us/j/88479473000?pwd=SVVWcmRQU3g3WlJZTEdzMDd5VzJGQT09
ID riunione: 884 7947 3000
Passcode: 566951

il cane con la pipa in bocca, #2: altri punti & spunti sull’idea dell’erosione della “percezione del letterario”

Alle riflessioni sulla “percezione del letterario” (che starei per anfibologizzare in “perversione del letterario”: nel senso che il letterario effettivo è felicemente perverso, ma anche che il letterario contemporaneo – geneticamente mutato – s’è infelicemente pervertito), riflessioni registrate tre giorni fa qui, accosterei non senza pertinenza stretta, credo, alcuni frammenti della succulenta intervista rilasciata da Andrea Cortellessa a Maria Teresa Carbone su LPLC grosso modo nello stesso tratto di tempo:

“nel momento in cui i sistemi di intermediazione si assoggettano alla logica quantitativa e quindi alle fasce di pubblico più basse, la situazione continua a peggiorare,
[…] Oggi mi pare che il principio non sia più quello di tradurre ciò che di complesso viene prodotto, non solo in ambito letterario ma anche scientifico, sociologico, psicanalitico e via dicendo, ma viceversa di selezionare i materiali da proporre al pubblico in base alla loro comprensibilità più o meno presunta, secondo quello che Gadda chiamava l’«uso Cesira»: dove appunto la signora Cesira pretende che ogni oggetto a lei sottoposto sia abbassato al suo livello. 
[…] Oggi, in nome di una presunta democraticità, ma dal mio punto di vista in funzione di una commercializzazione coatta, i materiali vengono predigeriti, anzi previsti e preconfezionati dagli stessi autori per essere solubili e divulgabili. Tutti noi che leggiamo abitualmente testi inediti di narrativa abbiamo assistito negli ultimi decenni all’aumento esponenziale della quantità di giovani autori che hanno introiettato il principio secondo il quale il loro testo deve essere traducibile, “cesirizzabile”, in forma di fiction audiovisiva. Ecco, questo predigerire i materiali anziché tradurli mi pare uno degli effetti più perniciosi di una falsa democrazia della comunicazione operata fondamentalmente dalla disintermediazione della rete”.

[AC] 

Condivido. E aggiungo:
– Quando dico che – soprattutto sul versante della narrativa – le esigenze di “abbassamento di livello” imposte dalla grande distribuzione libraria (prima ancora che dagli stessi editori) retroagiscono lungo tutta la filiera della produzione del libro fino a predeterminare i movimenti delle mani dell’autore sulla tastiera; e
– quando dico che l’accresciuto successo commerciale della poesia pubblicata oggi in collane decenni fa eccellenti è la conseguenza di un adeguamento delle collane medesime al bassissimo livello di percezione del letterario nella stragrande maggioranza dei lettori anche forti, in fondo, non dico granché di diverso da quanto osservato da Andrea.

Sul versante della poesia o delle scritture con intenzioni di poesia, poi, l’evidenza del fenomeno per cui “negli ultimi decenni” c’è stato “un aumento esponenziale della quantità di giovani autori” quasi pre-microchippati dal detto abbassamento, è splendentissima. Più che palmare.

Se forse ancora i giovani narratori sudano un po’, si forzano e “si adattano” a pettinare i testi che la signora Cesira deliberà (meglio, possibilmente, se sversati in tv), mi sembra che i giovani poeti, che fortunelli!, nascano già “adattati”, già pettinati e bloccati – nelle loro acconciature neosereniane o neodeangelisiane o new age – da un bel casco di gel o fissatore, Inamovibile.

Esito del tutto logico di quarant’anni di poesia per il pubblico.

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esce il nuovo numero (22) di ‘sud’

Esce il numero 22 della rivista “Sud” diretta da Francesco Forlani.

Ci sono due racconti inediti di Pascale Privey e Pia Petersen in traduzione italiana (a cura di Luigi Toni). Ci sono alcuni “objets” inediti di Marco Giovenale. Poi tante altre “cose, atlanti, lime, soglie, coppe, chiodi”. Dentro ci sono: Fernando Arrabal, Giuseppe Catenacci (Cento anni di Raffaele La Capria), Gianni Biondillo, Paolo Pelliccia, Tiziana Gazzini, Gigi Spina, Alexandra Petrova, Giorgio Mascitelli, Monica Battisti, Mario Bernardi, Silvana Nitti e molti altre/i. Il numero si chiama “Bibliopolis” è dedicato ai libri, da Fahrenheit 451 a Il nome della Rosa, passando per le ossessioni di Elias Canetti, Walter Benjamin, Jorge Luis Borges, ma anche alla vertigine della lettura, alle biblioteche, ai labirinti, alla passione che divora, ai detective selvaggi, un po’ anarchici come Fabio Montale o Pepe Carvalho, fino alla paura che tutto quel mondo abitato da libri e bibliotecari possa andare perduto. “Uomini e libri, dunque, come un’unica e sola natura, quasi restituendo alla parola autodafé il senso originario di sacrificio dei corpi”. Bibliopolis è anche la città dei libri in cui probabilmente tutti noi vorremmo abitare.

allan bealy: “tokens” (red fox press)

Allan Bealy is a Canadian graphic designer and collagist, living in the sovereign state of Brooklyn.
He has been active in publishing two arts magazines: Davinci in Montreal in the mid 70s and Benzene in New York through the mid 80s. He has been allowed a number of solo exhibitions in Montreal, New York and Sweden and participated in numerous group shows. There are several collections of his collages published, including three by Red Fox Press, the most recent, Conjure, in 2021. He has also self-published 35 Chairs in 2015 and February Notebook in 2019. His current art practice focuses on collage and mixed media projects.

Visual Poetry and collages

A6 format – 40 pages – laser printing.

http://redfoxpress.com/dada-bealy2.html

william burroughs @ semiose (paris): “the ripper spirals”, till april 29

Jean-Max Colard (Translation: Chris Atkinson):

<<Both close up and from a distance, the paintings “executed” by Burroughs in Kansas, in the 1980s and after, seem to me to be the epitome of punk painting.
[…]
Burroughs […] prevents any direct and convenient communication between the paintings and their viewer, refusing any messaging, gluing (sometimes repeatedly) images from magazines to the canvases, saturating the spaces with marks; jamming is obviously the true modus operandi of these paintings.
[…]
Paul B. Preciado, in Dysphoria Mundi (2022): “For Burroughs, these acts of sabotage had a therapeutic, almost organic purpose. They were intended to heal the social body: mass communication had generated a form of contamination, against which it was only possible to fight by intentionally hijacking the inscription machines. Electronic guerilla warfare was the only thing capable of ‘releasing the virus contained in the word and thus bringing about social chaos’”.
[…]
writing (and also language, speech and communication) is always an infection. Yet Burroughs’ proactive proposals to deal with this contamination are crucial: “For Burroughs, the writer and activist’s task was to attempt to use language as an inoculation, as a vaccine. Language has infected us and we can only be cured by the intentional hijacking of the semiotic machines that inhabit us”, and that includes turning them against themselves and against the poisonous power they exert on us and within us>>.

read the whole text here:
https://www.e-flux.com/announcements/526717/william-s-burroughsthe-ripper-spirals/