https://antinomie.it/index.php/2021/09/30/nello-sciame-asemic-talks/
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adesso è più chiaro quello che intendo per kitsch (e kitsch incosciente) anche in poesia? o flarf irriflesso.
(il flarf propriamente detto è invece ‘intenzionalmente’ kitsch, ‘vuole’ far raggricciare di orrore).
sono sicuro che lo scultore di Padre Pio può motivare con ragioni ritmiche (e rimiche) millimetriche la sua opera. dirci il perché dell’inclinazione, della pesantezza della struttura, del volto ardito del frate, della rampa di lancio o sbilanciamento, del cappuccio che svolazza con effetto “fiamme di Ghost Rider”, del corpo bucato, a cassetti, e incastrato anzi ‘incriccato’ dell’eroe della fede. sono sicurissimo. immagino riferimenti a Dalì, Savinio, cubismo, bizzarrie seicentesche, Giovanni Battista Bracelli, la Marvel.
l’opera è iper-motivata: da elementi di ‘necessità’ formale. ne possiamo essere certi. in ogni sua parte e nel complesso morfologico/semantico si ‘spiega’. ha struttura.
ma?
ma è irrimediabilmente inconsapevolmente orrenda, pacchiana.
imbarazza, fa ridere, stop.












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nelle foto:
il monumento a Padre Pio (Benevento), un’opera di Bracelli, i prevedibili robottoni (Daitarn 3 in testa), e il pregevole/ironico tavolino cubo di Antartidee.
La mostra “A Due. L’Art Brut nella collezione Giacosa-Ferraiuolo” inaugura il nuovo spazio espositivo SIC 12 Art, a Roma, un progetto di Gustavo Giacosa e Fausto Ferraiuolo.
SIC 12 Art è il primo spazio espositivo in Italia dedicato alla ricerca e alla diffusione dell’Art Brut e ai dialoghi possibili con l’arte contemporanea.
La mostra “A Due. L’Art Brut nella collezione Giacosa-Ferraiuolo” propone un approfondimento nell’Art Brut , nozione creata dall’artista francese Jean Dubuffet nel 1945 per indicare un’arte che origina dalla intima necessità dell’artista scevra da modelli di riferimento, stilemi e percorsi accademici.
In mostra, una ventina d’artisti tra i più rappresentativi di questa corrente artistica satellitare alla storia dell’arte.
Tra gli artisti esposti, ignari delle regole dell’estetica quanto delle leggi di mercato, troviamo alcuni scoperti dallo stesso Dubuffet, come Aloïse Corbaz e Carlo Zinelli, accanto a scoperte più recenti quali Franco Bellucci e Giovanni Galli.
L’elenco completo: Roger Angeli, Franco Bellucci, Aloïse Corbaz, Éric Derkenne, Janko Domsic, Iréne Gérard, Giovanni Galli, Josef Hofer, Dwight Mackintosh, Michel Nedjar, Masao Obata, Marilena Pelosi, Prophet Royal Robertson, Friedrich Schröder Sonnenstern, Lewis Smith, Charles Stefen, Dominique Thèâte, William Tyler, Eugene Von Bruenchenhein, Carlo Zinelli.
L’esposizione, dopo essere stata presentata con grande successo in Francia nel 2020 presso la Galerie Zola/Cité du Livre di Aix-en-Provence, giunge a Roma accompagnata da un ricco programma di eventi collaterali organizzati in collaborazione con l’Università La Sapienza e con il patrocinio del Comune di Roma – VIII Municipio.
Per Emilio Villa tutto è oggetto/soggetto e supporto di scrizione, iscrizione, sovrascrittura, rilancio e metamorfosi e nuovo projectum del senso-non-senso.
Il segno, più e meno leggibile, più e meno incardinato in una sequenza di altri suoi simili in rigorosa anarchia, è quasi una marcatura anzi materia ontologica. Esiste a prescindere dai suoi testimoni, e dalla storia che gli seguirà.
Non sdegna né di venir ignorato, né di darsi come inciso in uno o altro fenomeno umile, sia esso naturale o frutto secondo, originato da culture (remote o recenti).
Brocche in vetro, polistirolo, sassi, piatti di plastica, cellophane, tutti i tipi di carte e cartoncino. E poi moltiplicazione, dispersione, perdita/abbandono, dimenticanza, cancellazione, distruzione: queste in fine (e per principio) le ultime estreme superfici dei segni di Villa, e la loro – per questo illimitabile – profondità.
Qui una bella recensione alla mostra Il volto dei libri, dedicata alle copertine più interessanti e curiose dei libri del ‘900, in mostra al Castello di Santa Severa, a cura di Giuseppe Garrera e Igor Patruno: http://priorifriggi.blogspot.com/2021/09/nelle-copertine-il-volto-dei-libri.html
Intervista a cura di Tommaso Giartosio

il podcast dell’intera puntata di Fahrenheit è ascoltabile e scaricabile qui:
https://www.raiplayradio.it/audio/2021/09/FAHRENHEIT-01b62b16-ae92-453a-a49b-ccd8d6ab22c9.html
(l’intervista inizia a 35′ 45”)
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Chi fosse invece interessato alla sola intervista a Fiori e Giovenale può ascoltarla qui:
(Giovenale parla del libro La gente non sa cosa si perde :
https://ticedizioni.com/products/la-gente-non-sa-cosa-si-perde-giovenale)
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Gianfranco Baruchello
Psicoenciclopedia possibile
Fondazione Baruchello, con il sostegno dell’Italian Council (VII edizione, 2019), programma di promozione internazionale dell’arte italiana della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, presenta il ciclo di mostre e presentazioni:
GINEVRA, Centre d’Art Contemporain Genève:
15 settembre – 17 ottobre 2021
PARIGI, Bibliothèque Kandinsky – Centre Georges Pompidou:
25 settembre – 24 ottobre 2021
NEW YORK, CIMA – Center for Italian Modern Art:
6 – 12 dicembre 2021
L’associazione “L’orecchio mancante”, ente di diritto privato senza fini di lucro, ha l’obiettivo di tutelare e promuovere l’identità e eredità culturale di Carmelo Bene.
L’orecchio mancante, che prende il nome da una delle opere dell’Attore, si propone, attraverso la sua attività, di conservare, raccogliere, localizzare il suo lascito materiale e intellettuale. Per perseguire tale scopo, è intenzione dell’Associazione, organizzare iniziative culturali, progetti di ricerca e divulgazione scientifica, rapportandosi a personalità culturali di primo piano, altre associazioni o enti, pubblici e privati. Parte integrante della sua missione è quello di individuare e segnare le tracce lasciate dall’artista nel corso della sua carriera, entrando in contatto con archivi, biblioteche, teatri storici, fondazioni, centri di documentazione.
L’associazione “L’orecchio mancante”, riunisce alcuni tra i più importanti collaboratori di Carmelo Bene, personalità di spicco nel mondo del teatro che si sono mossi nella sua traiettoria di ricerca, persone di alta competenza e riconosciuti meriti nel campo della cultura italiana ed internazionale, esperti scientifici dell’artista e esperti nei vari campi su cui l’artista ha operato (teatro, musica, cinema, filosofia, letteratura) o che incontrano specifiche competenze utili ad approfondire il lavoro di Bene sia dal punto di vista teorico (arte, media, tecnologie, psicologia, antropologia) che pratico (archivistica, organizzazione bibliografica, digitalizzazione).
Sono membri dell’Associazione “L’orecchio mancante”, per la valorizzazione dell’Opera di Carmelo Bene:
Beatrice Barbalato, Presidente dell’Osservatorio scientifico della memoria autobiografica scritta, orale iconografica, Professore Université Catholique de Louvain
Francesca Bria, Presidente Fondo Nazionale Innovazione- CDP Venture Capital SGRe Membro del Consiglio di Amministrazione della Rai. Già Assessore all’Innovazione della Città di Barcellona.
Pietro Bria, Psicoanalista e Professore di psichiatria, Università Cattolica, Policlinico Gemelli, Roma
Luca Buoncristiano, autore e Illustratore. Ha collaborato con la Fondazione L’Immemoriale di Carmelo Bene, curando la catalogazione del lascito artistico dell’attore. Nel 2012 ha pubblicato per Bompiani “Panta Carmelo Bene”.
Sandro Cappelletto, Scrittore, giornalista e storico della musica. È autore di programmi radiofonici e televisivi. Cura ed è direttore scientifico del volume Musica per la collana Il contributo dell’Italia alla storia del pensiero (Treccani, 2018). Accademico dell’Accademia Filarmonica Romana, ne è stato direttore artistico dal 2009 al 2013.
Roberta Carlotto, Direttrice e fondatrice del Centro Teatrale Santacristina, ha curato le produzioni radiofoniche e televisive Rai di Carmelo Bene, direttrice dell’archivio Luca Ronconi.
Romeo Castellucci, regista teatrale e scenografo. Il suo lavoro è regolarmente invitato e prodotto dai più prestigiosi teatri di prosa, teatri d’Opera e festival internazionali. Nel 2013 è insignito del Leone d’ora alla carriera dalla Biennale di Venezia.
Piersandra Di Matteo, Studiosa, drammaturgo e curatrice nel campo delle arti performative. Da anni è la più stretta collaboratrice teorica di Romeo Castellucci, con il quale lavora nei maggiori teatri e festival internazionali.
Tiziano Fario, Scenografo e scenotecnico di Carmelo Bene.
enrico ghezzi, Critico cinematografico, scrittore, autore e conduttore televisivo.
Jean-Paul Manganaro, saggista, traduttore e accademico francese, professore emerito di letteratura italiana contemporanea all’Università di Lilla., è uno dei più principali traduttori di testi italiani in Francia (Gadda, Calvino, Pasolini, Pirandello, Tomasi di Lampedusa, Consolo, Camon, Calasso, Tabucchi, Del Giudice, Magris, Mari, Moresco, ecc), di Carmelo Bene ha tradotto l’Opera Omnia e i suoi testi su Carmelo Bene fanno parte del canone critico.
Lydia Mancinelli, Collaboratrice, attrice, organizzatrice e compagna di Carmelo Bene per i primi venti anni della sua carriera, il suo più grande sodalizio artistico.
Evgeny Morozov, Scrittore, storico della scienza, Fondatore di The Syllabus.
Francesca Rachele Oppedisano, Curatrice e studiosa. Ha co-curato per la Fondazione L’Immemoriale di Carmelo Bene, la catalogazione del lascito artistico dell’attore, lavora per il Palazzo Delle Esposizioni presso cui ha curato due mostre su Carmelo Bene nel 2013 e 2019.
Federico Primosig, Filosofo, esperto dell’opera di Bene, è tra gli organizzatori del festival internazionale di arte disegnata e stampata “Crack!” che si tiene a Roma dal 2005
Gianluca Zaccagnino, Giornalista politico, lavora come portavoce istituzionale in Parlamento e presso la Presidenza del Consiglio. Laureato sull’opera di Carmelo Bene.
mail dell’associazione: info@lorecchiomancante.it
AAIE (Roma, via Sermide 7) promuove lo scambio di arte e cultura tra Cina e Italia.
Lunedì 27 settembre dalle ore 19 siete invitati a scoprire questo interessante centro culturale, sarà anche l’occasione per visitare la mostra La figurazione dell’immaginario “QUINTETTO” che mette in dialogo Pier Luigi Berto, Beatrice Cignitti, Giovanni Tommasi Ferroni, Maya Kokocinski Molero, Adriano Pompa, a cura di Wang Yongxu. A seguire, sempre il 27 settembre, improvvisazioni musicali e incontri. Ingresso libero con green pass.
N.b.: La mostra La figurazione dell’immaginario “QUINTETTO”, inauguratasi pochi giorni fa, rimarrà aperta fino al 3 ottobre, dal mercoledì alla domenica dalle 13:30 alle 19:30.
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from:
http://tomtaylorpoemsandtexts.blogspot.com/
Thomas Lowe Taylor — JUMPING, FLASHING
At start and locked into borrowed vocabularies, dictions, syntaxes, the whole trap of history, I neglected forward out of pure denial, that if a word came up through the mechanisms of selection and association, I would jump as far in the other direction as possible, I would JUMP out of the norm into its undeniable, associational, negational Other. This the early mode, as has, so let.
POSTED BY JIM LEFTWICH AT 12:57 PM
Thomas Lowe Taylor — SYNTAXIN
So if anything is the sum of all you can bring to it, then each word is a syntax of its own dimensions in reference to its past and its future as well indicating neither time nor space but both together.
POSTED BY JIM LEFTWICH AT 12:53 PM
Thomas Lowe Taylor — SLASH AND BURN POETICS
Who controls language controls control