le intenzionali falle nelle difese israeliane il 7 ottobre, e la direttiva hannibal
https://www.facebook.com/share/16aso8Dja4/
tr. it. La Zona Grigia
le intenzionali falle nelle difese israeliane il 7 ottobre, e la direttiva hannibal
https://www.facebook.com/share/16aso8Dja4/
tr. it. La Zona Grigia

https://ilmanifesto.it/palestina-lisola-che-non-ce
#Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento
25 luglio 2025
In 72 ore, 21 bambini sono morti di fame a Gaza. Medici, giornalisti e operatori umanitari sono allo stremo per la fame, mentre centinaia di persone sono state freddate in fila per ricevere cibo.
Appena 10 giorni fa, l’Alta Rappresentante dell’UE si è rifiutata di chiedere sanzioni, affermando di vedere “segnali positivi” da parte di Israele. E ora, mentre le prime pagine di tutto il mondo mostrano bambini ridotti pelle e ossa, i leader europei vogliono rimandare ogni decisione a dopo le vacanze estive? Inammissibile.
Ma si sta preparando una ribellione diplomatica. In un gesto senza precedenti, 58 ex ambasciatori europei hanno lanciato un appello pubblico ai leader: SANZIONATE ISRAELE. Uniamoci a loro in questo slancio per chiedere azioni concrete per fermare la carestia. Se i leader sono già andati in vacanza, gli consegneremo il nostro appello ovunque si trovino.
#Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento
per questo individuo, tutto il popolo di Gaza va annegato. 2 milioni di persone circa.
c’è ancora qualcuno che si interroga sulla parola “genocidio”?
sono due anni che ministri, politici, conduttori di programmi tv, giornalisti, influencer, e personaggi di ogni tipo, da israele, inneggiano alla distruzione completa del popolo palestinese.
diciamo che è piuttosto chiaro cosa significa israele per loro, e su cosa questo stato genocida è nato e si è fondato e nutrito, in sostanza, fin da prima del 1948.
#Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #amichaieliyahu
beware: strong images
plus:
and much more here in this folder (about August only):
Breaking: as International Court of Justice reads out order on ILLEGALITY of Israel’s occupation, Israel’s specialist terror militias (masked Jewish settlers backed by IDF / IOF) are attacking Palestinian homes & businesses in Huwara (S. Nablus, West Bank) smashing, burning, attempting to kill Palestinians
https://x.com/JalalAK_jojo/status/1814304583310508257
Nessuna immagine o video ha subìto censura. Chi decide di prenderne visione o scaricarli è libero di farlo, responsabilmente, ossia sapendo che si tratta di materiale sensibile, da non mostrare in nessun caso a bambini o a persone impressionabili. La documentazione è senza filtri e riguarda in buona parte gli orrori perpetrati dall’odio sionista in Palestina.
Questo il link: https://mega.nz/folder/jl0HWRwK#P5ffr9uWkTDuO5iNSaHk-A
N.b.: La cartella potrà essere eventualmente aggiornata con ulteriori testimonianze

the whole world each day can verify how moral the most moral army in the world is
https://twitter.com/QudsNen/status/1755744199570248032
*

https://twitter.com/alaaabuspetani/status/1755775742892229026
*

https://www.instagram.com/reel/C3Gyp2xINHP/
= https://t.ly/jEYBL
https://twitter.com/QudsNen/status/1755847721842360397
*

https://twitter.com/Timesofgaza/status/1755833910217597142
*

https://twitter.com/Timesofgaza/status/1754920389690720539
*

https://twitter.com/missfalsteenia/status/1755601753666658668
*
Feb 9th, h. 11:20am

https://twitter.com/QudsNen/status/1755882555222413731
*
Feb 10th



*
Ben Gvir incita a sparare a donne e bambini
https://twitter.com/QudsNen/status/1757073157796553119
(del resto le truppe israeliane quasi non fanno altro)


For nearly a whole day, 6-year-old Hind Rajab has been trapped in a car with six martyred members of her family.
6-year-old Hind and her 15-year old cousin Layan were the only survivors after the IOF opened fire on the car they were in yesterday.
This chilling audio recording captures the moment that occupation forces opened fire on 15-year-old Layan Hamada as she asked for help from the Red Crescent teams, just before occupation forces opened fire on her, leading to her martyrdom.
The Palestinian Red Crescent has lost contact with the team that went to rescue Hind for over 18 hours.
From the RNN site, 30 Jan 2024, h 11:30pm
*
also read https://twitter.com/akh1e/status/1752313284286374012


*




As for now, still no news about/from the Red Crescent rescue team
Gli artisti e le artiste, gli/le intellettuali, le associazioni culturali che firmano questa Lettera aperta, avvertono l’ineludibile bisogno di prendere posizione di fronte a quanto sta accadendo a Gaza e in tutta la Palestina, e di invitare alla mobilitazione, nelle forme e nei modi che decideremo insieme.
Gaza ha superato il punto di collasso: l’ONU ha descritto il suo stato come “apocalittico”. Diciamo basta. Non possiamo parlare di bellezza, di cultura, di musica, di teatro, di cinema, raccontare la storia e le storie dell’uomo, ignorando l’infamia di cui siamo spettatori inerti e impotenti. Di fronte a tutto questo noi artisti, studiosi, intellettuali e operatori culturali possiamo essere ancora e nuovamente comunità, con un ruolo da svolgere. Riteniamo che il nostro compito, oggi più che mai, sia quello di esercitare uno sguardo che creando bellezza, raccontando verità, metta a nudo l’offesa in atto a Gaza e in Cisgiordania, nei confronti non del solo popolo palestinese, ma della intera umanità, perché denunciandola, ci si avvicina ad esercitare anche un altro diritto: il diritto al sogno. Il sogno di una società giusta e pacifica nella quale ogni essere umano possa non soltanto vivere, ma anche esercitare il proprio diritto appunto al sogno, e alla bellezza.
Il bilancio delle vittime palestinesi nella Striscia di Gaza, secondo gli ultimi rapporti pubblicati da Euro-Med Human Rights Monitor ha superato quota 22.000 (secondo altre fonti ha già toccato la quota 30.000). Fino a martedì 26 dicembre, calcolando anche i morti dispersi sotto le macerie, sono stati uccisi 29.124 palestinesi. La stragrande maggioranza degli uccisi erano civili, tra cui 11.422 bambini, 5.822 donne (numeri che crescono di ora in ora). Più di 1.000 bambini palestinesi hanno perso una o entrambe le gambe, o le braccia.
Il 90 per cento degli edifici di Gaza è stata raso al suolo o danneggiato in modo irrecuperabile. I giornalisti uccisi sono 101, il personale santitario tra medici e paramedici ammonta a quota 226. I profughi – a cui è stato intimato di abbandonare entro 24 ore le loro case e spostarsi a Sud in campi profughi “sicuri”, a loro volta bombardati – sono 1.900.000.
Secondo l’inchiesta del New York Times e rilanciata dalla Cnn, Israele a sud di Gaza nelle aree in cui aveva spinto i civili a fuggire dopo l’inizio dell’operazione di terra, ha usato munizioni altamente distruttive che moltiplicano i rischi di vittime civili collaterali. Le bombe in questione sono le MK-84 da 900 chili di peso, le più distruttive degli arsenali militari occidentali. Bombe che, secondo gli esperti militari Usa consultati dal Times, non vengono quasi mai sganciate dalle forze statunitensi in aree densamente popolate, proprio per i rischi che rappresentano per la popolazione civile. I gazawi sono privati di acqua potabile, carburante, energia elettrica, cibo, attrezzature mediche, presidi sanitari. Gli ospedali sono costretti a compiere amputazioni di arti senza anestesia, sempre se intanto non vengono bombardati, perché ormai la regola degli israeliani è colpire anche gli ospedali, le scuole, i luoghi di culto, i musei. “Nessun luogo è sicuro” hanno dichiarato i rappresentanti dell’Agenzia ONU per i rifugiati, quelli sopravvissuti alla strage che “l’esercito più morale del mondo” (come si autodefinisce) ha compiuto e compie quotidianamente, anche del personale ONU (finora circa 140 uccisi). Centinaia di civili arrestati, denudati, umiliati dai soldati israeliani. E mentre l’esodo forzato dei palestinesi prosegue, governanti di Israele dichiarano, tranquillamente, che annetteranno il territorio di Gaza, e che i palestinesi se ne devono andare, addirittura qualcuno ha ipotizzato l’America Latina.
Nei giorni scorsi sono stati trucidati dall’IDF tre ostaggi israeliani mentre sventolavano bandiera bianca, perché creduti palestinesi. Il che si traduce nella candida ammissione che l’esercito israeliano spara anche ai civili palestinesi, senza preoccuparsi, il che del resto è accaduto anche nella fatidica giornata del 7 ottobre. L’Agenzia ONU per i rifugiati denuncia Israele per aver bombardato un convoglio di aiuti umanitari, che percorreva una strada indicata dalle forze israeliane come sicura.
Questa catastrofe (che non a caso è il significato preciso, drammatico della parola “Nakba”, per i palestinesi) non è un evento “naturale”, è invece frutto di scelte, di azioni determinate e perseguite lucidamente. Ciò che accade in Palestina è sconvolgente, inumano, inammissibile sotto ogni riguardo. Noi stiamo assistendo non ad una guerra, ma allo sterminio premeditato di un popolo inerme. È l’abominio che, attraverso l’ennesimo travestimento semantico, si camuffa da “diritto alla difesa”.
Di fronte a tutto ciò riteniamo che la neutralità, l’equidistanza corrispondano a una forma di complicità: ma anche il silenzio è una forma di connivenza con chi opprime, chi distrugge, chi imprigiona, chi uccide, con chi stermina indiscriminatamente persone “fragili”: anziani, donne, bambini. Come ha detto Papa Francesco, questo del 2023 è stato “Il Natale di Erode”. E il nostro cuore è gonfio di sdegno, ma non vogliamo più accontentarci di questo, vogliamo mobilitarci e invitare alla mobilitazione.
Perciò noi sottoscritti, ci uniamo e intendiamo mobilitarci per chiedere:
– Il cessate il fuoco permanente a Gaza per impedire che lo sterminio prosegua con altre decine di migliaia di uccisioni indiscriminate di civili palestinesi, e che i palestinesi siano costretti ad abbandonare Gaza, il suo territorio, le sue acque.
– La denuncia inequivocabile dei crimini che Israele sta compiendo nella Striscia di Gaza, ed il rifiuto della logica giustificante dell’ingannevole frase “Israele ha diritto a difendersi”. Non ci si difende annientando un popolo inerme e incarcerato in un fazzoletto di terra, sottoposto a un blocco atroce che dura da un ventennio.
– Il diritto di esprimere liberamente, sulla base delle nostre conoscenze e delle nostre sensibilità di artisti e intellettuali, analisi e valutazioni della crisi in atto in Medio Oriente, a cominciare dalla denuncia che tutti noi abbiamo fatto per gli aspetti feroci dell’attacco di Hamas del 7 ottobre, consapevoli che quella ferocia che condanniamo non che è l’altra faccia della medaglia: l’occupazione abusiva e la pratica dell’apartheid da parte del governo israeliano.
– Il diritto di non accettare più in nessuna forma il ricatto della Shoah, la speculazione politica da parte del sionismo, e di non avere paura dell’accusa grottesca di “antisemitismo”, accusa che senza pudore anche oggi, per ignoranza o malafede, viene riproposta contro chiunque osi denunciare il genocidio in atto contro il popolo palestinese.
– L’incriminazione di Benjamin Netanyahu (e dei suoi ministri) come da poco ha fatto il Sudafrica, davanti alla Corte Internazionale di Giustizia dell’ONU per crimini di guerra e contro l’umanità ai sensi della Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio delle Nazioni Unite.
– Proprio come i firmatari del primo appello in difesa del capitano Alfred Dreyfus, guidati da Emile Zola nel 1894, come artisti e intellettuali, noi riteniamo di avere il diritto ma anche il dovere di scendere in campo. Di uscire dal silenzio, e di invitare tutti i nostri sodali a fare altrettanto. Per questa ragione, con la firma di questa lettera, proclamiamo l’impegno a progettare insieme strategie, eventi, articoli, testi poetici o narrativi, spettacoli, performances artistiche, drammaturgiche, cinematografiche e musicali, che facciano sì che questa lettera non sia un mero sfogo, ma una chiamata a raccolta, un momento di inizio: siamo qui per restare, e agire: vogliamo essere voce e non complice silenzio.
Ci diamo appuntamento ad un prossimo raduno in forma virtuale, per ora, su una piattaforma che ce lo consenta, per definire collettivamente tali strategie.
Promotori:
Angelo d’Orsi, Storico, Giornalista, Organizzatore culturale
Alessandro Negrini, Regista