Archivi categoria: experimental poetry

boxon @ tapin2

Centinaia i motivi per cui i lettori e i critici italiani non sono giustificati nella loro mancata conoscenza della ricerca letteraria francese. Uno dei motivi è la disponibilità in rete di moltissimi materiali, per esempio la rivista BoXoN, scaricabile da tapin² :

https://tapin2.org/la-revue-boxon

La revue BoXoN existe depuis 1997. Elle a toujours été imprimée à la photocopieuse et sans subvention. À l’été 2020, 33 numéros existent dont deux CD, un numéro vidéo en ligne et un numéro liquide. La périodicité de la revue reste mystérieuse.

Sont numérisés ou encodés et consultables en ligne sur ce site tous les numéros suivis du signe : ✓. Soit, au 22/06/20, la totalité des anciens numéros papier et CD (à l’exception du numéro liquide car on n’y arrivera pas).

Le dernier numéro publié n’est disponible qu’au format papier pour remercier ceux qui soutiennent la revue en s’y abonnant.

La revue ayant été créée à ce format et à ce prix afin d’être abordable par tous, sa numérisation permet d’éviter toute spéculation sur d’anciens numéros devenus rares. BoXoN est une revue pas chère et elle le restera. Seule la poésie qu’elle véhicule doit avoir de la valeur.

Les derniers numéros sont disponibles, n’hésitez pas à commander.

“corrado costa… ci sei?” – video di documentazione della biblioteca panizzi di reggio emilia

Nel 2021, a trent’anni esatti dalla scomparsa dell’artista e poeta, una riflessione sul lavoro di Corrado Costa, prendendo spunto dalle nuove acquisizioni dell’archivio custodito in Biblioteca Panizzi. Interventi di Annalisa Rabitti, Giordano Gasparini, Chiara Panizzi, Aldo Tagliaferri, Paul Vangelisti, Ettore Rocchi, Amedea Donelli, Fabio Orecchini, Chiara Portesine.

‘koko’ – next generation journal, issue #1, “text/image parergon”

KOKO – Next Generation Journal

Text/Image Parergon

Here is the first thematic “space” of KOKO – The Next Generation Journal, a Shared Campus publication.

Text/Image Parergon explores potentials and challenges in the relations of scriptorial and pictorial signs. How do text and image respectively frame an artefact? Does the combination of both constitute an extended value or merely a supplementary by-product that primarily appeals to the visual and other senses? Should such parerga be considered positively as added experiential benefit, or negatively as distractive embellishments of a core? Questions like these are explored in an initial set of academic “Conversations”, through the “Proceedings” of a dedicated conference and in image-with-text “Essays” by researchers working on and across the boundaries of scholarly research and creative production.

Visit Text/Image Parergon

 

Conversations

Proceedings: Distancing – Contemporary Art in Reciprocity with Philosophy

Hosted on 16 May 2019 at the Kunstraum Kreuzlingen (CH) by the Zürich University of the Arts the symposium was set to explore the iconography of philosophical texts – in particular the imagery of Lady Philosophy as first introduced into philosophical tradition by the late antique writer Boethius (477–524) in his work The Consolation of Philosophy (approx. 524). The juxtaposition of medieval thinking, its articulation in illuminations, and in return their impact as challenge for contemporary creative practices, highlighted the need to investigate the mostly unquestioned principal opposition between immaterial thoughts and materialized images.

Essays

Space Editors: Peter Benz & Nils Röller

KOKO Editorial Statement

It is the ambition of KOKO to establish a lively and continuously evolving community of researchers contributing to respective topics; we therefore are always interested to receive feedback and/or potentially new contributions also to already existing “spaces”.
Where the more conventional formats have exhausted their possibilities, artists, designers and/or other creatives may use KOKO to create a metaphorical space for exchange through an externalised conversation between the researcher/creative practitioner and her subject.
 

www.koko-journal.net
www.shared-campus.com

patrizio peterlini: “leggere immagini. guardare parole” (danilo montanari editore, 2023)

dav

Patrizio Peterlini

LEGGERE IMMAGINI
GUARDARE PAROLE
Danilo Montanari Editore, 2023

Come si legge la poesia concreta? E la poesia visiva? Quali sono le dinamiche ritmiche strutturali della poesia sonora?

Leggere Immagini Guardare Parole,
ideale integrazione del precedente Rivoluzione a Parole, tramite una serie di schede di approfondimento fornisce gli elementi minimi per un primo approccio alla lettura di alcuni importanti lavori di poesia concreta, poesia sonora e poesia visiva della collezione Bonotto.

“in memoriam giuliano mesa”: da oggi (10 agosto) tutte le sere fino a domenica (13 agosto), a roma, in camera verde

CENTRO CULTURALE LA CAMERA VERDE
Via Giovanni Miani 20, Roma
t. 3405263877 – info@lacameraverde.com

In Memoriam Giuliano Mesa

incontri, appunti, letture, libri e altri frammenti dai diari filmici della Camera Verde
a cura di Gians

Programma della proiezione:

da OGGI, giovedì 10, a seguire ogni sera, venerdì 11, sabato 12 e domenica 13 agosto 2023
alle ore 20:30

dai diari filmici della Camera Verde, 1,6,7 di Giuliano Mesa
(registrazione del 27 giugno 2007): in occasione dell’uscita del libro nella collana ‘Felix’, GM legge testi da Nun (come dice nel video: “sarà l’opera postuma.”): Fuga tripla, 1,6,7, Nigredo, e Nunc stans.

video di
Giovanni Andrea Semerano, 2007

musica di
Matias Guerra

con
Giuliano Mesa, Marco Giovenale

*

in sala tra gli altri:
Alfredo Anzellini, Fiammetta Cirilli, Giovanni Cozzani, Gianluca Gigliozzi, Giuliana Laportella, Giulio Marzaioli, Grazia Menna, Laura Nobili, Gilda Policastro, Giancarlo Rossi, Simone Santi Gubini, Bruno Torregiani, Davide Racca, Luigi Severi, Serenella Zanotti, Michele Zaffarano

Qui il pdf della Camera verde con maggiori dettagli, e fotografie:
https://slowforward.files.wordpress.com/2023/07/in-memoriam-giuliano-mesa_-giugno-2007-agosto-2023.pdf

*

la bandella di 1,6,7:

l’architettura di 1, 6, 7 è – in qualche modo – a ponti aggettanti : un primo testo si proietta sulla sequenza di sei, il cui settimo brano è anche l’intera serie conclusiva (di sette poesie). questo, per due volte. il libro vive tanto della propria struttura matematica (ogni numero dona e riceve necessità dal/al seguente-successivo) quanto della sua proiezione in necessità sonora, che è pienamente semantica. gli attriti sillabici sono senso.

la vicenda testuale sembra non organizzare racconto. non è così. è proprio da una noce/chiusura narrante – indice e vettore poi di mito – che tutto prende avvio: da Celan, Phlebas-Tiresia fatto muto dall’acqua, in acqua scomparso, andato, in cammino. il suo fluttuare cieco – necroglossia, luce – è il testo.

le sette e poi sette onde sequenziali del testo di Mesa portano la voce dell’indovino – la sua totale chiarezza di sguardo – a insistere su forma e nome del dolore, sul segno inflitto alla materia. riaffiorante,  gettato, spento, non spento. infine la morte è linguaggio. (qualcuno ascolta). (e, anche, decifra l’identità del naufrago).

il “taci” non è esortazione al buio ma semmai chiusura-inizio della parola iterante, non orante, semmai oracolare in quanto non si nega sguardo e parola. come ogni interrotto/riavviato necessario nastro di Beckett dètta.

(MG)

*

La collana ‘Felix’ (2007-2010) è descritta qui:
https://felixseries.blogspot.com/2007/01/20-gennaio-2007-felix-collana-di.html

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chiuso a aperto. (un testo escluso da “oggettistica”) / mg. 2019

Marco Giovenale
CHIUSO A APERTO
(UN TESTO ESCLUSO DA OGGETTISTICA)



a poi ha chiuso e ha aperto
il tolettatura cani

a poi ha chiuso e ha aperto
pedicure manicure

a poi ha chiuso e ha aperto
un unghiaro ma maschile

a poi ha chiuso e ha aperto
una frittelleria lactose-free

a poi ha chiuso e ha aperto
un bar

a poi ha chiuso e ha aperto
un bar

a poi ha chiuso e ha aperto
una fungheria vegana

a poi ha chiuso e ha aperto
una palestra

a poi ha chiuso e ha aperto
una scuola di danza

a poi ha chiuso e ha aperto
una pizzeria

a poi ha chiuso e ha aperto
una pizzeria la stessa

a poi ha chiuso e ha aperto
una pizzeria la stessa

a poi ha chiuso e ha aperto
il nonsoloporni

a poi ha chiuso e ha aperto
la mp3teca

a poi ha chiuso e ha aperto
il forno artigianato bio

a poi ha chiuso e ha aperto
il bio da solo
Continua a leggere

issue #70 of ‘otoliths’ is now live [and, sadly, it’s the *last* issue]

Issue seventy, the southern winter, 2023, of Otoliths is now live. This last issue is immense & ranges from the dunes of Oceano across to the battlefields of Ukraine, from Scandinavia down to the unceded lands of South Australia. It contains reviews, memoirs, collages, photographs, paintings, vispo, text poems, short stories, videos, combinations of the preceding plus a few other things. Included are Satu Kaikkonen, Martin Edmond, Scott MacLeod, Ian Ganassi, Stephen Bett, Eric Hoffman, R L Swihart, S. K. Kelen, Demosthenes Agrafiotis, Jack Galmitz, Bob Kotyk, Jon Wesick, Marzi Margo, Daniel Lehan, Vernon Frazer, Thomas M. McDade, Jennifer Weigel, Giovanni Fontana, Carlyle Baker, Laurie Kuntz, Lynn Strongin, Sanjeev Sethi, Christopher Barnes, Ferran Destemple, Vaishnavi Kolluru, Brandstifter, C. Mehrl Bennett, & John M. Bennett, Marc Isaac Potter, Texas Fontanella, John Bradley, Laura Jeannerette, Heath Brougher, Nate Logan, Paul Perilli, Joseph Buehler, Mike Callaghan, Benjamin Bennett-Carpenter, Paul Dickey, Yuan Changming, Grzegorz WróblewskiChristian ALLE, Bill Yarrow, Jim Leftwich, Dale Jensen, Judith Roitman, Richard Kostelanetz, Laurent Grison, Maileen Hamto, Sabine Miller, Alison Ross, Javant Biarujia, Carla Bertola, Alberto Vitacchio, Nathan Anderson, Ken Poyner, Jim Meirose, Márton Koppány, Tom Formaro, John M. Bennett (Vispo), Patrick Sweeney, Pamela Miller, petro c. k., Karen J. Weyant, C. Mehrl Bennett, m@, Kirsty Lewin, Hrishikesh Srinivas, József Bíró, Daniel Barbiero, Rus Khomutoff, Pat Nolan, Kimberly Kuchar, Randee Silv, DS Maolalai, Michael J. Leach, Mark Cunningham, Dmitriy Shandra, Carol Stetser, Sterling Warner, Texas Fontanella & Michael Orr, David Wolf, Dave Read, Sheila E. Murphy, Sheila E. Murphy & K.S. Ernst, Tony Beyer, harry k stammer, John M. Bennett (text poetry), Tom Beckett, Rosella Quintini, Michael Gottlieb, Karl Kempton, Joshua Martin, Cecelia Chapman, Mark DuCharme, Réka Nyitrai, jim mccrary, Doren Robbins, Philip Kobylarz, George Myers Jr., Adam Fieled, Hugh Tribbey, Alan Chong Lau, Jacklyn Henry, Harrison Fisher, Kenneth Rexroth, Thomas Fink, Luis Cuauhtémoc Berriozábal, Ed Go, Pete Spence, Adriána Kóbor, Jerome Berglund, Roberta Beach Jacobson, Joseph Salvatore Aversano, Jeff Harrison, Stephen Nelson, Joe Balaz, Bob Heman, Bob Lucky, Liz Teuber, John McCluskey, Gavin Lucky, Elaine Woo, Rahul Santhanam, Debbie Strange, Steve Carll, Diana Magallón, Opal Louis Nations & Peter Cherches, KJ Hannah Greenberg, Susan Gangel, Jeff Bagato, Nathan Whiting, Guy R. Beining, Tim Frank, John Levy & Alan Chong Lau, Linda King, J.I. Kleinberg, Ella O’Keefe & Tim Wright, Jurate Sasnaitis, Hifsa Ashraf and R.C. Thomas, Harvey Huddleston, Glenn Ingersoll, David A. Bishop, dan raphael, Dennis Andrew S. Aguinaldo, Karl Kempton ( a review), Jonathan Cant, Pam Brown, Penelope Weiss, Bernie Earley, Keith Nunes, Anne-Marie Jeanjean, Eddie Heaton, Robert Burton, Alan Catlin, John Kucera, Steven Salmoni, Jessica Grim, Rick Henry, Cherie Hunter Day, Pete Smith, Tony Cosentino & K.S. Ernst, K.S. Ernst, Charles Freeland, Tejaswinee Roychowdhury, Jane Downing, David Jalajel, Antonio Devicienti, Eileen R. Tabios, Damon Hubbs, Eric Lunde, John Tustin, Robert Frede Kenter, Keith Higginbotham, John Digby & Bill Wolak, Bill Wolak, berni m janssen, Jill Jones, Barnaby Smith, Marty Hiatt, Peter Yovu, Mark DeCarteret, Mark DeCarteret & Wayne Atherton, Bruno Neiva, Susan Connolly, Irmak Canevi, Irena Tall, Michael Vecchio, John Levy, Tatiana Novikova, Caitlyn Steer, Edward Kulemin, Olchar E. Lindsann, Matthew Platakos, Jessica Dejanovic, Colleen Woods, Sarah Legow, Bobbi Lurie, Rico Cleffi, Linda M. Walker, Pearl Button, Kit Kennedy, J. D. Nelson, Mark Melnicove, nick nelson, fred flynn, Paul Pfleuger, Jr., Cy Forrest, nicky melville, Edinburgh Mews, Volodymyr Bilyk, Marcia Arrieta, Makenzie Matthews-Beard, & Mark Young.

!! THANKS TO MARK YOUNG FOR HIS WORK AND GENEROSITY THROUGH THE YEARS !!

 

pod al popolo, #014_ essere giusti con carlo bordini (audionotilla su un video visto recentemente)

Il video (o meglio: una parte del video) dedicato l’8 giugno 2022 da Italian Poetry Today a Carlo Bordini e al suo libro postumo, Un vuoto d’aria, presenta alcuni dettagli – rinvenibili all’indirizzo https://youtu.be/C2TybfFzHMg?t=3241 – su cui ho voluto concentrare oggi un’attenzione in effetti non nuova, annotando in breve qualcosa sullo sgretolamento dei generi letterari e sulla natura (in parte, ma  fortemente) sperimentale della scrittura dell’autore. Tutto questo in Pod al popolo. Il podcast irregolare, ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto.

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Ulteriori elementi di approfondimento sulle medesime questioni si possono trovare negli articoli e saggi che seguono:

“carlo in bilico”: annotazioni sull’indecidibilità in alcuni testi di carlo bordini  [in ‘il verri’ n. 76, giu. 2021]

andarsene da un’altra parte. ulteriori conferme su carlo bordini sperimentatore (post-generico)

alcune annotazioni per una possibile replica ad un articolo su ‘l’ospite ingrato’, n. 12, lug-dic 2022

 (cfr. estratto dall’audio, focalizzato su Bordini, qui di seguito:)

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e infine una piccola ricostruzione tascabile del ritorno all’ordine:
https://slowforward.net/2022/10/12/piccola-ricostruzione-tascabile-del-ritorno-allordine/

 

“in memoriam giuliano mesa”: dal 10 al 13 agosto a roma, in camera verde

CENTRO CULTURALE LA CAMERA VERDE
Via Giovanni Miani 20, Roma
t. 3405263877 – info@lacameraverde.com

In Memoriam Giuliano Mesa

incontri, appunti, letture, libri e altri frammenti dai diari filmici della Camera Verde
a cura di Gians

Programma della proiezione:

Giovedì 10, venerdì 11, sabato 12, domenica 13 agosto 2023
alle ore 20:30

dai diari filmici della Camera Verde, 1,6,7 di Giuliano Mesa
(registrazione del 27 giugno 2007): in occasione dell’uscita del libro nella collana ‘Felix’, GM legge testi da Nun (come dice nel video: “sarà l’opera postuma.”): Fuga tripla, 1,6,7, Nigredo, e Nunc stans.

video di
Giovanni Andrea Semerano, 2007

musica di
Matias Guerra

con
Giuliano Mesa, Marco Giovenale

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in sala tra gli altri:
Alfredo Anzellini, Fiammetta Cirilli, Giovanni Cozzani, Gianluca Gigliozzi, Giuliana Laportella, Giulio Marzaioli, Grazia Menna, Laura Nobili, Gilda Policastro, Giancarlo Rossi, Simone Santi Gubini, Bruno Torregiani, Davide Racca, Luigi Severi, Serenella Zanotti, Michele Zaffarano

Qui il pdf della Camera verde con maggiori dettagli, e fotografie:
https://slowforward.files.wordpress.com/2023/07/in-memoriam-giuliano-mesa_-giugno-2007-agosto-2023.pdf

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la bandella di 1,6,7:

l’architettura di 1, 6, 7 è – in qualche modo – a ponti aggettanti : un primo testo si proietta sulla sequenza di sei, il cui settimo brano è anche l’intera serie conclusiva (di sette poesie). questo, per due volte. il libro vive tanto della propria struttura matematica (ogni numero dona e riceve necessità dal/al seguente-successivo) quanto della sua proiezione in necessità sonora, che è pienamente semantica. gli attriti sillabici sono senso.

la vicenda testuale sembra non organizzare racconto. non è così. è proprio da una noce/chiusura narrante – indice e vettore poi di mito – che tutto prende avvio: da Celan, Phlebas-Tiresia fatto muto dall’acqua, in acqua scomparso, andato, in cammino. il suo fluttuare cieco – necroglossia, luce – è il testo.

le sette e poi sette onde sequenziali del testo di Mesa portano la voce dell’indovino – la sua totale chiarezza di sguardo – a insistere su forma e nome del dolore, sul segno inflitto alla materia. riaffiorante,  gettato, spento, non spento. infine la morte è linguaggio. (qualcuno ascolta). (e, anche, decifra l’identità del naufrago).

il “taci” non è esortazione al buio ma semmai chiusura-inizio della parola iterante, non orante, semmai oracolare in quanto non si nega sguardo e parola. come ogni interrotto/riavviato necessario nastro di Beckett dètta.

(MG)

*

La collana ‘Felix’ (2007-2010) è descritta qui:
https://felixseries.blogspot.com/2007/01/20-gennaio-2007-felix-collana-di.html

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“nanni balestrini. oltre la poesia”: video per la mostra al museion di bolzano (2014-15)

a cura di Andreas Hapkemeyer

https://www.teche.rai.it/2019/05/nanni-balestrini-poeta-della-sperimentazione-delle-neoavanguardie/

https://www.museion.it/2014/11/nanni-balestrini-oltre-la-poesia/

linee di sperimentazione (neopoesia vs postpoesia)

riproduco qui di séguito – rielaborati – due commenti fb a un post di Ranieri Teti che mi ha dato occasione di precisare ancora una volta – attraverso le parole di Jean-Marie Gleize – qualcosa sulla differenza tra neopoesia (in linea con le sperimentazioni degli anni Sessanta e decenni successivi) e postpoesia (superamento della o meglio indifferenza alla questione dei generi letterari, littéralité ecc.):

possiamo tracciare una linea diretta tra le sperimentazioni linguisticamente complesse degli anni Sessanta e Settanta e la contemporaneità più stretta.
i nomi sono quelli che conosciamo: Cacciatore, Villa, in parte Vicinelli, sicuramente Lora Totino, Diacono, Toti, Fontana, le prime opere di Bàino, di Cepollaro, … ecc. (ma anche il primo Sanguineti, certo).

tutto ciò è razionale, positivo e verificabile.
allo stesso tempo, però, sottolineo (non per la prima volta) che è altrettanto razionale, positivo e verificabile che si tratta di quel tipo di testualità che Jean-Marie Gleize da qualche lustro definisce neopoesia; mentre sia in Francia che in Italia, a far tempo dagli anni Novanta, e in Italia soprattutto con Costa e il forse inconsapevole Bordini, fino all’esempio di Prosa in prosa nel 2009 e oltre, si è dispiegata una messe di materiali di incredibile quantità e direi anche qualità, rubricabile come postpoesia, interessata soprattutto alla letteralità, littéralité, alla platitude, alla nudità integrale del testo.
 
le parentele tra neopoesia e postpoesia possono essere di prossimità ma non sempre di sintonia.
a unirle (o meglio: a non disunirle troppo) c’è forse una istanza di “non assertività”, nell’accezione da me spiegata svariate volte.

istanza, poi, energicamente oppositiva rispetto alla onniestesa scrittura o meglio poesia assertiva, mainstream.

ma che possa essere in qualche modo pacifico e aproblematico che postpoesia e neopoesia si trovino sempre e comunque sullo stesso versante dell’ambiente letterario, a me sembra come minimo dubitabile. (o comunque da verificare: caso per caso).
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